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Psicologia dello sviluppo

Le dipendenze comportamentali in età evolutiva

Introduzione

Negli ultimi anni, accanto alle classiche dipendenze da sostanze, si sta parlando sempre più spesso delle nuove dipendenze chiamate dipendenze comportamentali. Sono quei comportamenti con caratteristiche di addiction, nei quali l'oggetto implicato non è l'uso di una sostanza chimica, ma un comportamento o un'attività lecita e socialmente accettata.

Vengono definite dipendenze comportamentali:

  • La dipendenza da internet;
  • La dipendenza da gioco d'azzardo;
  • La dipendenza da shopping compulsivo;
  • La dipendenza relazionale o affettiva;
  • La dipendenza da lavoro;
  • Le dipendenze alimentari.

Queste dipendenze comportamentali, hanno richiamato l'interesse della letteratura scientifica a causa della loro problematicità ed espansione soprattutto nella popolazione degli adolescenti, con effetti pericolosi per il loro successivo sviluppo, tanto da richiedere un approfondimento e la ricerca di metodi di prevenzione efficaci.

Si parla di età evolutiva, che va dalla nascita fino ai 18 anni di età (infanzia ed adolescenza), in quanto essa comprende quel cammino che va dall'estrema dipendenza iniziale del neonato dalla madre/dai genitori alla parziale indipendenza dell'adulto. Divenire “indipendente” significa farsi parte attiva, responsabile in prima persona delle proprie scelte, assumendo il controllo della propria vita.

Bambini e adolescenti si trovano ad affrontare diversi compiti di sviluppo e talvolta, durante tali esperienze possono riscontrare notevoli difficoltà, che causano disagio e possono compromettere il futuro funzionamento psichico, comportamentale e sociale della persona, portandola a vivere una sofferenza tale, da sfociare a volte nello sviluppo di una vera e propria patologia (come ad esempio: la dipendenza patologica da oggetti o da comportamenti).

Nel caso specifico delle dipendenze, l'adolescenza risulta essere dalla letteratura una fase particolarmente vulnerabile per l'instaurarsi di tale comportamento e questo perché è il periodo in cui l'adolescente deve affrontare la sfida della conquista di un'autonomia e della costruzione di un'identità, in un continuum che va, come abbiamo detto prima, dalla dipendenza dai genitori all'autonomia, sperimentandosi in contesti estranei alla famiglia e mettendo in atto nuove modalità di rapportarsi al mondo, frutto della ricerca della novità e dell'osservazione del contesto sociale e dei coetanei: essi sono elementi fondamentali per la definizione di un proprio modello di comportamento.

In questo periodo, inoltre, gli adolescenti vivono le emozioni in maniera accentuata: dai conflitti con il modo di pensare dei propri genitori ai primi amori. Sembrerebbero che i primi comportamenti di dipendenza comparirebbero intorno ai 13 anni e si configurerebbero come dipendenza vera e propria intorno ai 17 anni.

Per comprendere come e quando si manifestano i sintomi di dipendenza, Zerbetto considera una curva della dipendenza mutevole nel tempo: inizialmente ci sarebbe una condizione di totale dipendenza del bambino nei confronti della madre (o altra figura di accudimento), successivamente il rapporto genitore-figlio diviene progressivamente più paritario.

In questa luce, la dipendenza avrebbe origine dalla mancanza di “sicurezza” dovuta a una carente relazione con la madre e al contempo, alla scarsa spinta esplorativa e competitiva che il padre o un altro adulto significativo avrebbe dovuto trasmettere al proprio bambino. Tali carenze renderebbero maggiormente difficile il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, con la conseguenza di un'aumentata propensione degli adolescenti ad intraprendere comportamenti problematici, come l'uso di sostanze psicoattive e di condotte rischiose.

I ragazzi potrebbero usare le nuove dipendenze comportamentali come dei possibili “rifugi della mente”, luoghi mentali in cui ritirarsi quando si desidera fuggire da una realtà insostenibile e fonte di angoscia (definizione data da Steiner).

