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STORIA ECONOMICA

L’economia è una scienza storica, evoluta secondo processi storici nel corso dei secoli. Il termine

economia significa “arte di organizzare la vita sociale per corrispondere alle esigenze di una

società”.

L’esigenza di organizzarsi è un problema costante, ciò che cambia è il modo in cui ci si organizza.

studia l’evoluzione delle forme organizzative di cui gli uomini e le donne

La storia economica

hanno beneficiato per far fronte alle esigenze della società.

Nel lucido è rappresentato il prodotto lordo procapite delle aree economiche mondiali: prima del

1820 la curva era piatta, dal 1820 agli anni odierni, la curva del prodotto lordo procapite picchia in

alto; questo è avvenuto nel corso dei secoli. Quando parliamo di crescita moderna non significa che

non ci sono state altre fasi di crescita, ma l’andamento era costante nel tempo. I cambiamenti che

portarono ad una crescita del ciclo non erano tali da modificare la capacità produttiva e lo sacco che

porta alla rivoluzione.

Studieremo l’evoluzione industriale da un’interpretazione di lungo periodo (si studia l’andamento di

un sistema economico con cambiamenti nell’organizzazione).

La storia economica si studia tramite un processo interdisciplinare, deve tenere presente tutti gli

aspetti della vita sociale. È un elemento decisivo, comprende storia economica, sociale, ecc., ma

anche i numeri. è l’insieme delle forme istituzionali, dei rapporti giuridici o consetudinali,

Il sistema economico della produzione che regolano l’attività

delle strutturi sociali e delle modalità di organizzazione

economica dell’uomo.

È un organizzazione sociale storicamente definita di cui gli uomini e le donne si servono per

soddisfare le proprie esigenze. Gli uomini soddisfano:

- bisogni primari: attinenti alla sopravvivenza;

attinenti ai bisogni di soddisfazione dell’uomo al di là di quelli primari.

- bisogni secondari:

Maggiore è la complessità del sistema economico, maggiore è la ricchezza prodotta e più avviene

una progressiva integrazione dei bisogni secondari nella fascia di quelli primari. Con la crescita del

sistema economico si modifica anche la scala dei valori. Un sistema economico si sviluppa, vive in

base a delle funzioni necessarie, per corrispondere alle esigenze della:

- produzione;

- distribuzione;

- scambio;

- consumo.

Produzione: produzione di beni e servizi necessari per le esigenze.

È uno scopo raggiunto grazie alla combinazione dei fattori della produzione. I fattori della

produzione sono: terra, lavoro e capitale.

Per poter avviare la produzione è necessario che ognuno di essi dia il proprio contributo.

La combinazione di questi fattori avvia il processo produttivo.

Nel feudalismo la terra era il fattore principale per il processo economico e politico.

Nel capitalismo invece era il capitale, sono gli investimenti di capitale che consente la crescita

economica; gli investimenti consentono il salto che prima non avveniva. La combinazione dei

fattori determina anche i rapporti sociali.

Distribuzione: si parte dal presupposto che la partecipazione degli individui al processo produttivo

è legata alla previsione di ricevere un reddito.

La distribuzione è la remunerazione dei fattori della produzione (quanto ciascuno dei fattori riceve

per la produzione). La remunerazione della terra si chiama rendita, quella del capitale si chiama

profitto e quella del lavoro salario.

Come questa torta viene divisa è il problema storico e determina le relazioni industriali tra

imprenditori e lavoratori; generano anche la lotta di classe.

Consumo: nel sistema economico in base a quanto riesce a garantire ai cittadini il consumo può

essere: esauriscono l’intera utilità del bene;

- diretto:

- indiretto o risparmio: risparmio al momento per consumare dopo.

Gli economisti considerano il rapporto tra risparmio investimento, perché il risparmio genera

l’investimento, il quale finanzia le imprese.

Con lo studio del 1929 Keynes teorizzò che questa equazione è vera fino ad un certo punto perché

dipende da altri fattori (esempio, il costo del denaro).

Scambio: ogni organizzazione sociale si basa sul concetto di divisione del lavoro. Quindi diventa

necessario lo scambio. Anche nella società meno complessa troviamo un organizzazione sociale del

lavoro. Con l’organizzazione sociale del lavoro ci deve essere uno scambio di beni prodotti.

