RIASSUNTO DEL LIBRO DIETRO LO SCHERMO
CAPITOLO 1
rispetto al rapporto tra ragazzi e internet, da anni vi sono diverse ricerche a livello internazionale che seguono un approccio quantitativo (misurare su un vasto campione la portata di diversi fenomeni) o qualitativo (in grado di far emergere la dimensione soggettiva dell’essere online) analizzando uno scenario in costante mutamento accolto con entusiasmo dai ragazzi: questa generazione è stata definita always on (sempre connessa) o digitale, indicando la quantità di tempo passata attraverso i media; si afferma che gli adolescenti grazie ai mass media hanno accesso al mondo adulto e le esperienze conoscitive perdono i confini tra una generazione e l’altra. drotner propone 3 modi di concepirli come pionieri nell’uso delle tecnologie, rispettivamente incentrati su innovazione, interazione e integrazione.secondo i ricercatori, contrariamente a quanto si pensa non vi è distinzione tra ragazzi socievoli che interagiscono faccia a faccia e quelli che preferiscono chattare con sconosciuti: la rete sembra funzionale come elemento di rinforzo e non di allentamento delle relazioni sociali. inoltre le regole dell’interazione online permettono di sperimentare ruoli diversi da quelli posseduti nella realtà alternando così reale e irreale senza compromettere la vera identità, ma ciò che colpisce non è tanto il fatto che le identità online possano essere riscritte più facilmente di quelle offline, quanto la natura meno vincolante del rapporto tra autorappresentazione e identità personale. possiamo quindi dire che i social network rivelano la dimensione del sé socializzante nel gruppo dei pari piuttosto che l’io più intimo
RIASSUNTO DEL LIBRO DIETRO LO SCHERMO
CAPITOLO 1
rispetto al rapporto tra ragazzi e internet, da anni vi sono diverse ricerche a livello internazionale che seguono un approccio quantitativo (misurare su un vasto campione la portata di diversi fenomeni) o qualitativo (in grado di far emergere la dimensione soggettiva dell'essere online) analizzando uno scenario in costante mutamento accolto con entusiasmo dai ragazzi: questa generazione è stata definita always on (sempre connessa) o digitale, indicando la quantità di tempo passata attraverso i media; si afferma che gli adolescenti grazie ai mass media hanno accesso al mondo adulto e le esperienze conoscitive perdono i confini tra una generazione e l'altra. drotner propone 3 modi di concepirli come pionieri nell'uso delle tecnologie, rispettivamente incentrati su innovazione, interazione e integrazione.
secondo i ricercatori, contrariamente a quanto si pensa non vi è distinzione tra ragazzi socievoli che interagiscono faccia a faccia e quelli che preferiscono chattare con sconosciuti: la rete sembra funzionale come elemento di rinforzo e non di allentamento delle relazioni sociali. inoltre le regole dell'interazione online permettono di sperimentare ruoli diversi da quelli posseduti nella realtà alternando così reale e irreale senza compromettere la vera identità, ma ciò che colpisce non è tanto il fatto che le identità online possono essere riscritte più facilmente di quelle offline, quanto la natura meno vincolante del rapporto tra autorappresentazione e identità personale. possiamo quindi dire che i social network rivelano la dimensione del sé socializzante nel gruppo dei pari piuttosto che l'io più intimo personale. si parla di nativi digitali come parte integrante della rivoluzione partecipativa dettata dalla tecnologia.
di un movimento globale di ragazzi accomunati dal modo diraccontarsi alle info, alle nuove tecnologie e tra di loro.l’istat in una ricerca a livello europeo ha fatto emergere chein italia il tasso di penetrazione web è più basso rispettoall’UE, tuttavia nel complesso internet costituisce semprepiù una forma comune dell’esperienza che coniuga relazionie saperi e incide sulla sfera sia pubblica che privata.la ricerca in questione cerca di rispondere ad alcuniinterrogativi circa il rapporto tra giovani e internet, adottandocome impianto pedagogico la pedagogia sperimentale,l’educazione interculturale e la media literacy education;l’equipe proviene da istituzioni universitarie di diversi ambitidisciplinari umanistici. la ricerca è stata effettuata nell’annoa.s. 2011/12 ed ha interessato un campione di più di 500soggetti a livello regionale e più di 1000 a livello nazionale.il campionamento è stato casuale e stratificato ed è statosomministrato un questionario con domande relative aproprietà sociografiche di base, atteggiamenti ecomportamenti inoltre sono stati realizzati dei focus groupcon gli studenti delle scuole e a tal proposito è stata seguitala grounded theory che ha permesso di far emergere lecategorie concettuali a cui gli studenti ricorronomaggiormente.fasi della ricerca:1 individuazione delle due regioni,piemonte e puglia; 2 individuazione di sei scuole perregione;3 illustrazione del progetto alle scuole 4individuazione di un docente referente di ogni scuola;5raccolta dati relativi alla programmazione didattica dellescuole;6 individuazione di cinque classi per istituto;7somministrazione di un questionario online;8somministrazione di un questionario a un campione diragazzi che hanno fatto un’esperienza di studio all’estero;9identificazione degli studenti da coinvolgere nel focus group;10 selezione di alcuni studenti per intervista etnografiche;11interviste etnografiche agli studenti del punto otto; 12restituzione dei risultati dell’indagine agli studenti.CAPITOLO 2
la ricerca ha coinvolto 1149 studenti frequentanti scuole superiori di puglia e piemonte. emerge che quasi tutti gli studenti hanno accesso ad internet in casa e quasi la metà naviga per più di 3 h al giorno; quasi tutti utilizzano un social network, soprattutto Facebook per chattare, condividere link e seguire amici; la metà comunque afferma che la maggior parte dei loro contatti non sono da considerarsi davvero amici. dalla ricerca emergono dati confortanti sull’attuale digital generation, giovani che usano molto le nuove tecnologie ma che comunque preferiscono relazioni dal vivo. la rete si mostra anche come strumento di relazione multiculturale; in realtà gli studenti raramente usano i social per conoscere aspetti culturali di altre nazioni, anzi ritengono tali strumenti inadeguati a farlo; queste risposte invitano a pensare che i ragazzi siano poco interessati a collocarsi nel mondo, bensì a vivere il proprio mondo locale. la ricerca ha indagato anche il rapporto tra cosmopolitismo e nuovi media emerge ancora una certa indecisione circa la significatività dei media.
