L'antica Grecia
Parte prima: dagli inizi della storia greca alla vigilia della seconda colonizzazione
1 – La protostoria greca
Date della protostoria greca: inattendibili e approssimative. Una vera tradizione cronologica parte solo dopo l’introduzione della scrittura alfabetica (VIII sec. a.C.). Eventi come migrazione dorica e colonizzazione possono essere datati solo in termini di secoli. Di importanza fondamentale per la cronologia dell’area dell’Egeo è quella egiziana, una guida soprattutto per le fasi della storia cretese.
Sir Arthur Evans (archeologo inglese): suddivisione schematica della cronologia cretese in Antico Minoico (2400-2000 a.C.), Medio Minoico (2000-1500 a.C.) e Tardo Minoico (1500-1100 a.C.). Ognuna di queste 3 fasi è suddivisa in 3 ulteriori sottogruppi. Lo stesso schematismo è stato applicato anche alla storia greca, con la tripartizione in Antico Elladico (2300-1800 a.C.), Medio Elladico (1800-1550 a.C.) e Tardo Elladico (1550-1150 a.C.).
Probabilmente all’inizio del Medio Elladico giunsero in Grecia gli Indoeuropei; il Tardo Elladico coincide col periodo miceneo. A seguire: periodo submiceneo (1000 a.C.; periodo di regresso culturale) ed epoca protogeometrica (fine II millennio a.C.), che porterà allo stile geometrico (IX-VIII sec. a.C.).
Storia da arrivo degli Indoeuropei fino a inizi VIII sec. a.C.: delineabile solo nei contorni di massima. Il fiorire della cultura micenea è la conseguenza della profonda influenza del nuovo elemento etnico che dominò l’Ellade dalla metà del II millennio a.C. La migrazione dorica fu infine un evento rivoluzionario, che segnò l’intera Grecia. L’arrivo di Indoeuropei prima e di Dori poi, segnarono lunghi periodi di stasi culturale e di regresso. Periodi 1900-1550 a.C. e 1100-800 a.C. sono capitoli vuoti, nonostante già si assimilassero i patrimoni culturali dei popoli stranieri.
2 – L'immigrazione indoeuropea in Grecia
Grecia: regione non ricca né prospera. Scarso terreno coltivabile, predomina la roccia sterile. Forti escursioni termiche, periodi di siccità. Costa orientale: frastagliata, offre insenature e porti più sicuri per le navi. Costa occidentale: più lineare, navigazione più difficoltosa. Molte ripide montagne, maggiore circolazione nelle valli fluviali. La catena continua di montagne fraziona il territorio in piccole unità geografiche. Dalla costa orientale: ponti di isole verso Creta e Asia Minore, che favorirono i collegamenti con l’esterno.
L’onnipresenza del mare segna il destino dei Greci. In età storica i Greci dimenticarono le proprie origini e si ritennero autoctoni dell’Ellade. L’arrivo degli Indoeuropei è collegato con migrazioni di altri popoli nella zona del Danubio e dei Carpazi. Gli abitanti del bassopiano ungherese furono spinti a sud da altri popoli ancora. A questi emigranti, che passarono da sedentari a nomadi, si aggiunsero probabilmente altri elementi estranei. La loro religione era un insieme di elementi feticistici ed animistici tipici della religione di natura.
La condizione di nomadismo fu temporanea: la loro cultura contadina li riportò ad una nuova sedentarietà. L’immigrazione indoeuropea è da collocare nella preistoria, senza dubbio prima dell’invasione dorica e della cultura micenea. Lo sviluppo interno della Grecia è documentato da reperti archeologici.
Cultura di Sesklo: cultura neolitica; diffusa in Tessaglia e attorno Corinto, luogo dei maggiori ritrovamenti; caratterizzata da insediamenti non fortificati e ceramica primitiva.
Cultura di Dimini: prima dell’Antico Elladico; nella provincia culturale microasiatica; caratterizzata da complessi fortificati (quindi i tempi erano meno sicuri) e ceramica con motivi a nastro.
Cultura dell’Antico Elladico: diffusa in Tessaglia, Grecia centrale e Peloponneso settentrionale; caratterizzata dalla ceramica verniciata.
Tracce evidenti nella lingua lasciate dalla popolazione preindoeuropea, indicata col nome di “Egei”, chiamati poi dai Greci “Cari”, “Lelegi” o “Pelasgi”. Dopo l’arrivo degli Indoeuropei ci fu un lungo periodo di contatti e scambi. Dalla commistione di vecchi e nuovi elementi ebbe origine il popolo greco, nel II millennio a.C.
