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Capitolo 17 —> macroeconomia: la visione d’insieme del sistema economico

Prodotto Interno Lordo (PIL, in inglese GDP) —> misura il valore di mercato dei beni e servizi

disponibili per l’uso finale in un paese in un dato anno (o trimestre)

PIL reale, o a prezzi costanti —> misura il valore dei beni e servizi disponibili per l’uso finale in un

paese in un dato anno (o trimestre) usando i prezzi di un altro anno. Serve a confrontare il volume

di beni e servizi «neutralizzando» l’impatto di variazioni dei prezzi

La Grande Depressione 1929-1933

In Europa e negli Stati Uniti:

• Le fabbriche ridussero la produzione del 30% e più

• La disoccupazione aumentò fortemente

I titoli nel mercato azionario persero un terzo del loro valore in tre settimane

• PIL Usa Tasso di disoccupazione Usa

PIL reale, vari paesi Produzione industriale, vari paesi

Tasso di disoccupazione in Germania

Reazione:

Politiche macroeconomiche —> provvedimenti adottati

dallo Stato per influenzare il sistema economico nel suo

complesso

I temi fondamentali della macroeconomia:

Tenore di vita —> la misura in cui un individuo ha accesso a beni e servizi —> in genere, è

• misurato dal PIL reale pro–capite

Crescita economica —> processo di aumento della quantità dei beni e servizi prodotti

• dall’economia e disponibili per l’utilizzo finale —> tipicamente misurato dall’andamento del PIL

reale o dal PIL reale pro-capite su lunghi periodi di tempo

Produttività —> PIL reale per addetto o per ora lavorata

• Disoccupazione

• Inflazione

• Interdipendenza economica fra i paesi

• La politica macroeconomica:

• Politica monetaria

• Politica fiscale

• Politica strutturale

PIL pro-capite reale in Italia, 1960-2010 PIL reale in Italia, 2000-2017

Analisi positiva e normativa della politica macroeconomica:

Analisi positiva —>

• individua le conseguenze economiche di un evento o di una politica, senza

considerare se gli effetti siano più o meno desiderabili

Analisi normativa —> stabilisce se una politica economica debba essere applicata o meno—>

• coinvolge necessariamente il sistema di valori di chi la conduce

Aggregazione:

- Somma delle variabili individuali per ottenere totali generali che siano espressione dell’intero

sistema economico

- Usati per avere una visione d’insieme di un sistema economico

- Le misurazioni aggregate permettono agli economisti di confrontare categorie ampie di beni e

servizi

- L’aggregazione porta a trascurare gli infiniti dettagli che caratterizzano le economie moderne

Capitolo 18 misurare l’attività economica: il PIL

—>

Come fanno gli economisti a misurare il livello di attività

economica? PIL,

La misura principale è il il valore dei beni e servizi prodotti in corso d’anno e destinati

• all’utilizzo finale (destinati all’utilizzo finale —> per evitare di contare più volte lo stesso bene)

Il PIL, però, non riflette fenomeni quali la distribuzione del reddito, gli effetti della crescita

• economica sull’ambiente, etc.

Valore di mercato dei beni e servizi finali prodotti in un paese in un determinato periodo di tempo:

Gli economisti aggregano le quantità dei diversi beni e servizi prodotti in un paese in modo da

• ottenere un dato unico

A tale scopo, sommano i valori di mercato dei diversi beni e servizi prodotti dall’economia

Es. 1

La produzione totale dell’economia è:

- 4 mele —> €0.25 l’una

- 6 banane —> €0.50 l’una

- 3 paia di scarpe —> €20 il paio

Il valore di mercato della produzione (PIL) sarà:

(4 mele x €0.25) + (6 banane x €0.50) + (3 paia di scarpe x €20) = €64

Calcolando il PIL in questo modo —> i beni più costosi hanno un peso maggiore rispetto a

• quelli più economici beneficio

In generale, l’importo che i consumatori sono disposti a pagare per un bene riflette il

• economico che si aspettano di trarre da esso

Es. 2

La produzione totale dell’economia è:

- 3 mele —> €0.25 l’una

- 3 banane —> €0.50 l’una

- 4 paia di scarpe —> €20 il paio

Il valore di mercato della produzione (PIL), adesso sarà:

