STRUMENTI DI MISURA
C S S M
ARATTERISTICHE TATICHE DEGLI TRUMENTI DI ISURA
Accuracy
Risoluzione
Riproducibilità
Caratteristica Ingresso – Uscita
Campo di Misura
Sensibilità Statica
Deriva di Zero
Deriva di Sensibilità
Linearità
Isteresi
Classe di uno Strumento
P D S M
RESTAZIONI INAMICHE DI UNO TRUMENTO DI ISURA
Funzione di Trasferimento
Sistemi di Ordine di Zero
Sistemi di Primo Ordine
Sistemi del Secondo ordine
R UMORE
M
ODULAZIONE
I
NCERTEZZA DI MISURA
E I
RRORI DI NTERCONNESSIONE
Caso Statico
Caso Dinamico Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
SENSORI FISICI
M T
ISURE DI EMPERATURA
Sensori di Temperatura
Trasduttori Termoresistivi
Termocoppie
Trasduttori basati su Giunzione a Semiconduttore
Termometri a Radiazione
M P
ISURE DI OSIIZONE
Trasduttori Resistivi
Potenziometri
Estensimetri
Trasduttori Induttivi
Autoinduzione
Mutua Induzione
LVDT
Trasduttori Capacitivi
Trasduttori ad Effetto Hall
Sensori Piezoelettrici Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
AMPLIFICATORI OPERAZIONALI
A O I
MPLIFICATORI PERAZIONALI DEALI
Configurazione Non Invertente
Configurazione Invertente
Sommatore
Amplificatore Differenziale
Integratore
Derivatore
Comparatore
Raddrizzatori
Raddrizzatori a Singola Semionda
Raddrizzatori a Doppia Semionda
Amplificatore Logaritmico
Amplificatore Anti – Logaritmico (Esponenziale)
Moltiplicatore Analogico
Amplificatore di Carica Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
Scanned by CamScanner
MISURA DI POTENZIALI BIOELETTRICI 1
CMRR I L E
E NTERFERENZE DELLA INEA LETTRICA
A S
MPLIFICATORE PER TRUMENTAZIONE Scanned by CamScanner
MISURA DI POTENZIALI BIOELETTRICI 2
F ILTRAGGIO
Filtro RC (Passa – Basso)
Filtro CR (Passa – Alto)
Filtro Attivo Passa Basso
Filtro Attivo Passa Alto
Filtro Bassa Banda
Filtro Attivo Elimina Banda
Filtri Attivi nella Strumentazione Biomedica
R I
UMORI ED NTERFERENZE
Il Rumore Termico
Rumore di tipo Shot
Rumore Flicker
I E
NTERFERENZE LETTROMAGNETICHE
Accoppiamento Elettrico
Accoppiamento Magnetico
S E
ICUREZZA LETTRICA
Effetti Biologici delle Correnti
Isolamento Esterno
Isolamento Galvanico Parte Applicata
Accoppiamento Elettromagnetico
Accoppiamento Capacitivo
Accoppiamento Optoelettronico
P S
ROTEZIONE DA OVRATENSIONI
E LETTRODI
Interfaccia Elettrodo – Elettrolita
Sovrapotenziali
Elettrodi Polarizzabili e Non Polarizzabili
Elettrodo ad Argento/Cloruro d’Argento (Ag/AgCl)
Circuito Equivalente
Interfaccia Pelle – Elettrodo e gli Artefatti da Movimento
Tipi di Elettrodi
Elettrodi per la Misura di Biopotenziali
Elettrodi a Placca Metallica
Elettrodi a Ventosa
Elettrodi Flottanti
Elettrodi Flessibili
Elettrodi Interni
Array di Elettrodi
Microelettrodi
MISURA DELLA PRESSIONE SANGUIGNA
M D ( ) P
ISURA IRETTA O INVASIVA DELLA RESSIONE
Equivalente Elettrico del Sistema
Equivalente Meccanico del Sistema
Analisi della Risposta in Frequenza
Stima della Risposta in Frequenza del Sistema
Cause di Errore nella Misura
M I ( ) P
ISURA NDIRETTA O NON INVASIVA DELLA RESSIONE
Metodo Palpatorio
Metodo Auscultatorio
Metodo Oscillometrico
Metodo ad Ultrasuoni
PLETISMOGRAFIA AD IMPEDENZA ELETTRICA (EIP)
P F
RINCIPI DI UNZIONAMENTO
M 2 4 E
ISURE A E LETTRODI
D M
ISTURBI NELLA ISURA
A EIP
PPLICAZIONI DELLA
EIP per Diagnosi Trombosi Venosa Profonda
Metodo di Kubicek per la Misura dello Stroke Volume
EIP per la Valutazione dell’Apnea Respiratoria
Tomografia ad Impedenza elettrica (EIT)
FOTOPLETISMOGRAFO E PULSIOSSIMETRO
L L – B
EGGE DI AMBERT EER
F OTOPLETISMOGRAFO
P
ULSIOSSIMETRO
Problematiche
MISURA DELLA PRESSIONE SANGUIGNA
M D ( ) P
ISURA IRETTA O INVASIVA DELLA RESSIONE
Equivalente Elettrico del Sistema
Equivalente Meccanico del Sistema
Analisi della Risposta in Frequenza
Stima della Risposta in Frequenza del Sistema
