LE BASI DELLA SEMIOTICA
1. Ferdinand de SAUSSURE: dalla linguistica alla semiologia
Circuito della comunicazione linguistica (A e B).
Il punto di partenza della comunicazione linguistica è il cervello di uno dei due individui, dove
i concetti sono associati alle rappresentazioni di segni linguistici o immagini acustiche, queste
rappresentazioni sono dette
espressioni.
Quando un concetto fa scattare un’immagine acustica è un fenomeno interamente psichico
(immagini verbali e concetti), seguito a sua volta da un processo detto
fisiologico
(fonazione e audizione) in cui il cervello trasmette agli organi della fonazione un impulso
correlativo all’immagine. Poi le onde sonore si propagano dalla bocca di A all’orecchio di B,
questo processo, invece, è detto
fisico (
onde sonore).
Il processo si ripete in modo inverso e così via.
La linguistica deve sempre costituire il proprio oggetto, il quale viene creato dai punti di vista.
Per definire l’oggetto linguistico, Saussure definisce:
La Parole:
competenza di atto individuale e sono la realizzazione individuale del segno
linguistico.
Vi è una consapevolezza di individualità assoluta e irripetibile di ogni atto espressivo, infatti,
gli atti di parole sono gli uni diversi dagli altri.
Il punto di vista che consente l’identificazione, va cercato in quello che i parlanti sanno.
Le parole sono l’esecuzione materiale e la realizzazione individuale.
La Langue: che è la competenza collettiva e sociale che permette di produrre e comprendere
gli atti di parole. La langue è la parte sociale del linguaggio ed è l’insieme delle abitudini
linguistiche che permettono a un soggetto di comprendere e di farsi comprendere.
Una collettività condivide un linguaggio, in cui gli stessi significanti sono uniti agli stessi
significati.
Le langue hanno sempre un aspetto sociale collettivo e vi è un sistema dei limiti entro cui si
collocano. Le fonie e i sensi sono il sistema che regola le Parole.
1° processo: A pronuncia e B sente = fonazioni o fonie.
2° processo: A trasmette suoni (pensieri) = significazione o sensi.
Le fonie sono eventi fisici, mentre i sensi no.
Si possono avere fonie simili o sensi simili ma, mai identici.
Quando A produce fonia, vi è un atto fonatorio.
Immagine acustica (significante) è un astratto modello superindividuale, ovvero è un modello
collettivo.
Concetti -‐> schemi astratti (significato astratto) sono sensi e quindi modelli superindividuali,
collettivi.
Fonia Significante
(fonazioni) (imm. Acustica) SEGNO
Senso
Significato
(significazione) (concetto)
__________________ ____________________
PAROLE LANGUE
Processo analizzato da Prampolini
Il segno linguistico: è un’entità psichica a due facce, con un concetto e un’immagine acustica
che si richiamano l’un l’altra e quindi il segno unisce un concetto ad un’immagine acustica.
L’immagine acustica è la traccia psichica (astratta) del suono, ovvero la rappresentazione
astratta che ci viene data dai nostri sensi e non il suono materiale.
Il segno è unione del significato e del significante ed è caratterizzato da:
1. arbitrarietà del segno: Il legame tra significante e significato è arbitrario, a mettere in
discussione ciò, sono le onomatopee e le esclamazioni. Vi sono scelte convenzionali e
quindi culturali.
2. carattere lineare del significante: Il significante si svolge nel tempo e ne ha le
caratteristiche, ha un’estensione ed è misurabile solo sulla dimensione lineare.
L’impossibilità di avere una rivoluzione è perché la lingua appartiene alla massa sociale:
ovvero interviene un fattore di conservazione.
Il sistema linguistico è sempre un’eredità dell’epoca precedente e questo è un altro fattore di
stabilità: il segno, che conosce solo tradizione.
Se da un lato il tempo assicura la continuità e la stabilità del sistema linguistico, dall’altro ne
determina inevitabilmente la mutabilità.
La lingua si trasforma senza che i soggetti possano trasformarla: Lingua intangibile e non
inalterabile.
Si trasforma sempre il legame tra significante e significato.
Il tempo variabile è fondamentale cosi la linguistica si divide in due assi:
1. Simultaneità: rapporti tra entità coesistenti, è escluso il tempo.
Simultaneità = Linguistica statica = linguistica sincronica
Analizziamo uno stato dell’evoluzione.
2. Successioni: si può solo considerare un elemento per volta e quindi sono tutte le entità
del primo asse con i cambiamenti.
Successioni = Linguistica evolutiva = Linguistica Diacronica.
Ci interessa l’evoluzione.
Saussure della linguistica sincronica (precedentemente detta statica), analizza i concetti di
identità
e valore.
1. Identità: è ciò che costituisce il treno, ovvero è l’ora della sua partenza, il suo itinerario
e tutte le circostanze che lo distinguono dagli altri treni.
Tutte le volte che si realizzano le stesse condizioni si ottengono le stesse entità.
L’identità tra due elementi è data dalle relazioni che essi intrattengono con altri
elementi del sistema, dalle posizioni che ricoprono, dalle differenze che li
caratterizzano.
2. Valore: ciò che conta è la funzione di un elemento, la sua capacità di effettuare
determinate mosse (come il cavallo negli scacchi che se lo perdi lo puoi sostituire
anche con un pezzo di plastica qualsiasi purché tu gli attribuisca lo stesso valore), il
suo potere d’interdizione, le sue relazioni e le sue differenze rispetto agli altri pezzi.
L’identità è data dal valore: il concetto di valore rende marginali gli aspetti materiali
degli elementi linguistici e pone con forza l’importanza degli aspetti relazionali,
differenziali, oppositivi degli elementi stessi.
La lingua è un sistema di valori, cioè un sistema di elementi che intrattengono relazioni
(elementi interrelati).
I valori delle fonie sono i significanti di una lingua; i valori delle significazioni sono i
significati.
Tali valori sono arbitrari nel senso che dipendono unicamente dalla società e dalle
vicende storiche della società.
Arbitrarietà:
Verticale: quando non ci sono ragioni particolari, non ci sono vincoli naturali, motivati,
necessari, tra il significante e il significato. Per esempio, non c’è ragione per cui il significato
“tavolo” abbia come significante /tavolo/ piuttosto che il significante /table/.
Verticale perché le rappresentazioni visive del segno pongono convenzionalmente
significante e significato in linea verticale.
Orizzontale: sono arbitrari i rapporti tra un significante ed altri significanti (distinzione tra
vocale breve o lunga), così come tra un significato e altri significati (taglio e taglia, in italiano e
in spagnolo hanno lo stesso significante).
Rapporti basati sul carattere lineare della lingua, gli elementi si dispongono l’uno dopo l’altro
nella catena delle parole: SINTAGMI.
Il rapporto sintagmatico (in praesentia) si basa su due o più termini presenti in una serie.
Il proprio delle parole è la libertà individuale delle combinazioni e delle esecuzioni, mentre i
sintagmi rispondono a forme e usi linguistici difficilmente modificabili (forzare la mano).
Sintagmi nel dominio delle langue.
Gli elementi che hanno qualcosa in comune, si associano nella memoria, ovvero vi è un
rapporto associativo
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