Capitolo 1: Lo sviluppo evolutivo
La psicologia dell'età evolutiva
La psicologia dell'età evolutiva è la disciplina che si occupa dello sviluppo dei diversi aspetti della personalità e delle varie forme di comportamento nel periodo che va dalla nascita fino all'adolescenza.
I vari fattori che influenzano lo sviluppo del bambino
- La cultura: La natura dell'essere umano e la cultura hanno un ruolo fondamentale nella formazione e nello sviluppo del bambino. Lo sviluppo psicologico e fisiologico del bambino è il risultato dell'interazione fra fattori interni e fattori esterni (l'ambiente). Nello specifico, ogni ambiente è organizzato culturalmente e provvede a regolare lo sviluppo psicologico del bambino. Il rapporto bambino-cultura è di tipo dinamico. Il bambino si sviluppa relazionandosi all'altro da sé attraverso tre categorie di rapporto:
- Rapporto sincretico: Il bambino e la cultura a cui appartiene costituiscono un'unità indifferenziata.
- Rapporto oggettivato: Il bambino riconosce l'altro da sé e l'esistenza di una storia, di forme culturali di comportamento che sono al di fuori della sua storia soggettiva.
- Rapporto soggettivato: Il bambino riconosce la storia dell'altro da sé come la propria storia e il culturale entra a far parte della storia soggettiva del bambino.
Un esempio di oggettivazione del bambino nella cultura e di soggettivazione della cultura nel bambino è rappresentato dal mito, la cui funzione implica la partecipazione attiva del bambino alla storia della cultura e media l'attività con le cose e con gli altri uomini. Ogni cultura umana deve poter essere appresa e utilizzata da chiunque voglia sopravvivere in una data società.
La relazione madre-bambino
La relazione madre-bambino è considerata il fattore di socializzazione principale che influenza lo sviluppo infantile. Per affrontare questo argomento è opportuno includere alcune osservazioni effettuate in diverse popolazioni al fine di evidenziare differenze e somiglianze di interesse per la psicologia dello sviluppo su questo rapporto madre-bambino. Ad esempio:
- LeVine afferma che le differenze presenti nell'interazione madre-bambino fra popolazioni americane e africane sono dovute soprattutto alle condizioni sociali ed economiche. In particolare, nelle popolazioni africane le madri sono più attente alla protezione fisica dei neonati che al contatto emotivo. LeVine compara la relazione diadica nella popolazione africana Gusii e quella americana: le madri Gusii, a differenza delle madri americane, non parlano quasi mai dei loro bambini alle altre persone. Quando interagiscono con i loro bambini non favoriscono il contatto visivo, se non nel momento in cui il bambino non rispetta alcune regole e qui lo sguardo diventa fisso.
- Bornstein ed altri autori hanno confrontato gli atteggiamenti di madri americane, francesi e giapponesi nei confronti dei loro bambini ed hanno notato che c'è similarità fra questi tre gruppi di madri, esse infatti rispondono maggiormente alle vocalizzazioni del bambino piuttosto che agli sguardi; rispondono con un atteggiamento di rinforzo alle esplorazioni ambientali; imitano le vocalizzazioni del bambino e rispondono nutrendo il loro bambino quando tali vocalizzazioni sono indice di stress. Questi autori hanno individuato delle differenze fra popolazioni orientali ed occidentali rispetto all'interazione: gli orientali favoriscono un tipo di interazione diadica; gli occidentali favoriscono un tipo di interazione al di fuori della diade madre-bambino.
I mass media
La televisione rappresenta una vera e propria "finestra sul mondo" in quanto dà la possibilità a culture lontanissime sotto ogni aspetto di avvicinarsi per una reciproca conoscenza. Da semplice strumento di divertimento, usato per trascorrere parte del proprio tempo libero, la televisione, in determinate occasioni sociali, può diventare un utile mezzo capace di aggregare più persone che insieme assistono ad un programma, commentandolo e appassionandosi ad esso. Molti, inoltre, sostengono che la televisione possa anche facilitare l'apprendimento. Oltre ad uno sviluppo positivo, la televisione viene accusata di influire negativamente sul pubblico attraverso la volgarità, la violenza e l'incultura che, di conseguenza, generano strani effetti sul piano culturale di chi ne usufruisce.
