La grande impresa americana
Il motore della grande impresa nord-americana (USA e Canada) è il triplice investimento: triplice investimento come espressione del passaggio da una serie di potenziali tecnologie, alla reale applicazione (la messa in campo) di quest'ultime che avviene attraverso la maturazione della capacità organizzativa (quindi attraverso una costante interazione tra capitale tangibile e intangibile). Noi faremo riferimento agli USA.
Svolta storica della grande impresa americana
La svolta per la grande impresa americana si ha attorno agli anni ’60 del diciannovesimo secolo ed è poi proseguita per tutto il ventesimo secolo. Bisogna chiedersi ora perché il ruolo della grande impresa emerge proprio negli Stati Uniti e perché proprio verso la fine del diciannovesimo secolo? Anche perché durante la prima rivoluzione industriale gli Stati Uniti erano ancora una colonia e quindi non erano avanti come i principali Stati europei.
La svolta per gli Usa si è avuta con la seconda rivoluzione industriale, in cui si avvia un processo di innovazione tecnologica di primaria importanza che si fonda sui già citati 3 pilastri: elettricità, motore a scoppio e chimica organica. Quest’ultimi rivoluzionano il modo di produrre, ma per essere sfruttati adeguatamente necessitano di elementi di supporto che sono di fondamentale importanza: le infrastrutture di comunicazione; serve cioè un sistema di comunicazione che consenta un rapido spostamento di materie e comunicazioni.
Gli USA valorizzano le proprie infrastrutture di comunicazione, consentendo alle grandi imprese di poter disporre velocemente delle nuove tecnologie: questo conferisce un forte impulso alla ricerca industriale, combinando gli investimenti federali nella ricerca universitaria (al fine di migliorare i settori della difesa e sanità) con i massicci interventi dei singoli imprenditori. Anche se non è una regola, si nota che questi sforzi privati e pubblici si hanno negli ambiti che hanno un'alta intensità di capitali (capital intensive).
Settori di investimento e ricerca
Nel XX secolo, si ha una maturazione che fa degli USA un modello che riesce a cogliere labour intensive come anche in ambiti possa esserci spazio per una grande impresa, ma non è questo settore che dà vigore alla presenza della grande impresa americana. Guardando agli ambiti si nota che nell’organizzazione interna di una grande impresa uno dei settori più importanti è il dipartimento di ricerca e sviluppo (solo una grande impresa può sostenere un dipartimento così costoso).
- Chimiche-farmaceutiche: soprattutto dopo la scoperta del DNA; sono molto costosi perché durano anni e anni di ricerche e sperimentazioni su cavie animali e umane; per questo le imprese nel settore farmaceutico sono poche perché richiedono investimenti elevatissimi.
- Elettroniche-informatiche
- Del settore aereo-spaziale: soprattutto negli USA, in Russia, Cina e Corea.
- Del settore degli strumenti scientifici: rilevanza inferiore ai primi tre, ma comunque rilevante.
Viceversa, si può dire che non investono cifre significative in ReS le imprese:
- Alimentari e del tabacco: le industrie del tabacco sono state protagoniste della fase iniziale di sviluppo della grande impresa, oggi meno perché hanno costi elevati per le cause che stanno subendo in vari paesi del mondo per la morte di molte persone; gli investimenti in ricerca e sviluppo oggi nell’industria alimentare sono legati al proporre al consumatore un prodotto garantito dal punto di vista della salubrità quindi si cerca di trovare delle modalità di controllo dell’intera filiera.
- Della lavorazione della carta: alcuni investimenti nello studio del riciclo della carta, ma il grande cambiamento si è avuto anni fa col passaggio dall’utilizzo degli stracci al legno.
- Della lavorazione di petrolio e metalli: per quanto riguarda il petrolio gli studi di ReS hanno portato all’estrazione del petrolio dalle rocce anziché dai giacimenti liquidi (soprattutto negli USA); mentre nel caso dell’estrazione del metallo non ci sono stati progressi tranne nei filtri per la riduzione dell’inquinamento.
