Definizioni e contenuti dell'igiene
Igiene: dal greco Igea, figura mitologica ellenica, figlia di Ascelpio, prima personificazione della salute sia fisica che spirituale, poi venerata come la dea alla quale gli antichi si rivolgevano per chiedere protezione dalle malattie. L'igiene come disciplina è correlata alla tutela e alla promozione della salute, a differenza delle discipline cliniche è considerata come la parte della medicina che pone attenzione al soggetto, quindi al suo mantenimento della salute e prevenzione. L'igiene ha come obiettivo la sicurezza sanitaria delle popolazioni.
Salute come benessere
L'OMS ha definito così la salute nel proprio statuto: "un completo stato di benessere fisico, psichico e sociale e non solamente assenza di malattia o di infermità". La salute quindi è definita come: "un diritto di tutti i cittadini, indipendentemente da età, sesso, razza, convinzioni religiose o politiche, livello sociale ed economico". L'art 32 della Costituzione dice: "la repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti". "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge". "La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti da rispetto della persona umana".
Continuum salute malattia
Bisogna considerare la continuità esistente nel passaggio tra salute e malattia, da qui si pongono le basi per la definizione di gruppi a rischio, aprendo nuove opportunità per interventi di prevenzione mirati e precoci.
Ruolo preventivo delle attività motorie
La prevenzione è l'obiettivo fondamentale dell'igiene e viene classificata in:
- Prevenzione primaria: eziologica ambientale
- Prevenzione secondaria: patogenetico clinica
- Prevenzione terziaria: riabilitativo sociale
Il ruolo preventivo dell'attività motoria nei confronti delle diverse patologie multifattoriali è consolidato. Come nella prospettiva epidemiologica, il significato del movimento in termini di salute non è solo connesso all'azione di contrasto alla sedentarietà, ma ha valenza di fattore protettivo nei confronti di alcune patologie cronico degenerative. L'attività motoria svolta in maniera regolare migliora equilibrio, postura, forza, flessibilità e ha anche benefici sulla salute mentale. L'attività motoria preventiva ed adattata rappresentano un contesto avanzato per inserire il movimento all'interno di più vaste azioni mirate alla prevenzione.
Obiettivi, metodi e strumenti dell'igiene
Obiettivi: sono rappresentati dalla prevenzione delle malattie e dalla tutela della salute delle popolazioni, mantenimento e consolidamento della condizione di benessere, promozione della salute.
Strumenti: rappresentati dalla scienza di base, demografia, statistica, igiene ambientale, economia sanitaria e igiene dello sport.
Metodo: costituito dall'epidemiologia.
Epidemiologia
Studia lo stato di salute e di malattia della popolazione ed i relativi fattori di rischio che agiscono come determinanti nel continuum salute malattia secondo il modello multifattoriale. Viene utilizzato per:
- Osservare e valutare l'andamento delle malattie e lo stato di salute nella popolazione
- Individuare le cause di malattia (eziologia)
- Individuare interventi che migliorano le condizioni di vita e verificarne l'efficacia
- Valutare gli interventi di prevenzione, promozione della salute
L'obiettivo principale dell'epidemiologia è la prevenzione.
Epidemiologia osservazionale: descrive la situazione del continuum salute malattia nello spazio e nel tempo e si avvale di alcuni strumenti demografia e statistica sanitaria.
Demografia
È l'analisi delle caratteristiche delle popolazioni, questa disciplina è strettamente collegata all'epidemiologia, ha competenze trasversali in campo biomedico, umanistico e scientifico. La demografia studia le popolazioni riferendosi alla loro componente statica e dinamica usando degli indicatori. La fonte dei dati è rappresentata dall'anagrafe e dal registro delle patologie.
Da questi studi è emerso che le popolazioni sono molto eterogenee e si riconducono a due tipi di paesi:
- Industrializzati: vita media elevata, alta percentuale di soggetti in età avanzata, bassa natalità, bassa mortalità infantile e giovanile, malattie croniche
- Paesi arretrati: alta fecondità, maggiore mortalità infantile e giovanile, vita media breve, popolazione anziana ridotta, malattie infettive
Piramide dell'età: strumento che delinea la struttura della popolazione. Per i paesi industrializzati il grafico somiglia ad una botte. Per i paesi arretrati il grafico somiglia ad una piramide.