Lo scambio è intrinseco al sistema economico. Maggiore è la complessità del sistema economico,

maggiore è la necessità di attuare lo scambio, in quanto c’è più divisione del lavoro.

C’è una maggiore produttività, maggiore ricchezza, maggiore domanda e il mercato diventa

importante. L’autoconsumo è un’impostazione teorica, però vi possono essere dei cambiamenti:

(all’interno del sistema);

- intrasistemici

- intersistemici. si ha quando si rompe l’equilibrio del sistema, ma esso è così

Un cambiamento intransistemico

forte che trova al suo interno i meccanismi per riprodursi, (esempio, crisi del 1929), senza la

sostituzione con un nuovo sistema.

Un cambiamento intersistemico si ha quando quel sistema non è in grado di soddisfare nuove

esigenze e viene sostituito con un nuovo sistema che soddisfa le nuove esigenze create dal sistema

stesso.

Le trasformazioni sono graduali, capire come cambia il modo di produrre è fondamentale per capire

i processi storici.

Il primo stacco rispetto al passato è tra Paleolitico e Neolitico.

Assistiamo ad un passaggio da un sistema basato sulla caccia ad un sistema basato sull’agricoltura.

Il Paleolitico era costituito da comunità nomadi che seguivano le risorse (non le producevano).

Con il Neolitico si scopre che la terra si può coltivare e non occorre spostarsi. Si crea una vera

forma di società perché la comunità è in grado di organizzarsi.

Il sistema Neolitico viene sostituito dal sistema Imperiale che si afferma nella sfera orientale.

Il sistema Imperiale si basa sulla combinazione di due fattori: in cui la terra era il fattore principale

e l’altro fattore era il lavoro. Il ruolo del capitale è marginale, era tendenzialmente non necessario

per la riproduzione del sistema.

Nel sistema Imperiale si sviluppa il sistema schiavistico, usò il lavoro coatto come mezzo

frutto dell’opera degli schiavi potevano entrare sia nei

essenziale di produzione. I beni e servizi

circuiti dei trasferimenti non mercantili sia in quelli basati sul commercio su grandi distanze.

Allo schiavo deve dare solo ciò che è necessario per mantenersi in vita.

L’impero romano entra in crisi per fattori esogeni ma anche per fattori endogeni: come la caduta del

sistema schiavistico, questo determina la caduta della quantità di manodopera a basso costo e la

remunerazione del lavoro diventa molto onerosa.

La caduta dell’impero provoca un periodo di anarchia, dopo di ché si passa al sistema signorile,

tutto ruota intorno al signore della terra, proprietario del fattore principale del sistema: la terra.

Il fattore terra si combina con il lavoro della servitù della gleba che lavora presso il signore ma non

come schiavi.

Hanno la possibilità di produrre una parte per sé, quindi il soggetto è incentivato a produrre di più

rispetto alla schiavo, hanno la possibilità di tenere una parte del raccolto (corvé) per soddisfare le

esigenze della famiglia.

I rapporto tra proprietario e servitù erano diversi, anche se il contadino non era totalmente libero in

quanto legato economicamente al signore (dovevano pagare un censo per l’uso della terra che

coltivavano e nella quale abitavano).

Il passaggio dal sistema signorile a quello feudale avviene gradualmente.

è basato sull’unità organizzativa di due fattori terra e lavoro.

Il sistema feudale cicliche. Il sistema feudo muta con l’avvento

Il lungo Medioevo conosce al suo interno diverse fasi

dell’età moderna, lo sviluppo del capitalismo mercantile basato su un crescente investimento di

capitali. c’è l’urbanesimo che porta alla nascita del mercato e la nascita delle città a

Nel basso Medioevo

delle campagne. Si afferma nell’età moderna (1400-1700)

discapito la nascita dei Grandi Stati

Nazionali alcuni dei quali assumono un aspetto imperiale. Si espandono i confini degli Stati

Nazionali verso orizzonti d’oltremare. L’espansione dei mercati porta al proprio accrescimento.

Il sistema mercantile si basa:

- ascesa dello Stato Nazionale (privilegio del monopolio per il commercio delle Indie

orientali);

- ascesa del ceto mercantile (riceve i tributi). l’accumulazione di capitali che porta

È la stessa espansione geografica ed economica che determina

ad investire per aumentare la remunerazione.

C’è il passaggio dal capitalismo mercantile a quello commerciale.