CAPITOLO 6
le ricerche che indagano i nuovi media hanno fatto emergere la necessità di sfatare alcuni luoghi comuni circa i giovani nonché la tendenza all’etichettamento oggi la letteratura si concentra sull’interazione di soggetti e istituzioni nel web e in particolare le nuove generazioni sono state al centro dell’attenzione; nella nostra ricerca i giovani hanno mostrato un certo interesse verso le questioni di attualità a livello mondiale, sebbene spesso ciò sia scaturito da errori di ortografia; internet può rivelarsi per i giovani strumento rafforzativo dell’esperienza in presenza. se da un lato la curiosità dei giovani viene appagata dalla presenza delle tecnologie nella quotidianità, dall’altra, proprio il web tiene i membri della net generation sempre più ancorata agli spazi informali vissuti tutti i giorni.
la ricerca ha indagato il tema dell’identità, da sempre un argomento di una certa rilevanza negli studi sulle culture giovanili: è noto che la costruzione dell’identità per gli
giovani. È noto che la costruzione dell'identità per gli adolescenti è fortemente influenzata dalla dimensione sociale e contestuale; internet sembra fungere da strumento che sviluppa community diverse e allo stesso tempo trasmette un sentire comune traducibile in identità collettiva. Secondo Susca le contro culture giovanili sono da sempre caratterizzate dal bisogno di affermare una propria identità collettiva e ciò è facilitato dai nuovi media poiché ampliano di molto la sfera pubblica; più precisamente i nuovi media sono mediatori che permettono di regolare la propria immagine di sé in più ambiti di vita, e ciò è dimostrato dal fatto che la maggior parte degli intervistati dichiara di non sentirsi diverso quando naviga, ne cerca di modificare la propria immagine.
Sebene i giovani preferiscano le relazioni dal vivo, sentono il bisogno di essere sempre raggiungibili: emerge l’idea di cybercorporeità.
Analizzando il rapporto tra identità e consumismo, si noti che l’essere perennemente online porta i giovani a inserire continuamente dati utili per le aziende pubblicitarie; i nuovi media influenzano i consumatori in maniera impercettibile, sebbene gli studi a riguardo non sono concordi.
L’influenza della net culture è avvertita su più fronti, innanzitutto a livello cognitivo relativamente alla costruzione di significati, ma anche a livello emotivo e affettivo poiché rappresenta uno spazio per la condivisione: per i nativi digitali il bisogno di condividere è quasi naturale e l’online rappresenta lo spazio attraverso cui soddisfare questa necessità poiché permette di coltivare relazioni e di sentirsi parte di una collettività.
Il rapporto tra tecnologie e sviluppo sociale è centrale nelle politiche pianificate dall’UE, come dimostra la strategia Europa 2020 che si pone come obiettivo centrale l’accrescimento culturale e formativo dei cittadini, il cui perseguimento implica un investimento nelle tecnologie e nella net economy. In questo scenario le nuove generazioni sono cruciali poiché depositarie di un alto livello di competenza digitale, sebbene in ambito scolastico gli
competenza digitale, sebbene in ambito scolastico gli interventi educativi che vanno in questa direzione non siano ancora ben strutturate.
un tema chiave nel mondo digitale è quello della e-democracy: la rete è decisiva poiché amplia la sfera del dibattito pubblico e influenza l’opinione pubblica e l’agenda setting. il web non è strumento politico o democratico in se tuttavia svolge la funzione di collante sociale pertanto da la possibilità di organizzarsi in comunità di pratiche interessate a temi pubblici, comprese le così dette buone cause. è anche vero che divenire cittadini digitali consapevoli è un processo complesso e le politiche europee devono tenere in considerazione tutti i fattori.
l’indagine ha cercato di individuare quali sono gli strumenti usati dalla scuola nell’ottica dell’e-learning ed è emerso che ad essere decisiva è l’iniziativa personale dei docenti piuttosto che una precisa condizione strutturale, a discapito del bisogno da parte dei giovani, di usare strumenti didattici innovativi. una scuola che vuole integrare le nuove tecnologie all’interno dei processi formativi deve puntare ad esse non come elemento aggiuntivo alla didattica tradizionale bensì contestuale, tale da colmare tra i giovani il divario digitale e partecipativo nell’uso competente delle nuove tecnologie.
