Teorie e modelli
Saussure
Differenza tra Langue e Parole
La teoria di Saussure si basa sulla fondamentale dicotomia tra Langue e Parole. Definisce la Langue come competenza collettiva e sociale che permette di comprendere e produrre gli atti di Parole. Per parole, invece, si intendono gli atti individuali, l'esecuzione materiale che collega una fonia a un senso, la realizzazione individuale di un segno. Per Saussure, l'oggetto della linguistica deve essere la Langue, dato che questa è l'insieme delle immagini verbali (Significanti) e dei concetti (Significati) immagazzinati in tutti gli individui ed ha perciò un aspetto sociale e collettivo.
Definizione del segno linguistico
Per Saussure, il segno linguistico è un'entità psichica a due facce, con un concetto, o Significato, e un'immagine acustica, o Significante, che si richiamano l'un l'altra. L'immagine acustica non è il suono materiale, ma la sua rappresentazione astratta; il concetto è l'idea da comunicare.
Caratteristiche del segno linguistico
Il segno linguistico è caratterizzato da due principi:
- Arbitrarietà, perché non c'è un legame naturale tra significante e significato, la loro relazione è infatti immotivata. Questa può essere:
- Verticale (quando non ci sono vincoli motivati o necessari tra il significante e il significato)
- Orizzontale (quando non ci sono vincoli motivati o necessari tra un significante e altri significanti)
- Il carattere lineare del Significante. I Significanti, essendo acustici, si dispongono sulla linea del tempo e i loro elementi si allineano uno dopo l'altro in modo consequenziale.
Immutabilità e mutabilità del segno
L'arbitrarietà, in linea di principio, lascia ampi margini nella scelta dei Significanti per veicolare i Significati e dovrebbe implicare una notevole mutabilità dei segni linguistici. Accade invece che i segni siano stabili e che le lingue abbiano un forte carattere di immutabilità. Saussure individua quattro possibili motivazioni:
- Il carattere arbitrario del segno (perché un significante cambi è necessario che ci sia una giustificazione ragionevole, ma non essendoci particolari motivazioni nei legami segnici, ogni cambiamento risulterebbe irragionevole).
- La moltitudine dei segni necessari a costruire una lingua (è difficile pensare alla sostituzione di un sistema linguistico).
- Il carattere troppo complesso del sistema (si possono immaginare cambiamenti solo con l'intervento di specialisti, es. grammatici).
- La resistenza dell'inerzia collettiva a ogni innovazione linguistica (il fatto che la lingua alla massa sociale è il più importante fattore di conservazione).
Tuttavia la mutabilità nel tempo della lingua è inevitabile. L'evoluzione della lingua dipende infatti dalla massa parlante e dal tempo.
Che cos'è un'identità sincronica? Specifica i termini: Identità e Valore
Per Saussure, l'identità tra due elementi non è data dalla materialità degli elementi stessi, ma dalle relazioni che intrattengono con altri elementi del sistema, dalle posizioni che ricoprono e dalle differenze che li caratterizzano: l'identità insomma è data dal valore. Il concetto di valore rende marginali gli aspetti materiali degli elementi linguistici e dà importanza invece agli elementi relazionali, differenziali e oppositivi degli elementi stessi. La lingua infatti è un sistema di valori, cioè un sistema di elementi che intrattengono relazioni.
Prospettiva genetica
Saussure ipotizza l'esistenza di uno stato primordiale, antecedente all'apparizione della lingua, in cui i suoni e i pensieri sono delle nebulose prive di delimitazioni. Interviene allora la lingua che organizza queste nebulose, articolando il piano delle idee e quello dei suoni. La funzione della lingua è quindi quella di articolare, definire e dividere i singoli concetti e metterli in relazione tra loro, in questo senso la lingua è paragonabile a un foglio di carta, il pensiero è il Recto e il suono il Verso, non si può ritagliare l'uno senza ritagliare nello stesso tempo l'altro.
Relazioni sintagmatiche e paradigmatiche
La teoria di Saussure pone attenzione ai rapporti che si instaurano tra gli elementi linguistici, questi possono essere:
- Sintagmatici, basati sul carattere lineare della lingua, in cui gli elementi si dispongono uno dopo l'altro. Il rapporto è dunque sintagmatico e in praesentia.
- Associativi, quando gli elementi hanno qualcosa di comune e si associano nella memoria, il rapporto è dunque associativo e in absentia.
(Architrave: rapporto sintagmatico, Ordine dorico: rapporto associativo).
Hjelmslev
Le basi della teoria
Hjelmslev ritiene che i fatti linguistici possano essere studiati in modo scientifico. L'analisi deve essere coerente (cioè libera da contraddizioni), esauriente e semplice. Il metodo di analisi linguistica non deve basarsi sull'induzione, che porta a concetti non generalizzatili al di là di una sola lingua, ma deve invece utilizzare un procedimento deduttivo, analizzando un testo nei suoi componenti. La teoria deve essere indipendente da ogni esperienza, senza subire il vaglio dei dati empirici, ma deve essere usata soltanto per calcolare le possibilità che derivano dalle sue premesse; questo fattore ne determina l'arbitrarietà. Tuttavia le premesse teoriche sono poste sulla base di una certa esperienza e possono essere applicate a un gran numero di dati empirici; questo fattore ne determina l'adeguatezza.
Principio di Immanenza
Applicando alla sua teoria il principio di Immanenza, Hjelmslev vuole evitare di utilizzare un punto di vista trascendentale, come era stato fatto fino ad allora dai suoi predecessori, e mira a una comprensione immanente del linguaggio. Si tratta di studiare il linguaggio in sé per sé, indipendentemente da qualunque fattore extralinguistico. Hjelmslev ritiene infatti che la lingua debba essere analizzata come entità autonoma di dipendenze interne, cioè come una struttura. Questa chiusura dell'oggetto non è permanente; Hjelmslev stabilisce piuttosto un ordine di procedura: si deve prima descrivere nel modo più semplice la struttura linguistica, per poi poter applicare questa struttura sui fenomeni che la circondano.
L'analisi del testo
Deve essere il primo compito della teoria linguistica, può essere definita come la scomposizione dell'oggetto in oggetti più piccoli. Si definisce "classe" l'oggetto linguistico sottoposto ad analisi e "componenti della classe" gli altri oggetti registrati da una singola analisi come dipendenti in maniera uniforme dalla classe e l'uno dall'altro.
I piani del testo linguistico
Un testo linguistico si può scomporre in un piano dell'espressione e un piano del contenuto. Hjelmslev seguendo la lezione di Saussure, riprende la teoria della dicotomia segnica, il piano dell'espressione corrisponde infatti al Significante e quello del contenuto al Significato.
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