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Geografia politica - J. Painter, A. Jeffrey

Capitolo 1 - Politica, geografia e geografia politica

1.1 Che cos'è questa cosa chiamata politica

La politica è importante! Negli ultimi 25 anni il mondo è stato sconvolto da profondi cambiamenti politici. Nel 1984, l'ordine militare globale, organizzato intorno alla NATO (Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord, nasce con il Patto Atlantico del 1949) e al Patto di Varsavia (alleanza militare tra i Paesi del blocco sovietico, nasce nel 1955 in contrapposizione alla NATO) era intatto, con gli USA in procinto di schierare missili a testata nucleare in Europa Occidentale, in nome della "sicurezza collettiva". Le dottrine radicali di destra del monetarismo e l'economia del libero mercato, che erano già state adottate negli USA e nel Regno Unito, avevano generato un consenso anche negli altri Paesi capitalisti industrializzati. In Cina, la riforma economica seguiva il suo corso ma non si aveva ancora idea di dove si sarebbe spinto il Partito Comunista per conservare il controllo politico.

L'Europa dell'est, compresa in quello che si chiamava "Jugoslavia", rimaneva politicamente stabile, mentre in altre parti del mondo si osservavano guerre civili o sommosse, per esempio in Sud Africa, nonostante non ci fossero segnali che Nelson Mandela fosse liberato dalla prigionia, la rivolta contro l'apartheid si era intensificata e in America centrale la campagna militare contro il governo riformista sandinista del Nicaragua era in piena attività ed era spalleggiata dagli USA.

Nel 1995 il mondo sembrava sottosopra: Nelson Mandela fu eletto presidente del Sud Africa in seguito all'abolizione dell'apartheid e alla fine del predominio della minoranza bianca, l'URSS non esisteva più, nell'Europa dell'est i conflitti etnici avevano frammentato la mappa politica e il Patto di Varsavia si era dissolto, con la caduta del muro di Berlino (1989) si è parlato della possibilità di creare un nuovo ordine mondiale. Nel frattempo il radicalismo privatistico dei governi Thatcher si era diffuso per l'Europa, divenne chiaro che la liberalizzazione del mercato in Cina non presupponeva una liberalizzazione della vita politica e, infine, in Nicaragua, dopo anni di conflitti con gli USA, i risultati elettorali allontanarono dal potere il governo sandinista.

La situazione politica del mondo nel 2008 è di nuovo diversa: l'11 settembre 2001 gli attacchi terroristici condotti dai radicalisti islamici, collegati alla rete di Al Qaeda di Osama Bin Laden, hanno ucciso migliaia di persone a New York, Washington e in Pennsylvania, ai quali poi il governo americano ha risposto lanciando la cosiddetta "guerra al terrore", invadendo l'Iraq e l'Afghanistan, dove Bin Laden aveva la propria base, fu attaccato ed occupato e nonostante l'instaurazione di governi formalmente democratici in entrambi i Paesi, le occupazioni sono continuate.

In Europa, la maggior parte dei Paesi socialisti (che prima facevano parte dell'URSS) ora fa parte dell'Unione Europea e l'economia neoliberale rappresenta un'ortodossia politica internazionale. Il cambiamento climatico provocato dall'uomo viene riconosciuto come il tema politico di maggior urgenza e come una minaccia per la sopravvivenza del genere umano.

La politica come negli ultimi tempi non è mai stata così importante e allo stesso tempo così impopolare; ogni settimana si viene a mettere in evidenza la sfiducia e la scarsa stima con le quali l'opinione pubblica di molti Paesi guarda ai propri rappresentanti politici. In Occidente sembra crescere la sensazione che i governi non abbiano più il potere di influenzare gli eventi come facevano prima, anzi spesso si dichiara che le forze economiche globali stanno plasmando le economie nazionali e i governi possono fare relativamente poco per intervenire.

La crescita dell'Unione Europea e la creazione di un'area nordamericana di libero scambio (NAFTA – North American Free Trade) sono in parte tentativi di esercitare un'influenza politica sulle tematiche economiche in una scala geografica più ampia di quella di uno Stato nazionale; allo stesso tempo queste istituzioni sovrastatali sollevano anche questioni di tipo politico. In un'area di libero scambio non tutti i Paesi godono degli stessi benefici e l'Unione Europea ha dovuto stanziare fondi speciali per sostenere quelle regioni nelle quali l'esposizione alle forze del mercato internazionale potrebbe causare maggiori sconvolgimenti sociali. Queste istituzioni politiche sovrannazionali sono percepite da alcuni come una minaccia alla specificità culturali nazionali e/o regionali.

