Microeconomia
Cos'è la microeconomia
La microeconomia studia come gli individui, le famiglie e le singole imprese si approcciano al mercato. È lo studio della domanda, dell'offerta, degli equilibri di mercato e dei prezzi. Si parte dal problema fondamentale dell'economia: a fronte di bisogni illimitati (il consumatore vuole sempre massimizzare il suo benessere e il produttore minimizzare i suoi costi) i consumatori e i produttori hanno mezzi e risorse limitate. Quindi studia in secondo luogo il modo in cui le decisioni dei singoli interagiscono tra loro e cosa sia un equilibrio di mercato. Infine, dopo queste analisi positive, passa ad un'analisi di tipo normativo andando a fare delle valutazioni di efficienza su queste decisioni per stabilire quale, a fronte del problema economico, massimizza il benessere degli individui. Spesso gli individui cercano autonomamente una condizione di efficienza già nel tentativo di massimizzare i risultati prodotti dalle loro scelte.
Costo opportunità
Il costo opportunità di un bene rappresenta il suo vero costo: ovvero tutto ciò a cui il consumatore rinuncia pur di avere quel bene (tema della scelta). Il costo opportunità si misura su una scala qualitativa, si sceglie qualcosa perché ha delle caratteristiche migliori per il soggetto rispetto ad altro. Altre scelte sono tuttavia di tipo quantitativo→ in questo caso si inizia a parlare di margini, o di impatto che una scelta ha su due variabili che chiamo dipendente e indipendente.
Equilibrio di mercato
Il concetto di equità tra costo marginale e beneficio marginale introduce il concetto di equilibrio tra le scelte che gli individui compiono, poiché queste subiscono interazioni tra loro. Si parla di equilibrio quando ciascun individuo non potrebbe stare meglio modificando le sue scelte/azioni. Di conseguenza, nessuno tende a cambiare il suo comportamento se non intervengono variabili esogene.
Domanda e offerta
Il sistema economico si può descrivere in due fattori: famiglie (che domandano beni e servizi e forniscono lavoro) e imprese (che forniscono beni e richiedono fattori produttivi). Da qui nascono due mercati: quello dei beni e dei servizi e quello dei fattori produttivi. Il modello di domanda e offerta è la risposta all'indagine su come si comportano questi mercati.
- Domanda: Richiesta delle famiglie alle imprese di beni e servizi.
- Offerta: Fornitura di beni e servizi data dalle imprese alle famiglie.
Legge della domanda e dell'offerta: Al crescere del prezzo di un bene aumenta l'offerta e diminuisce la domanda e viceversa.
La domanda (D) dipende da tre fattori:
- Prezzo del bene (p): Al crescere del prezzo diminuisce la domanda e aumenta l'offerta. Al diminuire del prezzo aumenta l'offerta e diminuisce la domanda. Questo in virtù del fatto che sia imprese che famiglie tendono sempre a massimizzare il proprio benessere e a far valere la relazione: MB=MC.
- Reddito: All'aumentare del reddito familiare la domanda del sovrappiù aumenta mentre diminuisce quella dei beni sostituti, se posso permettermi un bene più costoso lo scelgo (Coca Cola/Cola da discount); (ottimizzazione vincolata).
- Bene sostituto/bene complemento: Se aumenta p di un bene sostituto la domanda aumenta, mentre se aumenta il p di un bene complementare la domanda diminuisce.
La curva di domanda rappresenta la quantità di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare per ogni livello di prezzo a parità degli altri fattori che influenzano la curva.
La curva di offerta è un bene che i venditori sono disposti a produrre e immettere sul mercato in corrispondenza a ciascun livello di prezzo possibile e a parità di fattori esogeni. L'offerta (S) dipende da tre fattori:
- Prezzo del bene: Come già visto, alle imprese conviene aumentare la produzione all'aumentare del prezzo di vendita di un determinato bene.
- Prezzi degli input: Se il costo di produzione aumenta, diminuisce l'offerta.
- Sistema di produzione (tecnologia): Se migliora la tecnologia, aumenta l'offerta.
