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Politica, geografia e geografia politica

Che cos'è questa cosa chiamata politica?

La politica è importante!

L'opinione pubblica guarda sempre più ai propri rappresentanti politici con sfiducia e scarsa stima. I governi non hanno più il potere di influenzare gli eventi. Istituzioni politiche di scala più grande sono percepite come una minaccia alle specificità culturali nazionali o regionali. Nascono sempre più nuove organizzazioni politiche. Esiste una grossa difficoltà a produrre cambiamenti politici che abbiano effetti concreti. Nessun leader, partito o movimento politico appare in grado di trovare un linguaggio in grado di cogliere lo spirito del tempo. La quantità di problemi che dobbiamo affrontare sembra sempre in aumento:

  • Cambiamenti ambientali,
  • Salute e malattie,
  • Conflitti militari,
  • Problemi economici,
  • Identità etnica,
  • Trasformazioni culturali,
  • Povertà, …

La politica permea qualunque cosa e influenza tutte le nostre vite.

Politica formale e politica informale

È convinzione comune che la politica riguardi i governi, i partiti, le elezioni, … Questi sono aspetti della politica formale: l'azione del sistema costituzionale di governo e le sue istituzioni e procedure definite dal Diritto pubblico. Il sistema politico accorda a ognuno di noi dei diritti civili formali (diritto di voto) ma anche dei doveri politici formali (pagare le tasse). In alcuni paesi la presenza del governo nella vita della gente può essere esplicita ed evidente; in altri meno.

La politica informale è descritta come “la politica è ovunque”: si formano alleanze, si esercita il potere, si proteggono certi interessi, … Esiste vari aspetti della politica:

  • Politica famigliare,
  • Politica dell'industria,
  • Politica dell'istruzione,
  • Politica della televisione, …

È per questo che, se parliamo di politica informale, non esiste un aspetto della nostra vita che non sia politico.

Secondo Michel Foucault (1926-1984) nelle società tradizionali il potere veniva esercitato in modo visibile. Nelle società moderne, l'esercizio del potere è molto più nascosto. Il classico esempio foucaultiano è quello della punizione dei criminali: il potere dello Stato nel punire i criminali nelle società tradizionali (medioevali) era mostrato attraverso esecuzioni spettacolari sulla pubblica piazza, cedendo il posto (nel Diciottesimo secolo) alla cosiddetta “società disciplinare” dove il controllo sociale è prodotto da una rete complessa di regole e dalla gestione e l'indirizzamento della vita quotidiana delle persone.

Il ruolo della società disciplinare è quello di esercitare il “potere invisibile”, che si coniuga in una miriade di sotto-istituzioni riconducibili a tre principali:

  • Le prigioni che disciplinano i comportamenti sbagliati.
  • Le scuole che disciplinano l'uomo in prima istanza.
  • Le fabbriche che disciplinano i comportamenti produttivi.

Invece di essere spettacolare, il potere nelle società moderne è invisibile e agisce in ogni aspetto dell'ordine sociale. Foucault definisce “capillare” il potere dal momento che esso filtra attraverso la maggior parte delle nostre relazioni, permeando tutta la nostra vita sociale e tutte le nostre interazioni sociali.

Capire la politica

Pratiche materiali e pratiche discorsive

La politica implica pratiche sociali materiali e discorsive. Gli aspetti materiali delle pratiche sociali sono quelli che riguardano l'organizzazione e l'uso delle cose. Gli aspetti discorsivi riguardano le idee, il linguaggio, i simboli e i significati. Le pratiche sociali e discorsive non possono esistere indipendentemente le une dalle altre: il materiale non può essere separato dal discorso. La politica coinvolge sia interessi materiali (modi di produzione) che argomenti discorsivi (formazioni discorsive).

Il concetto di modo di produzione fa riferimento ai modi per mezzo dei quali vengono forniti gli strumenti per soddisfare i propri bisogni e i propri desideri. Il processo di produzione:

  • Necessita dei mezzi di produzione, delle materie prime e della forza lavoro umana.
  • È organizzato in modi differenti nei diversi tempi e luoghi.
  • Può essere diviso in fasi (grazie alla divisione del lavoro) alloccate tra i diversi gruppi sociali.

