Sommario
Definizione di geografia e parole chiave.........................................................................3
Geografia: basi teoriche ed evoluzione del pensiero geografico....................................4
Determinismo........................................................................................................... 5
Possibilismo (scuola francese)..................................................................................5
New geography........................................................................................................ 6
Il concetto di sistema...................................................................................................... 7
I fattori di differenziazione degli ecosistemi................................................................9
Modello di Hadley-Ferrel........................................................................................... 9
Indice di Paterson........................................................................................................ 9
La popolazione umana.................................................................................................. 12
Espansione Europea oltremare..................................................................................... 13
Distribuzione della popolazione mondiale....................................................................13
Dinamica della popolazione.......................................................................................... 13
Il modello di Malthus................................................................................................. 15
Risorse e paesaggi....................................................................................................... 16
Il modello di Boserup................................................................................................. 16
Modello di transizione demografica........................................................................17
La cultura..................................................................................................................... 18
Il modello di Huxley................................................................................................... 18
Il modello di Meining................................................................................................. 19
Politica europea in campo agricolo.........................................................................22
Il modello di Von Thünen (modello di localizzazione agraria)....................................22
Mondo urbanizzato....................................................................................................... 23
Analisi e organizzazione dello spazio urbano.............................................................25
Il modello dello Zoning.............................................................................................. 25
Modello di Harris e Ullman (modello dei nuclei multipli)............................................26
Modello di Lowry: il moltiplicatore urbano e la crescita circolare cumulativa............26
Reti o sistemi urbani..................................................................................................... 27
Modelli di interazione spaziale...................................................................................... 28
Nodi e gerarchie........................................................................................................... 28
Il modello delle località centrali di Chistaller................................................................29
Flussi e reti................................................................................................................... 30
Risorse e conservazione............................................................................................... 30
La rete delle regioni...................................................................................................... 31
Il modello di Weber................................................................................................. 33
Pluralità di fattori di localizzazione.........................................................................34
Industria e territorio............................................................................................... 34
Definizione di geografia e parole chiave
Geografia: scienza che indaga i rapporti tra umo e natura, società e ambiente,
fondata sull’analisi e l’identificazione delle relazioni e dei fenomeni naturali e antropici
entro lo spazio della superficie terrestre.
La geografia generale integra tutte le geografie specializzate + scienze della terra,
scienze umane e scienze geometriche
Il suo oggetto di ricerca è il territorio, prodotto dell’interazione tra società e ambiente,
un sistema di relazioni:
verticali (o ecologiche): che si instaurano tra un gruppo umano e l’ambiente da
esso occupato
orizzontali: si instaurano tra diversi soggetti e/o gruppi e/o elementi territoriali
situati in luoghi diversi della superficie terrestre. L’intreccio di queste relazioni,
dette flussi, può essere materiale (merci e persone) o immateriale (energia,
informazioni)
Il territorio è una porzione definita di spazio utilizzata e organizzata da una data
società come mezzo di produzione e riproduzione. Comprende l’insieme dei luoghi e le
loro relazioni.
L’interesse per le posizioni nello spazio è una caratteristica della curiosità dei geografi.
Tre termini i geografi usano molto frequentemente:
-spazio: estensione o area espressa solitamente con riferimento alla superficie
terrestre di dimensioni non ben definite. Può essere:
assoluto: (quello delle carte geografiche) entità geometrica, se ne conoscono i
confini, le dimensioni, il contenuto
relativo: le sue proprietà variano a seconda dei contenuti e dei fenomeni che vi
si svolgono (es. lo spazio del commercio)
-posizione: un particolare punto entro lo spazio, di solito sulla superficie terrestre
assoluta: è la sua posizione rispetto a un sistema arbitrario di assi
coordinati (reticolo cartografico) coordinate geografiche. La posizione
assoluta è importante nella preparazione di carte accurate. Si possono
disegnare due tipi di carte: carte a coroplete, assegnando differenti
sfumature di colori a ogni zona, carte a isoplete, uno dei metodi più usati
per le distribuzioni spaziali (una molto usata è quella a isoipse, curve di
livello)
relativa: è quella che un elemento considerato assume rispetto ad altri
elementi, luoghi…
-luogo: un particolare punto sulla superficie terrestre che fa riferimento a località e
caratteristiche fisiche specifiche. Ogni luogo può essere identificato dalla posizione
geografica assoluta, ma una posizione diventa luogo quando viene identificata con un
certo contenuto di informazioni
Quindi un geografo si interessa di tre problemi interconnessi: localizzazione, relazioni
uomo-ambiente, regioni. I più piccoli oggetti studiati dal geografo hanno circa le
dimensioni di una spiaggia o un isolato urbano, l’oggetto più grande è la Terra
(circonferenza equatoriale di 40000 km circa)
La diffusione è il processo di dispersione o sparpagliamento su un’area della superficie
terrestre. L’osservazione di questo processo permette di prevedere anche la
dimensione spaziale del futuro.
Lo studio di uno o più distribuzioni geografiche che variano sulla stessa area attiene
alla covariazione spaziale. Quando due carte appaiono simili e le due distribuzioni si
adattano l’una all’altra, si dice che i due fenomeni sono associati dall’area.