L'equilibrio di mercato è quella situazione in cui nessun individuo tende a cambiare il proprio comportamento: è il punto di intersezione tra la curva di domanda e la curva di offerta, che si trova mettendo a sistema le equazioni delle due curve.
Le equazioni delle curve sono rette espresse in forma lineare→ (Q= b - 2P / S= 3P + b) in questo caso sono espresse in funzione del prezzo, ma sono sempre invertibili. È importante notare da subito la pendenza delle curve: la domanda decresce, l'offerta cresce, questo dipende dalla relazione che esiste tra prezzo e quantità offerta. Notare anche che l'offerta passa sempre per l'origine; se il prezzo è 0 l'impresa non produce.
Condizioni di disequilibrio sono l'eccesso di offerta che si ha quando, per eliminare le scorte, i beni vengono venduti a un prezzo che tende ad abbassarsi e l'eccesso di domanda che si ha quando i compratori sono disposti a spendere di più per un bene il cui prezzo tende a salire.
Statica comparata
La statica comparata studia gli effetti sul prezzo di equilibrio delle variabili esogene e le modificazioni che subiscono al variare dei prezzi domanda e offerta in relazione alle quantità di beni disponibili.
Elasticità della domanda
L'elasticità della domanda al prezzo indica quanto varia la quantità domandata al variare del prezzo di un bene. Questa quantità è data dalla derivata della funzione di domanda inversa. Sapendo che la pendenza della curva di domanda è data dal rapporto tra la variazione della quantità domandata e la variazione del prezzo (la pendenza della curva è la derivata di Q in funzione di p):
L'elasticità della domanda al prezzo è sempre un valore negativo. Ricordarsi nella soluzione degli esercizi che la pendenza di D è data dalla sua derivata in funzione di p, e nel calcolo è utile sostituire a Q la sua variabile in p.
| Valore di ed | Significato | Classificazione |
|---|---|---|
| 0 | Insensibile al prezzo | Perfettamente anelastica |
| 0<ed<-1 | Insensibile al prezzo | Anelastica |
| -1 | L'aumento percentuale della quantità domandata equivale al decremento percentuale del prezzo di vendita | Elasticità unitaria |
| −∞<ed<-1 | Sensibile al prezzo | Elastica |
| −∞ | Domanda elasticissima | Perfettamente elastica |
Le imprese gradiscono una curva anelastica perché vogliono che i consumatori acquistino anche all'aumento del prezzo, una curva al disotto della soglia non è gradita ad un'impresa.
La spesa totale per un dato bene è la quantità di denaro spesa per acquistarlo (ricavo). Conoscendo l'elasticità della domanda è più facile capire come varia la spesa totale riferita a un dato bene. È importante perché nel caso di un imprenditore questa relazione rappresenta il suo guadagno o la sua perdita, infatti, davanti a una domanda anelastica la spesa totale aumenta, mentre davanti a una domanda elastica diminuisce (in caso del valore di soglia la spesa totale resta invariata). Chiaramente l'azienda vuole che la spesa si massimizzi, quindi che la domanda sia il meno elastica possibile.
Fattori che incidono sull'elasticità della curva di domanda:
- Se il bene ha validi sostituti la domanda tenderà a essere più elastica.
- Più il valore di un bene incide sul reddito maggiore sarà l'elasticità.
- L'elasticità della domanda di un bene tende a crescere nel tempo o sul lungo periodo.
Nel caso in cui l'elasticità della domanda sia 0 è perché la quantità domandata è fissa e tende a non variare mai; ci troviamo davanti a beni di sussistenza che mantengono quasi invariato il loro valore per i consumatori che li acquisteranno a qualsiasi livello di prezzo (se non in casi straordinari). → Curva di domanda verticale.
Nel caso in cui un bene abbia dei sostituti perfetti (zucchero) nel momento in cui il prezzo di una determinata marca aumenta anche minimamente, la quantità domandata delle altre marche andrà subito a zero e viceversa se diminuisce anche minimamente la domanda aumenterà esponenzialmente. → Curva di domanda orizzontale.
