Sassure: parole e langue
Parole e langue
Parole: realizzazione del segno linguistico; atto individuale.
Langue: competenza collettiva e sociale che permette di produrre e comprendere gli atti di parole.
L’esecuzione di un termine linguistico è un atto di parole (quindi individuale), ma se posso produrre e comprendere questo termine è perché c’è una competenza condivisa da una collettività che assicura il funzionamento della comunicazione.
Fonie e sensi
Fonie: sequenze di suoni pronunciate da A e sentite da B; eventi fisici percepibili.
Sensi: queste sequenze stanno per/equivalgono a pensieri, descrizioni o stati di cose, associazioni psichiche.
Le fonie possono essere simili ma non sono mai identiche; lo stesso vale per i sensi. Anche il legame fra fonie e sensi non è mai univoco: più fonie per un solo senso o più sensi per una sola fonia. Fonie e sensi sono atti linguistici concreti, unici e irripetibili: costituiscono il dominio della parole.
Significante e significato
Significante o immagine acustica: modello che A ha in mente quando produce una fonia.
Significato o concetto: modello che B ha in mente quando sente una fonia.
Significante e significato non sono modelli individuali, ma collettivi: sono schemi collettivi appresi dalla comunità entro la quale i soggetti imparano la propria lingua. Significante e significato sono classi astratte di fonie e sensi e costituiscono il dominio della langue. Gli elementi che costituiscono la parole sono subordinati rispetto alla langue, che viene definita “prima scienza”.
Langue e parole
Langue e parole sono strettamente collegate: non può esistere esecuzione materiale senza la langue che la regoli, ma le regole non possono esistere se non in relazione all’esecuzione materiale. Quindi si possono immaginare una linguistica della langue e una linguistica della parole, la prima collettiva e indipendente dagli individui, la seconda che ha invece per oggetto la parte individuale del linguaggio.
Segno linguistico
- Arbitrarietà: il segno linguistico unisce un significante (immagine acustica) a un significato (concetto). Il legame che unisce significante e significato è arbitrario: questo significa che tra significanti e significati non esistono agganci naturali.
- Linearità: i significanti acustici, essendo di natura auditiva, si svolgono soltanto nel tempo; i significanti visivi, invece, possono avere simultaneità su più dimensioni.
- Immutabilità e mutabilità: l’arbitrarietà del segno dovrebbe conferirgli grande mutabilità. Di fatto, invece, i segni linguistici sono assai stabili e questo si deve a quattro motivi:
- Carattere arbitrario del segno: perché un segno cambi dovrebbe esserci una giustificazione ragionevole, ma visto che i segni sono arbitrari non c’è motivo di preferirne uno ed un altro;
- Moltitudine dei segni necessari a costituire qualsiasi lingua: i segni che costituiscono un sistema linguistico sono moltissimi ed è impensabile l’intera sostituzione;
- Carattere troppo complesso del sistema: la lingua è un sistema molto complesso e per essere modificato sarebbe necessario l’intervento di specialisti e grammatici, in quanto coloro che la usano quotidianamente in realtà la ignorano profondamente;
- La resistenza dell’inerzia collettiva a ogni innovazione linguistica: il fatto che tutti usino la lingua quotidianamente costituisce il principale fattore di conservazione. La lingua, infatti, appartiene alla massa e tutti devono condividerla. Per questo è difficile che il sistema di segni subisca mutamenti profondi.
Tuttavia, la mutabilità del sistema linguistico nel tempo è inevitabile. La lingua, infatti, ha un’importante componente storica, in quanto rappresenta un’eredità che si tramanda di epoca in epoca. Se da un lato il tempo assicura la stabilità del sistema linguistico, dall’altro ne determina la mutabilità. Quindi: la lingua si trasforma, ma senza che i soggetti ne siano consapevoli e possano trasformarla. La mutabilità non riguarda solo il significante o il significato, ma il legame tra di loro, ovvero il segno linguistico.
Sincronia e diacronia
Se il tempo è una delle determinanti della mutabilità del sistema linguistico, allora è una variabile fondamentale che deve essere presa in considerazione negli studi linguistici. Per quanto riguarda il tempo, bisogna considerare due assi:
- Asse della simultaneità: riguarda il rapporto fra entità coesistenti, da cui è escluso l’intervento del tempo;
- Asse delle successioni: prende in considerazione un elemento alla volta con i suoi cambiamenti.
Questi due assi riflettono due prospettive di studio:
- Linguistica sincronica: si occupa degli aspetti statici, dell’analisi della lingua in un determinato momento. Si concentrerà dunque sugli elementi coesistenti in un sistema linguistico percepito dalla coscienza collettiva in un determinato momento;
- Linguistica diacronica: si occupa degli aspetti evolutivi della lingua, ovvero di come si è evoluta nel tempo. Si concentrerà dunque sull’evoluzione di termini che si sostituiscono uni gli altri senza creare sistema tra loro.
La linguistica sincronica
Sassure non si propone di analizzare tutti gli elementi della linguistica sincronica, ma si sofferma su:
- Identità e valore
- Rapporti fra gli elementi linguistici, che possono essere
- Sintagmatici
- Associativi
L'identità e il valore
- Identità: l’identità fra due elementi non è data dalla materialità degli elementi stessi, ma dalle relazioni che intrattengono con gli altri elementi del sistema e dalle posizioni che occupano. Quindi, l’identità è data dal valore.
- Valore: riguarda gli aspetti relazionali, differenziali e oppositivi degli elementi del sistema.
La lingua è un sistema di valori, cioè un sistema di elementi che intrattengono relazioni. Come nasce questo sistema di valori?
