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Riassunto esame Storia ed estetica del cinema, Prof.ssa Farinotti, libro consigliato La Grande Hollywood, Pravadelli Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia ed estetica del cinema della professoressa Farinotti, basato su appunti personali e studio autonomo del libro adottato dal docente La Grande Hollywood, Pravadelli. Gli argomenti trattati sono i seguenti: cinema classico americano, woman's film, noir film, family melodrama, musical.

Esame di Storia ed estetica del cinema docente Prof. L. Farinotti

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ESTRATTO DOCUMENTO

CAPITOLO 2: L’AUTOAFFERMAZIONE FEMMINILE (ANNI ’30)

Il cinema classico americano presenta due modelli narrativi e due modalità nel rapporto

soggetto/raggiungimento del desiderio:

A. 1927-1933/34: Anni dell’avvento al sonoro, la cinematografia è legata all’unità

nazionale e al patriottismo, elementi legati ancora al cinema muto;

B. 1934-1940: Fine del decennio, c’è un diverso rapporto tra figure femminili e maschili.

• CINEMA E NEW WOMAN

Tra la fine degli anni ’20 e i primi anni ’30 numerose indagini rilevano che la maggior parte

del pubblico cinematografico è di sesso femminile, per questo si cerca di pubblicare

sempre di più pellicole con tematiche che possano attrarre questo genere; infatti ci si

focalizza su generi come il melodramma con protagoniste femminili o film romance.

Si assiste a un cambiamento enorme con la nascita dei Woman’s film: si sviluppa infatti la

figura della new woman e della flapper girl, si tratta di eroine forti e piene di vita con

numerose differenze rispetto alla rappresentazione classica della donna nel cinema:

DONNA CLASSICA NEW WOMAN

religiosità autodeterminazione

purezza sessuale libertà sessuale

donna vittoriana (considerata pura, non poteva trasgressività: alcol, fumo, stupefacenti…

nemmeno indossare gioielli perché rovinano la

purezza del corpo…)

domesticità abbandono della sfera domestica per entrare nel

mondo del lavoro

• FINE ANNI ’30 - FALLEN WOMAN CYCLE

Nonostante la portata rivoluzionaria dei Woman’s film, sul finire del decennio la tendenza

restauratrice americana porta alla realizzazione dei Fallen woman cycle, film che

mettono in mostra il fallimento delle new woman, non riescono ad emanciparsi e devono

tornare ai principi classici.

• SERIAL-QUEEN MELODRAMA

Nasce questo genere ed è un chiaro esempio della figura della new woman: eroine con

qualità mascoline che cercano l’emancipazione, si tratta di un fenomeno però destinato

solo alle grandi metropoli e non alle piccole città di periferia. Seguono degli esempi di film

di quel periodo, dove le protagoniste esibiscono e fanno spettacolo del proprio corpo

femminile, non come subordinazione all’uomo ma come luogo per la loro emancipazione.

Venere Bionda costituisce un caso limite, è un film fortemente trasgressivo e contestato,

mette in scena la figura della working girl (la protagonista è una lavoratrice, amante,

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prostituta, madre…) che riesce a conciliare questi elementi, mettendo in discussione il

modello familiare classico, dove il rapporto madre/figlio ne esce rafforzato e quello del

padre è irrilevante.

- GLORIFYING THE AMERICAN GIRL

- RAIN

- WHAT PRICE HOLLYWOOD

- VENERE BIONDA

• VISIONARIETÀ E MOBILITÀ SOCIALE

Nascono i backstage musical: prima forma di musical cinematografico che si libera dalla

componente teatrale, genere possibile al cinema solo con l’avvento del sonoro.

- LA DANZA DELLE LUCI (1933)

Anno in cui le sale cinematografiche raggiungono un’unità: sebbene il sonoro sia stato

introdotto nel 1927, solo nel 1933 tutte le sale sono dotate di attrezzature che ne

permettono la fruizione. È un film duale, ci sono due stili di regia autonome e una fabula

ricca di eventi (mentre di solito il musical era narrativamente molto povero). Narra le

difficoltà della vita quotidiana dopo la grande depressione, la ricerca del lavoro e la nascita

dell’amore.

La figura della donna è evidenziabile nella cosiddetta gold digger woman: la giovane

donna astuta e furba che cerca il marito ricco, nonostante nell’immaginario collettivo si

pensi alla gold digger come una donna spregevole, in realtà si tratta di figure di buon

cuore, dotate di una grande solidarietà femminile; per questo la figura della donna ne esce

valorizzata. 4 di 13

CAPITOLO 3: APOGEO DEL MODELLO CLASSICO (METÀ ANNI ’30)

Il modello classico si afferma nella metà degli anni ’30, la classicità va intesa come una

modalità narrativa in sintesi con la poetica aristotelica: il racconto è basato su un intreccio

ordinato di fatti con una forma organica per cui le parti che lo compongono devono essere

coordinate.

Il film classico è un modo di narrare e rappresentare il soggetto, che deve mettere alla

prova il suo io per conoscersi, realizzarsi e distinguersi dagli altri.

