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Capitolo 1 – ICT e Business

ICT e convergenza digitale

L'acronimo ICT (Information and Communication Technology) rappresenta il processo di convergenza digitale che ha permesso l'avvicinamento tra tecnologia informatica e tecnologie delle telecomunicazioni. Tale processo vive oggi una seconda fase che coinvolge anche i media, suggerendo un nuovo acronimo: ICMT (Information Communication and Media Technology).

TV digitale

Con il termine TV digitale oggi si intendono tutte le tecnologie di trasmissione audio/video di tipo digitale. Si contrappone alla tecnologia televisiva classica, rispetto alla quale presenta notevoli vantaggi sia in termini di qualità che di prestazioni. La televisione digitale può essere trasmessa via satellite, via cavo e via etere terrestre:

  • Satellitare: con questa tecnologia l'emittente invia dati video a un satellite posto in orbita geostazionaria, il quale ritrasmette il segnale a un'area molto vasta. Per ricevere queste trasmissioni, l'utente finale deve dotarsi di un'apposita antenna parabolica che raccoglie e amplifica il debole segnale proveniente dal satellite e lo invia al decoder collegato a sua volta al televisore.
  • Digitale terrestre: analoga per prestazioni e qualità alla TV satellitare, questa tecnologia permette un più facile accesso da parte di tutti gli utenti perché non richiede l'installazione di un'antenna parabolica, ma utilizza le strutture preesistenti (l'etere) per ricevere e trasmettere i segnali. L'utente deve solo dotarsi di un decoder.
  • IP TV: tecnologia che sfrutta la banda larga di Internet per consentire all'utente finale di ricevere contenuti multimediali direttamente sul computer o sulla TV con una qualità variabile, da quella della televisione analogica a quella digitale, a seconda della capacità della linea di trasmissione usata per la connessione a Internet.

La diffusione può essere:

  • Broadcast: trasmissione di informazioni da un sistema trasmittente a un insieme di sistemi riceventi non definito a priori (esempio: radio).
  • Narrowcast: trasmissione di informazioni da un sistema trasmittente a un insieme di sistemi riceventi identificati a priori (esempio: TV via cavo, ossia IP TV).

La diffusione analogica televisiva terrestre assicura una copertura capillare del territorio, essendo disponibile nella quasi totalità delle abitazioni tramite antenne poco costose e semplici da installare. Altri vantaggi sono la portabilità del servizio, cioè la possibilità di ricevere i programmi ovunque grazie a un'antenna mobile, e la regionalità, poiché il satellite ha una copertura geografica molto ampia.

Il DTT appare la piattaforma televisiva più adatta per l'avvio di una riflessione concreta sullo sviluppo di nuove formule d'offerta, grazie a diversi aspetti: contesto sperimentale, basse barriere d'ingresso, elevata diffusione, costi di implementazione dei servizi non elevati, incentivi pubblici. La ricezione del segnale televisivo può avvenire attraverso lo stesso impianto di antenna utilizzato già oggi per la TV analogica e grazie al set-top-box, un piccolo apparato che consente di ricevere il segnale digitale e di utilizzare le nuove applicazioni associate ai programmi e ai canali televisivi. Il canale di ritorno sarà integrato nel set-top-box e utilizzerà un collegamento fornito dalla rete di telecomunicazioni, e potrà operare sia con tecnologia tradizionale che con tecnologie a banda larga o wireless. Grazie al canale di ritorno e alle funzioni del set-top-box, che permettono interattività locali, sarà possibile progettare e costruire una grande varietà di nuovi servizi, che vanno dal settore dell'intrattenimento a quello informativo.

Punti di forza del DTT:

  • Multicanalità
  • Interattività
  • Alta qualità del segnale (H-D)
  • Rottura della sequenzialità
  • Copertura del segnale
  • Standardizzazione degli apparati domestici
  • Stabilità di sistema

La telefonia mobile

Le parole chiave della telefonia mobile sono: mobilità, posizione, personalizzazione e transazione.

