Estratto del documento

Lezione 1

La storia economica studia come le società umane si sono organizzate per trasformare le risorse in reddito e ricchezza. Nel corso storico l’umanità ha aumentato il grado di efficienza e di produttività nell’uso delle risorse rinnovabili e di quelle disponibili in quantità fisse; grazie agli aumenti di efficienza sulla distribuzione delle risorse i vincoli posti dalla produzione delle stesse si sono allentati. L’efficienza si misura come quantità prodotta di output partendo con una certa quantità di input (terra, capitale, lavoro) durante una fase di produzione; l’efficienza si può migliorare:

  • Più output a parità di input
  • Meno input a parità di output

L’efficienza varia a seconda della tecnologia e delle istituzioni (la tecnologia rende più produttivi anche i singoli fattori di produzione). La storia economica studia l’interazione tra risorse, tecnologia e istituzioni. Le risorse sono beni rivali (il consumo da parte di alcuni riduce o impedisce il consumo da parte di altri), si distinguono in rinnovabili e non rinnovabili e dipendono anch’esse dalla tecnologia. La tecnologia (conoscenza dell’uso delle risorse) non è un bene rivale, è un bene non-escludibile cioè non si riesce a escludere alcuni dall’uso per un tempo illimitato: nel lungo periodo diventa di dominio pubblico; fino all’800 la conoscenza è stata preceduta lentamente per esperienza (learning by doing) e per tentativi (trial and error): la rivoluzione industriale è stata l’incipit per un’evoluzione sistematica e continua delle conoscenze tecnico-scientifiche e per un loro utilizzo pratico. Prima della conoscenza tecnologica l’efficienza si apprendeva tramite l’esperienza ovvero il ripetersi continuo di lavori simili tra loro.

Le istituzioni sono un prodotto sociale, possono essere sia formali sia informali; in campo economico le istituzioni stabiliscono chi può avere accesso alle risorse, in che quantità e modalità, come vengono ripartiti gli output ottenuti dalle risorse impiegate. Non sono sempre efficienti, alcune volte possono essere utili solo a certe élite ristrette. La prosperità non dipende dalla dotazione di risorse ma dall’efficienza con la quale queste vengono utilizzate. Il commercio ha la capacità di avvicinare entità e istituzioni diverse tra loro.

Capitale fisico e non finanziario

Capitale fisico (attrezzature) non finanziario.

Lezione 2

L’impero carolingio nacque nell’800 in seguito alla scissione dell’impero romano, nota rilevante è che i confini territoriali dell’impero carolingio del tempo rispecchiano in parte la geografia odierna dell’Unione Europea. Le forze di coesione che hanno permesso di avere una geografia tale sono state: il commercio, il trasferimento di idee e di cultura, i sistemi giuridici e normativi. La ragione per cui si formano gli stati è per poter offrire dei servizi, beni pubblici (difesa, ordine pubblico, infrastrutture) in cambio di tasse; l’offerta di tali beni pubblici aumenta grazie alle economie di scala alle quali deve conseguire un’espansione territoriale. I limiti che l’espansione territoriale può incontrare si riscontrano nel momento in cui i costi amministrativi superano i benefici. In linea di massima l’impero si estendeva fino a quando la rendita marginale dei campi era uguale alla rendita media degli stessi (naturalmente non bisogna considerare questo come unico motivo per il quale un impero cercava l’espansione). Nonostante i numerosi conflitti l’Europa non si è disintegrata, questo grazie a vari fattori di integrazione come: il latino come lingua franca (almeno per l’élite), la religione intesa come ragione di coesione, elevata mobilità delle persone con conseguente elevata interazione (matrimoni tra élite di paesi diversi) ma soprattutto per il commercio.

