RIASSUNTO PARTE 2 II SEMESTRE
Dopo la morte di Clodoveo (VI secolo), il territorio franco viene diviso in 4, due al nord e due al
sud. Austrasia e Neustria, nel resto della Gallia Borgogna ed Equitania. Successivamente
queste 4 divisioni vennero inglobate in due, la Borgogna. Maestri di palazzo o maggiordomi,
sono i funzionari più importanti e si sostituiscono al re, quindi presupponendo che il re mancasse al
trono, loro sono assegnati a gestire la situazione. In Austrasia dalla seconda metà del VII secolo si
andò ad affermare intorno alla figura del palazzo i pipinidi, il capostipite aveva il nome di Pipino
di Lender, che è l’iniziatore della dinastia, ma colui che portò una grande forza fu Pipino di
Lenistar, il quale nel suo governo riesce a unificare l’Austrasia, Neustria e borgogna. Suo figlio,
Carlo Martello, che aveva con fatica superato l’opposizione dei familiari che gli contestavano la
legittimità della nascita. Intraprese una serie di ricomposizioni politico territoriale, che oltre a
rinsaldare il potere all’interno delle tre aree regionali, inizia a cementare questi poteri anche in
ambito cristiano, perché una delle sue importanti campagne militari fu quella contro gli arabi, e
Carlo martello colui che nel 732 pose fine all’avanzata araba in Gallia. (Battaglia di Poitiess). Più
che un successo militare, fu dovuto a una diversa strategia degli arabi, l’esercito che incontrò
erano solo militari in avanscoperta, il califfo aveva una diversa politica decisa a Bagdad, dove
decise successivamente di non espandersi più in occidente ma di spostare l’attenzione ad oriente.
Alla morte di Carlo Martello il regno vene diviso tra i figli i quali non ebbero la stessa capacità del
padre, ma registriamo in questa fase (VIII secolo) le prime missioni cristiane di evangelizzazione
da parte di Bonifacio. Ci fu il sostegno da parte delle truppe franche in questa opera, la creazione
di un’ampia area sotto i pipinidi portò alla diffusione del cristianesimo e la costruzione di città e
aree episcopali. L’autorità ecclesiastica e politica è molto importante perché sarà l’elemento che
consentirà di unire il sacro romano impero.
Come mai i maestri di palazzo ebbero successo politico? Dei tre figli di Carlo martello, a metà del
VIII secolo, rimase in carica soltanto il secondo genito di nome Pipino il Breve, si fa incoronare re
da Bonifacio e successivamente scrive al papa Zaccaria. Raccontando la cronaca degli
avvenimenti dei Franchi, chiedendogli se dovesse essere re chi ne aveva il titolo o chi deteneva
effettivamente il potere, il papa secondo la tradizione, si sarebbe pronunciato per la seconda
opzione. Questo è interessante perché in mancanza di altre autorità che legittimava il potere regio,
si riconosce nella famiglia reale la discendenza divina e autorità stessa, questo è alla base della
dinastia di diritto divino. Nel caso dei franchi c’è la costruzione di un modello che governa un
potere laico, ma allo stesso tempo con una figura sacra. Pepino il Breve si fa acclamare re
dall’assemblea e poi si fa ungere re da Bonifacio, secondo gli usi germaniche derivanti dalla
bibbia. L’approvazione episcopale e poi papale, aveva un obiettivo sacro, in quanto discendeva da
Dio e possedeva le premesse per un potere divino. Il papa Stefano II (754) incoronerà per la
seconda volta Pipino e i suoi figli come re dei Franchi. Da una parte ritroviamo degli uomini più
importanti per i mezzi e per potere che concedono benefici, di questi fanno parte i pipinidi che
facendo uso di un’armatura diversa dal passato introducono anche elementi come il cavallo e il
cavaliere, il combattimento sarà più violento per la forza d’urto, mentre dall’altra parte, l’esercito
era molto più arretrato. Una prova la si ha con Astolfo, re dei Longobardi, quando 756, provò la
forza dei franchi. Alla sua morte salì sul trono Desiderio, in questo periodo tra Desiderio e Pipino ci
sarà una tregua, fin quando si ebbe la prima area di espansione (754), Desiderio venne sconfitto
da Carlo Magno, che diventò Re dei Franchi e dei Longobardi.
