Estratto del documento

Teoria e tecnica della traduzione

Il bilinguismo

Nel corso della storia si sono sviluppate numerose teorie e ricerche in relazione al concetto di bilinguismo, elaborate da svariati pensatori del tempo quali, tra i più importanti:

  • Leonard Bloomfield - “possesso da locatore nativo di due lingue”, anni 30 del 900 - linguista strutturalista americano
  • Einar Hameger - “attitudine a produrre in un’altra lingua enunciati corretti e portatori di significato” (1993)
  • Uriel Weinreich - “fenomeno relativo e variabile, attitudine ad usare alternativamente due lingue”, dare importanza alle caratteristiche intrinseche del bilinguismo (alternanza delle lingue), copre le distanze tra processi mentali e fenomeni sociali del bilinguismo “Languages in contact” 1953
  • John Macnamara - “competenza anche parziale della L2 (2° lingua), con vari stadi intermedi.
  • Beaters Beardsmore - “doppio mezzo, necessario o opzionale di comunicazione efficace fra due o più mondi che utilizzano due sistemi linguistici”, 1986

Oggi = compresenza di almeno due lingue (p.d.v. psicolinguistica, fenomeno individuale). Compresenza di almeno due lingue in una comunità (sociolinguistico, sociale). Del bilinguismo si occupano la sociolinguistica, la glottodidattica (materia che riguarda l’insegnamento linguistico), la traduttologia e la psicolinguistica.

Bilinguismo nell'età evolutiva

Anche in età precoce (3 anni) si ha la consapevolezza metalinguistica (1 forma = più funzione; 1 funzione = più forme). Gli studi del bilinguismo precoce mettono in relazione il bilinguismo e lo sviluppo cognitivo, e sostengono il primo nel caso in cui non provochi svantaggi al secondo. Renzo Tibone, sostenitore è psicolinguistica e glottodidatta:

  • Ragioni neurologiche = la plasticità dei bambini permette l’acquisizione di due sistemi verbali diversi e crea più equilibrio tra i due emisferi
  • Ragioni psicoevolutive = assimilazione subconscia basata sull’imitazione e sull’automatizzazione verbale
  • Ragioni psico-sociolinguistiche = è più facile accostarsi a lingue diverse evolutive perché non c’è quel “filtro affettivo” ma c’è più bisogno di comunicazione
  • Ragioni personologiche = L2 favorisce l’apertura mentale e la riflessione metalinguistica sulle differenze linguistiche e culturali

Educazione bilingue

Fin dall’antichità l’educazione bilingue degli individui è stata contrastata dalle spinte nazionalistiche che vedevano l’emergere del concetto “una nazione/una lingua”, per ragioni anche di carattere cognitivo. Otto Jespersen (1860-1943) pensava che il bimbo nello sforzo di apprendere la L2 tralasciasse le altre discipline. Questi studi vengono rifiutati per la loro inconsistenza nel primo 900, come fece Wilder Penfield con la “teoria cerebrale”.

Negli anni 30 Jim Cummins studia l’educazione bilingue in contesto migratorio e individua due fasi linguistiche:

  • Fase iniziale = sviluppa le competenze comunicative di base (BICS)
  • Fase successiva = emergono nella L2 le abilità logico-cognitive (CALP)

Michel Paradis sostiene che la L2 viene acquisita nella memoria implicata dai bambini e che per questo è importante apprenderla. Franco Fabbro ha descritto tre forme di educazione bilingue:

  • Due lingue in seno alla famiglia
  • L2 nei corsi a scuola
  • Due lingue a scuola (bilingue)
  • Due lingue; una per genitore
  • L1 in famiglia e L2 a scuola e fuori (immigrati)

Tipi di bilinguismo

Il bilinguismo si può classificare in numerose categorie, tenendo conto di alcuni fondamentali parametri:

  • Tempi di esposizione
    • Bilinguismo precoce = acquisto nella prima infanzia
    • Bilinguismo tardivo = acquisito dopo la pubertà
  • Modalità di apprendimento
    • Bilinguismo primario = privo educazione, si sviluppa nella prima infanzia spontaneamente
    • Bilinguismo secondario = avviene con lo studio
  • Livelli di competenza
    • Subordinato = lingua dominante e lingua dominata
    • Bilanciato = due o più lingue equivalenti
    • Ascendente = due lingue si rafforzano reciprocamente
    • Discendente = erosione di una delle due lingue
  • Acculturazione
    • Con acculturazione e biculturalità = sono presenti due lingue e due culture
    • Scarsa acculturazione
    • Scarsa alfabetizzazione ma forte acculturazione
  • Concettualizzazione
    • Integrata = sono presenti due lingue nella prima infanzia
    • Coordinato = la L2 si sviluppa prima della pubertà ma non in famiglia

Il cervello e il linguaggio umano - La dominanza emisferica

La dominanza emisferica è stata confermata dagli studi sul test di Wanda (consisteva in alcune iniezioni intercarotidea di anestetico). I risultati emersi da questo studio sono:

  • 96% destrimani = linguaggio lateralizzato a sinistra
  • 70% mancini = linguaggio lateralizzato a sinistra
  • 15% mancini = linguaggio lateralizzato a destra
  • 15% mancini = linguaggio in entrambi gli emisferi

Riconoscimento/produzione della lingua orale

Produzione: ad ogni concetto viene associata una forma fonologica realizzata a livello neurale. Processo rapido comandi ai muscoli dell’apparato fonatorio.