Si deducono due indici:
- Indice di vecchiaia: (popolazione >65 anni / popolazione <14 anni) x100
- Rapporto di mascolinità: (N° maschi/N° femmine) x100
Tavole di mortalità
Da esse si ricavano importanti dati sanitari dal numero di morti corrispondenti alle diverse età messe su un grafico (curva di lexis), si vede l'andamento della mortalità in funzione dell'età. Nella realtà le curve assumono forme diverse in base ai paesi:
- Paesi poveri: elevata mortalità nelle varie fasce d'età, vita media <50 anni
- Paesi in forte sviluppo: ridotta mortalità infantile e giovanile, vita media >60 anni
- Paesi con maggior sviluppo: mortalità ridotta sensibilmente, vita media >80 anni
Principali misure di epidemiologia
Tassi
Sono il rapporto tra il numero di casi N e la popolazione P, moltiplicati per una costante K multipla di 10:
Tasso = N/P x K
Tipi di tasso:
- Tasso grezzo: fornisce la misura del numero totale di eventi per un determinato fenomeno avvenuto in un determinato periodo e in una determinata popolazione
- Tasso specifico: si riferisce a un determinato evento verificatosi in un determinato gruppo o fascia di persone
- Tasso standardizzato: sono tassi corretti da variabili e markers
Tasso di mortalità
Indica il numero totale delle morti per tutte le cause in una determinata popolazione riferito a un determinato periodo, non tiene conto delle variabili, quindi poco usato.
Tasso di morbosità
Misurano la frequenza e l'entità delle malattie nella popolazione, le sue misure fondamentali sono prevalenza e incidenza.
Prevalenza: è il numero totale dei casi di una malattia in una popolazione.
Prevalenza puntuale: (N° di malati in quel momento / popolazione in quel momento) x K
Prevalenza periodale: (N° malati nel periodo/ popolazione in quel periodo) x K
Incidenza: è il numero di nuovi casi di malattia che insorgono in un determinato periodo di tempo in una popolazione.
Incidenza: (N° malati nuovi nel periodo/ popolazione nel periodo) x K
Letalità: indica la rilevanza e la gravità di una malattia, perché fornisce il numero di morti nel gruppo di persone malate, indica la probabilità che quella patologia conduca a morte.
Letalità: (N° morti per una malattia/ N° malati di quella malattia) x 100
PREVALENZA= INCIDENZA x DURATA MALATTIA
In alcuni casi la prevalenza può essere sovrapponibile all'incidenza. Per esempio con malattie acute che guariscono spontaneamente o curate con successo, oppure malattie con alto tasso di letalità.
Metodi dell'epidemiologia
Si distinguono in:
- Studi osservazionali: il ricercatore si limita ad osservare i fenomeni in studio senza intervenire direttamente a controllare o modificare le condizioni. Si dividono in:
- Studi descrittivi
- Studi analitici costruttivi
- Studi sperimentali: le indagini sperimentali hanno come scopo quello di verificare e validare l'associazione causa-effetto tra fattore di rischio e patologia, il ricercatore introduce, elimina o modifica il fattore in studio
Epidemiologia descrittiva
Studia la distribuzione del fenomeno salute/malattia nella popolazione, descrittiva perché osserva e descrive una situazione senza interferire. Tiene conto di:
- Persone: valuta cosa hanno in comune le persone affette
- Tempi: quanto dura la malattia
- Luoghi: distribuzione dei casi in relazione all'area geografica
Studi fondamentali dell'epidemiologia descrittiva
- Studi “case reports”: danno una descrizione dettagliata di segni e sintomi relativi ad un caso tipico o ad un gruppo di casi con caratteristiche inusuali. Possono essere utilizzati per formulare ipotesi ma non possono dimostrarle
- Studi “case series”: danno una descrizione dettagliata di segni e sintomi relativi ad un maggior numero di casi clinici con caratteristiche inusuali, che potrebbero far pensare ad una nuova forma di patologia. Questi studi precisano i case reports, generano ipotesi ma non le valutano
- Studi “trasversali” o “cross sectional”: valutano in una popolazione in un determinato istante, l'esposizione della popolazione ad un possibile fattore di rischio e la presenza della malattia. Con questi studi si ottengono informazioni sulla prevalenza di una malattia nella popolazione e sulla diffusione di fattori di rischio nella popolazione.
