La mente relazionale
Mente, cervello e relazioni: la prospettiva della neurobiologia interpersonale
Dalla scienza derivano molti modelli e teorie sul funzionamento della mente relazionale, che ci permettono di interpretare le esperienze umane secondo prospettive diverse. Spesso le attività di coloro che lavorano nelle singole discipline procedono in maniera autonoma, tuttavia è evidente che le diverse discipline hanno notevoli punti di congruenza e convergenza di conoscenze provenienti da diversi campi del sapere. Indicano che la mente emerga dalla sostanza del cervello e sia plasmata dalle comunicazioni che si stabiliscono all’interno delle nostre relazioni interpersonali.
Obiettivo di questo libro è comprendere lo sviluppo della mente attraverso una visione che integra processi mentali, meccanismi neurobiologici e relazioni interpersonali.
Definire la mente
La mente è un processo incarnato e relazionale che regola i flussi di energia e informazioni. I flussi di energia e le informazioni sono ciò che viene condiviso tra le persone all’interno di una cultura, ma è anche ciò che viene misurato con gli esami del cervello. Una stessa definizione si possono fare letture differenti a seconda del punto di vista da cui si guarda. Questa è l’idea fondante da cui nasce la neurobiologia interpersonale, una teoria multidisciplinare. È un vasto campo di ricerca che include aspetti biologici e neurologici con quelli sociali nel tentativo di comprendere le correlazioni tra cervello, mente e interazione con gli altri. Questo approccio permette sia di definire la mente che di proporre criteri pratici per favorire la crescita di una mente sana in tutte le fasi della vita.
Principi fondamentali
- Aspetto centrale della mente umana è un processo incarnato e relazionale che regola flussi di energia e informazioni all’interno del cervello e tra cervelli diversi.
- La mente si crea all’interno di processi neurofisiologici ed esperienze relazionali. Essa è un processo che emerge dal sistema nervoso esterno a tutto l’organismo e dai pattern di comunicazione che si instaurano nelle relazioni con gli altri.
- Lo sviluppo delle strutture e delle funzioni cerebrali dipende dalle modalità con cui le esperienze influenzano i programmi di maturazione geneticamente determinati dal sistema nervoso. In particolare sono importanti le relazioni interpersonali.
Le connessioni umane plasmano quelle neurali
La mente non è solamente il risultato dell’attività cerebrale. I dati delle neuroscienze spiegano le correlazioni tra strutture e funzioni del cervello e ci danno informazioni su come le esperienze influenzano i processi della mente (modificano le sinapsi e i circuiti). Sappiamo inoltre che le esperienze e le attività dei neuroni possono indurre cambiamenti nell’espressione genetica (epigenesi). Il nostro cervello continua a modificare le connessioni durante tutto l’arco della vita; inoltre studi sull’evoluzione della specie ci dicono che il cervello umano è profondamente relazionale; le interazioni con gli altri esercitano sin dalla nascita una grande influenza sulle funzioni neuronali.
Dall’altra parte, abbiamo diversi punti di vista relazionali che sottolineano l’importanza dei pattern di comunicazione interpersonale nello sviluppo della mente. Comprendere l’impatto che le esperienze hanno sulla mente ci aiuta a capire come il passato influenzi significativamente il presente e il futuro. Lo sviluppo della mente non si arresta dopo infanzia e adolescenza, prosegue per tutta la vita.
Energie e informazioni: la mente può essere in parte descritta come l’esito dell’attività delle cellule nervose, ma non è solo questo. Nel tempo ci siamo evoluti per essere sociali: i processi mentali sono generati da connessioni neurali e connessioni comunicative con gli altri (processi condivisi di comunicazione).
Integrare mente, cervello e relazioni
Mente ≠ cervello così come vita mentale ≠ attività cerebrale. La mente è incarnata e relazionale e i processi mentali derivano da finzioni neurali di tutto l’organismo (non solo il cervello) e processi relazionali condivisi (non solo da un sistema nervoso o sé corporeo). La relazione con l’ambiente è vitale per il funzionamento della mente: i nostri sé individuali dipendono da altre persone perché la nostra vita mentale e emozionale è profondamente influenzata dalle altre persone.