  • Capitalismo: scambio su grandi distanze, profitti ingenti ma anche elevati di rischi
  • Mercato regolato: medio-breve distanza, inizia a circolare la moneta
  • Vita materiale: brevissima distanza (max 5 km) di spostamento delle merci, autoconsumo, baratto infracomunitario, no moneta
  • 90% della produzione non superava i 5 km di distanza
  • 9% della produzione non superava i 25 km di distanza
  • 1% della produzione non superava il bacino mediterraneo
  • 0,01% della produzione veniva scambiata su scala globale

Prossimità e somiglianza tra paesi favoriscono il commercio: prossimità permette costi di trasporto inferiori, somiglianza invece permette livelli di reddito simili, tecnologie di stesso livello e preferenze di beni uniformi e quindi con più facilità di scambio, lingua, cultura, istituzioni e normative commerciali. Nel momento in cui viene meno la somiglianza si viene a formare un effetto frontiera. Gli effetti di frontiera vengono considerati costi aggiuntivi (costi di transazione) che si aggiungono ai costi di trasporto e ai costi doganali, oltre a generare una contrazione e dei volumi scambiati; creano uno shock negativo sul commercio: aumentano ulteriormente le differenze e le disuguaglianze già presenti fra i vari paesi. Al crescere della distanza e della differenza dal centro economico il commercio diminuisce.

Lezione 3

La specializzazione del lavoro genera aumenti di efficienza e di conseguenza maggior produttività poiché chi si specializza in un’operazione ripetuta acquista sia pratica sia esperienza; una specializzazione generale quindi porta a un benessere generale maggiore. In sintesi, la specializzazione del lavoro abbassa il costo opportunità dell’attività prescelta (= valore di ciò cui si rinuncia facendo una scelta). La divisione del lavoro però non è sempre possibile: la specializzazione completa funziona a patto che vi sia domanda sufficiente per assorbire il prodotto e procurarsi altri beni per mezzo dello scambio. La divisione del lavoro dipende da:

Determinanti della divisione del lavoro

  • Reddito aggregato: domanda aggregata (consumi + investimenti + spesa pubblica + esportazione nette)
  • Popolazione (aumento popolazione = aumento della domanda)

I fattori economici però non bastano, occorre uno "stato" (ordinamento politico)

  • Commercio (no commercio = impossibilità di beneficiare della specializzazione)
  • Occorre uno stato, inteso come ordinamento politico

Sicurezza ordine pubblico

  • Vie di trasporto
  • Divisione del lavoro
  • Moneta

L’importanza della moneta non è secondaria: come mezzo di pagamento facilita gli scambi, facilita il credito ed è premessa alla nascita della banca. La divisione del lavoro genera economie di pratica:

  • Apprendimento

Le economie di pratica non sono trasmissibili e generano effetti (aumenti di efficienza) “finti”. L’apprendimento invece è una via per aumentare l’efficienza in modo dinamico e incrementale, permette il miglioramento del processo produttivo, della qualità del prodotto, l’utilizzo di strumenti più idonei, inoltre l’apprendimento è trasmissibile (e quindi ulteriormente migliorato da altri) l’esperienza aumenta il patrimonio delle conoscenze tecnologiche e quindi permette un ulteriore guadagno di efficienza, a meno che questa non venga codificata e rischia quindi di diminuire: per far sì che si conservi è opportuno che si conservi anche il livello di divisione del lavoro che l’ha generata. Uno shock negativo della domanda può causare un regresso tecnologico (es. Guerre, epidemie calo demografico, diminuzione degli scambi calo della domanda).

Il crollo dell’impero romano causò un declino nella domanda aggregata e una conseguente perdita di divisione del lavoro e conoscenza tecnologica. Solo con l’impero carolingio si ebbe una lenta ripresa demografica, economica e degli scambi (fino alla metà del 1300).

Il Rinascimento Economico, sec IX - XIV

Declino demografico tra il VI e il VII secolo, le guerre vi contribuirono in modo diretto (morte per conflitti) e in modo indiretto (malattie ed epidemie, specialmente la peste bubbonica) città spopolate, mercati vuoti, infrastrutture deteriorare. Ci fu una lenta ripresa tra il IX e il XIV secolo. Con la ripresa di un ordinamento state stabile sotto Carlo Magno si ebbe anche un nuova monetizzazione, con la riattivazione degli scambi entrarono in circolazione numerose monete. Nel basso medioevo esistevano 3 circuiti monetari:

  • Moneta d’oro: per le transazioni di elevato valore, internazionali
  • Moneta d’argento: per le transazioni di un certa entità ma minori
  • Moneta di rame di piccolo taglio: per le transazioni quotidiane

