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Heidegger e la sua opera Essere e Tempo

Heidegger è un filosofo che conosce la sua fortuna già in vita, riuscendo a spiccare per l'originalità e le nuove risposte che riusciva a offrire a temi lungamente dibattuti in passato. La sua opera di maggior successo è Essere e Tempo: pubblicato nel 1927 con il titolo di Prima Metà, di un'opera che nella forma ipotizzata dal filosofo, mai vide la luce.

Struttura di Essere e Tempo

Scopo del libro è definire la determinazione della costitutiva temporalità, altrimenti detto "essere" e per fare ciò il libro viene diviso in due parti (essere e tempo, appunto) a loro volta suddivisi in tre parti ciascuno.

Nella prima parte l'essere, definendolo come esserci per poi dividere la trattazione ai modi propri con cui esso si presenta:

  • In maniera preparatoria
  • Sul suo costitutivo carattere temporale
  • Approfondendo il tema "essere e tempo", quindi un'indagine sulla temporalità dell'essere in quanto tale.

La seconda parte invece tratta del tema dell'essere e di alcune sue peculiarità nelle varie interpretazioni filosofiche della storia. Heidegger si pone in una posizione di critica distruttiva nei confronti di tre tradizioni:

  • Lo schematismo trascendentale di Kant nella Critica della ragion pura
  • Il cogito ergo sum di Cartesio
  • La trattazione del tempo di Aristotele, affrontata nel libro IV della Fisica.

Essendo Essere e Tempo un libro incompiuto, la trattazione si arresta alla sezione seconda della prima parte. L'opera, che può a ragione definirsi un'opera aperta a varie interpretazioni, è un autentico Denkweg, una via lungo la quale il pensiero si dipana e intraprende ulteriori sentieri, che la filosofia aiuta a mantenere in carreggiata, come dice lo stesso Heidegger: "Wege – nicht Werke".

Carriera di Heidegger

Heidegger da sempre si è distinto nella sua attività di filosofo: nel 1913 ottiene il dottorato di filosofia con una tesi sulla Dottrina del giudizio nello psicologismo e la libera docenza nel 1915 con una dissertazione sulla Dottrina delle categorie del significato in Duns Scoto.

Heidegger inizierà quindi a studiare fino al 1956, con poche pause, all'università e proprio le sue lezioni sono una chiave di lettura indispensabile per capire la genesi di Essere e Tempo. Tre temi, tra tutti, sono i più importanti:

  • Confronto con il neokantismo e con la fenomenologia di Husserl, proprio per la trasformazione della fenomenologia stessa.
  • Un'attenzione verso alcuni aspetti della dottrina cristiana in vista dell'elaborazione di una "filosofia ermeneutica".
  • Una ritrattazione e una riproposizione della questione sull'essere in una prospettiva che mira a cogliere l'essere nella sua più intrinseca temporalità, partendo dall'ente privilegiato: noi.

Parte 1: Approfondimenti iniziali

Heidegger non si occupò sin da giovane del tema dell'essere, quindi dell'ontologia, ma prima si dedicò a un approfondimento del neokantismo con la sua ripresa della filosofia trascendentale di Kant, che gli servirà per fondare le scienze umane e quelle dello spirito. In parallelo a questa rivisitazione, anche la fenomenologia di Husserl viene rivista, andando a formare degli originali sviluppi sia per la logica formale che per la fenomenologia stessa.

Uno degli elementi in comune di queste rivisitazioni è dato dalla netta opposizione al cosiddetto "psicologismo" che sosteneva che le leggi logiche erano tali perché sovrapponibili al modo di pensare della psiche umana. Contrapponendosi a tale idea, Rickert elabora una logica come una filosofia dei valori, base di tutte le filosofie positive; Husserl, andando contro al psicologismo, fonda una dottrina dell'intenzionalità, in grado di cogliere quelle evidenze primarie e quelle leggi pure, del tutto irriducibili alle modalità psicologiche del loro atteggiamento, che sono alla base di ogni pensare.

Parte 2: La logica impura di Heidegger

Un giovane Heidegger parte dalla logica pura di Husserl per fondare il suo opposto, la logica impura che partendo dalla vita intende cogliere nella vita stessa, la vita. Scegliendo come tema della ricerca qualcosa che è, per essa, nel proprio orizzonte pre-teoretico, viene meno quella distinzione soggetto/oggetto che era poi alla base della tradizione neokantiana.

Per cui, da questa premessa, pare chiaro come la vita, in quanto orizzonte pre-teoretico, non richiede uno sviluppo di una scienza originaria, ma di una scienza dell'origine.

Per Heidegger la fenomenologia non è scienza concepita per cogliere che cos'è qualcosa né la soggettività trascendentale dell'io puro. La fenomenologia è invece chiamata a rispondere a co...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gbanak di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ermeneutica filosofica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Camera Francesco.
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