TRANSIZIONE DEI SISTEMI

Il sistema si evolve nel tempo attraverso un meccanismo che gli storici hanno definito del ciclo

economico: rappresentazione delle fasi di evoluzione del sistema economico. È composto da

quattro fasi:

A: fase di crescita;

B: fase di caduta.

All’interno di questo schema ne possiamo avere uno più articolato:

Fasi:

1. espansione: crescita e sviluppo:

2. crisi;

3. caduta;

4. ristagno.

Fase di crescita

Può essere definita in due modi differenti. Spesso abbiamo utilizzato come sinonimi crescita e

sviluppo ma è un errore perché sono concetti differenti:

- crescita: può essere ridotta ad un dato quantitativo;

- sviluppo: è un dato quantitativo però contiene un dato qualitativo, (non dipende solo dalla

quantità del bene prodotto ma anche dalla qualità).

Ciò che determina lo sviluppo è la crescita della produttività dei fattori. Ciò che ha portato alla

della produttività è stato l’inserimento di un nuovo elemento: la tecnologia (consente la

crescita

produttività del sistema).

Fase di crisi

Il sistema si è sviluppato così tanto che il suo equilibrio si è andato ad inclinare (la crisi del 1929 fu

dovuta dalla sovrapproduzione, ricordiamo il fordismo, il taylorismo, in cui la domanda non era

riuscita a seguire l’offerta).

Quando si crea una disequazione tra domanda e offerta perché la prima non riesce a raggiungere la

seconda si ha una fase di crisi, (esempio, la crisi del 1929).

Fase di caduta

È la fase di caduta quantitativa dei beni e servizi prodotti fino al ristagno.

Fase di ristagno

Il sistema non è in grado di riprodursi fino a che grazie a fenomeni interni ed esterni non portano

alla ripresa del sistema.

Può anche accadere che quando il sistema è in ristagno, subentri un altro sistema economico. Tra i

l’innovazione

fattori interni che portano alla ripresa del sistema ce ne è uno importantissimo:

Che consente la crescita di produttività e l’applicazione

tecnologica. delle innovazioni su scala

industriale.

Le economie preindustriali erano caratterizzate da fasi del ciclo economico ma non erano

caratterizzate dalla stessa intensità, ciò che cambiava era il fatto che i fenomeni di stacco tra la

caduta e la ripresa si compensavano e le medie tra le ascese e i picchi era piatta.

Per ciclo economico si intende sia la fase A sia la fase B.

La fase di crescita si configura e si caratterizza per mutamenti dovuti a:

- innovazioni tecnologiche;

- risorse energetiche.

Nel 700 ci furono tra le innovazioni tecnologiche le invenzioni della macchina a vapore e tra le

risorse energetiche lo sviluppo del carbone.

Le combinazioni di questi due elementi consentì all’Inghilterra di avviare la 1° Rivoluzione

industriale. È un processo che arriva fino al 1815, momento di massima espansione.

Nel 1815 si istituisce il Congresso di Vienna (Restaurazione) frutto delle guerre napoleoniche.

Nel 1850 culmina la fase di caduta seguita da una fase di crescita. Con il miglioramento delle

tecnologie della macchina a vapore, nella metà dell’ottocento si verifica la rivoluzione dei trasporti.

Rivoluzione dei trasporti significa costruzione di ferrovie, il muoversi velocemente.

Alcuni storici la definiscono 2° Rivoluzione industriale per gli effetti che ha avuto sul sistema,

effetti positivi fino agli anni 70 dell’ottocento.

Nel 1870 ci fu una crisi di sovrapproduzione e fa si che il sistema non produce più e provocò una

caduta della domanda.

depressione che si esce grazie all’applicazione

È una fase di su scala industriale delle energia

elettrica e l’espansione dell’industria meccanica dovuta all’espansione coloniale delle popolazioni

europee.

Il colonialismo consentiva di trovare materie prime a basso costo o sbocco commerciale per i propri

e diventa un ulteriore fattore di crescita economica l’intervento militare. Tutti questi fattori

prodotti

portano alla 2° espansione coloniale e contribuiscono alla crescita del fine 800 inizio 900.

parziale del ciclo economico. L’idea

I pensatori classici (Smith, Ricardo, ecc..) hanno una visione

della ricchezza come accumulazione di capitale si afferma con le teorie di Smith. Il sistema

è una società ordinata, costituita sull’ordine tra vassallo e valvassore. L’ordine delle

Medievale

cose non prevedeva la crisi.