Carlo attacca desiderio per due motivi:
1) viene chiamato dal Papa per difendere la chiesa romana, proprio perché aveva paura, nel
momento in cui i longobardi si stavano espandendo, di diventare un’entità locale. I due
poteri sono necessitati e si sostengono in maniera reciproca. Avere come protettori i
franchi, non era così marcata come poteva essere quello longobardo, il papato gioca
d’astuzia su molti fronti, questo è stato il punto centrale che ha evitato l’unità della penisola
italica. Il papa si attivò come una potenza laica. Una volta conquistata la longobardia maior,
le armi di Carlo si diressero in Equitania, e poi nella penisola Iberica, Carlo in persona
guidò un esercito per fronteggiare la minaccia Araba, ma allo stesso tempo dovette
rientrare per sconfiggere una potenza sassone. Nel suo ritorno venne attaccata da
un’imboscata la sua retroguardia, nel quale fu presente un cavaliere (Orlando), che portò a
un grande circuito letterario che descrisse Carlo Magno come un salvatore, ricordato molto
amico di questo cavaliere. Nel 813 crearono una grande regione, la marca ispanica, con
capoluogo Barcellona. Tra l’Equitania e la Catalonia era presente questa marca ispanica. Il
tentativo di sottomissione da parte di Carlo nei confronti dei Sassoni fu invano, portando a
centinaia di morti, direttamente sul campo. Proprio per piegare l’opposizione nemica. In
baviera era presente un Duca, di nome Tassilone, che inizialmente era alleato ai Franchi e
che sposò una figlia del re dei Franchi, Carlo contro di lui lo fa abdicare e lo rinchiude in
monastero.
Il territorio di Carlo divenne talmente tanto grande che divenne difficile da gestire, creando la
consapevolezza nell’animo di Carlo del ruolo che aveva nei confronti di questi paesi e della chiesa.
I pensatori, coloro che costruivano la strategia di governo, erano coloro che inventavano
l’ideologia politica del sovrano. Questo è il momento in cui vediamo la strategia di un continente
per la prima volta, la nascita dell’Europa, intorno all’ideologia cristiana, questi popoli iniziano a
ragionare in modo diverso rispetto al popolo romano. Si trattava di un territorio molto diverso, a
fatica arrivava al mediterraneo, era puntato verso il nord Europa dove era presente il cuore
dell’impero. Possiamo individuare due grandi momenti: Da una parte il re è colui che viene scelto
da Dio, perché ha una missione sacra. Dall’altra parte non possiamo dimenticare che i medievali si
sentono discendenti dell’impero romano e nell’impero bizantino la continuità dell’impero era
concreta, quindi Carlo comincia a fare alcune cose che sono tipiche di un sovrano romano. Il
modello imperiale a cui fa riferimento Carlo è Costantino. Due poteri: Laico e religioso, in questo
momento funzionano insieme. Da questo momento inizia a stabilire le proprie azioni dalla data
774, altra cosa molto importante che ci fa capire che era molto orientato all’impero. Come
Costantino aveva fondato la capitale a Costantinopoli, così Carlo fonda la capitale dei franchi ed è
Aquisgrana. Oltre aver fondato la capitale, costruisce in questa città alcuni edifici che sono
fortemente caratteristici della città di Costantinopoli, collocando il palazzo imperiale, la basilica
religiosa e i forti. Il palazzo era fondato come il palazzo di Treveri, destinata alle cerimonie e alle
assemblee pubbliche. La sala a
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