Di conseguenza si svilupparono sia strumenti di pagamento a distanza, come le lettere di cambio, sia mercanti denaro (cambia valute) e banchieri. Fino al XIX secolo, cioè alla rivoluzione dei trasporti, i costi di un prodotto erano fortemente influenzati dai costi di trasporto, il pedaggio rappresentava un ulteriore costo. Per attraversare il mediterraneo verso nord si percorreva o via mare o lungo le reti fluviali (Rodano, Suona, Reno, Mosa) o attraverso l’Italia settentrionale; la Scandinavia e il mar baltico erano il principale collegamento tra Europa occidentale e orientale. Rispetto a quando esisteva l’impero romano, il baricentro del mercato europeo si era spostato più a nord, nonostante i continui e numerosi scambi anche col mediterraneo e il mondo arabo grazie alle sempre più fitte reti di commercio. L’urbanizzazione è un indicatore indiretto del livello di reddito pro capite di un’economia questo perché gli abitanti delle città si occupavano di attività non agricole, quanto è maggiore popolazione urbana tanto maggiore deve essere la produttività dell’agricoltura (per di più quanto cresce la popolazione urbana tanto cresce la domanda di beni non di prima necessità) e poiché l’elasticità rispetto al reddito della domanda di beni non alimentari è maggiore di quella dei beni alimentari lo sviluppo urbano è veicolo di sviluppo economico.

A partire dal V secolo comincia un declino demografico e urbano accompagnato da arretramento tecnologico e despecializzazione. La ripresa urbana è datata dal VII secolo (costruzione di città nuove, rivitalizzazione di quelle antiche), con un’accelerazione a partire dal X secolo: solo alla fine del medioevo si torna a livelli di urbanizzazione simili a quelli dell’impero romano (e solo in alcune aree). La divisione del lavoro nelle città procede in relazione al numero di abitanti della stessa, il numero di professioni aumenta e alcune città si specializzano nell’economia (città emporio). La base di conoscenze tecnologiche che ha sostenuto l’aumento della produzione a partire dal X secolo si è ampliata lentamente a causa di un basso tasso di innovazione tecnologica. Il progresso tecnologico successivo è dovuto alla reintroduzione di tecnologie cadute in disuso, importazione di altre tecnologie (arabe o orientali) e al miglioramento di tecnologie già esistenti (ad esempio la carta rappresenta una tecnologia importata che grazie al suo basso costo di produzione ha sostituito gradualmente il papiro e la pergamena).

Lezione 4

Vi furono due shock demografici: fase di declino dell’impero romano e peste nera. In genere le variazioni di periodo erano causate dall’andamento dei raccolti dovuti dunque ai cambiamenti climatici e diffusioni di malattie delle piante (in generale si può affermare una lenta crescita fino alla metà del ‘700 e un aumento impetuoso solo nel 1750 circa; dal 1850 circa a oggi la popolazione è cresciuta circa di 7 volte).

L’800 e la "transazione demografica"

L’800 è stato caratterizzato dall’innesco della “transazione demografica” (nei paesi sviluppati) rallentamento della crescita nei paesi sviluppati.

La Teoria Malthusiana

Thomas Malthus sostenne che il vincolo di risorse avrebbe impedito la crescita del reddito della popolazione poiché la terra era vista come un bene in quantità disponibile; associò la crescita demografica alla crescita del reddito pro capite: più aumenta la popolazione, più diminuisce il rapporto terra / popolazione e quindi diminuisce il prodotto pro capite i rendimenti marginali di lavoro sono decrescenti la popolazione si attesta a un livello di equilibrio pari al reddito di sussistenza (sopra a tale livello si sarebbe andati in contro a un declino demografico).