Le suddivisioni e le organizzazioni politiche tradizionali continuano ad esistere, ma sembrano sempre più lontane e meno appropriate, dal momento che le loro fondamenta vengono modificate, anche drasticamente, dai continui cambiamenti sociali ed economici. In molti contesti, la difficoltà a far fronte ai problemi economici e ad un paesaggio politico in mutamento, ha portato le persone ad individuare dei capri espiatori nei gruppi sociali con minor potere, anziché cercare di ottenere le riforme e lo sviluppo attraverso i canali politici convenzionali.

Nessun leader, partito o movimento politico appare capace di trovare un linguaggio o degli strumenti politici in grado di ispirare o convincere le società. Quindi, direttamente o indirettamente, la politica influenza tutte le nostre vite.

Monetarismo

Il termine non indica solo una teoria economica, ma una vera e propria scuola di pensiero sviluppatasi a Chicago a partire dagli anni '60. Friedman e Schwartz, autori del volume "Monetary History of United States" sostengono che l'inflazione è sempre un fenomeno monetario e che dipende dal meccanismo di domanda e offerta della moneta. Questa scuola sostiene la neutralità delle politiche monetarie e consiglia di evitare interventi pubblici in campo economico. I monetaristi sono a favore di un approccio neopositivista all'economia e si sono sempre dichiarati fiduciosi nel funzionamento spontaneo dell'economia e nelle sue capacità di raggiungere una posizione di pieno impiego delle risorse.

Politica formale e politica informale

È convinzione comune che la politica riguardi i governi, i partiti, le elezioni, la guerra e gli affari esteri, ma questi si riferiscono a ciò che possiamo chiamare "politica formale". Con la definizione di politica formale intendiamo l'azione del sistema costituzionale di governo e le sue istituzioni e procedure definite dal diritto pubblico. Questa definizione implicherebbe che la politica appartenga ad una sfera separata dalla vita normale e che riguarda solo alcune persone e organizzazioni. Il sistema politico può accordarci diritti civili formali (come quello al voto) o doveri politici formali (come pagare le tasse), oppure la politica può, di volta in volta, influenzare la società in cui viviamo attraverso cambiamenti nelle politiche pubbliche, come nell'ambito dell'istruzione o della protezione ambientale.

La politica formale viene vista come qualcosa che a volte può riguardare la vita quotidiana, ma che non ne fa veramente parte. La politica informale può essere riassunta con la frase "la politica è ovunque" e un esempio lo si ritrova nella politica da ufficio (che ovviamente non ha molto a che fare con il sistema politico dei governi e delle elezioni), perché comunque si formano alleanze, si esercita un potere sulle altre persone, si sviluppano influenze e si proteggono e perseguono determinati obiettivi ed interessi; ma c'è politica anche nell'ambito domestico, dell'industria e dell'istruzione. Si parla di "politica informale" perché non esiste un aspetto della vita che non sia politico.

Spesso si dice che la politica riguarda il potere, ma anche il modo in cui si intende il potere è cambiato nel tempo e secondo Foucault questi cambiamenti sono legati ai mutamenti del modo in cui il potere viene esercitato. Secondo Foucault nelle società tradizionali il potere veniva esercitato in modo visibile, per esempio nel corso degli spettacoli pubblici, mentre nelle società moderne l'esercizio del potere è molto più nascosto. Per esempio nel Medioevo il criminale era punito con una esecuzione su una piazza pubblica, mentre adesso c'è una fitta rete di regole e controlli amministrativi che riguardano la gestione della vita quotidiana delle persone.

A dispetto del suo nome, la "geografia politica" in passato non si è occupata della varietà di politiche, ma si è concentrata sulla politica formale e su particolari aspetti di essa; mentre oggi è chiaro che tutti i processi politici sono in un certo senso anche geografici. Anche l'ambito della politica informale viene largamente studiato dai geografi, che in anni recenti hanno introdotto nella disciplina un insieme di nuove idee, ma in generale i geografi che si occupano di queste concezioni ampie della politica, scelgono di non definirsi "geografi politici" e di non applicare le proprie idee alla politica formale, che solitamente viene studiata dalla "geografia politica" propriamente detta.

