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Riassunto Letteratura italiana Contemporanea, prof. Borrelli, libro consigliato Notizie di Natalia Ginzburg Appunti scolastici Premium

Sunto per l'esame di Letteratura italiana Contemporanea e della prof. Borrellii, basato su studio autonomo del testo consigliato dal docente Notizie di Natalia Ginzburg. Gli argomenti trattati riguardano la sua vita e le sue opere. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura italiana contemporanea docente Prof. C. Borrelli

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per cercare di avvicinarsi quando più possibile alla maggior parte del pubblico. Il timore di non

essere compresa resta sempre una costante molto forte. Insieme al mondo borghese in cui è

cresciuta, convive anche un mondo contadino che ha conosciuto ai tempi del confino del primo

marito. Interessanti saranno anche le sue “simpatie” con altri scrittori che influenzeranno in parte il

esempio “La via del tabacco” di Erskine CALDWELL suggerì il titolo del

suo stile narrativo: ad

racconto “La strada che va in città”. Ma, come è stato detto in precedenza, è la famiglia la tematica

principe delle sue opere, la sua esperienza e la sua vicenda resta legata al nucleo famigliare. Questo

ricordo, questo ritorno la Ginzburg cerca di salvaguardarlo sempre dalle brutture del presente, come

se fosse un qualcosa da idealizzare.

Cap III: Schede

Un’assenza

Racconto del 1933. I temi della sua ricerca narrativa erano gli ambienti domestici, i rapporti difficili

all’interno del gruppo familiare, la convivenza coniugale che fallisce, l’incomprensione e la

solitudine della donna. La scrittrice ci restituisce un quadro piuttosto squallido di vita coniugale. Il

suo stile è sicuro, coinciso anche se la sua immaturità traspare dalla scelta del tema e nella

delineazione dei personaggi. Questa è la storia di Maurizio, malato d’ipocondria, che non riesce ad

amare la vita pur avendo una moglie bella e vivace. Ma lui è indifferente e fiacco, vive per vivere

ma non ama la moglie né prova affetto per il figlio: è consapevole dei tradimenti della moglie ma

non sembra importarsene. I legami che mantiene con il mondo sono il ricordo della sua infanzia

serena ed il desiderio di amare e lavorare. Conduce la sua vita con apatia, le ricchezze sono cose che

non renderebbero la sua esistenza né triste sé più felice, non gli servirebbero da stimolo. Pensa

anche a togliersi la vita gettandosi nel fiume, ma desiste senza un motivo serio. Infatti lo blocca dal

gesto estremo, il fatto che il fiume possa essere sporco per la spazzatura di tutta la città. La

Ginzburg non presenta il protagonista in modo diretto, ma è il racconto e il suo svolgimento che ce

non è un personaggio che l’autrice ha

lo fanno conoscere rivelandone il carattere. Maurizio

approfondito a pieno, ne ha solo una conoscenza superficiale. Perché sì è un essere senza voglia di

vivere, ma è anche un uomo che è legatissimo al suo passato, addirittura ai suoi giocattoli,

rivelandoci un bambino che non è mai cresciuto.

Casa al mare

Scritto nel 1937. Con questo racconto ha raggiunto l’apice della freddezza, del distacco e

dell’impersonalità. Il protagonista ed i personaggi fanno parte di un mondo pieno di sentimenti ed

umanità; l’andamento della storia rende familiare e quotidiane le situazioni e in quest’opera ella

utilizza la prima persona, iniziando in questo modo ad avvicinarsi alla vena autobiografica che è in

lei. La narrazione scorre mettendo gradualmente in luce gli stati d’animo dei personaggi. Descrive

chiaramente le caratteristiche dei personaggi, senza che il lettore deve crearsi una propria immagine

mentale. L’autrice li presenta come individui che conosce personalmente, sono degli individui

normali, caratterizzati da un forte sentimento di sincerità che condizione la loro esistenza. I

personaggi non sono eroi, sono uomini che affrontano le difficoltà e sono in grado di essere sinceri

con se stessi e gli altri. Quindi è proprio la sincerità la base di questo racconto: Walter è

consapevole della sua responsabilità, cerca di mantenere unita la famiglia e di costruire una vita

serena con il proprio bambino.

Mio marito

Scritto nel ’41 a Pizzoli, nella campagna abruzzese e viene proposto un mondo nuovo, composto da

E’ la storia di un medico che sposa senza amore una donna in

gente semplice, di case e colline.

quanto il suo vero amore è per Mariuccia, una contadina che aveva curato in precedenza. La moglie

di questo medico invece ama follemente il proprio marito e soffre per questa situazione, soffre per

questo sentimento non corrisposto. Questa vive in una solitudine totale e resiste come può, fino a

quando l’amante del marito non resta incinta. Questa rappresenta per lei la sconfitta più grande,

perché capisce di non essere nulla per l’uomo che le vive accanto che si uccide quando l’amante

muore di parto. La trama ricorda quella dell’opera di Tolstoj “Il diavolo”. La Ginzburg ha il merito

di raccontare gli stati d’animo, isolandoli uno per uno per permettere al lettore di comprendere al

meglio le azioni dei personaggi.

