Estratto del documento

La geografia come disciplina scientifica usa le immagini, i documenti, i dati statistici… e

diversi linguaggi (carte, tabelle, mappe mentali…), non solo quello testuale.

Il significato insito della geografia come l’abbiamo noi consiste in DESCRIZIONE DEL

MONDO (geo-grafia), difatti per secoli la geografia ha avuto il monopolio di questa

funzione. ekumene)

I geografi hanno elaborato l’immagine del mondo abitato (l’ per secoli, poiché

non c’era ancora. La geografia aveva allora la funzione di raccogliere e sistematizzare le

informazioni provenienti da viaggi esplorativi e scoperte.

ekumene

- Tolomeo, I secolo, biblioteca di Alessandria d’Egitto:

mappe mundi

- monaci medievali:

- riscoperta nel rinascimento dell’immagine del mondo di stampo tolemaico

Lo scopo che ha oggi la geografia non è più scrittura e descrizione della terra, ma

L’ANALISI E L’IDENTIFICAZIONE DELLE RELAZIONI E INTERAZIONI CHE CONNETTONO I

FENOMENI RECIPROCAMENTE CONNESSI NELLO SPAZIO DELLA SUPERFICIE TERRESTRE

Ha questo scopo perché oggi l’apprendimento spaziale non è più un criterio di conoscenza

del mondo; noi interagiamo con il quartiere, la città, lo stato, l’Europa, il mondo, ma lo

facciamo non rispetto a questo ordine gerarchico.

Molte relazioni agiscono a livello globale e da lì si connettono alla realtà locale; la

geografia si interessa delle relazioni e delle connessioni, fornendoci gli strumenti critici per

pensare e controllare lo spazio terrestre.

La geografia oggi deve interpretare e connettere tra loro i nessi tra i fenomeni che

descrive.

ampliamento dei mezzi di comunicazione → coscienza di luoghi lontani → ampliamento degli

strumenti critici

La Geografia mette in evidenza i rapporti tra UOMO E AMBIENTE per fornire indicazioni sul

piano indicativo (pianificazione territoriale, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale

e paesistico…)

Che cos’è la geografia? Quale campo di studio definisce?

La geografia è la scienza che studia i rapporti tra uomo e natura e tra società e

ambiente. Essa studia le relazioni tra fenomeni naturali e fenomeni antropici entro lo

spazio della superficie terrestre.

Qual è l’oggetto della geografia?

L’oggetto della geografia è il TERRITORIO.

DEF. Il TERITORIO è il prodotto dell’interazione tra l’uomo e l’ambiente, tra la società e

l’ambiente.

Come si colloca la geografia nel rapporto tra le altre scienze?

Essa indaga i fenomeni studiandone i NESSI, mentre le altre scienze li indagano in se

stessi. Quindi, la geografia è una scienza interdisciplinare, che ha contatti con materie

scientifiche e umanistiche.

Infatti ha varie anime: biogeografia, geografia dell’ambiente, della popolazione, agraria,

politica, urbana…

La geografia generale crea l’integrazione delle varie geografie specializzate nell’analisi di

tutte le componenti che interagiscono nel rapporto società-natura.

Qual è l’obiettivo?

L’obiettivo è la generalizzazione e la spiegazione per la dimensione spaziale dei

fenomeni naturali e antropici. Ovvero, la geografia si occupa di analizzare:

-LOCALIZZAZIONE

-DISTRIBUZIONE

-ORGANIZZAZIONE

-INTERRELAZIONE

nello spazio dei fenomeni naturali e antropici a diverse scale (a scale diverse studierà

fenomeni diversi).

La geografia analizza i nessi logici che legano nello spazio fenomeni, fatti, strutture.

Indaga 2 tipi di relazioni:

- VERTICALI (o ecologiche): si instaurano tra un gruppo umano e l’ambiente da esso

occupato

(per ambiente si intende quello naturale, non modificato dall’uomo). Il gruppo umano

sceglie di valorizzare certe risorse sul territorio in cui si stabilisce.

Questo tipo di relazioni avviene solo a scala locale.

- ORIZZONTALI: si instaurano tra diversi soggetti e/o gruppi e/o elementi

territoriali situati in luoghi diversi della superficie terrestre → comportano scambi e flussi.

Questo tipo di relazioni avviene a scale diverse.

Le relazioni verticali e orizzontali danno vita a STRUTTURE TERRITORIALI, localizzazioni

legate a relazioni orizzontali e poggianti su condizioni ambientali, che costituiscono

l’ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE, ossia più strutture territoriali connesse da relazioni

orizzontali.