Nel 1971, la Bell Telephone introduce il concetto di sistema cellulare, basato sulla suddivisione dell'intero spazio geografico coperto dal sistema in piccole aree denominate celle, al cui interno è collocata un'opportuna stazione ricetrasmittente che si occupa di gestire le comunicazioni con le stazioni mobili delle celle adiacenti. Ogni stazione dell'impianto deve essere in grado di gestire i cambiamenti di cella che si verificano qualora l'utente passi da una cella a quella adiacente. La stazione ricetrasmittente dell'impianto gestisce sia l'insieme di frequenze che il sistema assegna alla propria cella, sia la comunità di utenti presenti al suo interno.

La prima generazione di reti wireless (analogica)

Il primo standard di rete cellulare che ha reso possibile la diffusione di massa di dispositivi mobili è stato, a partire dai primi anni ottanta, il Total Access Cellular System (TACS), un sistema di comunicazione mobile di tipo analogico, che consente di veicolare esclusivamente il traffico voce; era impossibile utilizzare il telefonino al di fuori del proprio Paese di appartenenza. Per consentire uno sviluppo della base di utenza, è stato introdotto il concetto di cella: il numero di canali radio è stato messo in relazione diretta con il numero di celle presenti nell'infrastruttura di rete, consentendo a tutti gli utenti di telefonia fissa l'accesso al servizio su rete mobile.

La seconda generazione: GSM (digitale)

Il passaggio al digitale introduce nuove opportunità, quali una migliore qualità della trasmissione, una più ampia copertura in termini di utenze, una maggiore riservatezza delle comunicazioni e la possibilità di integrare segnali di natura differente all'interno di un'unica infrastruttura di rete. Questi vantaggi hanno indotto la CEPT a promuovere il processo di standardizzazione del sistema di seconda generazione denominato Global System for Mobile Communication (GSM). La definizione di un unico standard di comunicazione ha garantito la piena compatibilità dei dispositivi mobili cellulari impiegati all'interno di una comunità di Paesi aderenti grazie al concetto di roaming, cioè la possibilità di andare all'estero ricevendo e chiamando col proprio cellulare. La seconda generazione di telefonia mobile ha introdotto un concetto fortemente innovativo: all'interno di ciascun dispositivo mobile è stata introdotta una piccola carta con microprocessore, denominata SIM card, che ne garantisce la completa mobilità. Un'applicazione di grande successo del mobile è stata il servizio di messaggistica SMS e MMS.

Tra la seconda e la terza generazione: HSCSD, GPRS ed EDGE

Il sistema di comunicazione GSM, basato sulla commutazione di circuito, consente di assegnare a ciascun utente un determinato canale radio per tutta la durata della comunicazione; ciò presenta dei limiti quando si deve supportare anche il traffico dati. Allo scopo di superare questa restrizione tecnica e facilitare la successiva introduzione di servizi multimediali, sono state concepite nuove soluzioni confluite nella cosiddetta generazione due e mezzo (2,5G). L'HSCSD è un sistema di comunicazione che, consentendo di estendere la velocità di trasmissione dati, rappresenta il punto di contatto tra il GSM e lo standard GPRS. Lo standard GPRS rende possibile l'introduzione della trasmissione dati a pacchetto nel sistema GSM. Il dominio della rete GPRS è basato sulla commutazione a pacchetto: dati e voce, inizialmente scomposti in tanti piccoli pacchetti, sono successivamente trasmessi attraverso la rete lungo la quale viaggiano, intervallati con quelli degli altri utenti, fino all'indirizzo di destinazione dove i pacchetti vengono riassemblati. La modalità a pacchetto consente di adottare un modello pricing completamente nuovo, in cui l'utilizzatore paga in funzione dell'effettiva quantità di dati ricevuti. L'EDGE costituisce un potenziamento della rete GPRS che dovrebbe consentire l'erogazione di servizi e di applicazioni multimediali.

La terza generazione e la banda larga: IMT-2000 e UMTS

A partire dal 1985, l'ITU, cioè l'ente responsabile del coordinamento a livello internazionale delle telecomunicazioni, ha avviato il processo di standardizzazione di IMT-2000, con l'obiettivo di pervenire alla definizione di un nuovo e unico standard di comunicazione mondiale. Oggi, il progetto IMT-2000 si configura come una famiglia di sistemi differenti, tra cui la soluzione europea UMTS. Il sistema di comunicazione UMTS dovrebbe consentire la completa erogazione di servizi multimediali a banda larga all'interno di un ambiente altamente integrato e personalizzato, denominato VHE.

