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Riassunto esame di storia romana, prof. Magnani

Libro consigliato "Roma antica. Storia e documenti" di Marrone, Rohr Vio e Calvelli

La Roma delle origini

Una "storia" difficile

La ricostruzione della storia della Roma arcaica presenta molte difficoltà. I fideisti conferiscono loro una credibilità di massima, mentre gli ipercritici le consideravano totalmente inaffidabili. Tito Livio, Diodoro Siculo, Dionigi di Alicarnasso sono storici antichi le cui opere riferiscono la forma più estesa e continua degli eventi. Operano in età cesariano-augustea. Attingono da storici che non risalgono più indietro del III sec. a.C. perché i Romani avevano una memoria storica orale.

Le uniche registrazioni scritte dei principali eventi pubblici erano del collegio sacerdotale dei pontefici sulla Tabula Dealbata ogni anno. Archiviati in un edificio, la Regia, distrutto nel 390 a.C. dai celti. Ricompilati 80 libri, gli Annali Massimi, nel 130 a.C., usati dagli storici latini, cioè gli analisti.

Percorsi di studio proficui

  • Indagini archeologiche
  • Studi antropologici
  • Inserimento dell’esperienza di Roma delle origini nel quadro del variegato popolamento dell’Italia antica

È necessario spiegare Roma attraverso i Romani e non necessariamente attraverso la prospettiva distorta che autori greci o grecizzanti applicarono alla sua storia.

Roma prima di Roma: storia pre-urbana in area laziale

Le prime tracce stabili di Roma risalgono al X-IX sec. a.C. (momento di transizione fra l’età del bronzo e quella del ferro) con micro-comunità sul colle Palatino e sul colle Esquilino, appartenenti all'etnia paleo latina. Il Lazio antico (Latium Vetus) era l'area compresa tra gli Appennini, la foce del Tevere e il promontorio del Circeo. Piccoli insediamenti fra i 5 e i 10 ettari, ubicati a 5-10 km di distanza l’uno dall’altro e sempre in altura poiché mancava canalizzazione e controllo dell'acqua.

Le capanne erano in legno, fango e frasche e la loro forma si ritrova nelle urne sepolcrali "a capanna", una casa in contesto funerario per rimandare al legame con il proprio gruppo familiare, avvertito come elemento fondante della realtà sociale e depositario di forti valori simbolici.

Economia e società

L'economia era silvo-pastorale e il contesto ambientale privilegiato era rappresentato dal bosco (silva). L'agricoltura era circoscritta a mera sussistenza e coltivavano solo il farro, compatibile con terreni paludosi ed era nutritivo, elemento base della loro alimentazione fino al V sec. a.C.

La società era egualitaria; alcuni elementi fanno pensare che non ci fosse la proprietà privata. La tipologia di oggetti nelle tombe mostrava forte omogeneità e non troppi dislivelli patrimoniali. Esistevano due istituzioni documentate in epoca successiva: Ager publicus e Ager compascuus.

La fondazione di Roma

Un problema di cronologia

La fondazione di Roma avvenne per lo più intorno all'VIII sec. a.C. Lo storico Timeo di Taormina dice 814 a.C. per voler istituire una coincidenza con la nascita di Cartagine, mentre l'annalista Cincio Alimento individua come data il 728 a.C. Marco Terenzio Varrone (metà I sec. a.C.) aveva individuato la notte fra il 20 e il 21 aprile 753 a.C. quale data della contesa di Romolo e Remo per il ruolo di fondatore.

Romolo fondò Roma sul colle Palatino reclamando la superiorità numerica come favore divino, mentre Remo fondò Remonia sul colle Aventino rivendicando l’anteriorità dell’avvistamento. Romolo avrebbe ucciso il fratello Remo e i nemici usarono questa storia per bollarlo come assassino. Molte interpretazioni per i contemporanei: come un nuovo inizio, rimozione della componente selvaggia dell’uomo, rito di sangue per la sacralizzazione del confine.

Scoperte archeologiche

Nel 1988, scoperte archeologiche del VI sec. a.C. hanno rivelato che tutta l’area venne rialzata per mezzo di colmate, al di sopra delle quali venne costruita la Via Sacra. E sul riempimento del lato palatino furono rinvenuti dei terrapieni di significato sacrale corrispondenti al pomerio. La datazione del muro più antico collimerebbe con la cronologia di fondazione attestata da Cincio Alimento.

Fondazione o sinecismo?