Quindi, il territorio, come prodotto dell’interazione tra uomo e ambiente, è il risultato di un

sistema di relazioni orizzontali e verticali e queste relazioni possono essere:

-materiali (commercio, persone...)

-immateriali (energia, informazioni…)

Le reti di relazioni hanno maglie irregolari (presentano addensamenti o nodi più centrali

degli altri) e forme diverse.

Fino alla metà del Novecento si dava importanza quasi solo alle relazioni verticali.

STORIA DELLA GEOGRAFIA

Si distinguono due fasi:

1) PREISTITUZIONALE

Fase lunghissima che contiene le premesse per lo sviluppo della disciplina, durante cui la

geografia è stata un’attività essenzialmente pratica, va dall’antichità greco-latina fino

all’Ottocento.

Si caratterizza per la presenza di singoli pensatori isolati, come Eratostene (274-196 a C),

il primo ad aver usato il termine geografia (Γεωγραφία) con il significato di descrizione

della Terra.

Eratostene fu uno degli intellettuali più versatili della sua epoca, è ricordato soprattutto

per aver misurato per primo con ottima approssimazione le dimensioni della Terra. Egli

può essere considerato il fondatore della geografia matematica, avendo applicato

largamente il sistema di coordinate sferiche costituito da latitudine e longitudine .

1

Da questo momento il compito della geografia fu elaborare e diffondere immagini del

mondo. A tal fine possiamo individuare due filoni con due metodi differenti:

- storico-narrativo (quello di Erodoto, Strabone…), basato sulla descrizione attraverso il

testo scritto

- matematico-astronomico (quello di Eratostene...)

Dal XIX secolo inizia la fase di istituzionalizzazione.

Nella seconda metà dell’Ottocento nasce lo statuto per la disciplina, nascono le cattedre

universitarie in Europa, la geografia viene insegnata fin dalle scuole elementari per

rafforzare le identità nazionali e nascono riviste specializzate.

La geografia assume obiettivi di generalizzazione ed esplicazione più scientifici, studia la

dimensione spaziale dei fenomeni naturali e antropici che hanno luogo sulla superficie

terrestre. L’evoluzionismo darwiniano e la nascita dell’ecologia pongono il problema della

relazione tra biosfera e mondo naturale, del rapporto tra gruppi umani e ambienti

occupati.

In particolare, il dibattito teoretico attraverso cui si definisce la moderna identità della

disciplina si concentra su due problemi:

- la relazione uomo-ambiente

- la differenziazione regionale della superficie terrestre

1 La misura del meridiano terrestre è certamente il risultato più famoso di Eratostene, che stimò per esso una

lunghezza di 252.000 stadi, con un errore, assumendo uno stadio compreso tra i 155 e i 160 metri, tra il -2,4% e il

+0,8% rispetto al valore corretto.

2) ISTITUZIONALE

Caratterizzata dal positivismo, movimento filosofico e culturale nato in Francia nella prima

metà dell'Ottocento e ispirato ad alcune idee guida fondamentali, riferite in genere

all'esaltazione del progresso scientifico; si diffuse in Europa e nel mondo trainato dalle

rivoluzioni industriali e dalla letteratura a esso collegata.

Lo studio della realtà nelle sue manifestazioni fisiche e sociali richiede unità e identità

dell’approccio scientifico per tutte le scienze il cui metodo di indagine si costruisca sul

modello delle scienze naturali, ossia empirico induttivo, con fasi di osservazione,

comparazione, classificazione, generalizzazione.

Pur essendo unite le scienze si distinguono per l’ambito; nel caso della geografia esso è la

relazione uomo-ambiente, il che le conferisce un ruolo di scienza sintesi fra le scienze

dell’uomo e quelle naturali.

DETERMINISMO

Il determinismo geografico nasce in Germania con Friedrich Ratzel nella seconda metà

del 1800. Secondo Ratzel, il compito del geografo era comprendere in che maniera gli

ambienti avevano influenzato i gruppi umani insediati nelle varie zone della Terra. Il

determinismo, con Ratzel e i suoi prosecutori, si adopera soprattutto a descrivere in che

modo l'ambiente obbliga l'uomo ad assumere certi comportamenti.

- le condizioni ambientali determinano l’evoluzione biologica (Darwin) ma anche lo

sviluppo storico e le caratteristiche socio-economiche. Pertanto, condizioni ambientali

simili genererebbero le stesse caratterizzazioni dei gruppi umani.

