Macroeconomia
La macroeconomia è lo studio del comportamento del sistema economico nel suo complesso.
Le politiche macroeconomiche
L'insieme dei provvedimenti adottati dal governo per migliorare l'andamento dell'economia.
- Tenore di vita: indica la facilità con cui un individuo ha accesso a beni e servizi che consentono di godere di una salute migliore e rendono la vita più facile, più sicura e più piacevole.
- La crescita economica comporta quasi sempre il miglioramento del tenore di vita del cittadino; il tenore di vita attuale è il risultato di parecchi secoli di crescita economica.
Produttività
Produttività: come cambia nel tempo la quantità di un lavoratore medio. I macroeconomisti sono interessati anche a come cambia nel tempo la quantità che il lavoratore medio è in grado di produrre.
Produttività media del lavoro: quantità prodotta da ogni singolo lavoratore occupato. È un fattore alla base del tenore di vita. La macroeconomia si interroga sulle cause del rallentamento o accelerazione del tasso di crescita della produttività.
- Tasso di crescita della produttività:
- Accelerazione: crescita/fase espansiva
- Rallentamento: decrescita/fase recessiva.
Recessioni ed espansioni
Periodi di espansione: periodi di accentuata crescita.
Periodi di recessione economica: quelli in cui lo sviluppo economico conosce delle cadute.
Ciclo economico = alternarsi tra espansione e recessione.
- Espansione -> problema dell'inflazione -> + redditi reali + occupazione
- Recessione -> problema della disoccupazione
Disoccupazione
Tasso di disoccupazione: la percentuale di individui che vorrebbero avere un impiego ma non lo trovano, è un indicatore fondamentale delle condizioni del mercato del lavoro in un paese. La disoccupazione avviene durante le fasi di recessione, tuttavia anche quando l'economia è in una situazione di prosperità parte della popolazione sarà comunque senza lavoro.
L'inflazione
Tasso di inflazione: è il tasso al quale il livello generale dei prezzi aumenta nel corso del tempo.
Interdipendenza economica tra i paesi
I sistemi economici moderni sono caratterizzati da un alto grado di interdipendenza. Importazioni/esportazioni, flussi internazionali di beni e servizi diventano motivo di preoccupazione sotto il profilo politico/economico. In questo ambito la macroeconomia si chiede se gli accordi di libero scambio tra le nazioni siano strumenti auspicabili, e studia le cause e gli effetti degli squilibri commerciali.
La politica macroeconomica
Politiche macroeconomiche: l'insieme dei provvedimenti attuati dal governo per influire sul comportamento dell'economia nel suo complesso. Ne esistono 3 tipi principali:
- Politica monetaria: è lo strumento utilizzato per determinare l'offerta di moneta e i tassi di interesse in un paese (o di un sistema economico). Pressoché in tutti i paesi la politica monetaria è di competenza di un'istituzione pubblica, la banca centrale che all'interno dell'UE è, appunto, la banca centrale europea (BCE), mentre negli Stati Uniti è rappresentata dal Federal Reserve System (FED).
- Politica fiscale: costituisce l'insieme delle decisioni da cui dipende il bilancio dello stato tra le quali rientrano le scelte riguardo all'entità e alla composizione delle entrate e delle uscite del settore pubblico.
- Spesa pubblica > prelievo fiscale = disavanzo: quando la spesa pubblica è maggiore del prelievo fiscale, il bilancio pubblico è in disavanzo o deficit.
- Spesa pubblica < entrate = avanzo: quando la spesa pubblica è inferiore a quella delle entrate, il bilancio pubblico è in avanzo o surplus.
- Politica strutturale: insieme di provvedimenti di lungo periodo finalizzati a rafforzare la struttura portante, ovvero le istituzioni su cui è fondata l'economia di un paese, per adeguare ad esigenze nuove e stimolare la crescita economica.
Trattato di Maastricht: ha introdotto un limite alla possibilità di accumulare debito, riduce lo spazio di manovra nei periodi in cui l'economia rallenta.
Analisi positiva e normativa
Analisi positiva: analisi volta a individuare le conseguenze economiche di un particolare evento o di una determinata politica senza considerare se gli effetti siano più o meno desiderabili.
