Osservare e valutare il comportamento infantile
Cap. 1 – L'osservazione come metodo di indagine in psicologia dello sviluppo
Definizione di osservazione
Osservare: significa selezionare un fenomeno o un comportamento che si ritiene importante per raccogliere informazioni su di esso nel modo più accurato e completo. Pur essendo esposta costantemente ai rischi della soggettività, l'osservazione diventa obiettiva nel momento in cui viene condotta secondo procedure scientifiche (procedure sistematiche, ripetibili e comunicabili).
Rispetto al guardare, l'osservare segnala un atteggiamento più critico e di ricerca. Si osserva perché si ricerca qualche cosa e si intende scoprire qualcosa che non si conosce ancora. Quando si studia il comportamento umano è difficile stabilire confini netti tra chi osserva e chi viene osservato.
Introspezione: è il caso estremo di coincidenza tra osservatore e osservato, in cui il ricercatore si riconosce nelle esperienze dell'osservato facendo un autoriflessione sulle sue esperienze personali. Il rischio dell'introspezione viene controllato tramite delle procedure specifiche che controllano l'obiettività dell'osservazione.
Differenze tra osservazione e sperimentazione
| Osservazione | Sperimentazione |
|---|---|
| Nell'osservazione non ci si avvale di nessuna forma di sperimentazione per essere il più reali possibile | Lo sperimentatore invece tenta di riprodurre un fenomeno per poi analizzarlo |
| L'osservazione indaga le relazioni che esistono realmente tra due o più variabili | La sperimentazione indaga le relazioni che potrebbero esistere tra le variabili in risposta a delle specifiche manipolazioni sperimentali |
| L'osservazione non deve fare riferimento alla falsificabilità dei dati, dal momento che il suo obiettivo è più quello di descrivere anziché spiegare | Fa riferimento alla falsificabilità dei dati |
La scelta del metodo osservativo risponde all'esigenza di studiare dei fenomeni e dei comportamenti senza rinunciare al rigore scientifico (validità interna) ma garantisce al tempo stesso la possibilità di generalizzare i risultati (validità esterna).
Secondo alcuni autori, il metodo osservativo consiste nel registrare il comportamento senza tentare di influenzarlo, oppure nel rilevare il comportamento in situazioni in cui i soggetti sono liberi di variare le proprie risposte senza limitazioni poste dal ricercatore. Queste definizioni tendono a vedere l'osservazione come alternativa alla sperimentazione in quanto fondata sull'assenza di manipolazione o controllo delle variabili. Non esiste una netta separazione fra i due metodi di indagine, la differenza tra osservazione e sperimentazione si colloca piuttosto su un continuum.
Cenni storici sul metodo osservativo
La preistoria del metodo osservativo e l'emergere dell'interesse scientifico per lo sviluppo infantile si possono rintracciare nelle biografie di bambini o diari tenuti da noti studiosi del Settecento e dell'Ottocento sullo sviluppo e i progressi dei propri figli. Nel diario si annotano in forma scritta, giorno per giorno, i comportamenti e i cambiamenti che si verificano in periodi più o meno lunghi.
Il più noto di questi diari fu scritto da Charles Darwin sul figlio Doddy nei primi due anni di vita. Sulla base di queste osservazioni, Darwin sostiene che l'uso del linguaggio si è evoluto gradualmente e naturalmente partendo da una base che è presente già negli animali e che riaffiora nel piccolo dell'uomo all'inizio della vita, cioè i segnali espressivi e comunicativi.
Molto prima che Doddy all'età di un anno inventasse la sua prima parola per significare il cibo, egli aveva costruito un ricco sistema di comunicazione non verbale utilizzando le espressioni facciali, i gesti e l'intonazione della voce.
Le prime opere che segnano la nascita della psicologia infantile alla fine dell'Ottocento prediligono l'approccio osservativo. In Italia, l'opera di Maria Montessori e la formazione degli educatori a lei ispirata si caratterizzano per l'esercizio sistematico dell'osservazione. La predilezione per il metodo osservativo permane fino al 1931; negli anni successivi, fino al 1960, si assiste all'affermarsi del metodo sperimentale e delle ricerche di laboratorio. Contemporaneamente, Watson e l'approccio comportamentista esercitano una crescente influenza in tutti i campi della psicologia.