Vantaggi competitivi degli USA
Torniamo a chiederci perché gli USA sono stati i primi ad attivare la grande impresa, nonostante l’Inghilterra fosse molto più avanti. L’America era un grande paese dotato di tutte le principali risorse naturali, che possiede ogni tipo di materiale energetico: queste è la prima differenza con i paesi europei perché non possedevano il petrolio, ma solo carbone; gli Stati europei andavano ad approvvigionarsi nei paesi del medio-oriente, mentre gli USA lo avevano in casa (nel mercato interno). Si può dire quindi che gli Stati Uniti avevano un vantaggio competitivo nei confronti dei paesi europei.
Ma questo non basta per spiegare il divario perché l’Inghilterra era più ricca di capitale umano dovuto all’esperienza accumulata, mentre i nativi americani erano stati sterminati. Tuttavia, gli Stati Uniti sono stati in grado di sfruttare gli spostamenti migratori che ha portato molto capitale umano negli USA (Inglesi, Irlandesi, Ebrei, Italiani…) e questa mescolanza di culture ha fatto la fortuna degli Stati Uniti: ognuno aveva la possibilità di farsi valere senza intoppi burocratici (si dava la possibilità di rivalsa ai migranti).
Come si è già visto, un altro vantaggio per gli USA è stato il combinato tra i massicci investimenti pubblici nella ricerca universitaria e la ricerca applicata effettuata nelle industrie. In tutto questo, la piccola-media impresa non ha la forza per competere con la grande impresa, può trovare spazio in quei settori in cui la gamma dei prodotti necessita di grande flessibilità.
Definizione e fasi della grande impresa americana
Partiamo dalla definizione di grande impresa americana:
- Periodo che va dall’esordio della grande impresa alla prima guerra mondiale: è il periodo in cui il mondo si rende conto che quest’ultima cambierà gli equilibri del mercato mondiale; la grande impresa americana consolida la sua funzione e si presenta sul mercato mondiale (quasi tutte le imprese sono U-form); alla fine del 19o secolo le grandi imprese americane assumono su di sé il 40% di tutto il valore aggiunto prodotto da tutte le industrie sul territorio americano, risultando quindi il pilastro portante del sistema economico statunitense, pur essendo presenti in un numero limitato di settori.
- Periodo che va dal 1920 alla fine della seconda guerra mondiale: emergono caratteristiche nuove che non erano state rilevate precedentemente; si nota soprattutto l’emergere della struttura M-form perché la capacità di organizzare produzione e distribuzione grazie alla capacità del manager, formatosi negli USA, rende possibile non solo l’introduzione di economie di scala, ma economie di diversificazione ed il modello U-form non è adatto a tutto questo.
- Periodo che va dal 1950 ad oggi: più che il capitale fisico conta il capitale intangibile perché emerge in maniera predominante il ruolo delle capacità organizzative e delle competenze del capitale umano che deve essere particolarmente formato per portare capacità innovative nelle discipline più varie; questa fase vede emergere soprattutto la capacità del capitale umano.
Dettagli delle fasi della grande impresa americana
Prima fase: è la conseguenza del dover rispondere ad un allargamento del mercato dovuto all’immigrazione essendo che, come si è visto, sono arrivati individui con una propria capacità contributiva; servono imprese adatte a sfruttare le nuove tecnologie nel campo delle comunicazioni: quando le linee ferroviarie e telegrafiche entrano in funzione ci sono degli imprenditori innovatori che colgono come un’efficace rete di comunicazioni rende possibile la realizzazione di produzioni standard che possono essere assorbite non da un mercato locale, ma da un mercato molto più ampio.
Alcuni tra i principali ambiti che risentono di cambiamento sono:
- Industria del tabacco: produceva solo sigari e tabacco da fiuto, poi dopo l’espansione del mercato avvia delle campagne di marketing che hanno portato all’invenzione delle sigarette soprattutto per soddisfare le esigenze delle donne per cui si investe in macchinari per la produzione/confezionamento delle sigarette e pubblicità del prodotto; in questo caso si ha quindi la standardizzazione di un prodotto da distribuire su un mercato sempre più ampio.
