Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Isoquanto di produzione (curve di livello) Identifica tutte le combinazioni di input

(L )

, K efficienti per produrre un dato livello di output costante.

La famiglia degli isoquanti è data da tutti gli isoquanti tracciabili.

Nel lungo periodo sia il lavoro che il capitale sono variabili ed entrambi

hanno rendimenti decrescenti.

Gli isoquanti sono inclinati negativamente e convessi come le curve di indifferenza, e

non sono spessi.

Il trade-off tra input è descritto dalla pendenza di ciascun isoquanto.

La pendenza dell’isoquanto indica in che misura occorre aumentare un input a fronte

di una riduzione unitaria dell’altro per mantenere costante il prodotto totale.

−MP L

SMS =

SMS

Il può essere calcolato come (il valore assoluto si tiene

L, K L, K MP K

conto) α β

( )=

Funzione di produzione Cobb-Douglas .

 ∗L

Q=F A , K , L AK

A , α , e β sono parametri che assumono valori specifici a seconda dell’impresa:

- A descrive livello generale di produttività dell’impresa;

α , β

- descrivono la produttività relativa di lavoro e capitale.

α ∗K

γ .

=

SMST L, K L

Applicando la formula del SMST come rapporto tra MPL e MPK 

α ∗K

MP γ .

L

= =

SMST L, K MP L

K

Input perfetti sostituti:

- Due input sono perfetti sostituti se gli input sono scambiati secondo un rapporto

fisso;

- Ogni isoquanto è rappresentato da una retta e il SMST è costante.

Funzione di produzione .

Q=αL+ βK

α

=

SMST è costante.

L, K β

Input perfetti complementi:

- Due input sono perfetti complementi quando devono essere usati in proporzioni

fisse;

- Ogni isoquanto assume una forma a L.

{ }

Funzione di produzione .

Q=min αL ; βK

I rendimenti di scala rendimenti di scala misurano la relazione tra la scala di

produzione e la produttività:

- Costanti, se l’output varia in misura proporzionale degli input;

- Crescenti, se varia più che proporzionalmente;

- Decrescenti, se varia meno che proporzionalmente.

Rendimenti costanti di scala

(L;K) -> Q = (L;K) -> 2Q

Avere due stabilimenti che producono Q equivale in termini di costo a uno che produce

2Q. La dimensione non incide sulla produttività.

Ci può essere un grande numero di produttori.

Per uguali incrementi di produzione gli isoquanti sono equidistanti

Rendimenti crescenti di scala

(L;K) -> Q (L;K) -> >2Q

Conviene in questo caso concentrare la produzione in un unico grande stabilimento

che comporta costi minori, che consente di eliminare la concorrenza perfetta e di

diventare monopolista.

Per uguali incrementi di produzione gli isoquanti diventano via via più vicini.

Rendimenti decrescenti di scala

(L;K) -> Q (L;K) -> <2Q

Conviene distribuire la produzione su stabilimenti minori, più efficienti.

Gli isoquanti sono via via più lontani per uguali incrementi del prodotto.

Capitolo – 7

Il costo totale rappresenta la spesa richiesta per produrre, nel modo più economico

possibile, una data quantità di output. E’ determinato da:

- Costi fissi, non variano al variare di Q, originati dall’impiego di input in quantità

costante;

- Costi variabili, variano al variare di Q, originati dall’impiego di input in quantità

variabile. (Q) (Q)

FC

TC(Q)=FC+ VC VC

, dove sono i costi fissi mentre sono i costi

variabili.

Costo fisso pagato da una impresa per il solo fatto di essere in affari, anche se la

produzione è zero.

Costo non recuperabile che non può essere recuperato (non va confuso con il costo

fisso).

I costi opportunità sono costi legati alla rinuncia di una opportunità di impiego

alternativo di una risorsa. Questi costi non generano esborso finanziario.

Costi di produzione BP (breve periodo) quando uno o più input non possono essere

modificati (K fisso, L variabile).