Immigrazione indoeuropea: non processo unitario, ma afflusso graduale e discontinuo di gruppi di persone, con alternanza di pace e guerra. Gli Indoeuropei col tempo ottennero la supremazia politica. I tre dialetti greci erano probabilmente il risultato dell’immigrazione: Ionico, arcadico-eolico e dorico-grecosettentrionale.
Prima metà del II millennio a.C. → Profonda cesura. Profonde trasformazioni in tutto il Mediterraneo. Nel II millennio le migrazioni indoeuropee interessarono l’area dalla penisola italica all’Asia interna. Importante per la futura storia greca fu l’espansione del regno ittita verso sud-est, dall’Anatolia verso Siria e Mesopotamia. Questo regno anatolico controllava le comunicazioni fra Oriente e Occidente e fu importantissimo per lo sviluppo dei paesi sull’Egeo.
3 – La civiltà minoica
Creta: posizione geografica e clima perfetti. Nodo di traffici marittimi nel Mediterraneo, subì vari influssi di culture esterne. La cultura minoica influenzò profondamente i Greci fino al 1400 a.C.
Fino a prima metà del III millennio a.C. → neolitico cretese. Intorno a 2200 a.C. (Antico Minoico III) → Epoca di Kamares. Sviluppo arte cretese. Costruzione di grandi palazzi di Cnosso e Festo. Ceramica policroma, con varie figure, linee curve e vegetali.
2000 a.C. (Medio Minoico I) → diffusione di cultura di corte; la vita si concentra negli impianti urbani; scompare la precedente cultura contadina ed inizia un’età di stampo aristocratico. I palazzi sono il centro della vita economica. Creazione di nuovo stile di vita: non più lotta e guerra, ma godimento. Nessuna preoccupazione difensiva, e infatti i palazzi non avevano fortificazioni. Intensi scambi culturali e commerciali col Vicino Oriente. Strette relazioni soprattutto con la cultura egiziana: importazione di scrittura geroglifica e l’uso del papiro come supporto per la scrittura.
Fine XVIII-inizio XVII sec. a.C. → Fine improvvisa di prima grande cultura cretese per una catastrofe, probabilmente un terremoto. Questa distruzione fu transitoria. → Costruzione di nuovi e migliori palazzi sulle macerie di quelli vecchi. Pace interna e sicurezza contro pericoli esterni favorirono la ricostruzione. Crescente egemonia di Cnosso, con almeno 50000 abitanti. Sorsero nuove ville accanto ai palazzi. Nell’ambiente di corte nacque un nuovo stile naturalistico, che testimonia la vita spensierata e gaudente di quel periodo. Affreschi dai vari colori, raffigurazioni di gare sportive e di una vita fiabesca. Nello stile palaziale, però, si avvertono i primi sintomi di decadenza.
Stesso periodo: prima grande immigrazione indoeuropea. → Nuova fisionomia per il mondo mediterraneo. Intorno a 1400 a.C. → nuovo crollo, nuova distruzione, questa volta definitiva.
A Creta: insediamenti soprattutto a est e nell’interno; vuoto quasi totale ad ovest. → L’isola si apriva quindi verso est, sud e nord. La civiltà cretese raggiunse il suo apice a metà del XVI sec. a.C. La donna è al centro della vita pubblica. L’edilizia e l’urbanistica erano di stile spiccatamente mediterraneo; attorno ai grandi palazzi sorgono distretti residenziali; le ville sono le abitazioni di cittadini ricchi, vassalli e funzionari del sovrano. Edonismo: ogni cosa è finalizzata al piacere raffinato. La scrittura sillabica cretese nasce per necessità burocratiche e amministrative; ci è pervenuta in due sistemi, Lineare A e Lineare B, su tavolette di argilla che riportano inventari e conti.
La religione cretese ha contribuito alla formazione delle credenze greche. Caratteristiche: stretto rapporto con la natura e posizione preminente dell’elemento femminile (Grande Madre, Dea dei Serpenti e πότνιαθηρ ν).
4 – Grecia e mondo mediterraneo orientale fino alla colonizzazione achea. La civiltà micenea
L’immigrazione indoeuropea non ha lasciato visibili tracce archeologiche, segno che gli immigrati dipesero totalmente dalle popolazioni indigene. La cultura del Medio Elladico è contadina, e la popolazione rimase legata alle tradizioni pur assimilando presto i nuovi arrivati. Questa cultura venne soppiantata da nuove forme di vita all’inizio del Tardo Elladico: piacere della guerra e della caccia, possesso di armi pregiate, introduzione del carro da guerra → nuovo spirito bellicoso. L’elemento indoeuropeo ora è al comando. Simbolo: rocche fortificate, sedi della nobiltà guerriera. Questa nuova epoca eroica prende il nome da Micene.