Il cinema classico hollywoodiano dalla metà degli anni ’30 riduce gli elementi visivi e

spettacolari in una funzione di una linearizzazione narrativa, dialogo ha un ruolo primario,

l’emancipazione femminile fallisce e protagonista delle vicende è la coppia.

SCREWBALL COMEDY: commedia nata con l’avvento sonoro, una sorta di rivisitazione

della slapstick comedy, ma la differenza sostanziale è che se prima si mostravano

inseguimenti e scontri fisici, ora gli scontri sono tra generi e classi sociali diverse. Sono

storie di conflitto, ma nella maggior parte dei casi gli antagonisti finiscono per innamorarsi,

dopo diverse intemperie, riescono a coronare la loro storia d’amore.

A (Capra): mostra le conquiste della donna e la successiva regressione

CCADDE UNA NOTTE

degli anni ’30. È un film dove si vedono gli elementi classici come la motivazione e i legami

causa-effetto, che predilige l’invisible text: macchina da presa e montaggio sono invisibili,

subordinati alla narrazione. A differenza delle altre commedie la figura paterna è ben

visibile e fondamentale, una figura benevole che dà continuità alla famiglia. Si mostra la

subordinazione classica femmina < maschio, come nella maggior parte dei film

d’avventura e biografici del periodo, dove l’uomo (agente dell’azione) è spesso in

conflitto con la donna (ruolo marginale); in questo senso la possibilità di un soggetto di

occupare uno spazio dipende dal suo sesso. 5 di 13

CAPITOLO 4: CINEMA NOIR E IL SOGGETTO MASCHILE (ANNI ’40)

Secondo Bordwell il noir può essere integrato all’interno della classicità, contrariamente

all’idea che rappresenti un esempio di cinema sovversivo.

Il noir e il woman’s film, presentano tante analogie ma anche grandi differenze

fondamentali. Il primo rappresentare la crisi del personaggio maschile, il secondo del

personaggio femminile, entrambi si sviluppano nel periodo 1940-50.

Sono accomunati dal fatto che entrambi presentano il ritorno del rimosso e un rapporto

costante tra presente/passato, evidenziato dal numeroso utilizzo di flashback. La

narrazione passa da oggettiva (narratore onnisciente) a soggettiva (narrazione in primo

piano attraverso il voice-over). Sono entrambi dei generi urbani ma gli spazi utilizzati

riguardano la metropoli, le strade notturne, gli uffici e i centri di boxe per il noir, mentre

spazi casalinghi e domestici per il woman’s film. Ambedue i generi mettono in mostra una

ricerca da parte del protagonista, che nel caso del noir intende indagare sulla metropoli e

sul rapporto con le donne, mentre nel woman’s film la ricerca è interiore per auto-

affermarsi ed emanciparsi.

In entrambi i generi è presente la figura della modella, ma mai fine a se stessa: si tratta di

figure femminili che sono scappate dal paese per raggiungere la metropoli e affermarsi

personalmente, usano il loro corpo come mezzo temporaneo per sostenersi

economicamente.

Sono fondamentalmente generi urbani ambientati nelle metropoli con figure illegali, sesso/

violenza non mancano ed è presente una forte alienazione del soggetto.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL NOIR: VISIONARIETÀ + DISCONTINUITÀ

NARRATIVA

Possiamo affermare che il noir è un macrogenere che influenza anche il woman’s film e il

western. Come detto in precedenza si passa da una narrazione oggettiva a soggettiva, si

abbandona il narratore onnisciente in cui la macchina da presa è esterna agli eventi con

conoscenze superiori ai personaggi.

Elemento innovativo è l’uso della parola, che diventa più rilevante rispetto al visivo.

Fondamentale è l’embodied subjectivity: il corpo diventa la materia su cui si incide

l’identità. È un genere in cui il maschio è quasi sempre protagonista, ed è una figura ribelle

(contrapposta alla figura del maschio omologato e integrato dei primi anni ’30), fatta

eccezione per alcuni casi dove il controllo è nella figura femminile e il maschio subisce una

sorta di “castrazione”.

Ma fondamentale è il rapporto tra la metropoli e l’uomo: c’è una grande opposizione tra le

città che diventano sempre più grandi ed immense (contrapposte al cinema precedente

che si focalizzava sugli spazi chiusi nel set), e l’individuo che all’interno di queste si perde,

si sente sempre più piccolo e soffocato, portandolo a una grande alienazione e solitudine,

il tutto reso più visibile attraverso la manipolazione tecnica delle immagini e dal forte

contrasto tra luci e ombre, sono gli anni della città simbolo di dinamismo, energia e

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solitudine; le grandi innovazioni tecnologiche che dovrebbero aiutare l’uomo e in realtà lo

fanno sentire costretto e impossibilitato ad agire.

Film noir in cui sono visibili queste caratteristiche, in particolare modo il rapporto con la

metropoli:

- ’

L UOMO DEL PASSATO

- NOTTE SENZA FINE

- SUI MARCIAPIEDI 7 di 13


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Comunicazione, Media e pubblicità
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gianluca.disario di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia ed estetica del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Farinotti Luisella.

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