Costi di produzione LP (lungo periodo) quando tutti gli input possono essere

impiegati in modo variabile.

La curva di isocosto è determinata dalle combinazioni di K e L che generano un dato

C

livello di :

C=WL+ RK .

La curva di isocosto identifica tutte le combinazioni di lavoro e di capitale che costano

la stessa somma all’impresa, cioè quelle che generano un costo totale di produzione

costante.

La pendenza dell’isocosto è il rapporto fra tasso di salario e costo di utilizzo del

capitale ed esprime il tasso al quale è possibile sostituire il capitale al lavoro senza

cambiare il costo.

Una famiglia di rette di isocosto è costituita dalle rette di isocosto per tutti i possibili

livelli di costo dell’impresa, dati i prezzi degli input.

Rette di isocosto più vicine all’origine sono associate ad un costo totale inferiore.

Come individuare la combinazione di minimo costo dei fattori per un dato livello di

output? Trovare la retta di isocosto più bassa che tocca l'isoquanto associato al livello

di produzione desiderata.

Condizione di tangenza per la scelta degli input che minimizza il costo di produzione

Q

del dato : MP W

L =

(SMSt)=Pendenza

Pendenzaisocosto isoquanto quindi .

MP R

K

Il sentiero di espansione della produzione dell’impresa mostra la combinazione di

minimo costo dei fattori per tutti i livelli di output, una volta fissati i prezzi degli input.

(C)

La curva dei costi totali dell’impresa mostra come varia il costo totale di

produzione nel momento in cui varia il livello dell’output, dati i prezzi dei fattori

produttivi (considerati fissi).

Il costo medio è il costo di produzione totale diviso per il numero di unità di output

prodotte:

=C (Q)/Q

AC .

Il costo medio misura l’inclinazione della retta che collega un punto della curva di

costo totale all’origine.

La scala di produzione efficiente è data dal livello di produzione in corrispondenza del

quale AC ha il suo minimo.

Il costo marginale misura il costo addizionale per produrre un’unità in più di prodotto.

( )−C ( )

C Q Q−∆ Q

∆ C =

MC= (derivata costo totale)

∆Q ∆

La curva di AC (costo medio):

- è decrescente nel tratto quando AC > MC;

- è crescente nel tratto quando AC < MC;

- raggiunge il punto di minimo quando le curve AC e MC si intersecano.

Il costo medio si distingue in:

( )=FC /Q

Costo medio fisso .

AFC Q

 ( ) =VC(Q)/Q

Costo medio variabile .

AVC Q

 ( ) ( )

C Q VF+VC Q

= =AFC (Q)+ (Q)

AC= AVC

Il costo medio totale .

 Q Q

Rendimenti costanti di scala

- Se gli input raddoppiano, l’output (massimo) raddoppia e dunque il costo medio

è costante per tutti i livelli di output. I costi aumentano in misura proporzionale

rispetto all’output;

- Se gli input raddoppiano, l’output più che raddoppia e dunque il costo medio è

decrescente per tutti i livelli di output. I costi aumentano in misura meno che

proporzionale rispetto all’output L'impresa gode di ECONOMIE DI SCALA;

- Se gli input raddoppiano, l’output meno che raddoppia e dunque il costo medio

è crescente per tutti i livelli di output. I costi aumentano in misura più che

proporzionale rispetto all’output L'impresa ha DISECONOMIE DI SCALE.

Nel lungo periodo le imprese spesso sperimentano all’inizio rendimenti crescenti e

oltre un certo output rendimenti decrescenti di scala.

Capitolo – 8

Il ricavo marginale è il reddito addizionale che deriva dalla produzione di una unità

aggiuntiva di output.

