La ricerca e l'evoluzione dei paradigmi
La ricerca si è evoluta negli anni. Alla fine del 1800, il paradigma dominante era quello positivista, che cercava di studiare la realtà oggettiva ed empirica, senza la soggettività della persona. Si fa un discorso sul metodo in ambito scientifico.
Per tecniche si intendono specifiche procedure operative riconosciute dalla scienza, che consentono la trasmissione di un sapere. Da un lato abbiamo la metodologia, ovvero una riflessione affine alla filosofia che si intende sulla induzione, deduzione, causa, mentre nel campo delle tecniche si parla delle applicazioni pratiche come il campionamento e la generalizzazione. La metodologia può essere soltanto una autoriflessione sui metodi.
I paradigmi della ricerca sociale
Il primo a riflettere sui paradigmi delle scienze è Kuhn. Kuhn fece una critica sul concetto tradizionale di scienza intesa come sapere certo e accumulo di sapere. Invece, secondo Kuhn, se questo è il processo cumulativo della scienza, che avviene in tempi normali, esiste un processo che avviene in modo dialettico, dove c'è un paradigma che in un certo periodo è predominante e poi ne arriva un altro predominante che lo sostituisce attraverso la rivoluzione. La rivoluzione è vista come cambiamento di importanza.
Il passaggio di importanza dà origine a cambiamenti così forti che vanno a destabilizzare le discipline. Si produce un cambiamento dei problemi da proporre nell’indagine scientifica. Cambiano i problemi, i modi di affrontarli e i risultati. C’è un riorientamento della disciplina. Trasforma il concetto attraverso la chiave con cui gli scienziati guardano il mondo. Struttura concettuale con cui gli scienziati guardano il mondo = paradigma.
Il paradigma secondo Kuhn
Il paradigma per Kuhn è:
- Prospettiva condivisa e riconosciuta da una certa comunità scientifica che si ancora alle precedenti acquisizioni teoriche della disciplina e indirizza la ricerca in modo tale da individuare e scegliere i fatti rilevanti, formulare ipotesi entro le quali collocare le spiegazioni del fenomeno che osserviamo, e utilizzare tecniche specifiche di quel ambito.
Senza un paradigma, una scienza perde l’orientamento. È il modello di riferimento che orienta la cognizione di uno scienziato. Il paradigma è più ampio e ricco di una teoria. La teoria è una prospettiva teorica. Definisce scienza normale le fasi di una disciplina scientifica in cui predomina un certo paradigma. Il compito della scienza normale non è scoprire nuovi fatti ma articolare ciò che già conosciamo; durante questa fase, la scienza normale non ha una rivoluzione ma si sviluppa in modo lineare e cumulativo come avviene nello sviluppo scientifico. Il paradigma è caratterizzante delle scienze mature aventi un paradigma in condivisione che si contrapponevano con le scienze non mature in cui ognuna con il suo punto di vista e non punti in comune.
Secondo chi ha ridefinito la definizione di Kuhn non c’è una sola visione condivisa riguardante una sola comunità, ma compresenza di più paradigmi quindi si passa da una concezione preparadigmatica a multiparadigmatica. Friedrics: più prospettive in conflitto con altre prospettive, nonostante ciò rimane fondamentale il concetto di paradigmi il carattere preteorico che organizza e guida sia la riflessione teorica che la ricerca empirica.
Tre questioni di fondo
Ci si sposta dai paradigmi alla metodologia. Due riferimenti orientati dal punto di vista storico:
- Empirica: positivismo
- Umanista: interpretativismo
Tre concetti fondamentali che hanno orientato gli scienziati a essere più interpretativisti o positivisti:
- Essenza: ha a che vedere con una questione ontologica, questione del che cosa? Riguarda la natura della realtà sociale e la sua forma. I fatti sociali esistono in maniera autonoma o vanno interpretati? Esiste o è una rappresentazione della nostra mente?
- Conoscenza: è legata all’epistemologia, ovvero il rapporto tra il chi e il che cosa? Riguarda la conoscibilità del reale, soprattutto la relazione tra studioso e realtà studiata. Importanti sono i caratteri della forma ovvero come rappresento.
- Metodo: questione del come? Ovvero come studio la realtà, riguarda gli strumenti, le tecniche per misurare un qualcosa.
È difficile tracciare i confini tra questi tre elementi, le risposte date a una influenzano le risposte date alle altre.