Approccio comportamentista: secondo questa concezione, la sperimentazione in laboratorio è l'unica strada per portare la psicologia allo status di disciplina scientifica. Negli anni Sessanta inizia ad affermarsi un nuovo clima. Da un lato si fa strada la consapevolezza della complessità del comportamento infantile come oggetto di indagine, dall'altro si incomincia ad apprezzare la potenziale ricchezza delle metodologie di tipo osservativo. Negli anni Settanta si registra un considerevole aumento di ricerche condotte con il metodo osservativo.
Ci sono diverse ragioni che spiegano il nuovo impulso all'utilizzo dell'osservazione nello studio dello sviluppo:
- L'approccio etologico favorisce l'affermarsi dell'osservazione come metodo scientifico rigoroso, sostenendo la necessità di descrizioni accurate e obiettive.
- L'approccio ecologico contribuisce ad attribuire maggiore importanza alle ricerche sul campo rispetto a quelle condotte in laboratorio.
- La disponibilità di nuove tecniche di registrazione, raccolta e analisi dei dati (videoregistratori e computer) ha giocato la sua parte contribuendo a rendere le metodologie osservative di qualità migliore e al tempo stesso più facile nell'uso.
Negli stessi anni, Brofenbrenner criticava l'abuso degli esperimenti di laboratorio nello studio dello sviluppo. Negli ultimi decenni del Novecento, l'insoddisfazione per gli effetti dell'uso eccessivo degli esperimenti in laboratorio fece crescere l'interesse per l'osservazione nella Psicologia dello Sviluppo.
L'aumento delle ricerche osservative comportò una maggiore produzione di ricerche dedicate all'età prescolare, infatti l'età dei soggetti presi in esame influenza la scelta del metodo per due motivi:
- Quando i bambini sono piccoli è più facile osservarli senza che questi se ne rendano conto o che siano disturbati dalla presenza dell'osservatore.
- È difficile ed eticamente inaccettabile sottoporre neonati ad esperimenti spesso esigenti o intrusivi.
Diversi tipi di osservazione
Le differenze tra i diversi tipi di osservazione si basano su due parametri:
- In che modo è strutturato l'ambiente.
- Quali vincoli l'osservatore dà all'ambiente.
L'ambiente può essere naturale o artificiale e il grado di intervento sull'ambiente varia a seconda che l'osservatore scelga di imporre delle restrizioni sulla situazione o sulla risposta del soggetto o su entrambe contemporaneamente. L'osservatore può decidere anche di non strutturare l'ambiente e nel caso in cui decida di farlo, egli registrerà solo specifici comportamenti oppure le risposte dei soggetti osservati in determinate modificazioni da lui introdotte.
La scelta dell'ambiente naturale non impedisce al ricercatore di imporre restrizioni sia sulla situazione sia sul comportamento osservato, allo stesso modo la validità ecologica della ricerca non è garantita dalla scelta di condurre l'osservazione nell'ambiente naturale piuttosto che in laboratorio.
| Tipo di studio | Ambiente naturale | Ambiente artificiale |
|---|---|---|
| Non strutturato | Studio sul campo non strutturato | Studio in laboratorio |
| Strutturato | Studio sul campo strutturato | Studio in laboratorio strutturato |
Ne deriva che non è accettabile definire una ricerca ecologicamente valida quando è condotta in un ambiente naturale ed implica attività proprie della vita quotidiana. È invece utile definire Validità Ecologica una ricerca che avviene all'interno di un ambiente, dove i soggetti fanno esperienza, le cui caratteristiche sono quelle che il ricercatore suppone.
Osservazione naturalistica: l'osservatore sceglie di esercitare un grado minimo di controllo sul proprio oggetto di studio. Osservazione controllata: il ricercatore sceglie di imporre un grado medio o massimo di controllo sulle condizioni in cui svolge la sua indagine.
Metodi indiretti di osservazione: invece di osservare direttamente il comportamento quando si manifesta, si interrogano i soggetti riguardo il verificarsi di particolari comportamenti o circa le proprie idee, opinioni e conoscenze.
L'osservazione etologica
Osservazione etologica: l'osservazione si definisce etologica quando l'osservatore non influenza in alcun modo il comportamento che è interessato a studiare ed annulla il più possibile la propria soggettività. Generalmente questa tecnica si usa in ambienti naturali dove determinati comportamenti si verificano spontaneamente.