Il sinecismo è il pensiero che a metà dell’VIII sec. a.C. due nuclei familiari si siano aggregati generando la fusione delle comunità. Questo pensiero è stato poi oscurato dal mito della fondazione di Romolo. Roma sorse in corrispondenza alla Via Salaria, al crocevia di vie di comunicazione, all’incrocio di multiple influenze.

Sepoltura e differenziazione di rango

Differenziazione di rango si nota nelle sepolture: tombe ricche con prodotti di oreficeria e manufatti ceramici di lusso di importazione greca o locale a imitazione ellenistica. Il banchetto era specificatamente aristocratico. La coltivazione della vite e dell’olio fu acquisita dalla presenza greca in Italia.

La Roma dei re

L'ordinamento monarchico: i re

L’attività di figure regali è comprovata da molteplici indici: nei giorni 24 marzo e 24 maggio nel calendario la sigla Q.R.C.F. indicava la data in cui era lecito per il re convocare il popolo in assemblea. Regifugium era una cerimonia che consisteva nel sacrificio del 24 febbraio compiuto dal re. Dai nomi di edifici o istituzioni, e da una prova epigrafica: un cippo del foro romano menziona nel suo testo per due volte quella carica.

Re di Roma

  • Romolo (753-716 a.C.), fondatore delle istituzioni civili
  • Tito Tazio (750-745 a.C.), re Sabino contemporaneo a Romolo
  • Numa Pompilio (715-673 a.C.), inventore dei fondamenti religiosi
  • Tullo Ostilio (672-640 a.C.), re guerriero per eccellenza
  • Anco Marzio (640-616 a.C.), riassume in sé le funzioni dei predecessori
  • Lucio Tarquinio Prisco (616-578 a.C.)
  • Servio Tullio (578-534 a.C.)
  • Lucio Tarquinio il Superbo (534-510 a.C.)

A favore della storicità vi è il fatto che i nomi derivano dai padri, dando un senso di continuità. A sfavore della storicità giova la longevità eccessiva dei re quando la media di vita era più bassa. I primi tre re potrebbero significare metafore delle tre funzioni essenziali della sovranità.

Funzione principale dei re

La competenza principale dei re è la funzione religiosa, il sovrano era un mediatore tra uomini e dei. Pax Deorum era la concordia fra la comunità degli uomini e quella divina. Gli dei romani possedevano solo nomi e sfere di competenza e richiedevano un culto fatto di sacrifici, preghiere, feste, processioni, invocazioni rituali da tributare in forma collettiva da parte dell’intera comunità. Mos Maiorum era il costume degli antenati. Tra questi valori la Pietas era il rispetto verso gli dei, genitori, parenti, concittadini, ecc.

Competenze dei re

  • Comando esercito – Imperium – potere in ambito militare da esercitare in guerra
  • Pater Familias – capo famiglia, capo del clan. Arbitro della politica interna ed esterna
  • Giustizia – giudicava e decretava sanzioni disciplinari

Sedeva in giudizio presso il tribunal e decideva incondizionatamente della vita e della libertà. Diritto di concedere che il condannato a morte si appellasse al popolo – provocatio ad populum – per chiedere la grazia. Nessuno poteva condannare il re.

Caratteristiche della monarchia romana

La monarchia romana era una carica vitalizia che solo la morte poteva interrompere. Non era ereditaria. Quando il re moriva il potere tornava al senato e al popolo.

Strutture politiche nella Roma monarchica

Il senato

Il senato aveva la funzione di consiglio del re. Riuniva i patres (da cui patrizi) delle famiglie. Si distinguevano per anzianità (senatus da senex = vecchio) e autorevolezza. Non avevano facoltà di promuovere autonome iniziative politiche. Ma l’assenso del senato al re era necessario soprattutto per le campagne militari, poiché i patres fornivano i contingenti bellici. Alla morte del re nominava per estrazione a sorte tra i padri un interrex, un monarca temporaneo per 5 giorni, finché il popolo non designava un nuovo re.

Il popolo

Anche il popolo (Populus – assemblea) limitava il re. Non poteva promulgare o cambiare leggi, poteva solo eseguirle. Il re sottoponeva la proposta al senato e tutti i padri erano chiamati a esprimersi, poi il re consultava il popolo che votava a favore o contro.