Cause di Errore nella Misura
M I ( ) P
ISURA NDIRETTA O NON INVASIVA DELLA RESSIONE
Metodo Palpatorio
Metodo Auscultatorio
Metodo Oscillometrico
Metodo ad Ultrasuoni DEFIBRILLATORE
C E D
IRCUITO LETTRICO DI UN EFIBRILLATORE
C E S
ARDIOVERSIONE LETTRICA INCRONIZZATA
D I
EFIBRILLATORE MPIANTABILE
P
ROBLEMATICHE Pacemaker
Sommario
Componenti di un Pacemaker .............................................................................................................. 3
Circuiti Elettronici ............................................................................................................................. 3
Cateteri ed Elettrodi ......................................................................................................................... 6
Modalità di Funzionamento ................................................................................................................. 8
Rate Modulation ............................................................................................................................ 10
Codice NASPE-BPEG ....................................................................................................................... 12
Controlli .............................................................................................................................................. 14
1
I pacemaker cardiaci sono stimolatori elettrici capaci di produrre impulsi autonomi o triggerati (cioè
stimolati da una causa naturale) che inducono eccitazione nelle cellule cardiache determinando la
loro contrazione. Essi rappresentano, perciò, dispositivi protesici per stati patologici nei quali il
cuore non batte alla giusta frequenza o in modo fisiologico. Gli impulsi elettrici sono generati da
circuiti elettronici interni al dispositivo e vengono trasmessi al cuore tramite elettrocateteri che
terminano con elettrodi posizionati sulle cellule cardiache. I circuiti elettronici del pacemaker che
generano l’impulso sono contenuti in una custodia, normalmente in acciaio inox o di titanio, che
viene impiantata per via chirurgica sotto cute nella sacca clavicolare destra o in zona addominale.
Il pacemaker cardiaco è normalmente usato in pazienti affetti da bradicardia, cioè coloro che hanno
una frequenza cardiaca bassa. In questo caso il pacemaker funge da segnapassi e stimola il cuore a
contrarsi alla giusta frequenza.
Anche in caso di conduzione anomala dello stimolo, tra le camere cardiache, si rende necessario
l’impianto di un pacemaker. In particolare, quando l’impulso generato dal nodo senoatriale fa
contrarre gli atrii ma non raggiunge le cellule ventricolari, si parla di blocco atrioventricolare. Si
conoscono 3 tipi principali di blocchi:
- Il blocco di 1° Grado è caratterizzato da un ritardo nell’arrivo dell’impulso ai ventricoli. Il
termine blocco è improprio dal momento che comunque ogni impulso che parte dagli atrii
raggiunge i ventricoli. Sul tracciato ECG si manifesta come un aumento dell’intervallo PR;
- Il blocco di 2° Grado è caratterizzato da un difetto di conduzione verso i ventricoli: l’impulso,
che proviene dal nodo senoatriale, raggiunge il nodo atrioventricolare ma non produce la
depolarizzazione dei ventricoli. Sul tracciato ECG vi è la presenza dell’onda P ma solo
saltuariamente questa è seguita dal complesso QRS. Tale conduzione conduce ad un arresto
cardiaco;
- Il blocco di 3° Grado è caratterizzato da un difetto di conduzione come in quello di 2° Grado,
ma è aggravato dal fatto che i ventricoli possono contrarsi autonomamente
indipendentemente dagli atrii. Nel tracciato ECG possono dunque essere presenti complessi
QRS non preceduti da onda P. Tale condizione è, ovviamente, la più grave.
