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Esame Testi e Questioni di Letteratura Portoghese e Brasiliana

Il Portogallo: dalle origini al Seicento

Testo consigliato: L. Il Portogallo. Dalle origini al Seicento di S. Picchio.

La crisi della dinastia Avis

Nel 1557, alla morte del re Don Joao III, il Portogallo si trovò ad affrontare una complicata crisi dinastica. Uno solo aveva raggiunto l’età del matrimonio: il principe Don Joao. Tutto il peso della comunità della dinastia Avis era passato quindi sulle spalle del giovane Don Joao che aveva sposato Donna Joana di Spagna. Ma anche il principe Joao morì nel 1554. Il 20 gennaio 1554 nasceva Don Sebastião, che subito venne chiamato dal popolo O Desejado, (il desiderato). Alla morte di Don Joao III, l’erede Sebastião aveva appena tre anni e la reggenza della corona venne pertanto assunta dalla regina vedova Donna Caterina. Nel 1562 lasciava la reggenza al cognato, il cardinale Don Henrique.

Il 20 gennaio del 1568, Sebastião prese in mano le redini del Portogallo. La sua concezione del potere regio era del tutto assolutista e la sua missione di monarca cristiano si doveva esercitare, anche con l'uso della forza, nella lotta contro l'infedele. Nel 1578 organizza una spedizione in terra d'Africa e si mise alla guida dell'esercito formato da 24000 uomini. Lo scontro con le truppe arabe avvenne il 4 agosto nei pressi del caposaldo di Alcazarquivir. Per le truppe portoghesi il disastro più totale e lo stesso Sebastião perì nella lotta.

Il non immediato rinvenimento dei resti mortali del monarca generò una speranza popolare che fosse semplicemente disperso, ma che presto o tardi sarebbe tornato a reclamare la sua corona. Nasce così il fenomeno del sebastianismo.

Sconfitta di Don Antonio e l'ascesa al trono di Filippo II di Spagna

Il legittimo erede del trono era adesso l'anziano cardinale Don Henrique. Il 31 gennaio del 1580, morto il cardinale, il Portogallo non aveva re. Le Cortes avevano nominato 52 armatori, cui sarebbe spettato di indicare la successione in caso di morte del re cardinale. La popolazione vedeva con favore l'ascesa al trono di Don Antonio, figlio naturale dell'infante Don Luis, fratello del re Don Joao III. Tra gli altri il più legittimo era Filippo II di Spagna.

Fin da subito risulta evidente che i soli Filippo II, Don Antonio e Anna Caterina di Bragança avevano qualche possibilità di ambire alla corona. Il primo godeva dell'appoggio di parte della nobiltà e del clero; la nobiltà più gelosa dell’indipendenza era favorevole ad Anna Caterina; Don Antonio aveva l'appoggio popolare e degli ordini religiosi. Filippo II poteva contare sull'appoggio dei capitani delle principali fortezze del Portogallo.

La falsa notizia dell'ingresso delle truppe al comando del Duca di Alba in Portogallo, scatena una rivolta popolare, guidata da Don Antonio che veniva proclamato re. Di lì a pochi giorni gli spagnoli entrarono veramente in armi in Portogallo e la strenua resistenza del Prior del Crato fece sì che la figura di Filippo II si trasformasse da semplice pretendente della corona a invasore del paese.

Il 17 maggio 1580 proclamarono lo spagnolo re naturale del Portogallo e Don Antonio ribelle. Antonio fu costretto a ritirarsi rifugiandosi a Barcelos e Viana do Castelo. Nel giugno del 1581 lasciava il paese alla volta della Francia prima e dell'Inghilterra poi. Inizialmente appoggiato dai francesi, commento alla resistenza antispagnola delle Azzorre. Don Antonio ricevette l'aiuto di Elisabetta d'Inghilterra. Il progetto di intervento in Portogallo viene ritardato dall'allestimento, da parte di Filippo II, di una grandiosa flotta, l'invincibile armata che avrebbe dovuto distruggere le navi corsare britanniche.

Nel 1589 Sir Francis Drake guida una spedizione di cui faceva parte lo stesso Prior del Crato, nel tentativo di espugnare Lisbona, ma la mala accorta gestione dell'impresa e la passività della popolazione della capitale fecero fallire la missione. Filippo II poteva regnare pressoché incontrastato. In aprile a Tomar, l'assemblea dei tre stati fissa il principio di una monarchia duale: ma Spagna e Portogallo rimanevano paesi autonomi.

La continuità filippina

A partire da febbraio 1583 Filippo lasciava il Portogallo nelle mani dell'arciduca d'Austria Alberto. Il malcontento generato dalla durezza del viceré consiglia il sovrano a nominare in sua vece cinque governatori, rampolli delle migliori famiglie nobili del Portogallo.