Analisi normativa: analisi volta a stabilire se una politica economica debba essere applicata o meno; inoltre, include una serie di raccomandazioni sull'opportunità o meno di implementare una certa politica economica. Viene coinvolto inevitabilmente il sistema di valori di chi la conduce. Il sistema di valori è espressione di vari orientamenti (Conservatore, Liberale, Moderato).
Aggregazione
I macroeconomisti utilizzano i principi fondamentali dell'economia per comprendere e prevedere le decisioni dei singoli soggetti, tuttavia devono anche poter mettere in relazione milioni di scelte compiute a livello individuale con il comportamento del sistema nel suo complesso. Uno strumento importante a questo fine è il metodo dell'aggregazione, che consiste nel sommare le variabili individuali per poter ottenere totali generali che sono espressione dell'intero sistema economico.
Misurare l'attività economica
PIL
Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è il parametro cui si fa ricorso più spesso per ricavare il livello del prodotto di un sistema economico. La funzione del PIL è quella di misurare il volume della produzione realizzata in un sistema economico in un certo intervallo di tempo (per esempio: un trimestre o un anno). Più precisamente, il prodotto interno lordo è il valore di mercato dei beni e servizi finali prodotti all'interno di un paese in un determinato periodo.
Il PIL rappresenta il valore di mercato. La macroeconomia non studia singoli mercati specifici ma mira a comprendere il comportamento del sistema economico nel suo insieme. Il PIL fornisce la misura aggregata del valore di mercato dei numerosi beni e servizi all'interno di un paese.
Es: (4 mele x 0.25€/mela) + (6 banane x 0.50€/banane) + (3 p. di scarpe x 20€/paio) = 64€ = PIL. Somma dei singoli valori di mercato. In questo modo, i beni più costosi hanno un peso maggiore rispetto a quelli più economici. In termini generali, l'importo che i consumatori sono disposti a pagare per acquistare un bene riflette il beneficio economico che si attendono di trarre da quest'ultimo. I beni e i servizi che non vengono scambiati nel mercato, come il lavoro domestico non retribuito, non rientrano nel calcolo del PIL. Un’eccezione importante è costituita dai beni e servizi prodotti dallo stato, che vengono conteggiati in base al costo sostenuto per la loro fornitura.
Dei beni e dei servizi finali. Nel corso del processo produttivo viene impiegato un gran numero di beni. Es: produrre pane = coltivare e mietere il grano, macinarlo per ricavare la farina, infine lavorarlo per produrre il pane.
- Bene o servizio finale: costituisce il prodotto finale di un processo, ovvero il bene/servizio di cui i consumatori effettivamente usufruiscono.
- Bene o servizio intermedio: beni o servizi utilizzati per la produzione dei beni e servizi finali.
- Bene capitale: bene di lunga durata che viene prodotto o utilizzato per produrre altri beni e servizi. Es. fabbricati = macchinari. Ai fini del calcolo del PIL è stato concordato di classificare i beni capitali di nuova produzione come beni finali.
I beni e i servizi finali (e beni/servizi capitali di nuova generazione) rientrano nel calcolo del PIL poiché siamo interessati esclusivamente a quei beni che hanno un valore economico.
Problema di tipo temporale: supponiamo che il grano e la farina fossero disponibili nel 2008, mentre il pane è stato prodotto nel 2009, il valore di 2€ deve essere incluso nel conteggio del PIL del 2008 o del 2009?
Nella pratica, il valore di mercato dei beni e servizi finali viene determinato mediante il metodo basato sul Valore Aggiunto (differenza tra le entrate della vendita del prodotto e i costi degli input acquistati da altre imprese): il valore aggiunto da un’impresa è pari alla differenza tra le entrate derivanti dalla vendita del suo prodotto e i costi degli input acquistati da altre imprese.
Sommando il valore aggiunto da tutte le imprese durante il processo produttivo si ottiene il valore del bene o servizio finale (= PIL).
Es: (Valore di mercato del bene/servizio) – (Costi Input acquistati) = Valore aggiunto.
Prodotti all'interno di un paese in un determinato periodo
Nel calcolo del PIL rientrano esclusivamente i beni e i servizi prodotti all'interno dei confini di una Nazione. Nel valore del PIL dell'anno corrente sono inclusi solo i beni e i servizi prodotti nell'anno corrente (ovvero la quota del valore prodotto in tale periodo).