L'osservazione può essere:
- Dissimulata, quando i soggetti non si accorgono di essere osservati.
- Palese, quando l'osservatore è visibile e i soggetti si rendono conto di essere osservati.
L'approccio etologico si ispira alla teoria dell'evoluzione di Darwin. L'etologia studia la "biologia del comportamento" e sostiene che anche il comportamento, come l'anatomia, derivi dall'evoluzione data dalla selezione naturale. Inizialmente questa tecnica venne applicata allo studio del comportamento animale e solo successivamente venne utilizzata anche per lo studio di quello umano.
Vantaggi approccio etologico:
- È più facile definire qual è l'ambiente naturale di vita dei bambini piccoli.
- I bambini non sempre si rendono conto di essere osservati, specialmente quando sono in gruppo, e quindi non reagiscono modificando il comportamento.
Per l'approccio etologico è essenziale descrivere in modo dettagliato e completo il comportamento osservato (etogramma). Ogni ricerca deve iniziare con una pura osservazione, libera da teorie preconcette; occorre semplicemente partire con la descrizione e la classificazione del lavoro che si vuole studiare.
Allo scopo di non influenzare la spontanea manifestazione del comportamento osservato, l'approccio etologico adotta un'osservazione non-partecipante e spesso dissimulata: l'osservatore si nasconde dietro uno specchio unidirezionale o dietro uno schermo che lo maschera; quando questo non è possibile, cerca di inserirsi nell'ambiente e comincia ad osservare soltanto quando si rende conto di essere ignorato dai soggetti. L'osservazione dissimulata può anche fare a meno dell'osservatore e affidarsi a strumenti di registrazione. Gli etologi sono stati i primi a filmare il comportamento osservato per poter avere una descrizione iniziale obiettiva.
Una volta registrati i dati si procede con la loro catalogazione identificando e descrivendo i singoli modelli comportamentali e per giungere in seguito ad individuare insiemi di comportamenti che hanno cause antecedenti e conseguenze simili.
Lo studio etologico di Jones
Jones ha condotto uno studio riguardante il comportamento sociale di un gruppo di bambini tra i 2 e i 4 anni che si incontravano periodicamente in una stanza da gioco allestita in laboratorio e venivano registrati attraverso lo specchio unidirezionale. Al comportamento di ciascun bambino venne applicato uno schema di codifica comprendenti 22 unità di comportamento (ex. picchia, sorride, corre, piange). Utilizzando questo tipo di analisi fu possibile individuare alcuni comportamenti compositi, cioè diverse unità che si verificavano contemporaneamente. Uno di questi comportamenti compositi riunisce le unità ride - faccia giocosa – salta – colpisce – lotta ed è stato definito gioco turbolento.
Gli aspetti negativi dell'approccio etologico riguardano il rischio della perdita, attraverso metodi troppo oggettivi, del significato che un certo comportamento assume in un particolare momento o contesto. L'osservatore è in grado di cogliere questo significato grazie alla capacità di giudicare le intenzioni sottostanti al comportamento altrui.
L'osservazione partecipante
Ci sono due approcci di osservazione partecipante:
- Approccio etnografico
- Approccio psicoanalitico (infant observation)
Entrambi gli approcci rendono l'osservatore partecipe piuttosto che mascherare la sua presenza nell'ambiente.
Osservazione etnografica
Questo tipo di osservazione parte dal presupposto che è difficile per l'osservatore rimanere nascosto nell'ambiente naturale, ma al contempo la sua presenza può mettere a disagio i soggetti introducendoli a tenere un comportamento diverso da quello che avrebbero tenuto se non si fossero sentiti osservati. Se l'osservatore non partecipa, non è semplice giustificare la sua presenza, perciò, nell'approccio etnografico l'osservatore partecipante deve conquistarsi l'accesso nel gruppo o comunità che intende studiare, mostrando la massima disponibilità e la minima autorità. Egli si presenta come un amico e cerca di guadagnarsi il rispetto e la fiducia dei bambini o adolescenti che intende osservare. Queste caratteristiche rendono difficile adottare l'osservazione partecipante di tipo etnografico con neonati e lattanti, mentre la si può ben utilizzare per studiare bambini di scuola dell'infanzia ed elementare.