Definire il collegamento tra sinaptico e sociale
Per farlo bisogna definire il terreno comune. La mente è coinvolta in due processi:
- Trasporto energia: tutti gli stimoli, siano essi tattili, gustativi, uditivi, somatosensoriali, si trasmettono attraverso scariche elettriche che viaggiano nel nostro corpo.
- Regolazione flusso informazioni: le informazioni sono pattern di energia che hanno un significato simbolico; se i pattern di attivazione corrispondono a profili appresi in precedenza, assumono un valore informativo e capiamo ciò che ci è stato detto.
Cervello, relazioni e mente
Cervello: meccanismo neurale che plasma i flussi di energia e informazioni.
Relazioni: condivisione di energia e informazioni.
Mente: processo incarnato e relazionale che regola il tutto. Le sue funzioni regolative sono incarnate nel sistema nervoso e ancorate alle nostre relazioni interpersonali. Sono facce della stessa medaglia e non si possono considerare separatamente. La mente regola i flussi di energia e informazioni mentre è condivisa all’interno delle relazioni interpersonali e si muove attraverso i meccanismi fisici delle connessioni neurali. Cervello e relazioni plasmano la mente e la mente plasma cervello e relazioni.
Integrazione
L’integrazione è il principio organizzativo che collega i vari modi in cui i flussi di energia e informazioni vengono condivisi (relazioni interpersonali), plasmati (cervello e suoi sistemi) e regolati (mente).
Integrazione: la nostra mente elabora le informazioni creando una rappresentazione mentale in molti modi diversi a seconda del tipo di informazione che riceve dall’ambiente esterno. Il coordinamento dei diversi modi di elaborazione delle informazioni in un insieme coerente è uno degli obiettivi primari dello sviluppo della mente.
Integrazione = processo di collegamento di parti differenti in un insieme funzionale. È il principio unificante che permette di capire la relazione tra mente, cervello e relazioni interpersonali; è proposto come il nucleo della salute mentale. Il processo di integrazione va avanti per tutta la vita ma è molto importante nelle prime fasi di sviluppo in cui si instaurano una serie di relazioni che sono fondamentali per la crescita. Le relazioni interpersonali infatti possono facilitare o inibire la tendenza a integrare le rappresentazioni delle diverse esperienze e sono la base per avere una visione coerente del mondo. Il tipo di attaccamento che viene instaurato comporta particolari risposte fisiologiche e influenza il modo di vedere il mondo e porsi in relazione con gli altri. Questa cosa è legata alla capacità di organizzare le emozioni che influenza il modo in cui la mente integra le esperienze e risponde a situazioni di stress.
Componenti dell'integrazione
- Differenziazione: come le parti di un sistema possono specializzarsi divenendo uniche e definite nel loro sviluppo.
- Collegamento: connessione di aree separate che spesso comporta la condivisione di flussi di energia e informazioni. Quando vengono collegati gli elementi diversi mantengono alcune delle loro caratteristiche essenziali ma diventano anche parte di un tutto più grande della loro somma.
Biologicamente gli individui crescono diventando sempre più differenziati e interconnessi, nella quotidianità dall’integrazione emergono vitalità e armonia. Differenziazione e collegamento creano funzioni sofisticate e intricate sempre più flessibili e adattive partendo da stadi di sviluppo semplici. In assenza di integrazione si crea caos e rigidità, segnali che è presente un blocco dell’integrazione e una compromissione dello sviluppo del sistema. Diversi fattori concorrono a ostacolare o promuovere lo sviluppo del sistema (es. attaccamento). La neuroplasticità sottolinea che la modalità con cui impariamo a focalizzare la mente può cambiare il cervello.
Il cervello incarnato
Organizzazione del cervello
Cervello: sistema complesso di parti interconnesse. A livello microscopico è formato da 100 miliardi di neuroni e migliaia di miliardi di cellule gliali. Ogni neurone in media ha collegamenti diretti con altri 10 mila neuroni, è la struttura più complessa fra le strutture neurali esistenti.
Neurone: cellule tipiche del sistema nervoso, hanno un corpo cellulare da cui partono ramificazioni riceventi (dendriti) e una, principale, emittente (neurite o assone) che si estende per distanze variabili e manda impulsi elettrici (potenziale d'azione) lungo gli assoni sino alle sinapsi. Qui i segnali elettrici vengono trasformati in segnali chimici inducendo la secrezione dei neurotrasmettitori che vanno a interagire con la membrana postsinaptica del neurone successivo ed evocano risposte inibitorie/eccitatorie. Le connessioni sinaptiche sono fondamentali per l’architettura del cervello, senza di loro non funzionerebbe! L’attività di un singolo neutrone va a influenzare quella di molti altri.