- Vantaggi: esecuzione semplice, economicità, rapidità, forniscono dati utili per la pianificazione delle attività dei servizi sanitari
- Svantaggi: non forniscono indicazioni sull'incidenza, non adatti per malattie rare, possono indicare un'associazione tra fattore di rischio e malattie senza stabilirne la causalità
- Studi “ecologici”: valutano l'associazione tra esposizione ed effetto analizzando la corrispondenza dei due fenomeni in diverse aree geografiche o intervalli di tempo. Sono studi di rapida esecuzione, validi per generare ipotesi, permettono una iniziale valutazione dell'associazione esposizione-effetto.
- Svantaggi: difficoltà di controllo sulle variabili di confondimento e la relazione esposizione-effetto non è valutata in ogni singolo individuo
Epidemiologia costruttiva o analitica
Si occupa di identificare i fattori che determinano l'insorgenza di malattie e di ricostruire i diversi momenti della storia naturale del processo patologico, studia le correlazioni tra esposizione ed effetto. Fa riferimento a due modelli:
- Modella prospettico: in cui si osservano nel tempo gli effetti dell'azione di una determinata variabile sulla posizione
- Modello retrospettivo: in cui si considera una situazione di salute-malattia e si cerca di individuare a ritroso le variabili che hanno contribuito maggiormente a produrre la malattia
Studi fondamentali dell'epidemiologia costruttiva
- Studi “caso controllo”: indagano il ruolo che uno o più potenziali fattori di rischio possono aver avuto nell'insorgenza di una malattia. Vengono scelti due gruppi di soggetti:
- Il gruppo dei casi: in cui la malattia è gia manifesto
- Il gruppo dei controlli: con le caratteristiche del primo ma non affetti dalla malattia
L'obiettivo è quello di stabilire se i malati in passato sono stati esposti diversamente rispetto a quelli sani, ad uno o più fattori di rischio.
- Vantaggi: breve durata, costo contenuto, possibilità di indagare su malattie rare
- Svantaggi: errori metodologici dati oggettivi carenti
Questo studio può fornire indicazioni sulla presenza di un'associazione significativa tra un fattore di rischio e una malattia ma non le causalità.
ODDIS RATIO: è il rapporto tra le probabilità di essere malati rispetto alle probabilità di non esserlo. Se il rapporto è intorno ad uno il rischio di malattia è uguale tra gli esposti e i non esposti. Se >1 il rischio è maggiore negli esposti, se <1 il rischio è minore negli esposti.
- Studi di “coorte” o “prospettici”: prendono in considerazione un insieme di soggetti con caratteristiche comuni che vengono osservati e monitorati per un certo periodo di tempo. In questi studi si evidenziano due gruppi di soggetti sani coorti diversi solo per l'esposizione al fattore di rischio, vengono tenute sotto osservazione e si verifica l'insorgenza della malattia.
Da qui si ottiene il RISCHIO RELATIVO: INCIDENZA DEGLI ESPOSTI/INCIDENZA DEI NON ESPOSTI. Se è circa 1 l'esposizione non influenza la malattia, se >1 gli esposti hanno rischio maggiore.
- Vantaggi: forniscono dati di incidenza della malattia, dati sulla mortalità
- Svantaggi: costi elevati, lunga durata, difficoltà organizzative, non applicabile a tutte le malattie
Epidemiologia sperimentale
Il suo scopo è quello di verificare e validare l'associazione causa-effetto tra fattore di rischio e patologia. Qui il ricercatore interviene direttamente modificando, eliminando o introducendo il fattore in studio. Si divide in:
- Studi sperimentali preventivi: si dividono in:
- Comunitari: cioè interventi sulla comunità per valutare l'efficacia di campagne sanitarie
- Sul campo: interventi mirati su gruppi di soggetti ancora sani ma a rischio
Epidemiologia molecolare
Sono tecniche di laboratorio che studiano la variabilità genetica delle popolazioni e dell'interazione geni-ambiente. Contribuisce ad individuare con metodi rapidi e sensibili l'agente eziologico ricostruendo la catena di trasmissione dell'infezione e la modalità di diffusione nella popolazione.