La cultura della prima età micenea si limita all’est della Grecia. A Creta ci si affidava ai piaceri fugaci, mentre ora gli Elleni innalzano edifici destinati all’eternità. Nei palazzi cretesi le stanze erano raggruppate in maniera disorganica intorno a un cortile centrale, in maniera tipicamente mediterranea, mentre in quelli micenei le stanze si chiudono ad anello attorno al megaron (la stanza principale col focolare). Nella vita pubblica la donna non aveva nessuna importanza, ma forse alcune di esse partecipavano in modo più o meno attivo alla vita di corte.
Fine XVI – inizio XV sec. a.C. → apice dell’evoluzione greca. XV sec. a.C. → periodo di regresso. La cultura micenea è permeata da influssi minoici. Elemento tipico del periodo: tombe a fossa, sepolture per la nobiltà. I defunti venivano seppelliti col bottino delle loro scorrerie. Le tombe a fossa vennero sostituite dalle tombe a tholos, di dimensioni gigantesche, espressione del nuovo gusto del monumentale. I monumentali edifici sepolcrali dovevano servire a perpetuare la gloria delle stirpi dominanti. Della stessa epoca è la Porta dei Leoni di Micene.
In età micenea, solo in Argolide e Beozia si giunse a formazioni statali rilevanti. Micene sembra aver esercitato una lunga egemonia. È da escludersi l’esistenza di grandi formazioni statali durature, soprattutto per la mancanza di burocrazia. Il frazionamento della Grecia in piccoli territori è realtà già da ora.
Mentre nella prima metà del II millennio a.C. i Cretesi dominavano l’Egeo, con la comparsa dei Micenei la situazione cambia. I successi marinari dei Micenei sono testimoniati dai ricchi corredi funerari. Il dominio miceneo sul mare raggiunse l’apice solo dopo la caduta della civiltà minoica. L’espansione dei Micenei avviene nel XIV e XIII sec. a.C.; relazioni commerciali dal Sud Italia all’Egitto alla Siria, provate dall’ampio raggio di diffusione della ceramica del tempo. L’esteso commercio presuppone una flotta notevole. I Greci di età micenea venivano chiamati genericamente “Achei”.
Dal 1400 a.C. → Eccesso di popolazione nell’Ellade → problemi di approvvigionamento alimentare → molte persone emigrarono verso Creta, Cipro, Rodi e il Vicino Oriente, portando usi e costumi del continente, religione compresa.
La superiorità militare degli Achei si basava su una casta di nobili guerrieri, che combattevano sul carro da guerra. In caso di grandi battaglie, molti principi stringevano alleanze, riconoscendone uno di loro come capo, a cui si legavano mediante giuramento. Terminata la battaglia, la coalizione si scioglieva.
La nostra conoscenza della vita politica ed economica si fonda su Iliade ed Odissea. I due poemi omerici infatti affondano le radici in età micenea, oltre ad avere numerosi altri elementi di epoca posteriore. Profonda influenza della religione minoica sui Greci; alcune divinità hanno origini minoiche; mancano immagini di culto antropomorfe, come nei culti indoeuropei. A quest’epoca risale il culto dei morti. L’inumazione è l’unica forma di sepoltura. Fra la cultura micenea e quella greca c’è continuità.
5 – La grande migrazione
Prima del 1200 a.C. → inizio dell’epoca della Grande Migrazione nel bacino del Mediterraneo, evento che segna la cesura fra Età del Bronzo ed Età del Ferro. Le prime ondate migratorie partono nuovamente dalla pianura ungherese. La migrazione verso sud degli Illiri causò gli spostamenti delle popolazioni vicine: Traci spinti verso Asia Minore, mentre gli Achei si spostano ancora più a sud, nel Peloponneso. Si ripetono gli eventi dell’inizio del II millennio: dopo lungo periodo di sedentarietà, i popoli indoeuropei stravolgono lo scenario. La spinta degli Illiri si riversa anche sui Dori (da δορίμαχοι, “combattenti con la lancia”) che, spostandosi dal nord della Grecia verso sud, danno il nome alla cosiddetta migrazione dorica. Con questo termine si intende l’insieme dei processi migratori durati per decenni. → Nuova epoca per la Grecia.
L’avanzata dei Dori sospinse gli Arcadi verso le montagne. La migrazione dorica interessò un’ampia regione della Grecia. L’Attica restò sempre preclusa a questa penetrazione. Risultato della migrazione: totale trasformazione di gruppi e ceppi di discendenza della Grecia continentale. Alla fine, i Dori saranno l’elemento dominante a est e a sud del Peloponneso, soprattutto in Argolide e in Laconia. Gli Achei si fusero gradualmente con i Dori. In seguito, i Dori si diressero verso Creta, occupandola e sospingendo l’antica popolazione sulle coste. L’area di influenza dorica si estese dal Peloponneso fino all’Anatolia.