Il PIL come insieme di varie componenti della spesa
Per diversi motivi è importante sapere non solo a quanto ammonti la spesa, ma anche a chi e in che modo venga impiegata. L'ammontare speso per i diversi beni e servizi deve equivalere ai corrispondenti valori di mercato:
- Sommare il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali di produzione nazionale.
- Sommare l'ammontare complessivo che ciascuno dei 4 gruppi spende per i beni e servizi finali, sottraendo la spesa destinata a beni e servizi di importazione.
Le 4 categorie utenti dei beni e servizi finali, in 4 gruppi corrispondono a diverse componenti di spesa:
- Famiglie -> Consumi
- Imprese -> Investimenti
- Settore pubblico -> Acquisti nel settore pubblico
- Settore estero -> Esportazioni nette
PIL = consumi + investimenti + acquisti pubblici + esportazioni nette.
PIL = sommare l'ammontare complessivo che ciascuno dei 4 gruppi spende per beni e servizi finali sottraendo la spesa destinata a beni e servizi di importazione.
- Consumi: insieme delle spese da parte delle famiglie per l'acquisto di vari beni e servizi:
- Beni di consumo durevoli: beni di consumo di lunga durata come automobili e mobili.
- Beni di consumo non durevoli: beni di durata più breve come cibo e abbigliamento.
- Servizi: un'ampia componente della spesa in consumi, comprendendo tutte le voci possibili, dal taglio di capelli alle corse in taxi fino ai servizi legati, finanziari e dell'istruzione.
- Investimenti: rappresentano le spese che le imprese destinano all'acquisto dei beni e servizi finali, soprattutto beni capitali e abitazioni.
- Investimenti fissi da parte delle imprese: indicano gli acquisti da parte delle imprese di nuovi beni capitali quali macchinari, fabbricati e uffici.
- Investimenti nell'edilizia residenziale.
- Investimenti in scorte: rappresentano l'incremento delle scorte di un'impresa dovuto all'accumulo di beni invenduti.
- Acquisti pubblici: rientrano le spese sostenute dallo stato e dalle amministrazioni locali, ai vari livelli, per acquistare beni e servizi finali (es. aree di caccia e lezioni nelle scuole pubbliche). Gli acquisti pubblici non comprendono né i trasferimenti, né gli interessi pagati dallo stato sul debito pubblico.
- Esportazioni nette: costituiscono la differenza tra esportazioni e importazioni:
- Esportazioni: beni e servizi finali di produzione nazionale che vengono venduti all'estero.
- Importazioni: beni e servizi prodotti all'estero e acquistati dai consumatori nazionali.
Il PIL e i redditi da capitale e da lavoro
PIL = somma dei redditi da capitale e da lavoro.
I redditi da lavoro (50% del PIL ITA; 75% PIL U.S.A.) comprendono salari, stipendi e redditi da lavoro autonomo.
I redditi da capitale (50% del PIL Ita; 25% PIL U.S.A.) sono composti da pagamenti a favore dei proprietari di capitale fisico (macchinari, uffici) e di capitale intangibile (copyright, brevetti).
PIL nominale e PIL reale
PIL reale: stima del PIL realizzata utilizzando i prezzi di un anno base e non quelli correnti; viene utilizzato per misurare il volume di produzione fisica attuale. Il PIL reale rappresenta il valore del PIL corretto per tenere conto dell'inflazione.
PIL nominale: stima del PIL realizzata utilizzando i prezzi correnti; viene utilizzato per misurare il valore di mercato della produzione attuale.
Per mettere a confronto l'attività economica di un paese in momenti diversi nel tempo si dovrebbe sempre utilizzare il PIL reale piuttosto che il PIL nominale.
Il PIL reale non è sinonimo di benessere economico
Il PIL reale non equivale al benessere economico, ma rappresenta semmai una misura imperfetta di quest'ultimo, poiché nel dato del PIL sono compresi solo quei beni e servizi che hanno un prezzo e che si scambiano in un mercato. Fattori che non hanno valore ai fini del PIL ma di fatto incidono sulla situazione economica dei cittadini:
- Tempo libero
- Le attività economiche non scambiate nel mercato (lavoro domestico non retribuito, attività di volontariato)
- La qualità dell'ambiente e l'impoverimento delle risorse naturali
- Qualità della vita
- Povertà e disuguaglianza economica (non fornisce informazioni sui soggetti che sono destinatari di tali beni e servizi)
Poiché il PIL reale non è sinonimo di benessere economico, risulta inopportuno valutare le diverse proposte di politica economica considerando esclusivamente se esse consentano o meno di aumentare il PIL.