(3 mele x €0.25) + (3 banane x €0.50) + (4 paia di scarpe x €20) = €82.25

Il PIL è più elevato —> il bene di cui é aumentata la produzione ha un valore più alto rispetto a

quelli la cui produzione é diminuita

Es. 3

Maria é una madre che non lavora. Dedica molto tempo alla cura di suo figlio, ma, non essendo

• lavoro retribuito, questa attività non é inclusa nel PIL

€500

Maria trova un lavoro che le frutta a settimana

• €200

Paga una babysitter, Anna, a settimana per prendersi cura di suo figlio

• €700

Ciò aumenta di il valore del PIL

• Il lavoro di Anna sostituisce il lavoro non–retribuito di Maria, che non era compreso nel PIL

• Mentre il lavoro retribuito di Maria rappresenta un aumento genuino del PIL, il pagamento ad

• Anna si limita a trasferire un’attività dal settore non retribuito al settore retribuito dell’economia

500€ 500€

E se Maria fosse pagata per baby sit il figlio di Anna, pagata a sua volta per baby sit

• la figlia di Maria? —> Il PIL aumenterebbe di 1.000€!

Beni e servizi finali —> beni e servizi di cui usufruiscono effettivamente gli agenti economici.

Trovandosi alla fine del processo di produzione, sono inclusi nel calcolo del PIL —> es. il pane

Beni e servizi intermedi —> beni e servizi utilizzati per la produzione dei beni e servizi finali e,

quindi, non considerati nel calcolo del PIL —> es. grano e farina, entrambi utilizzati per produrre

pane

Un bene può essere sia intermedio che finale

Bene capitale —> bene di lunga durata che viene prodotto o utilizzato per produrre altri beni o

servizi (fabbricati o macchina

Es. €100 €40

Un allevatore produce latte per un valore di —> ne vende ai suoi vicini e destina il resto

€120

ai suoi maiali, che saranno venduti sul mercato locale per

A quanto ammonta il contributo dell’allevatore al PIL?

€40 €120

I beni finali in questo esempio sono di latte e di maiali, che sommati fanno un contributo

€160

di al PIL bene intermedio bene finale

Il latte funge in parte da in parte da

Solo i beni e servizi finali rientrano nel calcolo del PIL —> nella pratica non é facile applicare

questo criterio, anche perché spesso il processo produttivo si estende nel tempo —> per risolvere

questo problema, gli economisti determinano il valore di mercato dei beni e dei servizi finali in

valore aggiunto

maniera indiretta, sommando il da ciascuna delle imprese coinvolte nel processo

Valore aggiunto —> per ogni impresa, la differenza tra il valore di mercato del suo prodotto o

servizio e il costo degli input acquistati da altre imprese; elimina il problema di dover ripartire il

valore di un bene o servizio finale tra due diversi periodi di tempo

Es.

Il grano viene trasformato in farina, da cui si ottiene infine il pane

• Il valore del pane é pari a €2

• Il grano e la farina vengono prodotti nel 2008, ma il pane non prima del 2009

• Il valore di €2 dev’essere incluso nel calcolo del PIL del 2008 o in quello del 2009?

Es. €200.000

Un abitazione di vent’anni viene venduta a una famiglia per

• €8.000

L’agenzia pratica una commissione del 4%, pari a

Qual é il contributo di questa transazione al PIL? 8.000€

Poiché la casa non é stata costruita nell’anno corrente il suo valore non rientra nel calcolo del PIL

di quest’anno —> è incluso solo il valore dei servizi che la famiglia ha acquistato

Gli statistici suddividono in quattro categorie gli utenti dei beni e servizi finali che compongono il

PIL:

Famiglie

• Imprese

• Settore pubblico

• Settore estero

Gli economisti ipotizzano che tutti i beni e servizi finali prodotti all’interno di un paese in un certo

anno saranno acquistati e utilizzati da soggetti economici appartenenti a uno o più di questi

quattro gruppi

Il PIL può essere misurato con la stessa precisione utilizzando uno dei seguenti metodi:

Sommare il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali di produzione nazionale