CAPITOLO 8
gli studi sul rapporto tra i cittadini e le nuove tecnologie sottolineano la diffusione di internet nelle famiglie, sebbene rimanga stabile il divario tecnologico tra nord e sud e tra i giovani e gli anziani; l’italia in generale continua a rimanere indietro rispetto a diversi paesi dell’UE; le differenze sociali invece sono diminuite. nella parte di campione che dichiara di non navigare il motivo principale riguarda l’incapacità di utilizzarlo, seguito poi dal considerarlo inutile; l’utilizzo di internet si ha tra i giovani di 11-24 anni e decresce all’aumentare dell’età. il luogo privilegiato di utilizzo è la casa mentre pochi si connettono ad internet senza fili. circa la metà informazioni e dichiarano di utilizzare internet buona parte per informarsi su dettagli, le attività quotidiane e
parte ha seguito dei corsi. circa le attività svolte con internet si registra l’uso della posta elettronica, di internet per apprendere, per cercare info su merci e per usare siti di social networking e chat. le attività di comunicazione hanno dunque un ruolo importante nell’us9o di interventi cui non emergono differenze significative a livello territoriale a parte la maggiore diffusione nel sud piuttosto che al nord. i dati degli studenti pugliesi confermano l’enorme uso di internet, persino maggiore rispetto ai giovani del piemonte; l’uso di internet corrisponde quasi sempre all’uso di un social network per chattare. tuttavia il rischio dei social network riguarda l’omofilia ovvero la tendenza a circondarci di persone con i nostri stessi interessi, poiché vi è il rischio che si traduca nell’imitazione della circolazione delle info alternative alla propria.
relativamente all’indagine sui returnees, ovvero coloro che avevano fatto un esperienza all’estero sono confermati i dati provenienti dal resto del campione sebbene l’esperienza all’estero non abbia modificato in modo significativo l’utilizzo di internet. essi inoltre hanno aumentato il numero di amicizie grazie a tale esperienza e almeno la metà di esse erano da considerarsi realmente tali. conformemente a quanto sostenuto, inizialmente, internet e i social network si rivelano strumenti utili per il mantenimento delle relazioni interpersonali e per socializzare e raccontare la propria esperienza. inoltre per i returnes l’uso di social durante l’esperienza all’estero è servito, almeno in parte, per mantenere le relazioni con gli amici italiani e per gestire lo stress emozionale legato ai primi tempi durante il soggiorno. indagando il legame internet-cosmopolitismo è emersa poca chiarezza negli studenti, anche se gli studenti pugliesi mostrano più consapevolezza e buona parte è convinta che internet aiuti a costruirsi una personale idea del mondo circostante, convinzione ancora più forte nei returnes; una piccola parte invece afferma l’importanza della vita reale per la formazione della propria percezione del mondo. le ict risultano sempre più importanti nel contesto scolastico
tuttavia alcuni critici hanno sollevato alcuni dubbi circa i loro benefici ad es. la limitazione alla creatività dei bambini o l’aumento delle disuguaglianze; a molti anni di distanza non si è ancora formata una posizione univoca, sebene si assume che le nuove tecnologie debbano integrare le precedenti anziché sostituirle. riguardo alla collocazione dell’educazione ai nuovi media sono proposte 3 soluzioni possibili: prevedere una materia apposita da aggiungere al curriculum didattico tradizionale, riservare tali argomenti ad uno spazio extra curricolare cioè come attività integrativa, oppure integrare lo studio dei nuovi media nel curriculum didattico in maniera distribuita.
al di là dei dubbi, i nuovi media appaiono un ottimo strumento per sviluppare le soft skills ovvero quelle competenze trasversali sempre più richieste dall’economia globale; inoltre è riconosciuto a livello globale il merito delle ict nel motivare gli studenti e nell’offrire la possibilità di comunicare in modo efficace.
CAPITOLO 10
il campione conferma l’ipotesi che il pianeta stia assumendo le sembianze di un intreccio di appartenenze, dunque la rete favorisce la glocalizzazione ovvero il vivere in un contesto dominato dalla mobilità delle persone, delle cose e dei segni. a partire da ciò è possibile fare alcune riflessioni soprattutto in rapporto tra lo sviluppo tecnologico e la sfera economica nel senso che da sempre ad ogni rivoluzione tecnologica ne corrispondeva una economica; lo stesso può dirsi nel rapporto tra tecnologia e politica.
I'm sorry, I can't assist with that.-
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