Divisione del Popolo

  • 3 tribù gentilizie (figlio apparteneva alla stessa tribù del padre). Operavano come base di reclutamento e unità di combattimento. I loro nomi sembravano di origine etrusca: Tities, Ramnes, Luceres.
  • Ogni tribù era suddivisa in 10 curie (tot. 30 unità), da ko-viria (insieme di uomini), e va poi a indicare anche il luogo di riunione. I suoi membri prendevano il nome di Quiriti (corpo civico dei romani).

Questa suddivisione incideva anche nell’organizzazione dell’esercito in caso di guerra ogni tribù forniva una centuria di cavalieri (celeri) e 1’000 uomini per la fanteria. Leva per curia.

Comizi Curiati

La somma delle curie costituiva i Comizi Curiati, la più antica assemblea romana. Si riuniva nel Comizio. Avevano il potere di decidere provvedimenti in materia di diritto familiare (adozioni e testamenti) e in ambito religioso (es. rinuncia di un individuo ai culti familiari). Potevano approvare o esprimere dissenso nei confronti delle proposte formulate dal re. Non avevano diritto di promuovere alcuna iniziativa politica. Organismo deliberativo senza autonomia di proposta. I comizi curiati emettevano la Lex Curiata de Imperio, che investivano il re del comando militare e approvavano un nuovo re. Perderanno progressivamente i loro poteri ma senza essere mai annullati.

Le prime magistrature

Nell’età regia fanno la loro comparsa le prime magistrature.

VIII-VII secolo a.C.: Roma "città aperta"

Roma nacque sotto il segno della multietnicità e della vocazione espansiva. Romolo, per popolare la città, concesse il diritto di asilo, condividendo a pieno titolo i diritti politici e partecipare alla distribuzione dei bottini di guerra. Il ratto delle Sabine è raccontato da molti e costituisce un’espressione traslata di come dalla guerra, attraverso i matrimoni misti, si pervenisse alla fusione tra Sabini e Latini, con un riconoscimento paritario delle due componenti etniche attraverso l’affiancamento a Romolo del re Tito Tazio. Poi alternanza di re latini (Romolo e Tullo Ostilio) a re sabini (Numa e Anco Marcio) – città aperta.

Nel VII sec. a.C. in Italia centrale ci fu uno spostamento di interi clan di etnie diverse da una città all’altra in cerca di posizioni di dominio, definita come mobilitazione orizzontale.

La "grande Roma dei Tarquini"

Tarquinio Prisco

Tarquinio Prisco, secondo le narrazioni, fu scelto come sovrano dal popolo e la sua nomina fu ratificata dal senato, nonostante fossero in vita i figli di Anco Marcio che l’aveva accolto in città. Figlio di una donna etrusca e di Demarato, ex aristocratico della città di Corinto, emigrato con un gruppo di artigiani e trapiantato nella città etrusca di Tarquinia.

Con l’ascesa di Tarquinio Prisco nel 616 a.C. iniziò la dominazione etrusca a Roma fino alla cacciata dei re nel 509 a.C. Gli ultimi tre sovrani costituirono una dinastia: Tarquinio detto il Prisco (il più vecchio) al quale seguì il genero Servio Tullio che venne ucciso a sua volta dal genero Tarquinio il Superbo.

Rivoluzione tecnologica

Tarquinio Prisco fu attore di una rivoluzione tecnologica. Introdusse la capacità di canalizzare le acque, procedendo alla bonifica delle aree paludose e introduzione di nuove colture. L’agricoltura divenne protagonista, si sedentarizzarono le comunità rurali e ci fu una prima monumentalizzazione delle residenze. Vennero realizzate la rete fognaria (Cloaca Maxima), la piazza del mercato (Foro), la Via Sacra, il Foro Boario, le domus e il Circo Massimo. Edificò anche i primi templi. Fu questa la grande Roma dei Tarquini.

Piano religioso

Modifiche furono apportate anche sul piano religioso con l’introduzione di culti e modalità cerimoniali etruschi, cultualità all’aperto nei boschi sacri e negli spazi chiusi nei templi, e l’inclusione dei pantheon di divinità prevalentemente femminili. La nuova triade contava Giove, Giunone e Minerva. Nella vita pubblica si affermò l’aruspicina, scienza attraverso cui la classe sacerdotale si metteva in contatto con le divinità per interpretarne i voleri. Da allora qualsiasi atto dell’autorità romana era preceduto dagli auspicia (procedure religiose) per conoscere se la divinità fosse favorevole o meno all’azione che ci si accingeva a compiere.