Il Wi-Fi

Nel 1999 nasce il protocollo IEEE 802.11b, denominato anche Wi-Fi, che consente una maggiore trasmissione dati. Lo standard Wi-Fi rappresenta un tipo di connessione Ethernet senza fili che consente di creare reti locali di computer che operano via etere. Le WLAN stanno aumentando il proprio raggio d'impiego e vengono utilizzate anche su aree pubbliche; queste aree vengono denominate Hot spot, cioè zone calde. Wi-Fi è uno standard aperto ed essendo una tecnologia economica, che offre connessioni a Internet a corto raggio ma superveloci, è stato visto da alcuni come una potenziale minaccia per l'UMTS.

Capitolo 2 – Computer e Reti

Introduzione

Le componenti di un elaboratore elettronico possono essere classificate in due categorie fondamentali: hardware e software. Con il termine hardware vengono indicati i dispositivi fisici che costituiscono un computer (componenti tangibili). Il termine software, invece, indica l'insieme di istruzioni eseguite dalle componenti hardware, per portare a compimento attività specifiche (componenti intangibili).

Ci sono diversi tipi di elaboratori:

  • Mainframe che è un computer progettato per soddisfare le esigenze di elaborazione di centinaia di utenti nelle organizzazioni di grandi dimensioni (grandi dimensioni, grande potenza, grandi funzionalità, alti costi). Una particolare classe di grandi elaboratori è quella dei supercomputer che, grazie alla rapidità di elaborazione delle informazioni, vengono prevalentemente utilizzati da organizzazioni di vaste dimensioni coinvolte in ricerche complesse e nell'elaborazione di grosse quantità di dati. I supercomputer sono mono-purpose ovvero creati solo per fare una cosa al contrario del PC che è general purpose.
  • Minicomputer, o midrange, è creato per soddisfare le esigenze di elaborazione di più persone contemporaneamente, all'interno dell'ambiente di una piccola o media impresa (più potenti rispetto ai computer desktop, ma più costosi).
  • Microcomputer di cui fanno parte:
    • PC o desktop, offre maggiore potenza e velocità rispetto ai notebook.
    • Notebook o laptop, sono computer portatili dotati di tutte le funzionalità dei PC, uniscono un'elevata funzionalità a un peso ridotto che ne consente la trasportabilità.
    • PDA o computer palmare, racchiudono una serie di strumenti di organizzazione e di pianificazione degli impegni, rubriche e liste di appuntamenti e a volte sono in grado di inviare messaggi di posta elettronica e fax. Alcuni sono dotati di schermo touch screen.
    • Micro controller sono quei microprocessori specializzati installati all'interno di apparecchi intelligenti, di elettrodomestici e di automobili.
    • NC (network computer) sono caratterizzati da poca capacità di memoria di processore e disco fisso, ma essendo creati per l'uso in rete, dispongono di dispositivi e canali di comunicazione molto potenti.

Hardware

Ciascun elemento che contribuisce alla formazione dell'hardware di un elaboratore prende il nome di unità. Le unità si dividono in unità centrali e unità periferiche. Le componenti hardware possono essere classificate in funzione del tipico processo di elaborazione di un qualsiasi elaboratore definito IPOS. Il primo passo di tale processo è l'inserimento (input) dei dati; i dati immessi vengono quindi elaborati (processing) nell'unità centrale e sono infine inviati a una delle periferiche di output o a una memoria di massa per essere salvati (storage). Si possono distinguere sette principali categorie di componenti hardware:

  • Unità centrali
    • Processore: interpreta ed esegue le istruzioni software, coordinando le attività di tutte le altre componenti hardware.
    • Memoria centrale: consente di memorizzare temporaneamente le informazioni con cui si sta lavorando, il software applicativo e il software di sistema utilizzati.
  • Unità periferiche
    • Periferiche di input: sono strumenti utilizzati per l'acquisizione di informazioni e comandi:
      1. Tastiera (normale o qwerty).
      2. Dispositivi di puntamento, consentono l'agevole controllo dei movimenti del puntatore e della posizione del cursore sullo schermo (mouse, trackball, pointing stick, touch pad).
      3. Lettori di codici a barre, periferica che consente di acquisire le informazioni codificate sotto forma di barre verticali.
      4. OMR, periferiche che consentono di rilevare la presenza o l'assenza di un segno di spunta in un punto predeterminato.
      5. Scanner, periferica che consente l'acquisizione di immagini, foto e disegni esistenti su carta.
      6. Microfono, per l'acquisizione di suoni.
    • Periferiche di output: sono strumenti utilizzati per rappresentare i risultati di elaborazione delle informazioni:
      1. Monitor: le principali tecnologie per la costruzione di monitor sono quelle basate sull'uso del tubo catodico (CRT) e quelle che utilizzano i cristalli liquidi (LCD); per quanto riguarda le dimensioni, la misura importante è quella relativa alla diagonale dello schermo, espressa in pollici; l'espressione risoluzione dello schermo indica il numero di pixel che lo compongono, i pixel sono i punti dai quali è costituita l'immagine visualizzata. I tipi di monitor in commercio variano da VGA di base a QXGA, più costoso ma fornisce immagini più chiare e di migliore qualità. Il dot pitch è la distanza tra un pixel e quello successivo.
      2. Stampanti: la risoluzione di stampa viene misurata in funzione del numero di dpi, cioè dei punti che la periferica è in grado di stampare per pollice. Tipi di stampanti:
        • Stampanti a getto d'inchiostro.
        • Stampanti laser.
        • Stampanti multifunzione.
        • Stampanti a impatto (offrono prestazioni inferiori sia in velocità che in qualità).
    • Periferiche di archiviazione, o memorie di massa: sono strumenti utilizzati per la memorizzazione di informazioni che verranno utilizzate in un secondo momento:
      1. Dischi floppy: dischi sottili di materiale plastico cosparso sulla superficie con una sostanza magnetizzabile e protetti da un involucro rigido; la superficie del disco è divisa in tracce concentriche, ogni traccia viene a sua volta frazionata in settori.
      2. Dischi rigidi (hard disk), il supporto principale di queste periferiche è costituito da una serie di piatti sovrapposti di metallo o ceramica; essi sono collocati in un contenitore metallico sottovuoto, ospitato nel case del computer. La rotazione inizia con l'accensione del computer e termina con il suo spegnimento.
      3. CD-ROM, dischi ottici removibili dai quali i dati possono essere letti grazie all'azione di un raggio laser.
      4. DVD-ROM, dischi ottici che possiedono una capacità di archiviazione superiore a quella dei CD.
      5. Nastri magnetici, sono le prime memorie di massa magnetiche utilizzate in ambito informatico, si tratta di nastri in materiale plastico rivestito con una sostanza magnetizzabile sui quali i dati vengono memorizzati in formato digitale; attualmente sono utilizzati per scopi di backup e archiviazione.
    • Periferiche di telecomunicazione: sono strumenti utilizzati per inviare e ricevere informazioni verso e da altri sistemi remoti:
      1. Scheda di rete, se il collegamento avviene direttamente, utilizzando una specifica tecnologia di connessione.
      2. Modem, se si utilizza il collegamento telefonico. Un modem telefonico è una periferica che consente di collegare il computer alla linea telefonica allo scopo di accedere a un altro computer o a una rete; se si utilizza la linea telefonica è necessario un modem telefonico perché agisce come un convertitore, poiché il computer utilizza segnali digitali mentre il doppino telefonico consente la trasmissione di onde elettromagnetiche e quindi segnali analogici. Esistono altre tipologie di modem come quello ISDN che consente l'accesso ai servizi digitali tramite l'utilizzo di due canali telefonici analogici, quello DSL che consente la connessione Internet ad alta velocità e permette di utilizzare contemporaneamente la linea telefonica per conversazioni vocali.
    • Periferiche di connessione: includono elementi quali porte parallele, porte USB alle quali è possibile collegare altre periferiche. La Scheda di espansione è connessa a una porta e collegata al bus di espansione che trasporta le informazioni tra le varie periferiche e la RAM. Slot di espansione è un alloggiamento presente sulla scheda madre, nel quale si può inserire una scheda di espansione; le schede di espansione includono: schede video, schede audio, schede di rete e schede modem. Porte e connettori, a seconda della periferica è necessario l'utilizzo di diversi tipi di porte e connettori. Le porte sono le prese di collegamento che si trovano all'esterno del tower.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiaaa93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ict information and communication technology e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Carignani Andrea.
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