Internet, social network e videogiochi: Con l'avvento di Internet e delle nuove tecnologie, dell'elettronica e dell'informatica è stato rivoluzionato lo stile di comunicazione mondiale. Tutto ciò ha effetti positivi, ma anche effetti negativi, come relazioni sociali più numerose ma più sterili, pigrizia nel confronto diretto con un'altra persona, tendenza alla comunicazione tramite un computer o un telefono. Anche i videogiochi sono molto importanti, essi stimolano le abilità manuali e di percezione; la comprensione dei compiti da svolgere; abituano a gestire gli obiettivi; favoriscono l'allenamento alla gestione delle emozioni e lo sviluppo dell'abilità di prendere rapidamente delle decisioni. Ma si può anche avere degli effetti negativi sui videogiochi quando se ne fa un abuso, cioè una prolungata esposizione a un videogame, senza pause e completamente assorbiti dal gioco, può essere pericoloso perché struttura una dipendenza da gioco. Il rischio maggiore è rappresentato dalla perdita di controllo con la realtà, sostituita dal mondo virtuale. Le conseguenze di una dipendenza da gioco sono:
- Sovrappeso (causato dalla sedentarietà);
- Difficoltà scolastiche (dovute al poco tempo dedicato allo studio perché distratti a giocare);
- Isolamento (in quanto i videogiochi sostituiscono i rapporti personali e le relazioni sociali).
Però bisogna anche dire che per poter parlare di dipendenza da videogiochi o da Internet, è necessario che l'individuo affetto da questo tipo di mania assuma uno o più dei seguenti comportamenti:
- Il tempo trascorso a giocare ai videogiochi deve essere sempre maggiore;
- Aumento dell'ansia e disturbi del sonno;
- Il tempo prima dedicato ad altre attività (studio, lavoro, sport, ecc.) è sempre meno.
Identità di genere
Le osservazioni e sperimentazioni della medicina e della genetica hanno contribuito alla definizione di alcune leggi che regolano lo sviluppo biologico dell'individuo. Uno di questi assunti è che "il sesso biologico dell'essere umano è assolutamente determinato e immodificabile".
Importante è:
- Il concetto di Sé: È collegato sia alle trasformazioni del corpo (connesse allo sviluppo fisico), sia alle trasformazioni del pensiero (legate allo sviluppo cognitivo). Secondo:
- Margaret Mead: Il concetto di Sé è l'insieme delle percezioni che l'individuo ha di se stesso e di cui è cosciente.
- Ulric Neisser: Il concetto di Sé è una teoria che il soggetto elabora su se stesso (concerne quindi: l'aspetto fisico, le sue relazioni interpersonali, il modo in cui pensa di essere visto dagli altri, le cose fatte in passato e quelle da fare in futuro, quello che il soggetto stesso si aspetta, sogna, pensa di poter diventare, il significato che attribuisce ai propri pensieri e ai propri sentimenti). Questa esperienza globale di Sé viene a coincidere con il sentimento d'identità.
- L'identità: Questo termine venne usato per la prima volta da Erickson nel suo libro "Gioventù e crisi d'identità" (1968). Nel testo l'autore sottolinea che lo sviluppo dell'identità ha inizio:
- Quando il bambino per la prima volta riconosce la madre e si sente a sua volta riconosciuto da lei, quando cioè la sua voce gli dice che è qualcuno ed è bravo.
- Quando attraversa una crisi durante il periodo dell'adolescenza. Erickson considera, infatti, il processo di formazione dell'identità nell'adolescenza come fenomeno centrale e più significativo dell'esistenza.
Invece, Erickson considera la confusione dei ruoli come lo stato psicologico, generatore di ansie profonde, che corrisponde alla causa della mancata acquisizione dell'identità. Jole Baldaro Verde e Alessandra Graziottin considerano l'identità un'integrazione dei fattori biologici, psicologici e sociali che coinvolgono la totalità della persona.
- La parte legata al biologico: Consiste in un'identità cromosomica e gonadica, per effetto della quale, a partire dalla sesta settimana di vita intrauterina, si costituisce l'identità di sesso che si esprimerà, al momento della nascita, nella differenza anatomica del sesso.
- L'identità anagrafica: Viene poi definita dal sesso anagrafico, nel momento in cui al neonato viene assegnato un nome maschile o femminile e dei ruoli che ogni individuo si troverà a ricoprire nel corso della vita.
- L'identità psicologica: È rappresentata dal Sé psichico. L'identità o il Sé non devono essere considerati concetti statici ma dinamici, in quanto vanno incontro, nel corso della vita, a continue modificazioni.
Robert Stoller è il primo, nel 1968, a differenziare l'identità di genere:
- Dall'identità sessuale: Infatti, per l'autore, il sesso ha una connotazione prevalentemente biologica che dipende dai cromosomi, dai genitali esterni ed interni, dagli ormoni, dal sistema cerebrale, ecc..