Positivismo
Due visioni
- Dell'800, i fondatori furono Comte e Spencer che credevano nei metodi della scienza naturale. Si studiava la società con gli strumenti matematici, si usavano elementi quantitativi per cose qualitative. Osservo il noto e lo generalizzato nell'ignoto. Passaggio dalla legge particolare alla legge universale senza inferenza. Il traguardo era la sociologia.
Durkheim cercò di tradurre il pensiero positivista in prassi empirica, si basa sulla teoria del fatto sociale che sono pattern di azione, pensiero, sentimento che hanno la caratteristica di esistere al di fuori dalle conoscenze individuali, esistono in quanto tali. I fatti sociali hanno le stesse entità delle cose materiali anche se non sono materiali.
- Non sono soggetti alla volontà dell’uomo
- Sono come i fenomeni del mondo naturale
- Hanno regole deterministiche che l’uomo deve scoprire
- Si studiano con la stessa logica sia gli oggetti concreti che i fatti sociali
Tre considerazioni:
- Esiste una realtà sociale al di fuori dell’individuo
- Realtà oggettivamente conoscitiva attraverso le scienze naturali
- Si studiano con gli stessi metodi delle scienze naturali
Le risposte del positivismo alle questioni di fondo:
- Dimensione ontologica: è la prospettiva del realismo ingenuo. Si può esprimere con due proposizioni: esiste una realtà sociale oggettiva esterna all'uomo sia che egli sia lo studioso o lo stesso agente, e realtà conoscibile nella sua essenza.
- Risposta all'epistemologia: è di tipo dualista e oggettivistica. Ci sono leggi naturali. Il dualismo ovvero tra osservatore e realtà è sono entità indipendenti. Oggettivistica ovvero si può studiare l’oggetto senza influenzarlo. Ci sono leggi fondate su causa ed effetto. Gli elementi posso essere studiati e sono immodificabili.
- Metodologica: metodo sperimentale o manipolativa. Il metodo empirico viene assunto sia a procedere in maniera generale che nella sua formalizzazione matematica. La tecnica è l’esperimento. Manipolare e controllare le variabili implicate. Studio induttivo dal particolare all’universale.
Neopositivismo e postpositivismo
Il positivismo dell'800 ha lasciato il posto al neopositivismo del '900 più complesso. La realtà esiste indipendente da me. Importante è osservare per descrivere. Una delle prime revisioni è il positivismo logico che è la base del neopositivismo. Si rifiutano le grandi questioni metafisiche ovvero prive di senso, si spende tempo nei problemi metodologici. Ci furono le procedure di validazione di un approccio. Sono fondamentali le questioni epistemologiche. Convinzione che un’affermazione ha senso solo se è verificabile empiricamente.
Lazarsfeld conia il linguaggio delle variabili. Ogni oggetto sociale, anche l’individuo, viene definito con proprietà che sono le variabili. Le variabili hanno caratteristiche di neutralità, oggettività e operativizzabilità matematica. Principio di indeterminazione di Heisenberg in cui si introducono gli elementi di probabilità e incertezza e quindi alcuni capisaldi cadono come oggettività e immutabilità. Le teorie sono poco deterministiche ma più probabilistiche. La categoria di falsificazione è ciò che mi definisce con certezza che i dati di una teoria o ipotesi teorica sono validi. Provvisorietà di un’ipotesi teorica indica che non si è mai sicuri che sia valida. L’uomo non può conoscere ma solo fare ipotesi.
Postpositivismo: convinzione che l’osservazione empirica non è la fotografia oggettiva ma dipende dalla teoria. La realtà esiste indipendentemente. L’atto del conoscere dipende dalle circostanze. Non c’è una netta divisione tra concetti teorici e dati osservati e non c’è più l'oggettività nel dato. La centralità è sempre il metodo scientifico. Maggiore cautela sulle conclusioni.
Le risposte del neoeletto post positivismo:
- Ontologia: realismo critico. Realtà esterna esiste ma si conosce imperfettamente a causa dell'imprecisione umana e del carattere probabilistico della natura. Realismo ovvero la realtà esiste. Critico ovvero mette in discussione a livello probabilistico.
- Epistemologia: dualismo- oggettività modificati, leggi di medio raggio che sono probabilistiche e provvisorie. Il dualismo ovvero la separazione netta cade perché ci sono elementi di disturbo. Si utilizza la deduzione e la falsificazione delle ipotesi. Si generalizzano leggi in modo limitato e probabilistico.