Grazie all’impianto del pacemaker è possibile stimolare la contrazione dei ventricoli e permettere
quindi la giusta irrorazione di sangue in tutto il corpo. Inoltre tecniche più avanzate permettono di
stimolare la contrazione nel momento in cui parte un impulso dal nodo senoatriale e solo quando
2
questo non viene trasmesso ai ventricoli. In questo modo si ripristina l’attività cardiaca in maniera
quanto più simile a quella fisiologica.
Nuovi sviluppi dei pacemaker permettono di trattare anche pazienti con tachicardie o particolari tipi
di aritmie.
Componenti di un Pacemaker
Un pacemaker è costituito sostanzialmente da 3 componenti:
- I circuiti elettronici contenuti nella carcassa, necessari a generare gli impulsi elettrici con la
giusta frequenza;
- Cateteri per la trasmissione dell’impulso verso il cuore;
- Elettrodi che costituiscono l’interfaccia con le cellule cardiache.
Circuiti Elettronici
I circuiti elettronici sono la parte fondamentale del pacemaker che permettono la generazione e la
giusta temporizzazione degli impulsi elettrici da dare al cuore. Essi sono composti da:
- un blocco di alimentazione, tipicamente una batteria di pile, che fornisce energia ai circuiti;
- un circuito di temporizzazione, composto da circuiti logici complessi, microprocessori e altre
componenti e permette di generare l’impulso elettrico all’istante opportuno;
- un circuito elettrico di uscita il quale genera l’impulso e lo trasferisce agli elettrocateteri per
la trasmissione al cuore.
Lo scema circuitale di un pacemaker è il seguente: 3
il transistor T viene utilizzato come un interruttore ed è comandato dal circuito di temporizzazione:
quando tra base ed emettitore è applicata una tensione elevata, il transistor è in saturazione e si
comporta da interruttore chiuso, mentre se la tensione è bassa il transistor è interdetto e si
comporta come un interruttore aperto.
Quando il transistor è interdetto la corrente continua proveniente dalla batteria arriva sulla capacità
C che si carica fino a raggiungere la tensione impressa dalla batteria. Quando il circuito di
temporizzazione prevede l’invio di un impulso applica una tensione sulla base del transistor e lo
porta in conduzione. In questo modo la corrente della batteria attraversa il transistor e non arriva
al condensatore. Di conseguenza, il condensatore si scarica, attraverso gli elettrodi, sul cuore.
L’impulso che arriva al cuore è quindi la scarica di un circuito RC, ovvero ha un andamento
= .
esponenziale decrescente con costante di tempo 4
Poiché la durata dell’impulso è minore della costante di tempo del circuito allora esso può essere
schematizzato come un impulso rettangolare.
L’impulso può essere equivalentemente di corrente o di tensione perché il carico è puramente
resistivo e avrà quindi gli stessi effetti. Tipicamente si generano impulsi a tensione costante, con
valore tra 5 V e 5,5 V.
Stabilire quali sono i valori di tensione e durata dell’impulso è una delle operazioni più importanti in
fase di impianto del pacemaker. Questi valori devono essere tali da stimolare le cellule cardiache
del paziente, ovvero bisogna che l’impulso si trovi al di sopra della curva intensità – durata di tali
cellule. Tale curva può essere diversa da paziente a paziente e può variare per stati patologici
differenti, va quindi stimata dal medico per ogni paziente. Questo procedimento avviene collegando
agli elettrodi, posti sul cuore, un pacemaker esterno che possiede delle manopole con cui è possibile
regolare la durata e l’intensità dell’impulso.
