Natalia Ginzburg
Natalia Ginzburg nasce nel 1916 a Palermo ma si trasferisce quasi subito a Torino. Il suo vero cognome è Levi, uno dei maggiori antifascisti a Torino. Ha una madre cristiana e un padre ebreo. Non frequenta né la scuola, né la chiesa, vive una vita in solitudine. Sposa Leone Ginzburg e va a vivere al confine in Abruzzo. Leone viene ucciso dai fascisti nel '44. Fino al '44 aveva utilizzato lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte perché da ebrea le sarebbe stato difficile pubblicare. A Torino collabora con Einaudi e nel '50 si sposa con Baldini, che muore. Viene eletta due volte in parlamento: '83-'87. Muore a Roma nel '91.
L'autobiografia nelle opere
C'è molta autobiografia nelle sue opere, raccontando il suo vissuto ma allo stesso tempo ha paura. Non vorrebbe raccontare la sua vita, però essa è composta da personaggi importanti. Sono sempre gli altri ad essere i protagonisti nei suoi romanzi. Si rende conto che la guerra finirà e il sentimento che accomuna le persone sarà destinato a finire. Questo porta a un tipo di scrittura sempre improntato sul senso di nostalgia e la questione della memoria. C'è la questione del "lirismo narrativo": parla o non parla di sé stessa? Per Pavese nei suoi racconti si trova il lirismo nella "lagna". Lei guarda, interiorizza, si rapporta con il fuori e lo scrive. Pare che ciò che nel suo intimo non venga fuori, l'io narrativo si distacca da ciò che accade. È una scrittura che non va maturando con il tempo, ma ha alti e bassi. La sua scrittura è vincente solo nell'ambito classico. Scrisse quasi solo romanzi brevi.
Opere principali
- Lessico famigliare. Racchiude tutto il suo pensiero: anti-fascismo, la nostalgia. Traduce Proust per questo la nostalgia è importante, è molto ricercata. Ma mentre la memoria di Proust è involontaria, quella di Natalia è voluta, ricercata. Questo perché il passato serve a recuperare il presente, lei racconta semplicemente la sua giovinezza. Quello che a Natalia sembra straordinario, per noi è normale perché è una borghese e da borghese scrive. Tutti i romanzi tratteranno solo di questioni di famiglia.
- Nel '41 scrive "Mio marito", un romanzo borghese sulla solitudine di coppia. Vivono completamente isolati: lei si è sposata perché si annoiava e lui aveva un’amante. La storia di mio marito però non racconta la sua storia, infatti il suo primo matrimonio è stato felice anche se breve. Riesce a capire la vera vita coniugale solo con il secondo matrimonio.
- Nel '47 scrive "È stato così", che...
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