LA GLOBALIZZAZIONE DIACRONICA
Capitolo 1
1) L'oggetto
La globalizzazione diacronica utilizza la storia economica come strumento interpretativo. La storia economica esamina gli avvenimenti nel breve periodo (attraverso i mutamenti fondamentali, i fatti e le fluttuazioni) e nel lungo periodo (attraverso lo studio dei “trends” secolari e esaminando le problematiche dello sviluppo) di ogni singolo paese. In particolare, nel breve periodo non vi è alcuna tendenza al cambiamento perché le forze che operano nel contesto considerato si bilanciano e si definisce tale periodo “statico”. Al contrario, nel lungo periodo, l’approccio è più “dinamico” proprio perché vi è più tendenza al cambiamento; Questo approccio, applicato al susseguirsi dei diversi sistemi economici, ha trovato un proficuo campo di indagine delle tematiche dello sviluppo.
2) Il metodo
L’economia nacque tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’‘800 in Inghilterra grazie a Adam Smith, Ricardo e Malthus. Questi tre personaggi vengono definiti i fondatori della “scuola classica”. Il metodo che adoperarono fu logico-deduttivo, ossia a partire da norme astratte ma comuni arrivavano a perseguire l’interesse personale. I classici rifiutavano qualsiasi intervento nell’economia da parte dello stato. Inoltre sostenevano che le loro leggi fossero eterne e dunque applicabili anche nell’avvenire e in ogni dove. Secondo Malthus vi era una connessione tra popolazione e risorse alimentari nella fase della protoindustrializzazione (la popolazione cresceva in maniera geometrica rispetto alle risorse alimentari); L’incremento demografico, faceva aumentare la domanda dei consumatori, provocava quindi un aumento dei prezzi. Ciò avrebbe provocato mortalità e peggioramento delle condizioni dei ceti più poveri. La soluzione proposta da Malthus era innalzare il livello d’età di matrimonio (le persone si sarebbero dovute sposare soltanto una volta raggiunta un’autosufficienza economica. La dottrina classica si diffuse molto anche in Francia, soprattutto grazie alla rivoluzione del 1789 mentre fu contestata nell’attuale Germania tra il 1843 e il 1900 (dunque all’indomani del congresso di Vienna). In Germania prevalse infatti il conservatorismo e la tutela delle identità nazionali e si diffuse un movimento conosciuto come “scuola storica” che preferirono un metodo induttivo per lo studio dell’economia. Essi, inoltre, ritenevano che le leggi dell’ economia fossero relative e legate a determinati fatti storici, politici e istituzionali. In Germania si sentì l’influenza della “scuola storica” che criticava soprattutto le conseguenze dell’industrializzazione inglese e del libero scambio ( sfruttamento minore, femminile e delle masse) e proponeva alternative quali l’idealismo o il Marxismo. La tesi liberoscambista fu ripresa nel 1870 dai “Marginalisti” che a differenza dei classici privilegiavano lo studio della domanda a quello dell’offerta ed esclusero gli studi sociali. Ciò gli permise di raggiungere elevati livelli di elaborazione teorica anche grazie alle applicazioni matematiche. Nonostante la scuola storica non form[i] mai una definizione di teoria dell’economia, il suo metodo fu un impulso fondamentale per lo studio della scuola economica. Agli inizi del ‘900, negli t.sa vi era la dottrina “istituzionalista” che può essere definita come la nuova scuola storica tedesca.
LA GLOBALIZZAZIONE DIACRONICA
Capitolo 1
1) L’oggettoLa globalizzazione diacronica utilizza la storia economica come strumento interpretativo. La storia economica esamina gli avvenimenti nel breve periodo (attraverso i mutamenti fondamentali, i fatti e le fluttuazioni) e nel lungo periodo (attraverso lo studio dei "trends" secolari e esaminando le problematiche dello sviluppo) di ogni singolo paese.In particolare, nel breve periodo non vi è alcuna tendenza al cambiamento perché le forze che operano nel contesto considerato si bilanciano e si definisce tale periodo "statico". Al contrario, nel lungo periodo, l’approccio è più "dinamico" proprio perché vi è più tendenza al cambiamento; Questo approccio, applicato al susseguirsi dei diversi sistemi economici, ha trovato un proficuo campo di indagine delle tematiche dello sviluppo.
2) Il metodoL’economia nacque tra la fine del ‘700 e gli inizi dell’ '800 in Inghilterra grazie a Adam Smith, Ricardo e Malthus. Questi tre personaggi vengono definiti i fondatori della "scuola classica". Il metodo che adoperarono fu logico-deduttivo, ossia a partire da norme astratte ma comuni arrivavano a perseguire l’interesse personale.I classici rifiutavano qualsiasi intervento nell’economia da parte dello stato. Inoltre sostenevano che le loro leggi fossero eterne e dunque applicabili anche nell’avvenire e in ogni dove.Secondo Malthus vi era una connessione tra popolazione e risorse alimentari nella fase della protoindustrializzazione (la popolazione cresceva in maniera geometrica rispetto alle risorse alimentari); L’incremento demografico, faceva aumentare la domanda dei consumatori, provocava quindi un aumento dei prezzi. Ciò avrebbe provocato mortalità e peggioramento delle condizioni dei ceti più poveri.La soluzione pro
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