Preferenze del consumatore e funzione di utilità
Una volta appreso cosa siano le curve di domanda e offerta resta da capire con chiarezza cosa le determina e elaborare una teoria che spieghi in base a cosa i consumatori scelgano alcuni beni e servizi piuttosto che altri. Gli individui tendono ad acquistare secondo le loro preferenze essendo a conoscenza delle loro scarse risorse. Ogni individuo è soggetto a un vincolo di bilancio (ciò che può permettersi). I gusti del consumatore prendono il nome di preferenze e vengono dati dall'economista come assodati. Le preferenze dei consumatori si esercitano su degli insiemi o combinazioni di beni che chiameremo panieri. Il principio di completezza porta sempre il consumatore a scegliere un paniere piuttosto che un altro o a essere indifferente rispetto ai due panieri. Principio di transitività o di coerenza nella scelta invece ci dice che se il consumatore tra due panieri ne ha uno preferito e introdotto un terzo paniere questo è meno preferito del secondo, sarà anche meno preferito al primo. Questi due principi in realtà non sono così scontati. Partendo da questi due principi si arriva al principio di ordinamento delle preferenze ovvero che il consumatore sia in grado di porre un ordine a tutte le sue alternative in base alle sue preferenze. Principio di non sazietà ultimo dice che il consumatore non è mai sazio e tende dove può a scegliere a parità di beni il paniere che ne contiene la maggior quantità. L'assioma iniziale da tener conto nella teoria del consumatore standard è che non sarà mai considerata la variabile del risparmio.
Chiamiamo curve di indifferenza quei luoghi del piano cartesiano sulle quali si posizionano i panieri indifferenti per il consumatore, ovvero che hanno la stessa utilità marginale.
- Funzione di utilità generale/Curva di indifferenza U(X,Y)
Pendenza della curva = o derivata prima della funzione di utilità (utilità marginale di X o Y rispetto all'altro bene).
- Le curve di indifferenza sono sempre decrescenti: per due ragioni, la prima è che se fossero crescenti entrerebbero nella fascia di non sazietà e quindi violerebbero l'assioma dell'indifferenza, la seconda è che i margini di utilità dei panieri sulla curva devono essere tutti positivi.
- Le curve di indifferenza sono sottili: dimostrato per assurdo→ non possono essere spesse perché in questo caso i panieri disposti sulla curva avrebbero delle utilità marginali diverse e quindi un grado di soddisfazione minore o maggiore per il consumatore.
- Separano il grafico in alternative migliori (sopra la curva) e in alternative peggiori (sotto la curva).
- In un fascio di curve di indifferenza il consumatore tenderà a posizionarsi (per il principio di non sazietà) sulla curva più alta.
- Le curve di indifferenza in un fascio non sono intersecabili: questo perché violerebbe l'assioma secondo cui tutti i panieri siti su una curva sono indifferenti per il consumatore. Se una curva più alta in un fascio intersecherebbe una più bassa il punto di intersezione apparterrebbe a entrambe le curve e non varrebbe la regola secondo cui a una curva di utilità maggiore si associa un grado di soddisfazione maggiore del consumatore. Sarebbe una contraddizione in quanto un paniere non può posizionarsi su più curve di indifferenza.
Saggio marginale di sostituzione (MRS)
Il saggio marginale di sostituzione (MRS) è il rapporto al quale il consumatore è disposto a scambiare un'unità di un bene X con un'unità di un bene Y rimanendo sulla medesima curva di indifferenza espresso matematicamente come il rapporto delle derivate parziali in un punto della funzione di utilità (MUx; MUy). Un concetto importante relativo al MRS è la pendenza che incide su quanto un consumatore sia disposto a cedere per ottenere un altro bene. Se il consumatore possiede un bene X in grande quantità rispetto ad un altro Y posto sulla stessa curva di indifferenza sarà disposto a cederne di più per avere un po’ di questo bene Y. Al contrario, se la quantità del bene X disposta dal consumatore è leggermente maggiore rispetto al bene Y, egli sarà propenso a cederne meno X per ottenere più Y. Parliamo di MRS alto quando c’è una grande disparità di quantità di beni, di MRS basso quando la differenza di possedimento dei beni è minore. MRS segue la curva per cui è sempre decrescente.