Innanzitutto, il medico fornisce un impulso ad elevata intensità tale da stimolare sicuramente il
cuore, poi riduce l’intensità fino a trovare i valori limite per i quali c’è ancora stimolazione che,
quindi, si trovano sulla curva intensità – durata del paziente. Tale operazione si effettua anche con
altri valori di durata dell’impulso in modo da individuare più punti della curva e poterla quindi
ricostruire. La curva viene ricostruita come un’iperbole equilatera traslata verso l’alto di un valore
che rappresenta la soglia di intensità minima per avere stimolazione (valore di reobase).
Una volta stimata la curva si possono stabilire i parametri dell’impulso in modo da avere
stimolazione del cuore. Poiché la curva è soggetta a variazioni anche nel corso della giornata, il
medico, per sicurezza, sceglie dei valori in modo da porsi due, o tre volte, sopra la soglia di
stimolazione. 5
Inoltre si cerca di minimizzare l’energia dell’impulso in modo da prolungare la durata della batteria
del pacemaker. Ipotizzando l’impulso rettangolare, ovvero a corrente e tensione costante, la sua
energia è data da: 2
=∙∙ =
è la durata dell’impulso, inoltre il secondo passaggio è giustificato dal fatto di avere un carico
puramente resistivo, dunque, la legge di Ohm lega corrente e tensione applicata.
Si possono variare i parametri V e T dell’impulso in modo da rendere minima questa energia, in
particolare si è visto che questa condizione è verificata per una durata di circa 0.5 ms.
Punto di
minima
energia
dell’
impulso
Esercizio sulla durata della batteria.
Cateteri ed Elettrodi
Poiché nella maggior parte dei pacemaker i circuiti di generazione degli impulsi sono posizionati
lontano dal cuore è necessario utilizzare un elettrocatetere che consenta un adeguato collegamento
elettrico per trasmettere lo stimolo al cuore ed applicarlo in posizione opportuna. Gli elettrocateteri
sono speciali cateteri che permettono la conduzione elettrica e che terminano con un elettrodo per
l’applicazione dell’impulso alle cellule cardiache.
Tali componenti, oltre ad assicurare un’appropriata conduzione elettrica, devono essere anche
robusti da un punto di vista meccanico. Un altro requisito degli elettrocateteri è che essi devono
essere ben isolati, infatti se ciò non accade, ogni volta che si verifica un difetto di isolamento è
6
possibile che sia prodotta una stimolazione del tessuto nelle sue vicinanze. Inoltre, ciò comporta
una perdita di energia nell’impulso che deve raggiungere il cuore.
Per soddisfare questi requisiti, l’elettrocatetere è realizzato da un conduttore multifilare avvolto a
spirale, circondato da un cilindro di gomma siliconica o di poliuretano. La forma spiraliforme fornisce
al conduttore doti di resistenza alle sollecitazioni meccaniche e la struttura multifilare tutela contro
guasti del pacemaker dovuti a rottura di un singolo filo metallico. Il rivestimento di gomma siliconica
assicura la flessibilità del catetere, garantendo eccellenti caratteristiche di isolamento elettrico e
biocompatibilità.
I pacemaker cardiaci possono essere di tipo unipolare o bipolare. In un dispositivo unipolare
l’elettrocatetere termina con un singolo elettrodo (catodo) che viene posto in contatto col cuore,
l’elettrodo di ritorno (anodo) si trova in un’altra parte del corpo, in genere è costituito dalla carcassa
metallica dei circuiti elettronici del pacemaker. Nel sistema bipolare tutti e due gli elettrodi sono
all’interno del cuore e la stimo
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Ingegneria Clinica - Prof. Paolo Bifulco
-
Riassunto esame Diritto costituzionale 1, Prof. Bifulco Raffaele, libro consigliato Diritto costituzionale , Bifulc…
-
Esercizi Svolti Strumentazione Biomedica
-
Riassunto esame di diritto costituzionale 2, prof Bifulco, libro consigliato Lo studio della Costituzione