1.2 Capire la politica

Pratiche materiali e pratiche discorsive

La politica implica pratiche sociali materiali e discorsive. Gli aspetti materiali delle pratiche sociali sono quelli che riguardano l'organizzazione e l'uso delle cose, mentre gli aspetti discorsivi riguardano le idee, il linguaggio, i simboli e i significati. Queste due tipologie di pratiche possono essere considerate separatamente ai fini della loro analisi, ma non possono esistere indipendentemente le une dalle altre. Perché gli oggetti materiali possano essere usati dagli esseri umani, quest'ultimi devono avere una comprensione discorsiva del loro ruolo e della loro importanza. Per quanto riguarda la politica, questa coinvolge sia gli interessi materiali che argomenti discorsivi, ma proprio perché i processi sociali sono sia discorsivi che materiali, è difficile separare i concetti di "modo di produzione" e di "formazione discorsiva".

I modi di produzione sono a loro volta prodotti in parte di discorsi (come per esempio quelli legati alle relazioni di proprietà), mentre le formazioni discorsive sono prodotte materialmente ed hanno precondizioni e conseguenze materiali (per esempio sono dipendenti dai mezzi materiali di circolazione delle informazioni). Il concetto di modo di produzione fa riferimento ai modi per mezzo dei quali agli individui e ai gruppi sociali vengono forniti gli strumenti per soddisfare i propri bisogni e desideri, a partire dalle necessità biologiche come il cibo fino ai lussi più superflui. In primo luogo il processo di produzione necessita dei mezzi di produzione (uffici, computer, macchinari, strumenti), delle materie prime e della forza lavoro umana. In secondo luogo il processo di produzione è organizzato in modi differenti nei diversi tempi e luoghi: nelle produzioni artigiane i lavoratori sono anche proprietari dei mezzi di produzione, mentre con il capitalismo la produzione è stata separata dalla proprietà e dal controllo dei mezzi di produzione.

In terzo luogo esiste una suddivisione del lavoro ed infine c'è un sistema di distribuzione e circolazione attraverso cui i prodotti possono essere distribuiti tra i consumatori. Come la concezione del potere, anche il concetto di "formazione discorsiva" proviene da Foucault, infatti secondo lui il significato del linguaggio non è né trasparente né immediatamente evidente: le parole, le affermazioni, i simboli e le metafore possiedono significati diversi a seconda del contesto. Per esempio tutte le persone raggiungono la maturità attraversando l'età compresa tra 13 e 19 anni, ma è solo negli anni '50 che il termine "teenager" è diventato di dominio comune.

Prima di ciò in alcune società si passava dall'infanzia all'età adulta, mentre in altre si usavano termini che non avevano né lo stesso significato né le stesse connotazioni di "teenager", però questo passaggio di età era segnato da cerimonie ben precise o da riti religiosi di passaggio. Nell'America degli anni '50 si inizia a considerare come fase della vita quella compresa tra l'infanzia e l'età adulta e, nonostante gli esseri umani siano biologicamente gli stessi, la società occidentale viene trasformata dalla nascita dei teenager. I teenager apparivano in molti mezzi di comunicazione: discorsi politici, film, musica popolare, pubblicità ecc e tutti questi ambiti avevano elementi in comune sia nell'oggetto di analisi sia nel linguaggio usato e nel tono.

Il nostro approccio

Il nostro approccio vede la politica come un processo costituito da pratiche istituzionali e sociali collocate storicamente e geograficamente. Queste pratiche sono di natura sia materiale che discorsiva e, almeno in parte, anche intenzionale e strategica e dipendono dalla disponibilità di risorse distribuite in modo ineguale.