Studio di Corsaro sulla cultura infantile nella scuola materna
Nel definire il proprio ruolo di osservatore partecipante, Corsaro utilizza una strategia di accesso reattiva, che lascia ai bambini il tempo e la voglia di accettare l'osservatore e di lasciarlo entrare lentamente nel loro mondo, con il ruolo che essi decidono di assegnargli. Questo permette a Corsaro di partecipare alle attività dei bambini senza alterarle ed inoltre di accedere al loro mondo interno. Il processo di accettazione risultò piuttosto lento e graduale. All'osservatore furono poste una serie di domande: "cosa fai?", "perché ci segui?", "a cosa serve il registratore?". Successivamente fu invitato a prendere parte ad alcuni giochi e gli venne attribuito un soprannome. Egli evitò accuratamente di assumere qualsiasi ruolo adulto.
Infant observation (osservazione psicoanalitica)
Infant observation: tecnica elaborata da Bick che prevede l'osservazione diretta e partecipe del bambino durante i primi 2 anni, nella sua relazione con la madre e con altri membri della famiglia all'interno della propria casa. Gli studi di Brick sull'infanzia si rivolsero in particolar modo alla relazione madre-bambino, al funzionamento mentale del neonato e alla comunicazione preverbale. Attraverso l'uso di questa tecnica si vogliono conoscere in modo approfondito i bisogni del neonato, il mondo interno del bambino e come le funzioni già presenti alla nascita si integrino tra loro e interagiscano con le capacità relazionali della madre.
L'osservatore si reca nella famiglia prescelta una volta a settimana fino alla fine del secondo anno di vita del bambino e sceglie una famiglia quanto più possibile comune, evitando le amicizie e le conoscenze. Ogni visita dura circa 1h ed è consuetudine che l'osservatore incontri i genitori prima della nascita per proporre l'osservazione dando loro il tempo di pensarci e per capire come la coppia di genitori si stia preparando alla nascita. In questo primo incontro, l'osservatore sottolineerà che sarà lì solo per osservare e non interverrà per consigli o giudizi ed insieme ai genitori si deciderà l'ora più adatta agli incontri.
Nel corso dell'osservazione, l'osservatore porrà attenzione sia ai comportamenti del bambino che a quelli della madre e degli altri membri della famiglia presenti. Durante le visite, l'osservatore non prende nota, successivamente scrive con maggiore fedeltà e precisione tutti i dettagli e tutto ciò che ricorda dell'osservazione, lasciando le proprie impressioni separate. L'osservatore si riunisce poi in un piccolo gruppo che si riunisce periodicamente con un conduttore per discutere a turno le osservazioni di ciascun osservatore. Il conduttore ha il compito di guidare e di supervisionare e aiuta i membri del gruppo ad interpretare quanto hanno osservato.
La discussione di gruppo guidata da un supervisore esperto diventa un punto di riferimento di cui non si può fare a meno, senza il quale l'osservazione rischia di diventare una situazione in cui l'impatto emotivo invade l'osservatore, impedendogli un'effettiva esperienza conoscitiva e formativa. L'osservatore impara a mantenere un equilibrio tra distacco ed empatia che gli consente di osservare assumendo un atteggiamento mentale distaccato, per comprendere ciò che sta provando lui, la madre ed il bambino. Quella che si attua è un'osservazione basata non solo sul guardare e registrare ma anche e soprattutto sul sentire e capire.
Tecnica dell'Infant Observation
| Come si usa | Perché si usa |
|---|---|
| Osservazione naturalistica del bambino a casa | Consente all'osservatore di fare esperienza delle emozioni del bambino nella scoperta del mondo |
| L'osservatore deve incontrare i genitori prima della nascita del bambino | Rende l'osservatore sensibile all'atmosfera emozionale nella quale il bambino cresce |
| Il bambino viene osservato per 1h a settimana fino al compimento del 2° anno di vita, mantenendo lo stesso orario e lo stesso giorno di visita per tutto il periodo | Consente all'osservatore di collegare gli stati emozionali della madre con quelli del bambino |
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Modelli e tecniche di osservazione del comportamento infantile
-
Riassunto esame Psicologia dell'educazione e tecniche di osservazione del comportamento infantile, Prof. Longobardi…
-
Riassunto esame Tecniche di osservazione, Prof. Bulgarelli Daniela, libro consigliato L'osservazione del comportame…
-
Riassunto esame Tecniche di osservazione del comportamento infantile