- Metodologia: sperimentale manipolata modificata. Le fasi operative sono ispirate da distacco da ciò che facciamo ma si apre leggermente ai metodi qualitativo. Più i risultati sono ricorrenti.
Interpretativismo
Introducono una visione della società comprendente che deve il suo inizio a Max Weber, in seguito nuovi filoni concretizzandola e tutti uniti per l’attenzione all’interazione non guardando solo i singoli casi. Nell'interpretativismo si collocano tutti gli ambiti e si cercano di interpretarli. Se il positivismo è di origine ottocentesca, la sua critica viene fatta al periodo storico. Dilthey fece la prima formulazione critica per la non omologabilità alle scienze sociali, critica il positivismo Comtiamo storico per la focalizzazione all’uomo. Introduzione alle scienze dello spirito dove si mettono scienze della natura e scienze dello spirito, fondando il tutto nella diversità tra l’uomo e la natura, dove la natura è esterna all’uomo e ha molte spiegazioni, le seconde non avendo il distacco tra l’osservatore e la realtà studiata la conoscenza attraverso l'interpretazione della vita psichica.
Windelband introduce la distinzione tra scienze nomotetiche finalizzate a leggi generali e le scienze idiografiche che colgono l’unicità e irripetibilità delle cose.
Weber: oggettività e orientamento verso l'individualità
Weber non vuole cadere nell'individualismo soggettivista o nello psicologismo. Vuole preservare l'oggettività della scienza sociale in termini di:
- Avalutatività: indipendenza da giudizi di valore
- Possibilità di arrivare ad annunciati aventi carattere di generalità
Bisogna distinguere il conoscere dal valutare. Ovvero differenziare il leggere scientificamente la realtà e rivedere i propri ideali. I giudizi di valore, anche se non hanno una funzione valutativa, devono avere una funzione selettiva. La valutatività è il primo passo per oggettivamente nelle scienze sociali. Carattere di generalità si riduce in termini di metodo è quello del comprendere, respinge tentazioni psicologiche, non è perspicacia psicologica e non con l’intuizione ma con cognizione razionale ovvero interpretazione non intuizione. È la componente della comprensione dell’altro immedesimarsi. Si vogliono capire le motivazioni dell’azione, il significato soggettivo dell’attribuzione del comportamento anche quello più irrazionale ha una spiegazione razionale.
Se si parte dell’individuo e dalla soggettività della sua azione per arriveremo all'oggettivazione usiamo il tipo ideale ovvero forme di agire sociale che possono essere osservate in maniera ricorrente nel modo di comportarsi negli esseri umani sono uniformità tipiche di comportamento che rientrano in un quadro coerente. Si guardano tutti i campi sociale con diversi gradi dal singolo alla società. I tipi ideali non vanno confusi con la realtà ma sono costruiti in modo reale ed euristico e sono ideali perché sono costruiti mentali dall’uomo e ne indirizzano la conoscenza. ogni forma di potere carismatico non è mai esistito. L’uniformità non sono leggi ma connessioni causali o enunciati di possibilità. si cercano di tracciare le condizioni che rendono possibili una cosa. Nel positivismo si parla di leggi causali generalità e obbligatorietà e dall’altra si parla di enunciati per specificità e possibilità.
Tutte queste prospettive sono accumulate per i caratteri weberiani:
- Anti determinismo
- Opposizione alle filosofie della storia e all'evoluzionismo
- Differenza ontologica tra scienza naturale e sociale e irriducibilità delle scienze sociali a quelle naturali, si usano strumenti diversi
- Critica al tentativo di spiegare l’azione umana a partire dal sistema sociale e altri fattori di condizionamento
- Convincimento che al centro di ogni fenomeno vi è l’azione individuale dotata di senso
I concetti ideati da Weber e che questi ha utilizzato ad un livello macrosociologico (cfr macrostrutture come l’economia, il potere, la religione…), sono stati sviluppati anche in una prospettiva microsociologica (interazione degli individui), dando origine a due filoni:
- Costruttivismo radicale: nega l’oggettività stessa del mondo esterno, la realtà sociale in quanto tale non esiste, ma esistono solo dei costrutti soggettivi (tutto è nella mente degli individui)
- Un filone più soft che pur assumendo che la società è edificata a partire dalle interpretazioni degli individui, ammette che esistono delle strutture più ampie, istituite dagli individui attraverso le loro interazioni e a seguito di comportamenti sociali ripetuti, le quali hanno a loro volta un effetto sul comportamento degli individui stessi
Non è la struttura della sociale a determinare l'interazione sociale ma il contrario. Interesse per la vita quotidiana ciò che un tempo disturbata la ricerca scientifica diviene ora oggetto di ricerca. quindi nuove tecniche che non quantificato oggettivamente.