Profilo di eccitazione neurale: insieme funzionale dei neuroni che sono eccitati contemporaneamente creando un pattern di attivazione. Può essere creato per esempio alla vista di una mela: si attivano determinate aree del cervello, e di conseguenza determinati neuroni, e quando pensiamo alla mela si attiva un profilo neurale simile.
Il cervello cambia continuamente con l’esperienza e così anche le connessioni tra neuroni che non sono statiche; il numero di possibili pattern di attivazione diventa infinito nel corso della vita.
Neuroni e glia sono organizzati gerarchicamente: dai gruppi più piccoli (nuclei) a insiemi più grandi che formano i circuiti e gli emisferi/regioni. Ci sono pattern di attivazione che sono limitati a una singola area specifica, gli output di queste aree differenziate sono collegati da fibre nervose che li mettono in comunicazione.
Strutture cerebrali inferiori
Circuiti del tronco encefalico: alla base del cranio, controllano i processi fisiologici fondamentali (respirazione, regolazione temperatura, frequenza cardiaca, stati arousal e vigilanza). I gruppi di neuroni del tronco sono implicati nelle reazioni di attacco-fuga-congelamento. Le relazioni con gli altri hanno un’influenza diretta su come questi nuclei cerebrali rispondono dando origine a un senso di sicurezza e recettività/pericolo e minaccia.
Talamo: sopra al tronco. Porta di entrata per le informazioni sensoriali. Ha estese connessioni con aree del cervello. Implicato nella regolazione delle esperienze consce, della coscienza e del sé.
Ipotalamo e ipofisi: partecipano nel mantenimento dell’equilibrio dell’organismo (omeostasi fisiologica) grazie a meccanismi neuroendocrini (segnali nervosi e secrezione ormoni). Collegano sistema muscolare, endocrino, immunitario con strutture nervose del cervello. Le risposte allo stress coinvolgono l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene che può essere scombussolato da esperienze traumatiche. Asse ipotalamo-ipofisi-surrene, sistema immunitario, sistema nervoso autonomo: esempi di come funzioni cerebrali e somatiche sono strettamente intrecciate. Le interazioni sociali influenzano direttamente il funzionamento di questi processi.
Strutture cerebrali centrali (aree limbiche)
Regioni limbiche: stanno al centro del cervello. Ruolo cruciale nel coordinare le attività di aree diverse. Si pensa siano implicate significativamente nei meccanismi che mediano le emozioni, motivazione, comportamenti diretti e scopi specifici, integrazione memoria e sistema dell’attaccamento. Permettono l’integrazione di molti processi mentali basilari (attribuzione significati, elaborazione segnali sociali, attivazione emozioni). Nello specifico sono: amigdala, lobo temporale mediale, ippocampo (memoria flessibile: richiamo fatti e ricordi autobiografici e identificazione contesto).
Strutture cerebrali superiori (aree corticali)
Queste strutture sono sede di funzioni più complesse (percezione, pensiero e ragionamento).
Colonne corticali di gruppi di neuroni: organizzati in 6 strati che formano strutture ripiegate (circonvoluzioni cerebrali). Le diverse aree colonnari sono intricatamene collegate e questo permette l’emergere di funzioni sempre più complesse nell’elaborazione di informazioni.
La neocorteccia/corteccia cerebrale fa parte di queste strutture. Essa continua a crescere attivamente fino all’età adulta, solitamente con un’estensione posteriore ma anche la corteccia frontale continua a crescere.
Aree corticali frontali: le più avanzate in termini evolutivi. Mediano la creazione di rappresentazioni percettive e astratte su cui si basano i processi associativi del pensiero.