Il concetto di formazione discorsiva proviene da Foucault: secondo egli il significato del linguaggio non è né trasparente, né immediatamente evidente. Il significato di una affermazione dipende:

  • Da chi la sta pronunciando,
  • Dal modo in cui viene pronunciata,
  • Dal modo in cui si colloca in uno schema più ampio di asserzioni.

Il nostro approccio

Il nostro approccio vede la politica come un processo costituito da pratiche istituzionali e sociali collocate storicamente e geograficamente. Il concetto di politica può essere analizzato nel dettaglio tramite sei elementi chiave:

  1. Le persone e i loro bisogni competitivi. Sono le persone stesse e le relazioni tra di esse a far politica: i processi politici sono prodotti dalle attività umane e dalla human agency. La politica nasce dall'impossibilità di conciliare i desideri.
  2. Il ruolo dell'azione strategica. Noi sviluppiamo e perseguiamo delle strategie a sostegno dei nostri interessi. L'azione strategica porta gli attori a trovarsi in situazioni di conflitto o di alleanza con altri attori, generando di conseguenza scontri o cooperazione.
  3. Risorse e potere. La possibilità di portare avanti azioni strategiche varia a seconda della disponibilità di risorse all'interno della società. L'accesso diseguale a tali risorse genera differenze di potere politico. Laddove vengono messe in campo strategie conflittuali, l'esercizio del potere politico genera resistenza.
  4. Le istituzioni. L'azione strategica porta allo sviluppo di vari tipi di istituzioni. Una volta create, le istituzioni sfuggono dalle intenzioni della strategia iniziale e si sviluppano in modo indipendente. Le strategie delle istituzioni sono i prodotti delle politiche interne e possono essere contradditorie.
  5. Autorità e sovranità. È tipico degli individui avanzare delle pretese di autorità, attraverso le quali cercare di ottenere l'appoggio di altri individui. Chi rivendica l'autorità di solito sta mettendo in pratica dei tentativi di legittimare la propria rivendicazione. Il processo di legittimazione è un processo discorsivo che implica il tentativo di costruire delle cornici di significato attraverso le quali l'autorità venga fatta sembrare legittima. L'appoggio alle rivendicazioni di autorità può essere ricercato per mezzo della coercizione (gli strumenti di violenza). La rivendicazione di sovranità è una particolare forma di rivendicazione d'autorità: la pretesa di essere la più alta autorità per un certo gruppo o una certa area.
  6. Identità politiche. Il seguire diverse strategie fa di noi dei soggetti politici con particolari identità politiche.

Politica e geografia

Spesso ci si riferisce all'attività umana considerando quattro aspetti:

  • Spazio: studio della distribuzione spaziale delle attività e delle istituzioni umane, considerando cause ed effetti.
  • Luogo: studio delle caratteristiche dei luoghi, della relazione tra le persone e i loro luoghi e il ruolo di questi nelle attività umane.
  • Paesaggio: studio della formazione e dell'evoluzione dei paesaggi, del significato e dell'importanza che questi hanno per le persone.
  • Ambiente: studio delle relazioni tra le persone e il proprio ambiente, compreso il significato che queste danno all'ambiente e l'utilizzo delle sue risorse.

Nel passato si assumeva spesso che lo spazio e la società fossero oggetti separati. Più recentemente i geografi hanno insistito sul fatto che le relazioni spaziali non possono essere distinte dalla società. Per quanto riguarda la politica, la geografia non può essere considerata un elemento aggiuntivo o una particolare prospettiva: la politica è intrinsecamente geografica.

La geografia politica

La geografia umana è stata tradizionalmente suddivisa in sotto-discipline, ciascuna delle quali rappresenta un ambito più limitato e specializzato. La geografia umana e le sue sotto-discipline riguardano i fenomeni sociali e sono fenomeni sociali di per sé. Una delle sotto-discipline standard della geografia umana è la geografia politica. È difficile definire il discorso della geografia politica. Una caratteristica importante dei discorsi è che non sono controllati da una sola persona e che parte del loro potere deriva dall'essere largamente condiviso. Quando un discorso si produce o si riproduce entra sempre più in ciò che viene dato per scontato nella vita di tutti i giorni.