Il tramonto della civiltà micenea non fu causato solo da Dori e Greci nord-occidentali. L’antica cultura achea si era già da tempo avviata al tramonto, la migrazione dorica fu solo il colpo decisivo all’età eroica di Micene. → Cesura definitiva della protostoria greca. Risultato della Grande Migrazione: radicale trasformazione del tessuto etnico del mondo antico. Il regno ittita scompare; piccoli e medi stati si formano tra Asia Minore e Mesopotamia.
XII sec. a.C. → fioritura di città-stato dei Fenici. Fra 1000 e 800 a.C. → Fenici presero il posto che era degli Achei nel Mediterraneo. Nello stesso periodo, comparvero gli Etruschi, portando in Occidente un frammento di Oriente.
6 – L'età di transizione (circa 1100-800 a.C.)
Anche dopo la Grande Migrazione, brusca rottura, fitta oscurità sul mondo greco, assenza di notizie storiche. Intorno al 1100 a.C. → inizio Età del Ferro; della stessa epoca sono le prime sepolture a incinerazione. Presenza sempre più frequente di armi nei corredi funebri (non più soltanto in tombe dei nobili).
Evento cruciale: colonizzazione di coste occidentali dell’Asia Minore, in rapporto con i movimenti migratori. Colonizzazione e migrazione sono le due facce di un unico grande fenomeno storico. L’occupazione delle coste dell’Asia Minore fu possibile solo dopo la scomparsa del regno ittita. Tutte le stirpi greche presero parte alle spedizioni, portando con sé usanze, miti, forme di culto e toponimi.
VIII sec. a.C. → Gli Ioni d’Asia Minore si unirono in un’anfizionia di carattere politico-sacrale: la Lega Ionica (κοινόν τ ν Ίώνων), con centro nel santuario di Poseidone a Micale. Ogni tentativo di penetrazione all’interno dell’Asia fu un fallimento per la presenza di altre popolazioni (Lidi, Frigi…). Le modalità della colonizzazione si ritrovano nell’Iliade.
Proprio sulle coste dell’Asia Minore, per la prima volta i greci prendono coscienza della propria origine comune. Emergono accenni di un sentimento nazionale greco e una primitiva forma di polis, dotata di fortificazioni a causa dei contrasti con le popolazioni indigene e per paura di pericoli esterni. La vita in comune nello spazio limitato portò alla creazione di forme di vita cittadina, regolamentata da norme, ad un’intensificazione della vita politica e alla nascita di un sentimento patriottico. Ci si concentrava unicamente sulla propria piccola comunità-stato, scarsa attenzione veniva rivolta ad un potere più grande. Dalle colonie la Grecia ricevette impulsi decisivi in campo culturale e politico.
1100-800 a.C. → Età di transizione. La civiltà greca si impoverì e regredì a causa della migrazione. Passaggio da stile submiceneo a stile protogeometrico: profonda trasformazione sia del gusto artistico che della posizione dei Greci in relazione agli avvenimenti. L’arte si fa specchio del duro periodo, colmo di ansie e minacce. Proprio da queste difficoltà nascono le prime grandi realizzazioni dello spirito greco: invenzione di scrittura alfabetica ed epos omerico.
Dopo declino di civiltà minoica e micenea: supremazia fenicia sul Mediterraneo. Evidenti gli influssi fenici su arte greca dell’VIII sec. a.C., in lingua e religione. Dagli stretti rapporti con i Fenici, i Greci mutuarono la loro scrittura alfabetica. L’alfabeto greco fu comunque l’invenzione di una singola personalità, che sviluppò una grafia fonetica adatta alla lingua greca partendo dall’alfabeto fenicio. La scrittura si diffuse nell’Ellade già nel VIII sec. a.C.: facile da apprendere, presto alla portata di tutti o quantomeno delle persone più istruite, contribuì a diffondere ulteriormente la cultura.
Sempre nel VIII sec. a.C. → Creazione della grande epica. Epos eroico (Iliade ed Odissea): prodotto di lungo e secolare sviluppo. La canzone eroica veniva cantata nelle corti dei signori da aedi prima e da rapsodi poi. I poemi omerici sono nati proprio in terra coloniale, dove le famiglie dominanti avevano a cuore le tradizioni che le legavano alla madrepatria.
L’Iliade e l’Odissea sono il prodotto di un lungo processo, con la partecipazione di una serie di poeti. In questi poemi l’età eroica dei Greci, l’epoca micenea, si fonde al mondo dell’VIII secolo. Elementi antichi si mescolano ad el
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