Prevenzione
Si intende ogni attività volta per evitare l'azione degli agenti eziologici o dei fattori di rischio sulla popolazione con conseguente perdita di salute. Tipi di prevenzione:
- Prevenzione primaria o eziologica ambientale
- Prevenzione secondaria o patogenetico-clinica
- Prevenzione terziaria o riabilitativo sociale
Prevenzione eziologica ambientale
Si rivolge alla popolazione sana e mira ad impedire l'insorgenza di nuovi casi di malattia agendo sulle cause ed i fattori di rischio presenti nell'ambiente. Questo intervento produce una diminuzione del tasso di incidenza. In questo ambito rientrano i vaccini, bonifiche ambientali, disinfestazioni. Per le attività motorie sono compresi interventi finalizzati al miglioramento degli stili di vita e al contrasto della sedentarietà.
Prevenzione patogenetico clinica
Ha come obiettivo l'individuazione dei soggetti a rischio di sviluppare una malattia e la possibilità di impedirne la manifestazione. Per prima cosa si ha una diagnosi precoce che può portare ad una guarigione definitiva. Un intervento di prevenzione è lo screening, per le attività motorie alcuni esempi comprendono programmi di attività fisica adattata a soggetti diabetici, ipertesi, obesi.
Prevenzione riabilitativo sociale
È quello che interviene più tardivamente nel continuum salute malattia. È rivolta alla popolazione già malata, ha l'obiettivo di impedire o ridurre l'individualità causata dalla malattia. Per gli aspetti motori ci sono interventi di rieducazione e mantenimento motorio nel post infortunio, quindi interventi complementari a fisioterapia e fisiatria.
L'educazione alla salute e la comunicazione sanitaria
Propone di elevare il grado di salute aumentando le conoscenze e influenzando gli stili di vita delle popolazioni. Uno degli obiettivi dell'educazione alla salute è quello di sostituire comportamenti nocivi per la salute con altri favorevoli ad essa. Scienze motorie riveste un ruolo cardine in questo contesto, diffonde, veicola stili di vita corretti con l'integrazione di competenze multidisciplinari.
Momenti principali dell'educazione alla salute
- Sollevare interesse sui problemi della salute: cercare di scoprire i desideri esistenti nella popolazione e aiutare a soddisfarli
- Infondere persuasione della loro importanza: la persuasione ha bisogno di tre fattori: informazione, motivazione e rimozione delle resistenze, azione
- Avviare azioni per tentare di risolverli
Gli insegnati di educazione fisica possono contribuire a portare gli allievi ad una più diretta conoscenza e consapevolezza del proprio organismo.
Fasi per una campagna di educazione alla salute
- Fase conoscitiva: prevede l'analisi dei bisogni e delle priorità basate sull'osservazione del contesto sociale in cui operare
- Fase di programmazione degli interventi: valuta le modalità più adeguate per raggiungere egli obiettivi stabiliti e come portare avanti l'attività educativa. Ha alcuni obiettivi:
- Obiettivi generali socio affettivi:
- Rispetto del proprio corpo e di quello degli altri
- Collaborazione nel senso di responsabilità
- Consapevolezza del proprio comportamento
- Obiettivi generali cognitivo- operativi:
- Conoscenza del contesto sociale
- Strumenti per la prevenzione
- Strutture del servizio sanitario
- Capacità organizzative
Vengono fissati i metodi per raggiungere quanto proposto e poi si esegue una verifica
- Obiettivi generali socio affettivi:
- Fase operativa: realizzazione concreta delle soluzioni proposte ed accettate, quindi la scelta di modificare i propri atteggiamenti e quelli dell'ambiente sociale
- Fase valutativa: verifica del consenso raccolto dall'intervento con successiva analisi dei risultati
Rischio genetico
Il rischio genetico comprende:
- Malattie genetiche cromosomiche e monogeniche
- Malattie su base poligenica multifattoriale
Quelle genetiche hanno maggior prevalenza nei primi anni di vita e nell'infanzia.
Rischio ambientale
L'ambiente è il contesto in cui l'individuo entra in contatto con elementi e fattori.
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Igiene generale ed applicata
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Igiene generale ed applicata
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Riassunto Igiene Applicata
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Igiene generale e applicata