Cause degli errori:

  • Errori semantici = una parola sostituita da una opposta
  • Errori fonologici = suoni non corretti; parole esistenti o no (per es. cavolo = tavolo/pavolo)
  • Errori fonetici = fonema scelto correttamente, ma realizzato in maniera sbagliata

All’interno del modello degli dispeti di Wilem Lelelt si sostiene che durante un enunciato le procedure mentali (accesso lessicale, procedura categoriale, procedura sintagmatica, procedura frasale e procedura subordinante) si attivano secondo una scala di difficoltà. Gli errori di selezione sono dati dalla scelta di una rappresentazione con un livello di attivazione più alto (cioè con più frequenza d’uso).

Riconoscimento/produzione della lingua scritta

Dipende da questi fattori:

  • Tipo di scrittura (logografica, sillabica, alfabetica)
  • Tipo di rapporto tra scritto e orale (italiano = biunivoco)
  • Frequenza d’uso

I grafi vengono elaborati prima dai movimenti oculari:

  • Rapidi (10-20 millisecondi = più di 10 caratteri)
  • Fissazioni di 50-250 millisecondi (indicano la difficoltà di elaborazione cognitiva)
  • Motivazioni di ritorsione (bisogno di rileggere)

Modello di attivazione interattiva = Cleveland e Rimelhart, 1981; tratti, lettere e parole agiscono mediante un’attivazione interattiva a livello cognitivo, cioè un continuo confronto tra l’elemento visivo e il lessico mentale; si attivano due tipologie di processi:

  • Attivazione = collegano i tratti alle lettere compatibili e le lettere alle parole compatibili
  • Inibizione = collega i tratti alle lettere non compatibili e le lettere alle parole non compatibili

Meccanismi di accesso lessicale e modelli psicolinguistici di lettura/scrittura

Lessico mentale = meccanismo di accesso al lessico di tipo dinamico in seguito a stimolazione sensoriali. Modello “logoger” di James Morton = ogni parola ha una rappresentazione mentale e una soglia di attivazione diversa a seconda della frequenza d’uso. Nella lettura, la rappresentazione visiva entra in contatto con più rappresentazioni del lessico mentale e viene trasmessa al sistema semantico per recuperare il significato. Nella scrittura esistono più percorsi:

  • Pianificazione = scrittura spontanea
  • Memoria a lungo termine scrittura dettata = stimolo acustico esterno
  • Traduzione = da rappresentazioni a parole
  • Revisione

Effetti del contesto sull’interpretazione delle azioni e delle frasi

Lessico mentale = segni che associano suoni e significati che si combinano grazie a regole. “Principio di composizionalità” fine 800, significato di espressione è il significato e il collegamento tra le sue parti = insufficiente per espressioni idiomatiche, metafore (interpretati in base al contesto, che fornisce indicazioni in caso di ambiguità lessicale. La grammatica mentale consente di cambiare le parole in enunciato, è per buona parte inconscia. Potenziali evocati = tecnica per indagare sui processi mentali di violazione semantica e sintattica; fornisce informazioni sugli sbalzi di attivazione elettrica cerebrale sulla comprensione di frasi diverse. È stata estesa a violazioni morfosintattiche (inversione costituenti, errori di accordo ecc.). La risposta cerebrale inoltre si differenzia a seconda del tipo di anomalia.

Modelli teorici di acquisizione della seconda lingua

I modelli di acquisizione della L2 si basano prevalentemente su due tipologie di modelli: quello bimodale e quello dell’interlingua.

Modello bimodale

Ipotesi bimodalità; Marcel Danesi fa una distinzione tra modalità psichiche dell’emisfero sinistro (left-mode) e destro (right-mode). Sostiene che la L2 coinvolge l’emisfero sinistro e destro. Se si tratta di interpretare dati sconosciuti prima se ne occupa il destro e solo dopo il sinistro. Su questo si basa la teoria della “direzionalità emisferica”, che quindi prima suggerisce la comprensione globale e poi l’analisi.

Modello dell'interlingua

Termine coniato da Selinker, riferendosi al concetto di Carter il quale propone “l’analisi degli errori” come unico strumento di interpretazione, poiché gli errori non possono essere evitati e in più sono il segno del processo di apprendimento perché dimostrano il possesso di regole interiorizzate. Esistono:

  • Errori di competenze e performance = condizione momentanea psicologica
  • Errori sistematici e isolati = se costanti o occasionali
  • Errori interlinguistici e intralinguistici = esiste anche l’ipercorrettismo

L’interlingua è un sistema linguistico evolutivo, approssimativo, dinamico e permeabile. I processi che caratterizzano l’interlingua sono:

  • Trasfer linguistico (da L1 a L2)
  • Trasfer con l’insegnamento (da docente a studente)
  • Fossilizzazione
  • Strategie di comunicazione (chiarimenti) e acquisizione (semplificazione, emissione ecc.)

Le strategie di acquisizione sono:

  • Paralinguistiche e contestuali = mimica, gestualità, disegni, commenti ecc.
  • Trasfer = L1 passa a L2 forme e/o strutture linguistiche
  • Comunicazione di codice = alternanza di L1 e L2 (code-switching)
  • Ristrutturazione e riformulazione dell’enunciato = autocorrezione
Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Riassunto esame Teoria e Tecnica della traduzione, libro consigliato Verso la consapevolezza traduttiva Pag. 1 Riassunto esame Teoria e Tecnica della traduzione, libro consigliato Verso la consapevolezza traduttiva Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teoria e Tecnica della traduzione, libro consigliato Verso la consapevolezza traduttiva Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Teoria e Tecnica della traduzione, libro consigliato Verso la consapevolezza traduttiva Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Valentina9527 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e tecnica della traduzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università per stranieri di Siena o del prof Diadori Pierangela.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community