Il mercantilismo è basato sullo scambio di ricchezza; le grandi scoperte geografiche erano

considerate fonti di ricchezza.

Era una teoria quantitativa della ricchezza ma in una visione statica, cioè definita.

Con Smith, c’è un rovesciamento di ciò, l’accumulazione di capitale è fondamentale, ma è

funzionale al processo produttivo.

La crisi nasce quando dall’Inghilterra si allarga ai Paesi Europei, quindi si inizia a rendersi conto

che il processo economico è un processo storico che ha conosciuto processi di crisi e conosce grandi

contraddizioni.

Per Marx, la crisi è una parte stessa del ciclo economico. È lui il primo ad indicare la crisi

sovrapproduzione come crisi di struttura, mentre per le economie socialiste era di sottoproduzione.

Le economie socialiste prevedevano la pianificazione e distribuzione della produzione.

– –

INDUSTRIA INDUSTRIALIZZAZIONE CAPITALISMO

Non sono la stessa cosa, sia per motivi concettuali che storici.

Il sistema industriale è la produzione della ricchezza di un Paese e si basa sul contenuto della

produzione industriale.

Un’altra cosa è dire società industriale, lo possiamo dire quando la maggior parte della

popolazione è occupata nel settore secondario.

Nel capitalismo è il ruolo del capitale ad essere dominante rispetto alla terra e al lavoro. Non

coincide con l’industrializzazione, infatti, il capitalismo, può avvenire anche prima della nascita di

società industriali.

L’evoluzione dei sistemi si basa su concetti di transizione e non di rivoluzione.

Ci sono diverse interpretazioni del ciclo con:

Interpretazione di “Juglar”

1.

A partire alla fluttuazioni del ciclo economico.

Interpretazione di “Kondrater”

2.

Inserisce tra le cause una serie di fattori che vanno oltre il ciclo economico di Juglar. Più lungo

teorie di Marx. Ciascuna delle fasi sono caratterizzate dall’innovazione

periodo, 1926, dopo le

tecnologica, quantità di moneta e capacità del sistema.

Interpretazione di “Schumpeter”

3.

1939, l’elemento chiave è l’innovazione tecnologica, individua in ogni fase di stacco una forte

espansione produttiva dovuta all’innovazione tecnologica.

Nuovi prodotti, nuove forme di organizzazione, nuove fonti di materie prime e la conquista di nuovi

mercati si configurano come innovazioni.

L’imprenditore che per primo riesce ad assumere questa innovazione ha un vantaggio comparato

rispetto agli altri, e avrà quindi maggiore profitto.

La caduta del sistema deriva dal fatto che tutti gli imprenditori hanno assunto l’innovazione e il

margine di profitto è minore. La caduta è sempre relativa al periodo precedente e non al punto zero.

La 1° guerra mondiale determina uno spostamento della crisi che aveva già dato i primi segnali.

La 2° guerra mondiale è una guerra di spostamento, di posizione che determina minore distruzione

rispetto alla prima. Cambiamenti sociali ed economici, il ruolo della donna cambia. A fine guerra

c’è una forte concentrazione, una riconversione verso un apparato civile, riassestamento del mondo

di produzione.

Si parla di biennio rosso (1919-1920), occupazione delle fabbriche, crisi degli anni 20. Negli anni

30 ci fu tendenzialmente ripresa.

1945 ripresa industriale per la guerra.

1945-1948 ricostruzione. Molti paesi erano stati distrutti. Differenziazione rispetto alla 1° guerra

mondiale, ricostruzione più veloce.

L’ottocento è un secolo inglese, l’Inghilterra aveva una posizione dominante.

La differenza tra la prima guerra e la seconda è che nella seconda gli Stati Uniti assumono il

primato, c’è anche una supremazia politica che viene svolta direttamente fino al 1973. La crisi è

dai conflitti sociali e dalle crisi petrolifere dovute da una diminuzione dell’effetto da

caratterizzata

parte dei pochi produttori che portano ad una stag-flazione (aumento del petrolio porta ad aumenti

dei prezzi di vendita, perché aumentano i costi).

anni 90 c’è una fase di ripresa da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna e

Negli

successivamente dei Paesi asiatici (Cina e India).

CONCETTO DI PRIMATO

fase dello sviluppo economico è stato individuato un paese o un’area geografica che assume

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher siyalu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Romani Mario.
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