Ontologia, epistemologia e metodologia
- Ontologia: costruttivismo e relativismo. Costruttivismo ovvero la realtà non oggettiva ma significato dagli individui. Relativismo i costrutti mentali variano da individui a individui e tra culture e non esiste una realtà sociale uguale per tutti.
- Epistemologia: non dualismo e non oggettività. Enunciati di possibilità sparisce la separazione fra studioso e realtà, realtà ed epistemologia. La scienza che interpreta in cerca di significato rispetto ad una scelta individuale.
- Metodologia: interazione empatica tra studioso e studiato vista come base del processo conoscitivo. Sono qualitativi e soggettivi nel senso variabili di volta in volta usate a seconda della forma che assume l’interazione studiate studiato. La conoscenza come induzione. Libera da pregiudizi.
Radicalizzazioni critiche e tendenze recenti
Lo psicologo deve raccogliere e descrivere i dati. Riduzione progressiva in diverse fasi. Nella tensione tra ha significato escludere dalle considerazioni teoriche quei problemi che non fossero immediatamente traducibili empiricamente. La riduzione si è conclusa spostandosi dal metodo al dato. Critica all’interpretativismo: non tanto su Weber ma sui suoi interpreti perché Weber dava importanza a conciliare causalità e interpretazione ma i problemi furono successivi per la condizione soggettivista è riducendo spostano l’attenzione al mondo della vita quotidiana e alla condizione intersoggettiva dando origine ad altre due critiche:
- Se esiste un estremo soggettivista mini l’esistenza della scienza stessa. Nega l’oggettività della conoscenza e il meccanismo stesso attraverso cui si concretizza la conoscenza sociologica tra studioso e studiato.
- Non si studiano più le istituzioni.
Il postmodernismo contesta il modernismo ed erede dell’illuminismo. Il postmodernismo ha quattro caratteristiche:
- Rifiuto di caratteristiche generali per evitare omogeneità
- Rifiuto razionalità, linearità
- Esaltazione delle differenze
- Esaltazione dell’altro
Ricerca qualitativa e quantitativa
Impostazioni di ricerca
Differenze partono dall’inizio alla fine dell’approccio.
- Qualitativo: manca una parte iniziale che discuta teorie e ipotesi controllabili. Cerca sempre qualcosa di nuovo. Non parte da una teoria che mi porta a trovare qualcosa, ma io trovo qualcosa e faccio una teoria. In pratica si parte dalla conclusione e si va verso un ipotesi che si costruiscono per strada. Segue motivazioni razionali. Si parla di teoria che emerge dai dati e quindi è diverso il rapporto tra teoria e ricerca. La relazione tra teoria e ricerca è aperta interattiva. Si rifiutano le valutazioni precedentemente fatte e lavora sui dati parlando da loro sarebbe condizionato. L’elaborazione della teoria e la ricerca empirica sono intrecciate. Da qui i concetti, elementi costitutivi di una teoria, operativizzando questi concetti astratti vengono trasformati in variabili. Sensitive concept o concetto orientativo ovvero categoria generale a cui fare riferimento che dispone alla percezione, sono solo una guida di avvicinamento ma non è rigoroso.
- Quantitativo: ho l’esposizione della teoria, la sua formulazione a modello che empiricamente misurabile, disegno di ricerca e pianificazione, la rilevazione dei dati, analisi dei dati e il ritorno alla teoria per eventualmente correggere. È una geometria circolare che parte e ritorna alla teoria. Sembrano tanti cerchi concentri dal più grande al più piccolo. C’è un concettuale. Si segue il paradigma neopositivista che segue elementi sequenziali, deduttivo. La teoria precede l’osservazione. Si giustifica la teoria formata precedentemente. Importanza essenziale l’analisi della letteratura. L'operatizzazione avviene prima che avvenga.
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