Il progresso tecnico aumenta la produttività fino ad annullare i rendimenti decrescenti più output pro capite aumento demografico oltre al livello di sussistenza

  • CBR (crude birth rate): tasso generico di natalità (o fecondità) = n. nati/anno per 1000 abitanti
  • CDR (crude death rate): tasso generico di mortalità = n. morti/anno per 1000 abitanti
  • Tasso di crescita della popolazione = CBR-CDR

In teoria si stima che CBR max = 50, ma questo valore non è mai stato osservato storicamente. Per Malthus un aumento del reddito determina un aumento della fecondità e un calo della mortalità aumento demografico; un calo del reddito invece avrebbe portato a un deterioramento delle condizioni di vita e quindi a un possibile calo demografico (elevata elasticità della fecondità al reddito). Malthus distingue 2 meccanismi di riequilibrio: freni repressivi (aumento della mortalità) e freni preventivi (ritardo/aumento della mortalità). I rendimenti di crescita si incaricano di ricondurre il reddito al livello di sussistenza nuovo equilibrio: più popolazione ma sempre al livello di sussistenza.

Tale modello comunque non presenta una verità assoluta, ad esempio in Inghilterra nel XVI secolo la diminuzione dei salari reali è stata imputata alla crescita demografica. Nel lungo periodo l’aumento della popolazione non ha depresso i salari reali, più in generale uno shock tecnologico positivo e un incremento dei salari possono avere un effetto permanente (crescita) sulla popolazione.

Malthus commette errori su 3 aspetti:

  • Non tiene conto della tecnologia
  • Non tiene conto dei guadagni di efficienza generati dalla divisione del lavoro a livello nazionale e internazionale
  • Non considera l’eventualità che le scelte riproduttive delle famiglie abbiano a cuore oltre alla quantità anche la qualità della prole

Le ragioni del progresso agricolo

Nel tempo la produttività della terra è aumentato considerevolmente (sia l’indice di raccolto, sia il rendimento per unità di terra) miglioramenti dovuti all’esperienza e non alla conoscenza scientifica. Il vincolo della terra disponibile è stato aggirato nel corso della storia grazie a vari metodi: rotazione delle colture, colture più produttive, bonifiche dei territori. Ha contribuito anche un aumento del capitale che aveva permesso migliori arati, canalizzazioni, tecniche diserbanti e via dicendo. Per ottenere una produttività sempre maggiore è stata introdotta la divisione regionale del lavoro e lo scambio. Il progresso tecnologico ha permesso di aumentare la quantità di terra per individuo.

Le scelte di fecondità

Nell’arco di tempo tra il 1600 e il 1900 si nota che in tempi difficili: si alzava l’età al matrimonio, il numero dei figli per donna era basso, l’intervallo di fecondità era corto. Nel ‘900 invece i comportamenti riproduttivi sono mutati enormemente: innalzamento dell’età del matrimonio, riduzione della fecondità. Questi dati mostrano come le famiglie in età pre industriale non variassero la riproduzione solo in risposta della variazione di reddito, era consapevole il trade-off tra figli e consumo di altri beni, quantità e qualità dei figli crescita demografica compatibile con salari reali e superiori alla sussistenza.

La transazione demografica

Nella popolazione preindustriale la mortalità era molto elevata specialmente sotto i 10 anni di vita, in particolare i tassi di crescita della popolazione si arrestavano tra 0,1% e 0,5% annuo. Il calo della morte infantile, l’aumento dell’aspettative di vita e il calo della fecondità hanno determinato la transazione demografica. Inizialmente, a parità di fecondità, il calo della mortalità determina una crescita consistente della popolazione, a seguito della quale si aggiunge anche il fenomeno delle migrazioni di massa iniziate a metà ‘800 fino alla prima guerra mondiale. La transazione demografica ha investito non solo l’Europa, ma anche Giappone, Cina e Messico solamente con qualche secolo di ritardo ma in tempi più rapidi. La riduzione della fecondità ha preceduto la diffusione dei contraccettivi e si è accompagnato ad aumenti del reddito pro capite, questo perché, paragonando i figli a dei beni, la domanda di un bene cresce all’aumentare del reddito e diminuisce quando il prezzo aumenta inducendo il consumatore a cercare beni sostitutivi; se si considera come prezzo del figlio il reddito perso per accudirlo, al crescere del reddito la domanda di figli cresce, ma cresce anche il prezzo per allevarli Malthus non aveva considerato gli effetti di sostituzione, ma questi possono abbassare significativamente il numero di figli ottimale.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filippomanzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof D'Alessandro Michele.
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