I geografi utilizzano un processo di suddivisione detto dissezione per creare un insieme
di regioni e da qui collocarle in una prospettiva planetaria. Una regione è una qualsiasi
area della superficie terrestre con caratteristiche naturali o antropiche che la
differenziano dalle aree circostanti.
Quando si propongono di capire la struttura di una regione particolare, i geografi
tentano di simulare la realtà sostituendo forme simili ma più semplici a quelle che
stanno studiando costruiscono dei modelli. Un modello è una rappresentazione
idealizzata del modo reale, costruita per illustrare certe sue proprietà.
Per contrarre l’universo riducendolo a dimensioni gestibili si utilizzano le scale lineari
(di solito su una carta sono espresse come una frazione rappresentativa). Le
rappresentazioni semplici su scala ridotta della realtà sono dette modelli iconici, alle
quali seguono in ordine di crescente astrazione i modelli analogico e simbolico (in
quest’ultimo i fenomeni reali sono rappresentati con rappresentazioni matematiche
astratte).
In ciascuno stadio si perdono informazioni e il modello diventa meno realistico ma più
generale.
Un paradigma è una sorta di supermodello.
Il ruolo tradizionale del geografo è stato quello di fornire due tipi di informazioni
essenziali: posizionali e ambientali. Oggi però i geografi sono interessati
all’ottimizzazione, a trovare la posizione migliore e l’impiego migliore delle cose, alla
previsione di tendenze nel futuro e al monitoraggio di probabili effetti delle decisioni
politiche.
Geografia: basi teoriche ed evoluzione del pensiero
geografico
FASE PREISTITUZIONALE (periodo greco-latino fino al XIX sec) caratterizzata da
singoli pensatori isolati di cui l’ultimo è Von Humboldt.
Il primo a usare il termine è Eratostene (275-194 a.C.), fondatore della geografia
matematica. Scopo della geografia era l’illustrazione dell’ecumene, il mondo abitato e
noto. Erano utilizzati due linguaggi.
- storico-narrativo: Erodoto, Strabone e geografia statistica 1700/1800
- matematico-astronomico-cartografico: Eratostene, Tolomeo e cartografia
rinascimentale
FASE ISTITUZIONALE (dal secolo XIX)
Nella seconda metà dell’Ottocento nascono lo statuto della disciplina, cattedre
universitarie in Europa, scuole. Il sapere geografico è utilizzato sia per le identità
nazionali, sia per la colonizzazione (e poi a scopo militare). La geografia assume
obiettivi di generalizzazione ed esplicazione più scientifici: studia la localizzazione,
distribuzione, variazione, interrelazione dei fenomeni sulla superficie terrestre.
Il dibattito teorico con cui assume identità moderna si concentra su due problemi:
- relazione uomo-ambiente
- differenziazione regionale della superficie terrestre
Determinismo
Il positivismo richiede unità e identità nell’approccio scientifico basandosi per tutte le
scienze sul metodo delle scienze naturali empirico-induttivo, che prevede fasi di
osservazione, comparazione, classificazione, generalizzazione (leggi deterministiche di
valore generale). Data l’unità di metodo le scienze si distinguono in base all’ambito.
Per la geografia l’ambito è la relazione tra uomo e ambiente, il che le conferisce un
ruolo di scienza sintesi tra quelle dell’uomo e della natura.
RATZEL, autore dell’Anthropogeographie (1882), vede un rapporto tra componente
umana e territorio di casualità unidirezionale per cui la componente umana è
“determinata” dalla natura.
Es: ambiente insulare popoli pescatori
L’uomo risponde all’ambiente in termini evoluzionistici, ma non in senso
meccanicistico.
Ad ambienti analoghi corrisponderebbero identiche caratteristiche delle comunità
umane.
Possibilismo (scuola francese)
Negli ultimi decenni dell’Ottocento le concezioni positivistiche entrano in crisi e si
afferma la specificità delle scienze umane rispetto a quelle naturali. Sono due ordini di
scienze con due oggetti specifici e metodi differenti:
- scienze della natura (nomotetiche): obiettivo di generalizzazione
identificazione di leggi generali di tipo deterministico
- scienze dello spirito (idiografiche): tendono a cogliere e spiegare i
fenomeni umani ponendone in luce la variabilità e la contingenza
La geografia allora si caratterizza come scienza regionale.
PAUL VIDAL DE LA BLACHE, storico di formazione, concentra le sue ricerche sulla
Francia rurale e postula un rapporto di casualità bidirezionale in base al quale uomo e
ambiente si influenzano a vicenda interagendo continuamente.
La natura offre alle comunità umane un campo di possibilità per valorizzare l’ambiente
di partenza e organizzare la propria sussistenza. L’uomo sceglie, in base alla propria
cultura e alle tecnologie di intervento sul territorio di cui dispone. L’insieme di attività,
valori, comportamenti collettivi messi in atto nel tempo in un determinato ambiente da
un gruppo umano per far fronte ai propri bisogni fondamentali di sussistenza è detto
genere di vita. Il genere di vita si riflette in un particolare tipo di paesaggio.