Nel caso dei beni perfetti sostituti e dei beni complementari, le leggi sulle curve di indifferenza risultano violate, sono due casi particolari:
- Beni perfetti sostituti: Tra due beni perfetti sostituti, e quindi tra loro intercambiabili, il consumatore resterà sempre nella stessa posizione di indifferenza. Il saggio marginale di sostituzione sarà dunque un valore costante, dato che per il consumatore è la medesima cosa comprare un prodotto o il suo prodotto sostituto. Questo comporta che la curva di indifferenza sia una retta il cui coefficiente angolare è MRS negativo.
- Beni perfetti complementi: Si tratta dei beni che violano l’assioma di non sazietà in quanto sono consumati dagli acquirenti in proporzione fissa (es. scarpa destra e scarpa sinistra, le compro insieme e non separatamente). Violano il principio perché nel caso in cui mi venisse offerta una quantità maggiore di scarpe sinistre la rifiuterei. In questo caso ci troviamo davanti a una curva di indifferenza a “L”.
In generale, in microeconomia il concetto di perfezione di un bene è molto importante, c’è differenza tra un bene sostituibile e un bene perfetto sostituto, come c’è differenza tra un bene complementare e un bene perfetto complemento.
Le preferenze del consumatore si rappresentano mediante la funzione di utilità U che assegna ad ogni paniere di beni il grado di soddisfazione che quel determinato paniere ha per l'individuo. Il paniere che esprime la prima preferenza del consumatore (punto di ottimo) è quello che presenta la funzione di utilità più alta. I numeri assegnati dalla funzione U ai panieri intende ordinarli non tanto misurare l’effettiva soddisfazione che essi producono. La cardinalità dei panieri non è misurabile, per tanto la funzione U si limita a misurarne l’ordinabilità numerica.
L'utilità marginale di un bene è la variazione che si ottiene sull’utilità totale consumando un’unità in più di un determinato bene. Matematicamente l’utilità marginale è la derivata parziale in X o Y della funzione U. Sapendo che per ogni unità di X consumata in più accresce l’utilità marginale X e sapendo che al ridursi dell’unità di Y consumata diminuisce l’utilità marginale Y, nel momento in cui entrambe variano si assume che la differenza di utilità totale sulla stessa curva di indifferenza sia uguale a 0.
Ottimizzazione della scelta del consumatore
Il vincolo di bilancio è la relazione che intercorre tra prezzi di mercato e reddito del consumatore, definita dall’equazione della linea di bilancio indica a seconda del reddito a quali panieri di beni un individuo può accedere disponendo di risorse limitate. Nella sezione sinistra del vincolo la somma dei prezzi dell’unità di bene per la quantità, nella sezione di destra il reddito individuale. I panieri che soddisfano il vincolo di bilancio per un consumatore prendono il nome di panieri accessibili.
Il significato economico delle intercette è dato dal rapporto tra il reddito e il prezzo di X e Y; questi rapporti mi indicano la quantità massima che si può acquistare solo del bene X o Y. Il coefficiente angolare che determina la pendenza è il negativo del rapporto tra Px e Py. La pendenza in microeconomia ha sempre un importantissimo significato economico→
- La pendenza esprime il prezzo relativo di X in termini di Y, cioè indica il tasso a cui il consumatore è disposto a sostituire X con Y. Tanto che vale la relazione secondo cui un’unità di X vale quanto px/py unità di Y.
- La pendenza esprime il costo opportunità di X in termini di Y.
Al variare del reddito anche la retta di bilancio si sposta, traslando orizzontalmente a destra se il reddito aumenta, a sinistra se il reddito diminuisce. Non si modifica tuttavia la pendenza della curva. Al variare del prezzo di uno dei due beni si modifica l’intercetta orizzontale e la pendenza della curva, resta invariata l’intercetta di Y. Anche in questo caso si modifica il raggio dei panieri accessibili al consumatore. Avviene lo stesso fenomeno se dovesse modificarsi l’intercetta verticale. Importante ricordare che se il prezzo scende, il raggio di acquisto del consumatore aumenta.
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