La strada che va in città

Questa è la storia di una ragazza di compagna, anche voce narrante, che per amore della ricchezza e

del benessere, acconsente a sposare il figlio del medico del paese che l’aveva resa madre. Ma

l’agiatezza economica non le donano la felicità sperata. E questo stridore non fa altro che marcare la

differenza con Nini, un ragazzo anticonformista, simbolo di una gioia di vita che colpiscono la

protagonista. Ma anche la passione per la vita di questo ragazzo, finisce per appassire. Cede

all’alcol avviandosi verso la strada della distruzione personale. La scrittrice definisce chiaramente le

figure dei personaggi, raccontandone i sentimenti e le passioni. Stati d’animo si affiancano ai

cambiamenti fisici ma sono travolti da uno stile breve, nervoso e veloce come se fosse una corsa

che ha lo scopo di dare drammaticità alla narrazione.

E’ stato cosi

Questa storia ha una trama molto semplice: il protagonista è un’insegnante di provincia, l’amore è

la via d’uscita da una vita vuota e grigia. Ma il matrimonio a cui giunge, si risolve in un fallimento

ed in una convivenza insostenibile. A poco a poco si spengono le speranze, le illusioni di affetto e di

amore ma non cessa di lottare per i suoi ideali. L’uomo che le vive accanto è legato ad un’altra

donna e considera la moglie una delle tante conquiste, non prova il suo stesso forte sentimento.

Iniziano fughe, menzogne e sotterfugi da cui la donna cerca di difendersi, chiudendosi in un vuoto

totale. Ma ogni suo sforzo è vano e lo comprende quando arriva ad esplodere un colpo di pistola:

tutti i suoi sforzi, tutto il suo desiderio di salvaguardia dei suoi ideali di amore e di felicità sono

vuoti ed inutili. La sua vita si spegne senza rumore e la storia termina. L’autrice assiste alla vicenda

spoglio ma efficace. E’ quasi una prosa cinematografica ridotta a

con malinconia, il suo narrare è

periodi brevi e rapidi. E’ quasi un racconto senza virgole, anche se non è un racconto di memoria è

intriso comunque di motivi autobiografici. Realizza una struttura narrativa articolata per cui i

personaggi sono presentati in modo chiaro. Qui l’indagine psicologica dell’animo umano è uno

degli strumenti rappresentativi di questa trama e lo stile spoglio è ottenuto mediante una sintassi

elementare ma che è efficace e naturale, vicino al linguaggio quotidiano.

La madre

Composto nel 1948 si presenta autobiografico. E’ la storia di una vedova che torna alla casa paterna

insieme ai figli per fuggire dalla solitudine. E’ questa a portare alla morte della protagonista,

fosse all’interno della sua

incompresa ed incapace di lottare ed è una storia forte perché nonostante

famiglia. Il mondo di questo racconto è di personaggi borghesi, imprigionati in una vita infelice, un

mondo dove le situazioni e gli ambienti sono raccontati con verità. La cronaca familiare mette in

risalto tutta la solitudine e la disillusione morale di un mondo che si era immaginato ma che, quando

si scontra con la realtà, porta l’uomo alla sconfitta e alla fragilità.

Valentino

E’ un racconto lungo scritto nel ’51 e si sviluppa intorno alla figura ambigua di un giovane bello e

pigro, viziato da tutti i familiari. Caterina, la sorella, racconta in prima persona la vicenda. Si

fidanza ricercando una serenità familiare. Ma quando il suo amore si uccide a causa del rapporto

ambiguo con Valentino: infatti il loro è un rapporto omosessuale e la morte di Kit porta a

conseguenze importanti per tutta la famiglia. Ma non per il protagonista che continua la sua vita

sempre con lo stesso tono. Anche questa è una storia di famiglia con segreti più o meno

inconfessabili, tristi ed amari. Lo stile del racconto risente quello dell’influenza moraviano perché

le figure quasi irrompono della narrazione e non ne fuoriescono gradualmente. Ma questa è un

opera completa per unità di ispirazione e d’espressione, l’intreccio è ricco e si configura intorno alla

figura di Caterina e ci restituisce l’immagine di una città nella quale ci sono tante realtà nascoste

che devono restare nell’ombra.

Sagittario

Scritto nel ’57, è il romanzo più complesso per intreccio e composizione. I personaggi sono

presentati in modo rapido, succedono tante cose ma non c’è mai un nucleo unitario che è il motore

d’ispirazione della storia. Le vicissitudini dei personaggi dà al lettore l’impressione che la scrittrice

corra per essere in grado di stare dietro a tutti gli eventi. La Ginzburg segue con sguardo comico ed

umoristico i personaggi, per poi cambiare tono quando racconta della morte della sorella del

protagonista. Il mondo raccontato è un mondo nel quale si spezzano vite senza drammi, perché tutto

è destinato a consumarsi nel tempo.