In base a questa idea ambienti naturali dello stesso tipo, ma in aree e periodi storici
differenti, possono ospitare e dare fondamento a generi di vita differenti.
Fu Lucien Febvre, allievo di Vidal, a sistematizzare i punti del suo pensiero e codificare
il termine di possibilismo geografico.
Nella scuola francese acquisisce centrale importanza il tema della differenziazione
regionale, poiché, prima di arrivare a generalizzare, la geografia deve partire
dall’indagine sul campo e quindi dall’osservazione diretta in ambiti spaziali circoscritti.
La regione (PAYS): porzione di spazio identificata da un particolare intreccio di
elementi naturali (clima, morfologia, vegetazione…) e umani (insediamenti, forme di
economia…), frutto della sedimentazione di un certo genere di vita e della
modellazione ambientale esercitata da un gruppo umano.
La geografia come descrizione/spiegazione di regioni conosce una crisi nel secondo
dopoguerra per:
- impossibile pervenire alle generalizzazioni cui mirava (analisi regionali
spesso condotte con metodi differenti e poco compatibili)
- crescente specializzazione dei saperi, difficile un’analisi unitaria
- inadeguatezza dei concetti e dei metodi tradizionali di fronte alle
trasformazioni indotte dallo sviluppo urbano-industriale del secondo
dopoguerra
New geography
Negli anni 60 si afferma la geografia economico-quantitativa, che prende a riferimento
l’economia politica (in particolare le teorie economiche neoclassiche dell’equilibrio di
mercato): - adotta metodi matematico-statistici per gestire una mole crescente di
informazioni
- rifiuta i metodi qualitativi, il concetto di regione e lo storicismo introdotti
dalla scuola francese
- rovesciamento metodologico: adozione del metodo deduttivo
Lo spazio della superficie terrestre viene interpretato alla luce delle funzioni che si
instaurano nel territorio per effetto dell’attività umana. Le funzioni più indagate
appartengono all’ambito dell’attività di produzione e scambio, ad esempio:
- modelli di collocazione industrie, servizi, uso del suolo
- attenzione ai problemi dello sviluppo economico
(es. area di gravitazione urbana)
formulazione teoria generale ipotesi per ambito circoscritto verifica conferma o
modifica ipotesi
Modello: schema astratto e semplificato di una circoscritta porzione di realtà, costruito
nel quadro di una teoria generale e volto a dimostrare le proprietà e i meccanismi di
funzionamento dei fenomeni agenti in tale ambito.
Data la sua astrazione e semplificazione, un modello ha sempre un margine di falsità.
La geografia economica viene messa in crisi da altri ambiti:
geografie radicali: di ispirazione marxista, danno spazio a temi di ricerca fino
allora trascurati come sottosviluppo e disuguaglianze
geografia umanistica (geografie della percezione): tiene in forte considerazione
la complessità dei comportamenti umani e la dimensione soggettiva dello
spazio, carico di significati per l’esperienza personale. Ricorre ai metodi
qualitativi della psicologia e di altre scienze umane
geografia storia: critica l’antistoricismo della geografia economica, propone
un’analisi dinamica delle strutture spazio-temporali, indagini diacroniche che
integrino il metodo storico con l’uso di fonti di campo
Il concetto di sistema
La teoria dei sistemi fu formulata dal biologo di origine austriaca LUDWING VON
BERTALANFFY (1978), poi il concetto venne illustrato e proposto per l’applicazione in
campo geografico da Rogér Bruné.
Un sistema può definirsi un gruppo di elementi che operano insieme attraverso una
serie regolare di relazioni entro limiti definiti (il confine stesso del sistema). I
collegamenti sono di vari tipi: informazioni, energia e materiali. Essi formano insieme i
flussi che legano gli elementi del sistema.
Le relazioni possono essere di tre tipi:
1. in serie o lineari: A B C
2. in parallelo
3. di feedback (positivo o negativo) o retroazione
Il sistema può essere chiuso o aperto (se interagisce costantemente con l’ambiente
esterno)
Esiste una gerarchia di sistemi per cui quelli minori agiscono all’interno di quelli di
ordine superiore. Il dinamismo è comune a tutti i sistemi per origine endogena o
esogena. La reazione del sistema al mutamento dipende dalla flessibilità della sua
struttura. Oltre una soglia critica si può verificare la destrutturazione del sistema.
Le dinamiche del sistema sono complesse in ragione di:
- diverso ritmo di mutamento dei singoli elementi
- fenomeni di inerzia
- flessibilità
- fenomeni di isteresi (reazione differita)
Il mutamento di una variabile si propaga a tutto il sistema.
Classificazione dei sistemi in 3 tipi:
1. sistemi morfologici: il cambiamento di livello di una componente provoca
paralleli e congiunti cambiamenti nelle altre per correlazione positiva o
negativa. (es. ciclo del carbonio e barriera corallina)
2. sistemi a cascata: le relazioni tra gli elementi implicano trasferimenti di energia
o materia dove l’output di una componente implica l’input di un’altra. I feedback
sono prodotti dalla successione di input e output
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