Esistono alcune circostanze in cui il PIL reale più elevato si traduce in un livello di benessere economico maggiore:
- Disponibilità di beni e servizi, in quantità maggiore e qualità migliore
- La salute e l'istruzione
Misurare il livello dei prezzi e l'inflazione
Indice dei prezzi al consumo: misurare il livello dei prezzi.
Costo della vita = si intende di solito il costo di un paniere medio o standard di beni e servizi (abitazione, cibo, abbigliamento, trasporti, divertimento) acquistati da una famiglia tipo.
Strumento fondamentale per misurare il livello dei prezzi e l'inflazione
Indice dei prezzi al consumo (IPC): riferito ad un determinato intervallo di tempo, misura il costo di un insieme standard di beni e servizi (avendo un paniere) rispetto al costo del medesimo paniere in un anno stabilito detto anno base.
'Costo del paniere di beni e servizi dell'anno base nel l'anno corrente' / 'Costo del paniere di beni e servizi dell'anno base nell'anno base'
L'IPC non rappresenta di per sé il prezzo di un bene o servizio specifico, bensì un indice dei prezzi.
Indice dei prezzi: misura il prezzo medio di una categoria di beni o servizi rispetto al prezzo degli stessi in un anno base.
L'inflazione
L'inflazione indica con quale rapidità il livello medio dei prezzi varia nel tempo.
Tasso di inflazione: rappresenta la variazione percentuale annua del livello dei prezzi misurata attraverso un indice, per esempio, l'IPC.
La deflazione
La deflazione si verifica quando il livello medio dei prezzi diminuisce anziché crescere. Vale a dire, cioè, quando si riscontra un tasso di inflazione negativo.
La correzione statistica dell'inflazione
Metodi per ridurre la vulnerabilità all'inflazione:
(Come utilizzare l'IPC per convertire un valore monetario in valore reale, ovvero deflazionare un importo. Operazione inversa = indicizzare un rapporto.)
- Deflazionare (una quantità nominale): dividere una quantità nominale per un indice di prezzo (come IPC) per ottenere la misura della quantità in termini reali.
- Quantità nominale: quantità misurata secondo il suo valore monetario attuale.
- Quantità reale: quantità misurata secondo termini fisici per esempio in termini di numero di beni e servizi.
Per poter mettere a confronto i valori di stipendi o salari percepiti in due momenti diversi nel tempo, è necessario effettuare le dovute correzioni per tenere conto della variazione del livello dei prezzi. In tale modo, si ricava il salario reale, ovvero misurato in termini di potere d'acquisto reale. Il salario reale in un determinato periodo viene calcolato dividendo il salario nominale (ovvero monetario) per l'IPC del periodo in questione.
Indicizzazione
(Per assicurare che un importo nominale mantenga un potere d'acquisto reale costante nel tempo, è necessario fare in modo che ogni anno aumenti in % in misura analoga al tasso di inflazione dell'anno corrispondente): pratica consistente nell'aumentare un valore nominale (es. sussidio della previdenza sociale) in base alle variazioni percentuali registrate da un indice dei prezzi; il suo scopo è quello di prevenire l'erosione del potere d'acquisto a opera dell'inflazione.
IPC misura la vera inflazione?
Il problema della corretta misurazione dell'inflazione negli ultimi anni è stato al centro di importanti dibattiti. Le variazioni dell'IPC si ripercuotono in maniera più o meno proporzionale sul bilancio pubblico.
1996 commissione Boskin: viene resa nota una relazione secondo la quale le variazioni dell'IPC rappresentano una misura imprecisa della "vera" inflazione di un paese.
- Gli addetti alle statistiche nazionali (es. ISTAT) non possono sempre correggere adeguatamente per tenere conto della variazione nella qualità di beni e servizi. I dati tendono a sovrastimare l'inflazione, ovvero presentano una distorsione per mancata rilevazione delle variazioni qualitative.
- L'IPC si calcola in base ad un paniere fisso di beni e servizi. (Non prevede che gli individui spostino i loro consumi in caso di variazione dei prezzi). Questo tipo di sovrastima dell'inflazione viene detta distorsione da sostituzione.
Gli errori comuni sui costi dell'inflazione
Livello dei prezzi: stima del livello generale dei prezzi in un determinato momento.
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