- Cereali: un altro settore importante è quello dei cereali. In Europa si macina il grano per fare la farina che viene poi utilizzata per fare pane, polenta…in America invece, come visto, c’è un mix di culture; in America il mercato dei cereali fino a questo momento è esclusivamente locale, poi le grandi imprese individuano delle nuove modalità di lavorazione dei cereali capaci di cogliere i gusti delle diverse comunità presenti, infatti oltre la farina si individuano nuovi modi di produzione (fiocchi d’avena, cereali soffiati…) e di impacchettamento; entrano vagoni di cereali nelle imprese che realizzano dei prodotti standard (la farina, i fiocchi d’avena…sono gli stessi in tutti gli Stati, ma da questo momento si possono trovare ovunque e non solo negli Stati con grandi coltivazioni), ma commerciati in tutto il paese.
- Industria della carne: un altro caso è che modifica le proprie modalità di conservazione (sotto sale, affumicata, inscatolamento/lavorazione per poter soddisfare i gusti e le esigenze di tutte le etnie presenti nel paese).
- Energia elettrica: altri tipi di imprese sono quelle che sfruttano l’energia data dalla caduta d’acqua e perché queste si sviluppassero erano necessari progressi sul campo dell’elettrotecnica.
- Industria della carta: passa dall’utilizzo degli stracci alla cellulosa, riducendo di molto i costi.
- Lavorazione del vetro: ci sono innovazioni fondamentali nel campo della lavorazione del vetro soprattutto sui forni fusori: queste innovazioni vengono per lo più dall’Europa; si ha una standardizzazione della produzione anche in questo campo perché vi sono grandi stabilimenti dove si produce il vetro sulla base di un inserimento del prodotto stesso sulla base di un mercato molto ampio e quindi riducendo di molto i costi di produzione.
- Siderurgia: il settore che fa emergere in maniera evidente il ruolo della grande impresa statunitense è quello dell’acciaio, carbone, rame; anche in questo settore non c’è nessun tipo di tecnologia americana messa in campo grazie ad un processo innovativo basato su scoperte avvenute in America, ma si utilizza la stessa tecnologia che c’era già in Europa. La differenza dunque con le imprese europee sta solo nella dimensione, cioè nel fatto che per la prima volta si realizzano degli stabilimenti in cui risulta concentrata tutta la filiera siderurgica, dall’inizio alla fine: arrivano i treni carichi di carbone (e anche altri materiali), viene passato nei forni che lo trasformano (il carbone non può essere messo allo stato naturale perché emetterebbe sostanze che intaccherebbero la qualità della ghisa), negli altiforni si realizza la fusione, si realizzano i lingotti di ghisa oppure si fa passare la colata sui laminatoi per creare le lamine/tondini/rotaie…; il settore della siderurgia è quello che sperimenta per prima le grosse fusioni; nel mercato della siderurgia negli USA sono introdotte delle norme antitrust per evitare che il mercato oligopolistico si trasformi in un monopolio perché se nasce un monopolio in un settore così strategico si possono avere conseguenze molto pesanti (anche per lo Stato stesso essendo legato alla produzione delle armi).
- Ambito petrolifero: ovviamente l’esplosione di questo campo si è avuto da quando si è scoperta questa risorsa per far funzionare il motore a scoppio; negli USA c’erano molti giacimenti, soprattutto in Texas e California che hanno incentivato molti piccoli imprenditori all’estrazione, anche se con tecniche ancora rudimentali; questo finché Rockefeller, già proprietario di altri giacimenti, si rende conto che se si lavora una quantità di greggio maggiore i costi di lavorazione vengono abbattuti, per questo cerca di potenziare l’attività estrattiva nei suoi giacimenti e parallelamente di stipulare una serie di accordi con gli altri piccoli produttori in modo tale da mettere in piedi un’attività di raffinazione del petrolio che diventi di livello rilevante; Rockefeller non riesce a raggiungere una posizione di monopolio a causa delle leggi antitrust, ma la posizione di oligopolio intorno alla sua impresa è molto rilevante procurandogli grandissimi profitti; fondamentale per il raggiungimento di questo traguardo è stata la creazione di una rete di distribuzione dei prodotti frutto della raffinazione (dal cherosene, alla benzina, al gasolio…) con un’efficace rete che rende possibile la fornitura delle pompe di benzina; un altro elemento che facilita la formazione di un oligopolio è l’introduzione di alcune nuove tecnologie nell’estrazione da parte di Rockefeller; Rockefeller arriva addirittura a controllare molte pompe di benzina, seguendo così l’intera filiera dalla raffinazione alla vendita dei prodotti petroliferi; l’unico elemento non ancora maturato, ma che maturerà nel periodo infrabellico, è il collegamento con l’industria chimica, che lavorerà/sfrutterà i sottoprodotti della raffinazione, tra cui emergerà anche un gruppo italiano che conquisterà il 20% del mercato mondiale; Rockefeller riesce quindi a controllare l’intera filiera e organizzarla in maniera estremamente efficace: è un esempio di come la grande impresa riesca a razionalizzare una serie di fasi e investendo in maniera oculata quote di capitale fisico estremamente rilevanti riesca a valorizzare anche il capitale umano e facendoli interagire riesce a raggiungere risultati particolarmente eclatanti.