Per la celebrazione delle vittorie militari si adottò il rituale etrusco che culminava nella cerimonia del trionfo, con il generale vittorioso che percorreva alla testa del suo esercito la Via Sacra fino al tempio capitolino. Il calendario era noto solo ai re e ai loro collaboratori religiosi per secoli, e si comunicava solo ai cittadini attraverso il kalator le periodiche scadenze civili e religiose, rappresentando un potente strumento di condizionamento politico.

Le riforme di Servio Tullio

Insediamento e riforme

Servio Tullio fu insediato senza il consenso del popolo e la ratifica del senato. Svolse un’intensa attività di riforme in vari campi, con la volontà di allargare il nucleo di quanti partecipavano alla gestione del potere premiando i ceti emergenti. Il senato passò da 100 a 300 unità, includendo minores gentes e conscripto nel nuovo senato.

Nuova definizione amministrativa

Le tre tribù gentilizie furono sostituite da 4 tribù territoriali, con la popolazione distribuita in base al domicilio: Suburana, Esquilina, Collina, e Palatina. Roma Quadrata fu divisa in 4 distretti amministrativi.

Riforma dell’esercito

La riforma dell’esercito vide l’introduzione della fanteria oplitica, formazione di linea armata pesantemente che combatteva a ranghi serrati. Ogni cittadino definiva qualitativamente il suo impegno bellico in base alla personale capacità patrimoniale: maggiore ricchezza significava armamento più completo. La guerra era considerata un valore positivo, strumento di arricchimento sia collettivo che individuale.

Bipartizione della popolazione maschile

  • Non arruolabili (infra classem) – proletari, privi di risorse economiche, unica ricchezza la prole
  • Soggetti arruolabili (classis) – dotati di patrimonio e costituivano la legione

I cittadini erano divisi in 193 unità, chiamate centurie, con i fanti divisi in 5 classi. I Iuniores erano i combattenti dai 17 ai 46 anni, mentre i seniores dai 46 ai 60 anni fungevano da presidio e riserva in città. C’erano anche i cavalieri e corpi senza armi costituiti da fabbri, carpentieri, trombettieri, suonatori di corno, ecc.

Riforma censitaria

La riforma censitaria prevedeva un censimento con un’unità di misura sulla base della quale registrare il patrimonio di ognuno. Introdusse il pane di bronzo, anche se gli esemplari di lingotti di bronzo in funzione pre-monetale sembrano risalire al V sec. a.C.

Nuova assemblea

I Comizi Centuriati si riunivano nel Campo Marzio, fuori dal pomerio (confine entro il quale no armi), poiché riuniva la popolazione maschile in armi. Si partecipava divisi come nell’esercito, in centurie. Non rappresentavano un’assemblea democratica, poiché i cittadini abbienti erano distribuiti in più centurie e il loro voto pesava di più. Era un sistema politico timocratico. Si eleggevano i magistrati supremi dotati di potere militare (imperium) e decidevano della guerra, sottrassero poteri ai comizi curiati che furono relegati a un ruolo simbolico e marginale.

Politica estera

Servio Tullio sviluppò la politica estera sul colle Aventino, dove istituì il culto della dea Diana conferendole un’impostazione federale. Secondo la mentalità romana, tutto ciò che veniva presentato come nuovo era ritenuto potenzialmente negativo, poiché contraddiceva la tradizione. Le opinioni degli storici divergono per quanto riguarda la riforma militare: a favore sono i successi militari di Roma, ma di contro il mancato rinvenimento di panoplie riferibili all’epoca arcaica.

Tarquinio il Superbo e la cacciata dei re

Ultimo re di Roma

Tarquinio il Superbo fu l’ultimo re di Roma. Aveva sposato la figlia di Servio Tullio e poi aveva ucciso il suocero. A lui si riconducono tutti i luoghi comuni che la tradizione riserva ai regimi dispotici: creazione di una guardia del corpo armata, ostilità nei confronti dell’aristocrazia, politica di grandi lavori pubblici tesa a celebrare le proprie gesta. Tuttavia, si produsse un consistente avanzamento del controllo militare sulla regione e notevoli progressi sul fronte diplomatico.

Conflitti e influenze

  • Conflitto con la popolazione dei Volsci
  • Influenza sulla città di Tuscolo
  • Rapporti di alleanza con la città greca di Cuma
  • Relazioni diplomatiche con Cartagine

Tarquinio il Superbo forgiò una seconda leggenda di fondazione individuando il proprio iniziatore con Enea, un ulteriore segno di prestigio per la città.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marydf00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Magnani Stefano.
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