La geografia politica delle origini era interessata alla relazione tra territorio fisico, potere dello Stato e rivalità militari. La geografia politica attuale è più interessata alle battaglie e ai movimenti sociali e politici (movimenti dei lavoratori, …)

La formazione dello stato

La spazialità degli stati

Un tema ricorrente

Friedrich Ratzel descrisse lo Stato come una realtà organica, un essere vivente. Considerato come entità territoriale, lo Stato è l'elemento costitutivo di base della carta politica del mondo. Gli studi dei geografi vertono su argomenti quali:

  • Forma geografica degli stati.
  • Forze che sostengono o ostacolano l'integrazione territoriale all'interno degli stati.
  • Differenziazione tra uno stato e i suoi vicini.

Confini e frontiere

Per territorialità si intende un fenomeno di comportamento associato all'organizzazione dello spazio in sfere d'influenza o territori chiaramente indicati o distinti e considerati almeno parzialmente esclusivi per i loro occupanti o per quelli che li definiscono. I confini tra stati si possono suddividere in due categorie principali:

  • Confini geometrici: tracciati lungo una linea immaginaria la cui arbitrarietà è evidente.
  • Confini naturali: legati alla morfologia del territorio (corsi d'acqua, montagne).

Raffestin individua tre fasi della definizione di un confine:

  1. La definizione: effettuata tramite accordi politici.
  2. La delimitazione: ad opera dei cartografi.
  3. La demarcazione: si effettua sul terreno e fa coincidere carta e territorio.

Il puzzle globale

Gli stati rimangono la forma preminente di autorità politica del mondo moderno. La difficoltà di ragionare al di fuori dello schema mentale della suddivisione del mondo in stati è dimostrata dai problemi che emergono quando si cercano delle soluzioni ai conflitti politici che riguardano il territorio (Palestina/Israele). Gli stati sono prodotti estremamente recenti. Solo ottomila anni fa si è costituito per la prima volta qualcosa che potesse assomigliare a uno Stato. Ancora oggi esiste una certa varietà nelle forme dello Stato e per la maggior parte del periodo moderno le caratteristiche dei diversi stati sono state molto differenti tra loro. Poiché gli stati sono istituzioni sociali e politiche, essi sono protagonisti di un continuo processo di cambiamento. Perciò per stato si intende:

  • Una rete complessa di relazioni tra un (mutevole) insieme di istituzioni e gruppi sociali,
  • Il prodotto dei processi interni di sviluppo istituzionale e cambiamento storico.

Gli stati e la geografia

L'esatta posizione dei confini dei territori può essere contestata (come il confine tra India e Pakistan in Kashmir). I confini netti, che nascono con gli stati moderni, vengono associati alla capacità degli stati di esercitare il potere in modo abbastanza omogeneo su tutto il proprio territorio. Nel passato, gli stati erano delimitati da zone di frontiera nelle quali si sovrapponevano le deboli influenze di più entità statali. Ora, la maggior parte degli stati moderni occupa vasti territori e cerca di amministrarli attraverso diversi sistemi istituzionali organizzati su base territoriale. È necessario prendere in considerazione la geografia istituzionale dello Stato: uffici, tribunali e basi militari devono essere distribuiti ovunque. L'apparato dello Stato, diffuso sul territorio, permette alle istituzioni di monitorare, governare e cercare di controllare la popolazione. Questo include la sorveglianza fisica dello spazio, da parte di polizia o di telecamere. Anche se queste attività di controllo sono cresciute nel tempo, esse non sono mai assolute. Ci sono sempre dei vuoti nell'apparato dello Stato che sono definiti spazi di resistenza. La geografia, in quanto insieme di luoghi fisici e simbolici, è fondamentale nella formazione degli stati.

Gli stati e la loro formazione

Una definizione di Stato

Nessuno stato si riduce a una singola struttura organizzativa. Secondo il politologo Bob Jessop (1946-…) esistono teorie forti e teorie deboli che possano descrivere lo Stato in tutte le sue forme:

  • Teorie forti: una teoria forte dovrebbe fornire una descrizione integrata dello Stato, visto come una singola serie di meccanismi causali.
  • Teorie deboli: una teoria debole dovrebbe fornire una serie di principi e linee guida utili per l'analisi di un determinato Stato.