- Ambito della produzione di energia elettrica (elettrotecnica): l’invenzione dell’energia elettrica avviene nella seconda metà del diciannovesimo secolo, mentre l’applicazione di quest’ultima nell’ambito di produzione, distribuzione e utilizzo dell’energia avviene solo nella fase finale del diciannovesimo secolo (la prima centrale realizzata a Manhattan era termoelettrica); nello stesso periodo in Europa si sviluppa una tecnologia idroelettrica (Trento è stata all’avanguardia in questo); Thomas Edison è l’inventore che riesce a trasferire la sua capacità geniale anche in un’organizzazione produttiva (è un inventore e innovatore) e crea una sua impresa (la Edison), quest’ultima si fonde con un'altra impresa (che operava soprattutto in Europa) e dà vita alla General Electric; prima di questi anni l’illuminazione era effettuata con le lampade a gas (prodotto dalla combustione del carbone) perché dell’elettricità non si sapeva niente e quindi le imprese che entravano in questo campo dovevano fornire delle certezze/informazioni ai consumatori sulla bontà del servirsi della corrente elettrica; la produzione che si muove in un ambito innovativo/sconosciuto deve fornire delle garanzie e questo può essere raggiunto quando nel processo della distribuzione s’innesca un meccanismo che garantisce la certezza che nel processo produttivo, in tempi precisi, vengano eseguiti dei lavori/passaggi molto precisi; ma questo non è sufficiente perché la grande impresa deve anche fornire l’assistenza ai clienti: si creano nuove professioni di cui non c’era traccia prima, come gli elettricisti, e le imprese avevano il compito di formarli perché fossero in grado di fare il loro lavoro; in questo periodo nel settore elettrotecnico sono quattro i colossi leader a livello mondiale: due sono grandi imprese statunitensi (General Electric e Westinghouse) e due sono colossi tedeschi (Siemens e AEG); queste imprese producevano tutto quello che serve per la produzione e l’utilizzo dell’energia elettrica, quindi dalle grande turbine, alle dinamo, ai relè, alle lampadine…; parallelamente a queste imprese si affermano delle imprese che si occupano dello scambio d’informazioni via telefono/telegrafo, anche se hanno un peso minore delle precedenti; si può dire in conclusione che le imprese che si sono affermate in questo periodo nell’ambito elettrotecnico sono le imprese scuola di ciò che maturerà in futuro nell’ambito elettrotecnico e che successivamente si trasferirà nell’ambito elettronico in futuro, perché coloro che non faranno questo passaggio e resteranno nell’ambito dell’elettrotecnica spariranno: questo perché l’elettronica ha fatto passi da gigante (es: smartphone…), mentre i progressi dell’elettrotecnica sono pochissimi tanto che ad esempio nelle centrali idroelettriche funzionano ancora le stesse turbine da quando sono state costruite perché quelle nuove non danno alcun vantaggio.
- Ambito meccanico: diventerà molto più rilevante in una seconda fase.
La comparsa delle grandi imprese tuttavia non cancella le piccole-medie imprese, perché quest’ultime hanno un’organizzazione molto più ristretta e compatta e spesso non fanno riferimento ad un mercato standardizzato su vasta scala perché producono in ambiti in cui non vi è ancora nessun “imprenditore innovatore” che domina questi mercati: ad esempio Renton partendo da una dimensione di piccola impresa diventa il più grande produttore mondiale di macchine da scrivere (poi sarà contrastato dall’Olivetti) oppure Singer.
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