Tutti i nostri ieri

Nel 1945, Vittorini pubblica un romanzo incentrato sulla Resistenza, inaugurando un filone di

testimonianze di guerra che furono ispirati dal desiderio di assoluta condanna della guerra e della

violenza. E questo romanzo si inserisce perfettamente su questa linea. La guerra nella storia non è

vista come un fenomeno in primo piano, ma come un calderone nel quale si consumano i drammi

scrittrice ad avvicinarsi a questo filone: l’aver

individuali. Diversi i motivi che hanno portato la

vissuto in Piemonte, in una regione che aveva contribuito alla lotta antifascista e l’aver avuto amici

che in questa si erano impegnati. Natalia riporta, attraverso fatti quotidiani, senza esagerazioni

eroiche. Questa è la storia di due famiglie borghesi della provincia piemontese che costituiscono il

nucleo del romanzo. Al centro della vicenda è quella di un avvocato antifascista, lunatico e litigioso.

L’altra è la famiglia di un industriale. Nella prima parte del romanzo, i personaggi sono poco

rappresentati, ma gradualmente iniziano ad avere un’incisività che colpisce. Il conflitto li travolge.

E i superstiti, i sopravvissuti, non riusciranno più a riprendersi perché la guerra ha marchiato le loro

anime e non li lascerà più. Questa non è la storia della sua famiglia, ma i caratteri dei suoi familiari

sono mescolati per creare i protagonisti, quindi l’elemento autobiografico s’intravede chiaramente

in queste pagine. Lo stile del racconto è sicuro, prevale il procedimento ipotattico ma non mancano

parti più semplici. La realtà storica è assorbita da un tono più contemplativo che la colloca in uno

spazio proprio, riportandola alla luce con ricordi improvvisi. In tutti i personaggi è forte la

sensazione dell’ineluttabilità degli eventi per cui è inutile opporsi al loro compiersi. Questa

stanchezza, condiziona e si rivela nella storia. La voce del narratore che segue, osserva e registra le

vicende. Il suo è come un canto monodico che rappresenta la traccia di un destino inevitabile.

L’utilizzo della terza persona rivela anche l’impronta di dare al romanzo un’impronta storica, ma gli

eventi esterni non sono altro che il canovaccio per portare alla luce ragioni personali.

Le voci della sera

Scritto nel 1961, la vicenda è ambientata in un paese di provincia durante il periodo dell’anteguerra

fino al conflitto mondiale; è la storia della famiglia di De Francisci, uomo che si è costruito da sé la

propria posizione economica e sociale, mentre invece i figli privi di ideali ed abulici. Tra questi

Tommasino, la cui mollezza dei fratelli è spinta all’estremo, vive senza dare senso alla propria vita,

subisce ciò che gli accade. Questo atteggiamento porterà la sua fidanzata Elsa, voce narrante, a

rompere il fidanzamento; questa voce narrante apre e chiude il racconto, descrive il paesaggio

autunnale che sembra restare invariato nonostante il passare del tempo. Le vicende dei De Francisci,

avvicinano il lettore alla solitudine dei personaggi e al dramma di Elsa. La Ginzburg racconta qui

storie familiari, il fiorire dei giovani e il loro contatto con la realtà.

Lessico famigliare

Nella Prefazione a Cinque romanzi brevi del 1964, manifesta l’esigenza di scrivere un libro sulla

detto, già in “Tutti i miei ieri”, inizia a palesarsi il desiderio di

sua vita, infatti come è stato

dedicarsi al romanzo di tipo autobiografico. Il “Lessico” è a metà strada tra il romanzo e il diario,

una cronaca della sua vita con la rievocazione delle vicende familiari che si svolgono lungo un

quarantennio, fatti, luoghi e persone sono reali. Tuttavia, la scrittrice resta nell’ombra ed appare in

primo piano solo quando la sua presenza è imposta dagli eventi narrati. Vengono ricordate le

memorie di famiglia ed attraverso l’ evocazione di varie situazioni, conosciamo il padre di Natalia,

il professor Levi autoritario e collerico; la madre Lidia, ilare e giovanile; i fratelli Gino, Paola,

Mario e Alberto. Tutti i personaggi sono raccontati attraverso una peculiarità che li rappresenta

oppure come l’aspetto fisico e il carattere. La trama supera la cronaca delle vicende e dei riti di

famiglia; la Ginzburg delinea un quadro storico e sociale, dell’arco di tempo che va dal terzo al

sesto decennio del Novecento ed ha il suo centro nella tragedia della guerra e nella lotta al


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in letterature e culture comparate
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giusybisogni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Borrelli Clara.

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