Un ruolo importante nella prevenzione delle dipendenze è dato dalla famiglia. Ma potrebbe esser anche utile il coinvolgimento del gruppo dei coetanei, della scuola e dell'intera comunità nella creazione di ambienti che favoriscono le buone pratiche e che siano sicuri, stimolanti, piacevoli ed appaganti, che rafforzano anche il valore dell'autoaiuto, il supporto sociale, la partecipazione alla vita della comunità e contribuendo alla promozione dei valori culturali.

È indispensabile imparare a porre attenzione ai sintomi, in modo da individuare precocemente il rischio della dipendenza.

Le diverse caratteristiche che accomunano le tossicodipendenze e le dipendenze comportamentali

Sia le tossicodipendenze che le dipendenze comportamentali hanno delle caratteristiche che le accomunano e sono:

  • Impulsività: il comportamento del dipendente è caratterizzato da una perdita di controllo sul comportamento;
  • Compulsività: impossibilità di resistere all'impulso e alla tentazione dell'atto stesso.

Per Heather il fallimento dell'individuo nell'interrompere il comportamento dipendente porta a capire che si tratti di una dipendenza patologica.

  • Craving: sensazione di tensione o eccitazione prima dell'atto;
  • Piacere o sollievo durante l'attuazione del comportamento (con eventuale senso di colpa o rimpianto subito dopo);
  • Persistenza del comportamento nonostante le sue conseguenze dannose;
  • Entrambe sono in grado di produrre lo stesso livello di arousal (eccitazione, risveglio) e alterazioni significative dei sistemi serotoninergici e dopaminergici;
  • Si ha l'escalation: aumento graduale in intensità di un fenomeno;
  • La tolleranza;
  • L'astinenza.

La droga di internet tra gli adolescenti

Gli adolescenti e internet

Negli ultimi anni, l'elevata diffusione e disponibilità delle nuove tecnologie (computer, cellulari, ecc.) ha reso la dipendenza da internet un potenziale problema tra i più giovani. Gli adolescenti hanno accolto con entusiasmo internet, quale strumento in grado di fornire opportunità molteplici e originali per la comunicazione, l'istruzione e lo svago.

I bambini usano comunemente il computer per giocare, svolgere ricerche scolastiche, inviare e ricevere e-mail e connettersi a internet. Utilizzare tali strumenti virtuali genera di per sé un senso di piacere e gratificazione talmente forte nei ragazzi, da renderli desiderati più di quanto non siano realmente utili e questo a volte può interferire con le diverse attività del “mondo reale”, come compiti a casa o i normali scambi sociali.

Difatti, mentre alcuni ragazzi sono capaci di usare internet in maniera responsabile e senza significativi problemi, altri invece manifestano un modo disfunzionale di utilizzare internet e le nuove tecnologie e quest'ultimi mostrano un modo di comportarsi simile a una vera e propria dipendenza, con un impatto negativo sulle più importanti attività quotidiane, in particolare: le relazioni sociali e il benessere psicologico.

Nel 1996, è emerso per la prima volta il concetto di Internet Addiction Disorder (IAD). Alcune delle attività che sono state individuate essere connesse a un eccessivo uso di internet tra gli adolescenti sono:

  • Il gioco online tra cui: il gioco d'azzardo;
  • L'utilizzo dei social media tra cui: i social network.

Un esagerato coinvolgimento in una o più di queste attività potrebbe portare a manifestare dei sintomi simili a quelli che si manifestano nelle dipendenze da sostanze. Si sono potuti individuare due tipi di comportamento di dipendenza da internet:

  • Generalizzato: in cui l'individuo utilizza internet nel suo complesso in modo compulsivo;
  • Specifico: in cui l'individuo si concentra particolarmente su determinate attività online, come i giochi o i social network.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher piccolina221192 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale o del prof Verrastro Valeria.
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