Sociale – Ricerche e protagonisti
Theodore Newcomb – socializzazione politica
Per raccogliere ulteriori informazioni sulla comunità del college, Newcomb intervistò tutte le ragazze laureande tra il 1938/1940. Domande focalizzate su interessi personali, cambiamenti subiti durante la frequentazione ecc. Altre informazioni acquisite da report redatti dagli insegnanti su ogni studentessa, da alcuni testi scritti dalle ragazze relativi alla loro esperienza nel campus, interviste con docenti e personale.
Redatte otto categorie di studentesse sulla base dei dati:
- Conservatrici consapevoli e non identificate con la comunità: basso prestigio. Iperdipendenti dai genitori. Famiglia come gruppo di riferimento positivo, comunità negativo.
- Conservatrici inconsapevoli e non identificate con la comunità: basso prestigio. Ostinate. Poco integrate nella comunità, famiglia come gruppo di riferimento.
- Conservatrici consapevoli identificate con la comunità: prestigio sopra la media. Coscienti del conflitto tra il loro gruppo di appartenenza e la famiglia, che funge da gruppo di riferimento.
- Conservatrici inconsapevoli identificate con la comunità: coscienziose e volenterose. Basso prestigio. Ansiose circa la possibilità di adattamento. Il gruppo di appartenenza non è considerato come gruppo di riferimento.
- Progressiste consapevoli identificate con la comunità: alto prestigio, leader. Indipendenti e perfezioniste, meticolose e coscienziose. Il gruppo di appartenenza funge da gruppo di riferimento.
- Progressiste inconsapevoli identificate con la comunità: volenterose, ambiziose e desiderose di piacere. Alto prestigio ma minore sicurezza di sé rispetto al gruppo 5. Il gruppo di appartenenza funge da gruppo di riferimento.
- Progressiste consapevoli non identificate con la comunità: indipendenti, critiche, superiori intellettualmente. Il gruppo di riferimento positivo è costituito non dal gruppo di appartenenza ma dal suo sottogruppo dominante.
- Progressiste inconsapevoli non identificate con la comunità: lavoratrici e entusiaste, troppo dipendenti dai professori e insicure. Esempio per eccellenza di chi progressivamente si identifica con la comunità e che cambia contemporaneamente il proprio atteggiamento. A causa del bisogno di accettazione, il gruppo di appartenenza diventa gruppo di riferimento.
In una prima spiegazione dei risultati, Newcomb sostiene che le caratteristiche di personalità di ogni individuo determinano il suo ruolo in una comunità. La comunità del college codifica i comportamenti ritenuti appropriati e le ragazze modellano i propri per adeguarsi alla comunità.
In una seconda interpretazione Newcomb ipotizza che lo sviluppo degli atteggiamenti degli individui appartenenti a una comunità sia una funzione del modo in cui essi si pongono in relazione con il gruppo di appartenenza e con il gruppo di riferimento.
Vent’anni dopo la fine della ricerca Newcomb, Koenig, Flacks e Warwick intraprendono uno studio di follow-up per verificare se gli atteggiamenti registrati ai tempi del primo esperimento si siano mantenuti. La maggior parte delle ex studentesse mantiene l’atteggiamento assunto durante la permanenza al college.
Kurt Lewin – La leadership
Dal 1937 Lewin avvia le sue ricerche sulle dinamiche di gruppo. Due principali esperimenti, in cui vengono creati vari gruppi di preadolescenti a cui si attribuiscono diversi tipi di leadership (autoritaria, democratica e – solo nel secondo esperimento – permissiva). Nel corso della durata dell’esperimento ogni gruppo sperimentava le diverse leadership.
- Leader autoritari: imponevano l’azione ai componenti del gruppo, dettavano una per volta le tappe da raggiungere e lodavano o criticavano i partecipanti senza spiegazioni oggettive. Risultati: l’iniziativa dei componenti del gruppo era pressoché nulla; in assenza del leader i ragazzini non lavoravano, poiché mancava motivazione e indipendenza. I gruppi potevano rispondere in modo aggressivo (aggressività nei confronti del leader) o in modo passivo (totale incapacità d’iniziativa).
- Leader democratici: il gruppo decideva le linee di condotta, venendo spronato dal leader. La divisione del lavoro era competenza del gruppo e non del leader, il quale cercava di essere egli stesso parte del gruppo e lodava e criticava con obiettività il lavoro dei ragazzini. Risultati: in mancanza del leader, i gruppi democratici erano gli unici a venire trovati in piena attività. I sottogruppi spontanei erano più numerosi, c’era un maggiore senso della comunità e lo spirito era amichevole.
- Leader permissivi: il gruppo aveva massima libertà per le decisioni, il leader non partecipava all’attività e dava consigli e valutazioni solo se richieste. Risultati: il gruppo risulta essere il meno produttivo, maggiori manifestazioni di aggressività che nei gruppi democratici.
Muzafer Sherif – norme sociali, gruppi sociali elementari e conflitti tra i gruppi
Esperimento dell’effetto autocinetico
Esperimento con cui Sherif debutta, condotto negli anni trenta con lo scopo di capire come alcune democrazie dell’epoca si fossero potute trasformare in dittature con largo consenso popolare. Con questo esperimento Sherif riesce a ricreare in laboratorio il meccanismo della produzione delle norme di gruppo; dimostra che membri di un gruppo sociale, in un lasso di tempo anche relativamente breve e senza che gli individui ne siano consapevoli, avvicinano sempre più le loro opinioni e azioni. Queste norme createsi vengono mantenute nel tempo e trasmesse alle generazioni successive.
Esperimento svolto su studenti non di psicologia di New York. Sherif riproduce in laboratorio una situazione di incertezza (effetto autocinetico) con lo scopo di verificare il pattern di formazione delle norme di gruppo.
Due situazioni sperimentali: una in cui i soggetti sono soli con lo sperimentatore e una in cui i soggetti sono parte di un gruppo.
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