( )

( )−R ( )

R Q Q−∆ Q

∆ R =

MR= ∆Q ∆Q ( ΔQ)

Un aumento della quantità venduta modifica il ricavo dell’impresa in due

modi:

- L’impresa vende ΔQ unità addizionali di output, ognuna delle quali ad un prezzo

P(Q)=¿

pari a

effetto di espansione del prodotto ;

- Per poter vendere le unità aggiuntive, l’impresa deve abbassare il prezzo

praticato: il ricavo si riduce sulle

(Q− ΔQ)unità originarie=effetto di riduzione del prezzo .

imprese price-taker

Le fronteggiano una curva di domanda perfettamente

orizzontale, per cui non sono soggette all’effetto di riduzione del prezzo.

Π=R ’ – C ’=0

Il profitto è massimo quando cioè quando il costo marginale è

uguale al ricavo marginale .

(q)

 R ’(q)=C ’ Π

Per individuare la quantità di vendite che massimizza :

MR=MC Π q Π

, verificare se i associati alla calcolata sono maggiori ai

¿ 0

associati a q .

Le imprese price takers scelgono la quantità Q di output che massimizza il profitto

secondo due regole: Regola della quantità (Condizione di ottimo) P=MC .

Un incremento di prezzo di un input comporta un aumento del costo unitario di

produzione Le curve AC e MC si spostano verso l’alto.

La curva di offerta si trasla anch’essa verso l’alto.

Un incremento nei costi fissi inevitabili: fa spostare verso l’alto la curva AC verso l’alto

e lascia invariate la curva MC e la curva di offerta.

Capitolo – 16

Caratteristiche del monopolio:

- Unico produttore, molti compratori;

- Un prodotto che non ha sostituti;

- Barriere all’entrata.

Come si costituisce un monopolio?

- Monopolio legale, dove lo stato riconosce a un’impresa una condizione di

monopolio e impedisce che altre imprese entrino sul mkt (brevetto);

- L’impresa è la prima a produrre un bene;

- E’ proprietaria esclusiva di un input;

Il monopolio naturale si verifica quando la struttura di costi è tale per cui un’impresa

può servire il mkt facendo profitti non negativi. In presenza di economia di scala

importanti l’ingresso della seconda impresa sul mkt spinge l’impresa già sul mkt ad

avere profitti negativi.

Scelta ottimale del monopolista massimizzare i profitti che richiede che MR=MC.

M

Quando il monopolista è in grado di praticare un markup (indice di lerner),

>

p MC p−MC .

cioè la differenza tra il prezzo praticato e il costo marginale  p

Tanto è più alto il mark-up tanto maggiore è il potere di mkt del monopolista.

Si riscrive i termini di max profitto per arrivare al mark-up:

p−MC 1

=

p D

ε 1

D p

Se tende a infinito, vuol dire che tende a 0 e cioè che è sempre

ε D

ε

MC CP

positivo e che tende al , e quindi all’equilibrio di .

D

Se invece tende a 0, il mark-up è il più alto possibile.

ε

F+G sono le aree di perdita secca, cioè riduzione di benesserenel passaggio da

CP M

a , dovute alla perdita del surplus volontariamente da parte del

monopolista (g) per praticare un prezzo più alto, e dovuto all’impedimento di accesso

al mercato da parte dei consumatori (f).

L’efficienza nel passaggio a M si abbassa perché il benessere aggregato in monopolio

W

si riduce , in parte a favore del monopolista e in parte in sfavore dei

C P

[¿ ]

¿ =S +

M S

¿

consumatori per la restrizione della quantità (consumatori razionati).


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

14

PESO

7.26 MB

PUBBLICATO

4 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcoorla97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Intorduzione alla microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Luppi Barbara.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Intorduzione alla microeconomia

Riassunto per l'esame di introduzione a macroeconomia, prof Strozzi, libro suggerito Blanchard macroeconomia
Appunto
Domande storia economica
Appunto
Appunti economia degli intermediari finanziari
Appunto
Riassunto esame Economia Aziendale, libro consigliato Corso di Economia Aziendale. ABC: Airoldi, Brunetti e Coda, Il Mulino
Appunto