Alcuni sostengono che si dovrebbe guardare allo Stato come a un'idea. Al contrario noi possiamo ben vedere gli effetti dello Stato intorno a noi, specialmente quando ci spostiamo dal territorio del nostro Stato di appartenenza a quello di un altro. Molto di ciò che noi pensiamo riguardi il potere dello Stato su di noi, in realtà agisce attraverso di noi, dal momento che le nostre abitudini e i nostri comportamenti quotidiani sono stati gradualmente plasmati dalla nostra educazione.

Il politologo Timothy Mitchell sostiene che lo Stato non sia presente solo nelle nostre azioni e nei nostri pensieri, ma anche in molte altre forme materiali come il linguaggio degli studi legali, l'architettura degli edifici pubblici, …

La formazione dello Stato come processo sociale

Lo Stato è in costante divenire. I cambiamenti sono più spesso graduali che drastici, anche se poco alla volta possono portare a trasformazioni radicali nel lungo periodo. Bob Jessop trae le basi per la sua teoria dello stato dal lavoro di Foucault e di Nicolas Poulantzas. Nicolas Poulantzas sosteneva che lo Stato fosse un ensemble istituzionale: un misto di pratiche e forme chiamate materialità istituzionale dello stato. Per Jessop lo Stato può essere definito come “uno specifico ensemble istituzionale con confini molteplici, nessuna rigidità istituzionale e nessuna unità sostanziale o formale pre-determinata.”

Jessop ha sviluppato quello che definisce un “approccio strategico-relazionale” allo Stato costruito su tre assi:

  • Lo Stato viene visto come una localizzazione di strategie o, il luogo dove si verificano le strategie politiche.
  • Lo Stato è anche il luogo dove le strategie vengono elaborate, perciò i funzionari dello Stato agiscono strategicamente in base al proprio ruolo.
  • L'apparato dello Stato e i modi convenzionali di agire dei funzionari e delle istituzioni statali sono essi stessi il prodotto di strategie passate.

Le strategie politiche sono importanti per la formazione dello Stato, ma raramente portano ai risultati per i quali erano state elaborate. La formazione dello Stato, perciò non deve essere vista come un processo lineare di evoluzione.

Politica alta e politica bassa

Sicurezza dello Stato e sicurezza sociale

L'idea di politica alta si riferisce alla politica della guerra, della pace e della diplomazia, alle rivendicazioni di sovranità degli stati e ai cambiamenti costituzionali. Questo riguarda lo Stato nella sua essenza e il modo in cui affronta le minacce alla sua stessa esistenza. Le strategie della politica alta riguardano le persone che occupano posizioni di élites nell'apparato dello Stato.

La politica bassa, di contrasto, si riferisce a questioni più semplici, come la politica economica, la sanità pubblica, l'istruzione, l'amministrazione ordinaria, … tutti argomenti per i quali raramente si fanno delle guerre. Le strategie e le pratiche che riguardano queste tematiche hanno a che fare con le élites dello Stato, soprattutto per quanto riguarda la produzione delle leggi, ma vengono portate avanti quasi esclusivamente dal personale ordinario dello Stato.

La distinzione tra politica alta e bassa è diversa da quella tra politica formale e informale: la politica alta può avere attinenza con quella informale (relazioni personali con i capi di Stato) come con quella formale (missioni diplomatiche). La politica bassa si pratica nelle arene formali dei parlamenti e degli uffici governativi così come in quelle informali dei consigli comunali.

Dall'alto verso il basso

Il punto di equilibrio tra politica alta e bassa si è spostato molte volte negli ultimi anni. Durante le guerre la politica alta trova maggior spazio. Nel lungo periodo c'è però stata una tendenza a una diminuzione dell'importanza della politica alta rispetto a quella bassa. Con l'affermarsi della forma moderna di Stato, il punto di equilibrio ha cominciato a spostarsi visto che gli Stati iniziavano ad occuparsi di più della vita dei loro abitanti.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BeAngeli.00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia umana e culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Giorda Cristiano.
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