• Sommare l’ammontare complessivo che ciascuno dei quattro gruppi spende per beni e servizi

• finali

Ai quattro gruppi di utenti finali corrispondono quattro diverse componenti di spesa:

Consumi

• Investimenti

• Acquisti del settore pubblico

• Esportazioni nette

Spesa per consumi delle famiglie —> spesa delle famiglie per l’acquisto di beni e servizi, quali

cibo, abbigliamento e divertimenti. Si classifica in:

- Beni di consumo durevoli

- Beni di consumo non durevoli

- Servizi

Investimenti —> spesa delle imprese in beni e servizi finali, soprattutto beni capitali e immobiliari

—> comprende anche gli immobili a uso abitativo

Acquisti pubblici beni servizi finali

—> spesa delle amministrazioni locali e statali in e —> non

comprendono i trasferimenti, le somme erogate dallo Stato, dietro nessuna corresponsione di

beni e servizi, e gli interessi pagati dallo Stato sul debito pubblico

I consumi della pubblica amministrazione sono valutati in base al loro costo di produzione, non al

beneficio che gli altri agenti ricevono

Esportazioni nette —> differenza tra esportazioni e importazioni

Esportazioni —> beni e servizi (finali e non) di produzione nazionale che vengono venduti

• all’estero

Importazioni —> beni e servizi (finali e non) prodotti all’estero e acquistati da soggetti nazionali

La relazione tra PIL e spesa in beni e servizi finali può essere espressa da un’equazione:

Y = C + I + G + NX

Y = PIL

• C = spesa in consumi

• I = investimenti

• G = acquisti pubblici

• NX = esportazioni nette

• La quota del consumo privato nel PIL La quota nel consumo pubblico nel PIL

Quando un bene o un servizio viene fornito o venduto, i proventi della vendita vengono distribuiti

ai lavoratori e ai proprietari del capitale impiegato nella produzione del bene o del servizio

Quindi, il PIL equivale anche alla somma dei redditi da lavoro e dei redditi da capitale

I due metodi di calcolo del PIL

Redditi da lavoro —> comprendono salari, stipendi e redditi da lavoro autonomo

Redditi da capitale —> sono composti dai pagamenti a favore dei proprietari di capitale fisico e di

capitale intangibile

PIL nominale —> stima del PIL realizzata utilizzando i prezzi correnti —> è utilizzato per misurare il

valore di mercato della produzione attuale

PIL reale —> stima del PIL realizzata utilizzando i prezzi di un anno–base e non quelli correnti —>

è utilizzato per misurare il volume di produzione fisica attuale e per confrontare la produzione di

diversi anni —> non equivale al benessere economico

(10 pizze x €10) + (15 calzoni x €5) = €175

Il PIL nel 2004 è:

• (20 pizze x €12) + (30 calzoni x €6) = €175

Il PIL nel 2008 è:

Ha importanza la scelta dell’anno-base?

Prendiamo il 2008 come anno-base

(10 pizze x €12) + (15 calzoni x €6) = €210

Il PIL reale nel 2004 è:

Il PIL reale nel 2008 é pari al doppio del PIL reale del 2004, indipendentemente dall’anno–base

I PIL monetari sono: 340 (2004) e 750 (2008)

• A prezzi 2004, il PIL 2008 è 630

• A prezzi 2008, il PIL 2004 è 400

• A prezzi costanti con anno–base 2004, la variazione è +85,3%

• Con anno–base 2008, la variazione è +87,5%

il PIL in tutti i paesi comprende (stime) del reddito prodotto «in nero», con evasione fiscale e

contributiva

Molte cose non sono misurate nel PIL:

La qualità dell’ambiente e l’impoverimento delle risorse naturali

• La povertà e l’ineguaglianza economica

• Il grado di alfabetizzazione della popolazione

• La qualità della vita

• Il PIL è correlato al benessere economico

Il PIL:

E’ definito per misurare un fenomeno rilevante e connesso al benessere degli individui: il valore

• dei beni e servizi disponibili per l’impiego finale, che in una economia di mercato è una

ragionevole misura del livello di attività economica

Non misura tutti gli aspetti rilevanti per il benessere individuale

• Molti di questi “altri” aspetti sono difficili o impossibili da definire esattamente (cosa necessaria

• per misurarli) e sono spesso molto soggettivi

Human Development Index (U.N.)