- Prima della lingua: stato primordiale in cui suoni e pensieri sono nebulose prive di delimitazioni;
- La lingua interviene a organizzare queste nebulose ritagliando significanti e significati e collegandoli attraverso i segni.
Quindi… la lingua non articola solo gli elementi fonetici, ma anche i concetti. Dunque, da una lingua all’altra non cambiano solo i suoni, ma anche i concetti sono definiti diversamente.
Ancora sull'arbitrarietà
- Arbitrarietà verticale: i segni collegano significanti e significati in modo arbitrario;
- Arbitrarietà orizzontale: i rapporti che si creano fra un significante e altri significanti e un significato e altri significati sono arbitrari.
Ancora sulla langue e la parole
Se il linguaggio, nel suo stato primordiale, è una massa amorfa di suoni e pensieri, allora l’oggetto di studio dovrà essere il sistema linguistico che mette in ordine questa massa amorfa, ovvero la langue.
Rapporti sintagmatici e rapporti associativi
Fra gli elementi linguistici si instaurano due tipi di rapporto:
- Sintagmatico: rapporto che si instaura fra gli elementi lungo la catena del sintagma. È un rapporto in praesentia;
- Associativo: rapporto che unisce due o più termini associati nella memoria. È un rapporto in absentia.
La semiologia
La semiologia studia sistemi di segni. La lingua è un sistema di segni. Dunque la linguistica, che studia la lingua, è una parte della semiologia.
Hjelmslev: analisi del testo
Analisi del testo
È la scomposizione dell’oggetto linguistico in oggetti più piccoli.
- Oggetto = classe
- Oggetti più piccoli = componenti della classe
Piani: espressione e contenuto
Ogni linguaggio presuppone un’espressione e qualcosa di espresso. Ciascun testo linguistico, dunque, può essere scomposto in due piani:
- Piano dell’espressione
- Piano del contenuto: ciò che è espresso; è il complemento necessario dell’espressione.
Il linguaggio, quindi, presenta una struttura a due facce.
Funzione segnica
Entità generata dalla connessione fra un’espressione e un contenuto. La domanda che Hjelmslev si pone è: la funzione segnica è una funzione interna o esterna al segno? Ovvero: ha portata solamente formale o investe anche le sostanze della manifestazione?
Stratificazione del linguaggio
Per Sassure esisteva una massa amorfa prelinguistica. Per Hjelmslev, invece, non può esserci un contenuto di pensiero ancora informe che precede l’avvento della lingua. Ipotizza invece una stratificazione del linguaggio:
- Materia: realtà che hanno già una propria organizzazione e sono analizzabili da diverse scienze.
- Forma: si proietta sulla materia e permette di identificare delle sostanze; è il linguaggio.
- Sostanza: materia linguisticamente formata.
Le lingue formano la materia in modo arbitrario. Ogni lingua forma la stessa zona di materia in modo diverso. Ma il linguaggio non è l’unico modo di formare la materia: ne esistono anche altri. Questa stratificazione vale sia per il piano dell’espressione, sia per il piano del contenuto.
Stratificazione del piano dell’espressione
- Materia dell’espressione: continuum sonoro non ancora formato linguisticamente; non massa amorfa di suoni del tutto indefinita, ma successione di suoni che possono avere una definizione fisica, ma non ancora linguistica; sono vibrazioni dell’aria.
- Forma dell’espressione: organizza la materia dell’espressione prevedendo spazi fonologici ancora virtuali, in virtù dei quali si potranno produrre delle sostanze dell’espressione.
- Sostanza dell’espressione
Stratificazione del piano del contenuto
- Materia del contenuto: molteplice realtà esterna.
- Forma del contenuto: impone le sue suddivisioni all’interno della massa del pensiero, rendendola sostanza.
- Sostanza del contenuto
Quindi… Espressione e contenuto presentano lo stesso tipo di stratificazione e la funzione segnica è una funzione interna che collega una forma dell’espressione con una forma del contenuto.
Segni e figure
Qualsiasi sistema di segni contiene una forma dell’espressione e una forma del contenuto:
- Segni: elementi del linguaggio che hanno un’entità corrispondente sul piano opposto.
- I segni sono composti da unità minime, dette figure:
- Figure: non hanno un’entità corrispondente sul piano opposto.
Per Hjelmslev i segni sono composti da un numero limitato di figure. Una lingua è organizzata in maniera che, a partire da un numero limitato di figure disposte in modo sempre diverso, si possa costruire un ampio numero di segni.
Gli assi: sistema e processo
Il piano dell’espressione e il piano del contenuto vanno analizzati considerando due assi:
- Asse del processo:
- Su questo asse si dispongono gli elementi che formano la catena del sintagma. La relazione fra questi elementi è di tipo “e…e…” (ovvero sintagmatica o in praesentia).
- Gli elementi che compongono la catena si chiamano parti e si dispongono sull’asse per contiguità spazio-temporale.
- L’analisi del processo si chiama partizione e porta a riconoscere delle catene e a scomporle in parti.
- Questo può avvenire a diversi livelli della gerarchia (catene di lettere, di parole, di frasi).
- Asse del sistema:
- Su questo asse si dispongono gli elementi che potrebbero stare al posto di un altro elemento effettivamente presente nella catena del sintagma.
- La relazione fra questi elementi è di tipo “o…o…” (ovvero paradigmatica o in absentia).
- Un sistema si articola in categorie, una categoria si compone di un paradigma e un paradigma, a sua volta, si articola in un numero limitato di membri.
- L’analisi del sistema si chiama articolazione.
Nel caso della lingua naturale:
- Il processo prende il nome di testo
- Il sistema prende il nome di lingua
L’analista parte da un testo, ovvero un processo linguistico. Deve scomporre questo processo...
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