Ad esempio, ambiente insulare → popoli pescatori

Tuttavia, questo meccanismo non deve intendersi in senso meccanicistico; un popolo può

spostarsi fino ad incontrare un ambiente favorevole allo sviluppo della propria società,

ecco perché non tutti i popoli costieri hanno sviluppato una civiltà di navigatori.

Le teorie di Ratzel vennero criticate soprattutto per tre fattori:

- non era dimostrabile scientificamente la relazione causa – effetto alla base del

determinismo ambientale

- l’evidenza che fattori ambientali identici non necessariamente danno luogo a

pratiche culturali o comportamenti umani simili

- il sospetto che fosse un’ideologia travestita da teoria scientifica per giustificare il

colonialismo

Inoltre, negli ultimi decenni dell’Ottocento, la reazione al positivismo porta allo sviluppo di

posizioni neoidealiste. Questa crisi si manifestò soprattutto nel modello delle scienze

naturali e affermò la specificità delle scienze umane dichiarando che si trattava di due tipi

di scienze diverse, con oggetti specifici e metodi differenti. La reazione al determinismo

ambientale porta alla nascita del possibilismo.

POSSIBILISMO

Il possibilismo geografico è una corrente di pensiero fondata in Francia all'inizio del secolo

XX dal geografo francese Paul Vidal de La Blache.

Vidal, dopo aver studiato la geografia del determinismo di scuola tedesca che affermava

che l'uomo è rigidamente vincolato dall'ambiente fisico, formulò un pensiero innovativo

secondo il quale l'individuo è in grado con la sua libera azione di modellare e

modificare il territorio. L'uomo, infatti, compie delle scelte tra le varie possibilità offerte

dal territorio e con la tecnologia e la civiltà riesce addirittura ad aggirare gli ostacoli della

natura, lasciando la sua impronta nell'«ambiente di vita».

- Ne deriva il ruolo modificatore dell’uomo sull’ambiente → il rapporto uomo-ambiente

diventa biunivoco.

Inoltre, poiché una determinata valorizzazione dell’ambiente tende a perpetuarsi nel

tempo attraverso le pratiche di più generazioni, il genere di vita di un gruppo umano

diventa un potente agente di modellamento ambientale, ad esempio l’agricoltura

impedisce la nascita di certe specie spontanee.

DEF genere di vita: è l’insieme delle attività, dei valori, dei comportamenti collettivi messi

in atto da un gruppo umano per far fronte ai propri bisogni fondamentali di sussistenza, a

partire da un determinato quadro ambientale.

Il possibilismo di Vidal insiste in particolar modo sulla peculiarità di ogni società, mentre il

determinismo, ritenendo l'uomo assolutamente vincolato all'ambiente, sosteneva che ogni

civiltà è frutto della sola componente ambientale.

Se ogni gruppo umano seleziona alcune tra le molteplici possibilità di valorizzazione del

quadro ambientale di partenza per organizzare la propria sussistenza, ambienti naturali

dello stesso tipo ma in aree e in periodi storici differenti possono ospitare e dare

fondamento a generi di vita differenti. Quindi, riprendendo l’esempio dell’isola in ottica

possibilista, si possono sviluppare attività pastorizie e non di pesca.

In realtà vi sono delle linee di continuità tra determinismo ratzeliano e possibilismo

vidaliano:

- insistere sul peso della tradizione e sulla durata dei generi di vita rende il concetto

poco adatto a studiare società complesse, in cui la velocità del cambiamento mette in

discussione la persistenza del genere di vita e quindi la sua capacità di modificare

l’ambiente

- insistere sulla durata più che sul mutamento ha implicita l’idea che siano i generi di

vita più adatti all’ambiente ad affermarsi

- l’affermazione della geografia come scienza dei luoghi e non degli uomini, tesa allo studio

dello spazio fisico nelle sue manifestazioni concrete, delinea nettamente la presenza di

residui deterministici

Partendo dal paesaggio, che la collettività umana modifica con il suo "genere di vita", si

arriva alla regione, rappresentazione concreta del binomio uomo-ambiente. Dato che

anche in contesti simili un ruolo fondamentale per l'evoluzione storica delle società è

fornito dalle componenti antropiche e culturali, ogni regione è unica e irripetibile, mai se

ne troveranno due uguali anche di fronte a paesaggi originariamente simili.