Corteccia prefrontale: porzione anteriore della cort. Frontale. Suddivisa in aree laterali e aree centrali: CPL (o dorsolaterale) è implicata nella memoria di lavoro e nella focalizzazione dell’attenzione; parti centrali: corteccia orbitofrontale, parti ventrali e mediali CP mediale, CP ventrolaterale, cingolato anteriore. Spesso le regioni prefrontali mediali sono viste come parte superiore del sistema limbico sia come parte dei lobi frontali della corteccia. Fungono da ponte per collegare aree diverse: importante funzione integrativa che contribuisce a coordinare e bilanciare i processi corticali del pensiero, le attività delle aree limbiche, del tronco e di diverse parti dell’organismo; collegano pattern di eccitazione neurale con segnali sociali provenienti da altre persone.
Integrazione neurale
Il cervello funziona come un sistema interconnesso (le fibre assonali formano una ragnatela di collegamenti tra gruppi di neuroni separati) e integrato (aree separate e diverse che sono collegate mantengono le loro caratteristiche uniche) di sottoinsiemi.
Integrazione neurale: collegamento di parti diverse del cervello. L’esito è un’autoregolazione ottimale con il bilanciamento e il coordinamento delle attività di aree diverse in un insieme funzionale. Tutti gli elementi concorrono al funzionamento del sistema ma alcune aree hanno ruoli più importanti (aree limbiche soprattutto ippocampo, aree prefrontali e corpo calloso, cervelletto) e hanno estese connessioni afferenti ed efferenti con molteplici aree del cervello. Il cervelletto partecipa al collegamento di movimenti corporei, stati mentali e processi cognitivi.
Autoregolazione: sembra dipendere dall’integrazione neurale. Relazioni interpersonali positive possono stimolare la crescita di fibre nervose integrative, esperienze traumatiche e di trascuratezza invece inibiscono lo sviluppo di meccanismi di integrazione in prima infanzia. Compromissione dell’integrazione neurale non è necessariamente causata da esperienze ma si riscontra in disturbi come autismo, disturbo bipolare e schizofrenia.
Lo sviluppo del cervello
I circuiti neurali si sviluppano con modalità strettamente collegate alla loro attivazione e sono influenzati dall’esperienza soprattutto nei primi anni di vita. Le esperienze della prima infanzia plasmano la regolazione della crescita e della sopravvivenza delle sinapsi, la regolazione delle risposte allo stress e anche dell’espressione genica. Detto questo tutte le esperienze quotidiane contribuiscono a plasmare le strutture del cervello provocando l’attivazione di determinati circuiti, consolidando collegamenti che già esistono e inducendone di nuovi. L’assenza di esperienze può portare a fenomeni di morte cellulare/apoptosi, diminuzione connessioni (potatura), eliminazione elementi non utilizzati. I geni dirigono la creazione dei circuiti, ma per stare in vita questi hanno bisogno di stimoli specifici.
Cervello è un processo esperienza-dipendente.
Alla nascita: abbiamo un numero di neuroni predeterminato, i meccanismi di formazione delle connessioni sinaptiche sono favoriti da informazioni genetiche, che garantiscono organizzazione generale strutture cerebrali, e esperienze individuo, che determinano quando, come e quali geni esprimere. L’espressione genica porta alla sintesi di proteine che permettono crescita neurale e creazione nuove sinapsi; l’esperienza attivando circuiti specifici influenza le modalità con cui i geni vengono espressi (epigenesi) e di conseguenza costruzione, mantenimento e rafforzamento collegamenti che formano il substrato neurale. I processi di epigenesi comportano modifiche nelle molecole che controllano l’espressione dei geni e non di sequenze di DNA. Prime fasi della vita: le relazioni personali sono la prima fonte di esperienze che modificano l’espressione genica. I cambiamenti indotti nell’espressione genetica possono essere duraturi ed essere trasmessi alle generazioni future o passeggeri.
La corteccia è la parte meno differenziata alla nascita, i geni e le esperienze precoci plasmano il modo in cui i neuroni vengono indirizzati vengono collegati dando luogo a circuiti specializzati e che formeranno i processi mentali; fondamenta architettura cervello poste nei primi anni. Differenziazione circuiti cervello coinvolge diversi processi:
- Crescita assoni delle singole aree e sviluppo fibre assonali che collegano aree diverse.
- Crescita nuovi neuroni e creazione connessioni sinaptiche con ippocampo.
- Formazione rivestimento mielinico lungo gli assoni: aumenta velocità trasmissione e comunicazione e riduce periodo refrattario tra un impulso e l’altro.
- Cambiamenti nelle membrane post-sinaptiche dei riceventi: modifica densità e ricettività.
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