- Dal ruolo di genere: Il genere è, per l'autore, un termine che possiede delle connotazioni più psicologiche e culturali. Il genere è rappresentato dalla quantità di mascolinità o di femminilità che si riscontra in un individuo.
L'identità di genere ha inizio con la conoscenza e la percezione, conscia e inconscia. Il ruolo è rappresentato dal comportamento manifesto all'interno della famiglia e della società ed è l'espressione esteriore dell'identità di genere. Identità e ruolo di genere spesso coincidono mentre altre volte (come nel caso dei disturbi dell'identità di genere) differiscono. Stoller considera l'identità di genere un'acquisizione dei primi anni di vita ed individua tre fattori in grado di influenzare l'andamento di tale identità:
- Anatomia dei genitali esterni: Cioè l'immagine che il bambino percepisce del proprio sesso;
- Relazione madre-figlio: Cioè i rapporti genitoriali profondi verso il bambino come essere sessuato;
- Fattori biologici.
John Money definisce:
- L'identità di genere: "L'uniformità, l'unità e la persistenza dell'individualità di una persona quale maschio o femmina o quale persona ambivalente, come esperita nell'autoconsapevolezza e nel comportamento".
- Il ruolo di genere: È ciò che esprime il senso di sé stessi quali maschi o femmine. Tutto ciò che l'individuo fa e pensa per indicare a se stesso e agli altri di essere un maschio o una femmina.
L'autore, a partire dal concetto che ogni individuo rappresenta il prodotto della costante interazione tra natura ed ambiente, raffigura lo sviluppo umano a partire dalla fecondazione come una corsa a tappe, per ognuna delle quali si deve tagliare il giusto traguardo nel giusto momento. Se ciò non avviene non è possibile tornare indietro per correggere l'errore, dal momento che ad ogni traguardo temporale corrispondono dei "cancelli" che si chiudono per sempre. Questa proposta teorica, prevede l'esistenza, nello sviluppo dell'identità di genere, di quattro cancelli (che vanno dalla fecondazione all'apprendimento del linguaggio, intorno ai tre anni del bambino).
Henry Benjamin definisce l'identità di genere come una "sinfonia dei sessi", descrivendo i sessi come:
- Cromosomico;
- Genitale (da cui dipende quello legale);
- Gonadico (sesso germinale – sesso endocrino);
- Psicologico.
L'insieme di tutti questi sessi e la loro armonica coesistenza danno la necessaria sostanza all'identità e al ruolo di genere, che a seconda delle modalità di espressione di questi elementi, sarà maschile o femminile.
Educazione sessuale
L'educazione sessuale è una disciplina da introdurre nelle scuole che si occupa di sessualità e affettività. Da un po' di anni si sta discutendo della necessità di introdurre a scuola dei programmi di igiene mirati alla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. L'educazione sessuale ha due aspetti fondamentali:
- Aspetto di contenuto: Le informazioni che il processo educativo tende a promuovere;
- Aspetto di relazione: Riguardano il rapporto con l'educatore e i compagni di gruppo.
Le nuove generazioni iniziano precocemente la loro vita sessuale con scarse conoscenze sui temi della sessualità. I contenuti dell'educazione sessuale devono riguardare tutti gli aspetti della sessualità:
- Biologici, antropologici, etologici, psicologici, sociologici, medici ed etici.
In particolare, i contenuti possono essere distinti in aree o dimensioni:
- Area socioculturale: Comprende i ruoli sessuali, i fattori che li determinano e i comportamenti a essi correlati;
- Area biologica: Riguarda i contenuti relativi al corpo, alla ricerca del piacere, allo sviluppo, alle differenze di genere, alla procreazione, alla contraccezione, ai rischi legati alle malattie sessualmente trasmissibili;
- Area relazionale-affettiva: Riguarda i contenuti che hanno a che fare con il comportamento interpersonale e il mondo affettivo.
In sintesi, l'educazione sessuale, più che un apprendimento, è un momento di riflessione critica sulla sessualità, problematizzazione dei messaggi contraddittori veicolati dai media ed essa (l'educazione sessuale) aiuta a superare gli stereotipi legati alla sessualità, stimola il senso di responsabilità, favorisce una formazione aperta.
Capitolo 2: I disturbi del neurosviluppo
I disturbi del neurosviluppo: definizione
Il DSM-5 (Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali) ha introdotto una nuova classe di disturbi: i disturbi del neurosviluppo. Questi disturbi hanno esordio nel corso dell'età evolutiva e sono raggruppati insieme perché si manifestano tipicamente prima che il bambino inizi la seconda elementare. Questi disturbi hanno una caratteristica comune: sono tutti caratterizzati da deficit dello sviluppo con una compromissione del funzionamento personale.
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