Il tema della differenziazione regionale diventa fondamentale in Vidal in ragione della

ricerca vera e propria: Vidal ritiene che la geografia sia essenzialmente descrittiva (no alla

generalizzazione, cioè a regole generali che descrivano il rapporto uomo-ambiente) e gli

importa sottolineare le differenze di come i diversi gruppi si sono adattati, perciò studia

casi di studio circoscritti (non a caso la scuola francese produce molte monografie

regionali).

Il compito della geografia è la raccolta di dati attraverso l’osservazione sul terreno, quindi

l’indagine regionale è la migliore forma per cogliere nella loro irripetibile varietà e

specificità quelle combinazioni di fatti naturali e umani che improntano di sé le diverse

parti della superficie terrestre.

Per la scuola tedesca le regioni non possono che essere le grandi regioni

• ambientali del globo (quelle cioè definite dall’ambiente) al cui interno,

all’uniformità dei tratti naturali (clima, rocce, suolo, vegetazione…) non può che

corrispondere un’uniformità di caratteri antropici.

• Per la scuola francese la regione (PAYS) è la PORZIONE di SPAZIO identificata

da un particolare intreccio di elementi naturali (clima, morfologia, vegetazione…) e

umani (insediamenti, forme di economia…) risultanti di un certo genere di vita e

caratterizzanti un particolare tipo di paesaggio (che è il riflesso di un certo genere di

vita), quindi:

DEF. Pays: piccola area segnata da una combinazione specifica di tratti umani e naturali,

risultante di un lungo processo di sedimentazione storica delle scelte operata da un certo

gruppo umano in risposta alle potenzialità insite nel locale ambiente naturale (genere di

vita)

La geografia come descrizione/spiegazione di regioni/generi di vita/paesaggi entra in crisi

perché...

-è impossibile pervenire a delle generalizzazioni; le analisi regionali sono spesso

condotte con metodi differenti e poco compatibili

- la crescente specializzazione dei saperi che si riverbera all’interno della geografia, la

frammenta in sotto-settori

- i concetti e i metodi di indagine tradizionali sono inadeguati di fronte alle

trasformazioni indotte dallo sviluppo urbano-industriale nel secondo dopoguerra

La rivoluzione teoretica in geografia (anni 60: svolta quantitativa della geografia)

- viene rifiutato l’idiografismo e si afferma l’obiettivo del riconoscimento di strutture

spaziali come compito della geografia

DEF. Strutture spaziali: forme di organizzazione spaziale dei fenomeni naturali e umani

dotate di ricorrenza, quindi generalizzabili

- rifiuto delle posizioni maturate dalla geografia umana classica ed in particolare dal

concetto di regione

- rifiuto dello storicismo (analisi storica, contingenze, variabilità)

- adozione di metodi matematico-statistici

- rifiuto dei metodi qualitativi (e dei dati non quantificabili)

- rovesciamento metodologico dal metodo tradizionale empirico-induttivo a quello

deduttivo (basato sull’astrazione, teoria → ipotesi → verifica, e sui modelli normativi)

DEF. MODELLO: formalizzazione di un’ipotesi di ricerca mediante la schematizzazione

astratta e semplificata di una circoscritta frazione di realtà, costruita nel quadro di una

teoria generale per dimostrare le proprietà e i meccanismi di funzionamento dei fenomeni

che agiscono all’interno di quell’ambito.

Modelli normativi in geografia economica: illustrano delle soluzioni di organizzazione

spaziale razionale , in riferimento alle teorie economiche (economia neoclassica) al fine

2

della pianificazione territoriale in via puramente astratta (ma potrebbero eventualmente

essere applicate)

→ la realtà non è studiata per verificare la validità della teoria, ma la teoria è usata per

verificare se la realtà è razionale

→ viene indagato lo spazio funzionale, campo delle organizzazioni che connettono tra loro

luoghi dotati di differenti funzioni

Le funzioni indagate sono essenzialmente quelle economiche, nell’ambito delle attività

produttive, elabora i modelli di localizzazione delle industrie e dei servizi, dei suoli agricoli.

La geografia economica critica il neopositivismo:

- geografie radicali: critica al modello capitalistico di organizzazione territoriale

- geografia umanistica: critica alla riduzione della complessità dei comportamenti umani

alla astratta norma della razionalità economica e agli effetti della pianificazione

tecnocratica del territorio.

Dimensione soggettiva dello spazio

• behavioural geography

• concetto di luogo

- ge

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bubi3382 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pressenda Paola.
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