  • Le persone e i loro bisogni. Sono le persone e le relazioni tra di esse a fare la politica: i processi politici sono prodotti dalle attività umane e dalla human agency. Come esseri umani, individui e gruppi sociali, abbiamo bisogno di desideri, aspirazioni ed interessi che sono costruiti attraverso il discorso. La politica nasce dall'impossibilità di conciliare i desideri, i bisogni, le aspirazioni e gli interessi all'istante e automaticamente.
  • Il ruolo dell'azione strategica. Noi sviluppiamo e perseguiamo delle strategie (azioni intenzionali) a sostegno dei nostri interessi; queste strategie non devono essere per forza grandiose, ma possono essere anche banali o di piccola scala. Le nostre strategie non sono mai del tutto razionali, dal momento che la nostra conoscenza delle circostanze nelle quali agiamo è sempre parziale ed imperfetta e molti fattori che influenzano le nostre azioni sono al di fuori del nostro controllo, questo porta al fatto che a volte i risultati non sono quelli voluti. L'azione strategica porta gli attori a trovarsi in situazioni di conflitto o alleanza con altri attori che perseguono strategie simili o opposte.
  • Risorse e potere. La capacità dei diversi individui e gruppi sociali di portare avanti delle azioni strategiche varia a seconda della disponibilità di risorse all'interno della società. Le risorse possono essere di vario tipo: i nostri corpi, risorse materiali di ogni tipo, discorsive (conoscenze, informazioni, linguaggio ecc.), appoggio di altre persone, strumenti per praticare la violenza. L'accesso disuguale a tali risorse genera differenze di potere politico. Nei casi in cui vengono messe in campo strategie conflittuali, l'esercizio del potere politico genera resistenza.
  • Le istituzioni. L'azione strategica porta allo sviluppo di vari tipi di istituzioni che, una volta create, possono sfuggire dalle intenzioni della strategia iniziale e si sviluppano in modo indipendente. Le istituzioni sono attori politici che seguono strategie che possono non essere correlate a quelle che le hanno generate, inoltre hanno anche le proprie politiche interne, che consistono a loro volta in azioni strategiche condotte da individui e gruppi. Le istituzioni esistono con una scala temporale diversa da quella delle azioni individuali e il fatto che perdurino nel tempo e si estendano nello spazio è una delle cause del loro potere politico.
  • Autorità e sovranità. È tipico degli individui avanzare delle pretese di autorità, attraverso le quali cercare di ottenere l'appoggio di altri individui, gruppi e istituzioni in favore delle proprie azioni strategiche. Tutte le pretese di autorità sono dichiarazioni e non constatazioni di un dato di fatto, per cui chi rivendica l'autorità di solito sta mettendo in pratica dei tentativi di legittimare la propria rivendicazione. Il processo di legittimazione è un processo discorsivo che implica il tentativo di costruire delle cornici di significato attraverso le quali l'autorità venga fatta sembrare legittima. La legittimazione raramente è assoluta, ma passa attraverso un continuo conflitto con chi la mette in discussione. In assenza di consenso l'appoggio alle rivendicazioni di autorità può essere ricercato per mezzo della coercizione, laddove sono disponibili le risorse necessarie per metterla in pratica (strumenti di violenza). La rivendicazione di sovranità da parte di un'istituzione è la pretesa di essere la più alta autorità per un certo gruppo o in una certa area.
  • Identità politiche. Il nostro seguire diverse strategie e le nostre posizioni riguardo ad esse e alle rivendicazioni di autorità da parte degli altri, fanno di noi dei soggetti politici con particolari identità politiche. Dire che siamo soggetti politici, significa che ciascuno di noi, come essere umano, intrattiene delle relazioni con la politica.

1.3 Politica e geografia

Tradizionalmente la "geografia" è stata definita in senso ampio come lo studio della superficie terrestre. Per quanto riguarda l'attività umana ci si riferisce ad essa considerando 4 aspetti (intersecati tra loro):

  • Spazio. I geografi studiano la distribuzione spaziale delle attività e delle istituzioni umane, considerando cause ed effetti. La geografia si interessa anche dell'influenza dell'organizzazione spaziale sui processi sociali, politici, economici e culturali.
  • Luogo. La geografia studia le caratteristiche dei luoghi, la relazione tra le persone e i loro luoghi e il ruolo di questi nelle attività umane.
  • Paisaggio. La geografia concentra l'attenzione sulla formazione e l'evoluzione dei paesaggi e il significato e l'importanza che questi hanno per le persone.
  • Ambiente. I geografi sono interessati alle relazioni tra le persone...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vale_13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università per stranieri di Siena o del prof Tabusi Massimiliano.
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