Nel 1598 moriva Filippo II e gli succedeva al trono il figlio, che portava lo stesso nome. Filippo III nel 1600 nomina Don Cristovão de Moura. Si trattava di un nobile portoghese. Il nuovo viceré dovette gestire il difficile momento economico del Portogallo e inoltre si trovò ad affrontare il problema giudaico. Da una parte il timore dei cristaos-velhos di perdere i propri privilegi, dall'altra le paure dei cripto-ebrei di vedere ancora più ridotti i propri margini di azione, catalizzando sulla figura dell'anziano Don Cristovão l'ostilità popolare. Gli succedette Don Antonio Castelo Branco.

I domini delle Fiandre erano minacciati dall’irredentismo olandese e anche il Portogallo ne pagò le conseguenze. I possedimenti portoghesi in India subirono gli assalti delle navi olandesi che nel 1602 avevano costituito la compagnia olandese delle Indie occidentali, riuscendo a rompere il monopolio ispanico sui commerci con le Americhe e l'oriente. Durante il vicereame di Don Pedro Castilho vennero proibiti tutti gli scambi commerciali con i possedimenti olandesi. La svolta nei rapporti con l'Olanda fu segnata dall'intervento di Don Cristovão de Moura, il quale nel 1610 siglò una tregua decennale con l'Olanda.

Nel decennio seguente, si succedettero alla guida del Portogallo Don Raire Aleixo de Menezes, Don Miguel De Castro e lo spagnolo Don Diego da Silva e Mendonça.

Il regno di Filippo IV e il governo del conte-duca di Olivares

Nel 1621 salì al trono di Spagna Filippo IV, che assunse su di sé anche la corona di Portogallo col nome di Filippo III; era saldamente nelle mani del Conte Duca di Olivares. Per il Portogallo furono anni di carestia e sconfitte. La prima decisione del Conte Duca fu la rottura unilaterale della tregua con l'Olanda e la decisione di mutua assistenza tra le marine portoghesi e spagnole. Nel 1622 Lisbona e il Portogallo soffrirono una grande carestia.

Il 1626 segnò l'inizio della guerra dei trent'anni tra la Spagna e l'Inghilterra di Carlo I, anno in cui i portoghesi si videro presentare dal Sovrano di Castiglia una richiesta di 200.000 cruzados per 6 anni, allo scopo di finanziare la difesa dei possedimenti portoghesi in India. Frattanto il governo del Portogallo era stato affidato al Marchese di Alenquer e Conte di Salinas il quale nel 1622 rimise il proprio titolo. Vennero quindi nominati tre governatori: Don Martin Alfonso de Mexia, Don Nuno Alvares de Portugual e Don Diogo da Silva. Quest'ultimo a partire dal 1626 governò in solitario il Portogallo, il conte tornò in Portogallo e l'esercito alla carica di viceré fino al 1631.

Il sovrano spagnolo comprese allora che era giunto il momento di nominare viceré il proprio figlio John Duarte. Il conte Duca aveva intanto affidato il governo del Portogallo a Don Nuno de Mendonça e Don Antonio de Ataide. Nel 1632 il primo, mentre il secondo nel 1633, venne destituito da Olivares. Il governo del Portogallo venne quindi affidato all'arcivescovo di Lisbona; era giunto il momento per il ritorno del conte di Basto, il quale accettò l'incarico a patto che i proventi derivanti dalle gravose tasse sul sale non avessero lasciato il Portogallo.

Il vice regno di Margherita di Savoia, duchessa di Mantova e la fine della monarchia duale

Olivares fece nominare come viceré la Duchessa di Mantova, Margherita di Savoia. La longa manus del Conte Duca era Miguel de Vasconcelos. Il vice regno della Duchessa di Mantova si caratterizzò per il crescente malcontento. Nel 1635 l'imposizione del Real, cioè dell'imposta sulla vendita di carne e vino, si rivelò una misura assai impopolare. Il Real da Agua era destinato alle casse di Matilde. Nell’ottobre del 1636 i proventi degli imposti dell'anestesia la difesa di tutti i possedimenti portoghesi d'oltremare nella speranza di renderla più accettabile. Venne inoltre promosso un censimento dei possedimenti e delle relative rendite, al fine di introdurre nuove imposte su queste ultime. E anche il clero vide le proprie rendite pesantemente tassate.

Nel 1637 l'introduzione di un passaporto per la navigazione del Tago scatenò la rivolta dei pescatori che giunse fino alle soglie del palazzo della Ribeira. Nei mesi seguenti fu la volta della città di Évora a ospitare tumulti. La mediazione del conte di Basto assicurava un pacifico ritorno alla normalità. Il conte Duca di Olivares continuava nella sua politica di indebolimento dell’individualità portoghese. I fautori dell’indipendenza portoghese trovarono proprio nei contendenti della Spagna preziosi alleati. Primo fra tutti il cardinale Richelieu. La rivolta della Catalogna nel giugno del 1640 a dare il segnale per la restaurazione sul trono portoghese di monarchi appartenenti alla nobiltà nazionale.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/08 Letteratura portoghese e brasiliana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aivlis93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Testi e questioni di letteratura portoghese e brasiliana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Pincherle Maria Caterina.
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