L'interpretazione dei film, dieci capolavori della storia del cinema
King Kong a Broadway - Cooper, Schoedsack
Al centro c'è l'avvio di un'impresa che porterà in terre inesplorate che si ripromette di riportare delle immagini che sorprenderanno il mondo. Il viaggio ha anche risvolti commerciali: filmare il mai visto servirà ad assicurare del materiale prezioso. La conseguenza è quella di far apparire l'impresa come una macchina produttiva. L'incontro tra la bella e la bestia non costituisce solo il tema del film, ma anche il tema della pellicola che i personaggi del film si propongono di realizzare. La bella che il regista sceglie è in fondo un tipo comune, non emana splendore, possiede solo un “bel facciano”.
Il risultato della narrazione sarà una situazione di puro voyeurismo. Liberandosi dalle catene King Kong minaccia questo voyeurismo e spinge lo spettatore a uscire dal suo rifugio, lo obbliga a farsi preda dopo essere stato guardone. La ribellione del mostro costituisce un vero e proprio gesto di resistenza all’appropriazione che si vede nel film dell'elemento naturale per trasformarlo in bene commerciale. Richiama alcuni tratti della modernità: centralità del modello produttivo industriale, caratteri che assume l'operato umano, le macchine occupano un posto sempre più rilevante. Quando le macchine diventano automatiche acquistano una loro identità indipendente dall'uomo. L'effetto di tale processo è quello di far smarrire il senso di autenticità della natura e di far avanzare una dimensione di totale artificialità. L'uomo si sincronizza con la logica dei dispositivi tecnologici provocando un sentimento di estraneità rispetto all'ambiente. Sequenze conclusive: smascheramento del voyeurismo, resistenza della natura al proprio ingabbiamento, rabbia di chi si accorge di essere diventato prigioniero della macchina.
Susanna, Hawks
Bellour rintraccia nella materialità del testo l’iscrizione di elementi inconsci profondi. Bordwell propone invece un approccio cognitivista secondo cui il modello classico costituisce lo schema che lo spettatore occidentale ha interiorizzato attraverso processi della comprensione e del racconto, non inconsci.
Susan: energia dirompente e spregiudicatezza che esprimono sessualità; David: è un uomo asessuato e dedito soltanto al lavoro di panteologo. Deve sposare miss Swallow. Elemento strutturale del racconto classico è un rapporto conflittuale tra due momenti o due episodi. Susan e miss Swallow rappresentano staticità e movimento, due diversi modi di essere. (Alice e David sono al museo; Susan e David si incontrano in un campo da golf).
Lo spazio, secondo Bordwell, non è solo unitario, coerente, ordinato ma anche relazionale. Qui marca la differenza e il desiderio. Lo spettatore conosce ciò che vede, non deve immaginare nulla poiché tutto gli è mostrato. (Ovvietà del cinema di Hawks, assoluta visibilità -> predilezione per le riprese oggettive). Secondo la logica narrativa classica, ogni evento viene in qualche modo anticipato, suggerito da precise opzioni stilistiche ben prima che esso si verifichi. La donna si prende gioco di David attraverso il riso. Mina la dignità dell'uomo. Il testo appoggia evidentemente il comportamento folle della donna attraverso la centralità visiva e le scelte sonore. La sua immagine costituisce il perno del campo e controcampo. Attraverso la scena della telefonata vengono stabilite delle simmetrie che mettono a confronto Alice e Susan: Alice incarna l’ordine; l'altra il tempo libero e il divertimento.
C’è un’altra dicotomia, quella della metropoli in cui è ambientata la prima parte del film, e quella della campagna dove Susan trascina David. La città è associata al controllo, alla staticità; la campagna alla spontaneità, al dinamismo, al leopardo.
Ombre rosse, Ford
L’analisi si concentra sull’uso del linguaggio filmico, della grammatica, e della sintassi che Ford usa al fine di dimostrare una sorta di schizofrenia del film: per un verso è un caso esemplare del racconto classico, per un altro trasgredisce quelle regole solo a ribaltarle. Trama: un gruppo di passeggeri si trova raccolto dentro una diligenza. Comincia un viaggio tra tappe fisiche e psicologiche. Lo sviluppo della sceneggiatura è lineare ed essenziale, a struttura circolare che parte dalla città e ritorna in città con duello e lieto fine. Si ha la sensazione che il paesaggio sia sempre lo stesso, come se la diligenza non avanzi mai e giri ossessivamente su se stessa.
-
Riassunto esame Tecniche e Linguaggi del Cinema e dell'Audiovisivo, prof. Di Donato, libro consigliato L'Interpreta…
-
Riassunto esame Tecniche e Linguaggi del Cinema e dell'Audiovisivo, prof. Di Donato, libro consigliato Manuale Del …
-
Riassunto esame Tecniche e Linguaggi del Cinema e dell'Audiovisivo, prof. Di Donato, libro consigliato Ascoltare il…
-
Riassunto esame Tecniche e linguaggi del cinema, prof. Di donato. Libro consigliato Manuale del film, Rondolino, To…