Media di quattro indicatori —> aspettativa di vita alla

nascita, durata media degli studi, durata attesa degli

studi, logaritmo del PIL (ipotesi di utilità marginale

decrescente)

I soldi fanno la felicità? Happiness Index

Pur limitando l’uso del PIL alle funzioni sue proprie (i.e., di misura del livello di attività economica),

ci sono problemi:

- Il concetto di PIL è chiaro se riferito a economie in cui la produzione di beni fisici è dominante e

c’è poca innovazione

- Anche in questo caso, ci sono scelte non ovvie: Il concetto di PIL nasce negli anni ‘30 in US e

UK:

Negli US (Kuznets), l’output del settore pubblico era visto come input intermedio nella

• produzione(i.e., un costo, e quindi non incluso nel PIL)

In UK, era visto come risorsa per uso finale (quindi incluso nel PIL)

• L’approccio UK fu poi adottato in tutto il mondo

- “Home production” non è inclusa nel PIL (o lo è solo parzialmente) anche se può essere

un’attività economica importante

Qualità dei prodotti —> le sue variazioni sono tenute in considerazione solo in misura minima.

Quando l’innovazione di prodotto è importante, si ha una sottovalutazione della crescita

economica

Beni disponibili a prezzo nullo:

Quale è il contributo al PIL di Wikipedia o di Linux? 0

• Perché Microsoft Office contribuisce al PIL, mentre Open Office no?

Finanza —> VA

il è misurato come differenza tra tassi attivi e passivi delle banche, moltiplicato per

il volume dei prestiti in essere. Questa differenza è (anche) una remunerazione del rischio che la

banca assume

Il PIL e le catastrofi naturali:

L’effetto diretto del terremoto sul PIL reale è negativo

• In Italia, lo Stato si fa carico dell’attività di ricostruzione. Questo comporta che miliardi di spesa

• pubblica siano destinati alle aree terremotate. Qual è l’effetto sul PIL reale?

- Se vengono ricostruite case per un Valore Aggiunto di 1 miliardo, il PIL aumenta di 1 miliardo

(effetto diretto)

- Se questa spesa è finanziata riducendo altri tipi di spesa pubblica per lo stesso ammontare,

l’effetto netto sul PIL è essenzialmente nullo

Altrimenti, la spesa è finanziata aumentando il debito pubblico o le imposte:

• - Se aumentano le imposte, si riduce la spesa privata dei contribuenti (l’effetto diretto delle

imposte è che il PIL diminuisce)

- Se aumenta il debito, questo si traduce in un aumento dei tassi di interesse e, dunque, può

avere un effetto negativo sugli investimenti privati (l’effetto diretto dell’aumento

dell’indebitamento è che il PIL diminuisce)

In questi due casi, l’effetto netto sul PIL è controverso. Se 1 mil di spesa pubblica è finanziato

• aumentando le imposte di 1 mil:

- Molti economisti ritengono che ciò abbia un effetto nullo o molto limitato sul PIL reale

- Altri pensano che ciò possa avere un effetto positivo significativo sul PIL reale (tra questi

un terremoto può fare bene

sono economisti Keynesiani, come Krugman e Stiglitz): per loro,

al PIL, se induce un aumento della spesa pubblica, comunque finanziata

I numeri indice:

numeri indice

Chiamiamo i valori ottenuti dividendo il valore di una

• variabile riferita agli anni t, t + 1, ...., t + N per il valore della variabile

in un anno dato, spesso l’anno iniziale

L’indice dei prezzi o del PIL (in termini reali o monetari) sono esempi

• di numeri indice

Ci sono solo due beni, x, y

• Un apice indica l’anno cui ci si riferisce, t = 1, 2

• p

I prezzi nell’anno t sono e p

tx ty

• ︎ ︎

Il valore del PIL di t = 2 valutato ai prezzi di t = 1 è

L’indice delle quantità (Indice del PIL reale) è ottenuto calcolando

la media degli indici delle quantità dei singoli beni, ottenuta «pesando» i beni i

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher asia.rizzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Pietra Tito.
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