Storia dell'arte bizantina
Costantinopoli: le città e le arti, secoli IV-V
Bisanzio viene fondata nel 660 a.C. da alcuni coloni provenienti dalla città greca di Megara; deve il suo nome al capo di questi coloni, Byzas. È un dominio greco, una città-stato importante per la sua posizione strategica per il commercio. Nel 126 a.C. passa sotto il dominio della Repubblica Romana. Alla fine del III secolo d.C., dopo le guerre persiane, si afferma Diocleziano nel 284 d.C. ed instaura una tetrarchia. Nel 305 egli si ritira a vita privata e la tetrarchia non continua perché sale al trono Costantino, unico imperatore e primo imperatore cristiano (regna dal 306 al 337). Egli vuole fare di Bisanzio la nuova Roma; città che viene inaugurata nel 330 d.C., soprannominata Costantinopoli. Città che nel V secolo è in decisa affermazione in cui la committenza imperiale attua un programma di magnificenza trionfale, affidato specialmente all’architettura e alla statuaria. Città che si espande sempre di più, attrae molta popolazione. Molta monumentalità grazie a Costantino e ai suoi successori.
Architettura
Costantino fa costruire l’Apostoleion (chiesa poi ricostruita da Giustiniano e poi distrutta; pianta cruciforme, all’interno lastre di marmo e soffitto dorato, all’incrocio dei bracci il sarcofago di Costantino il Grande-chiesa che mostra il rapporto tra impero e cristianesimo). Altre architetture importanti sono: il santuario di San Simeone Stilita nel nord della Siria; la chiesa di San Demetrio a Tessalonica (basilica a 5 navate, concepita per accogliere molti fedeli), la Rotonda di San Giorgio a Tessalonica (nella cupola ci sono mosaici molto astratti, con figure frontali e idealizzate, ma si vede anche un’attenzione per il naturalismo ad esempio in alcuni sfondi paesistici). Arte che vuole celebrare la maiestas imperiale e trasmettere determinati messaggi ideologici, vede insieme una commistione di linguaggi, linguaggio naturalistico e linguaggio più astratto.
Astrazione
Si vede ad esempio nei tetrarchi (si trovavano fuori dal Philadelphion, ora a Venezia); nell’aureo che rappresenta Massimino Daia o nel ritratto del tetrarca Galerio; nel Missorium di Teodosio I (in cui è idealizzato e impassibile), nei mosaici di Villa del Casale in piazza Armerina (mosaico pavimentale di ambiente privato, fine III-inizio IV secolo), nel mosaico di Shaba Philippopoli in Siria (con le 3 Grazie, sempre privato), nell’arco di Costantino (a Roma, del 312-315 d.C).
Naturalismo e astrazione
Si vede nel ritratto grande di Costantino (del II secolo circa, si vede idealizzazione e volontà di mostrare spiritualità e importanza del sovrano tramite i grandi occhi), nei cammei (es. cammeo di Leida, dono del Senato a Costantino nel 315, tendenza a naturalismo e morbidezza ma anche a rigidità ed astrazione), in un pavimento musivo da Antiochia (si vede naturalismo ma parziale, anche tendenza all’astrazione), nel mausoleo di Costantina a Roma (inizio IV secolo, si vede iconografia pagana e legata al dio Dioniso ed episodi del vecchio testamento all’interno di un contesto cristiano). Si vede continuità di iconografia e tematiche mitologiche, ad esempio nel mausoleo di Costantina a Roma, nel ritratto di Giuliano (lui regna dal 361 al 363 e attua una ripaganizzazione forzata, arte per la restaurazione della cultura pagana), nei mosaici di Shaba a sud della Siria (con Orfeo che suona la lira e ammansisce gli animali feroci o con Teti ed amorini; sono entrambi mosaici molto classicheggianti e naturalistici).
Il secolo di Giustiniano
Giustiniano regna dal 527 al 565 d.C. Età di renovatio imperii; dopo aver assicurato la stabilità imperiale ad Oriente e riconquistato Italia, Spagna, Nord Africa… (grande espansione territoriale), vuole restaurare la maestosità dell’impero. Codice giustinianeo del 529-534-porta ad unificazione giuridica (Corpus Iuris Civilis). Con Giustiniano l’arte è profondamente collegata alla Chiesa. Nel 529 chiude la Scuola di Atene, era un centro militante di paganesimo.
Architettura
Ha 4 obiettivi:
- Mostrare la maiestas imperiale (per questo molto importante è la piazza dell’Augustaion, centro della vita politica e intorno a cui vengono costruite infrastrutture importanti).
- Mostrare Costantinopoli come megalopoli cristiana (costruzione di molte fondazioni assistenziali e di molte chiese, ad es. chiesa dei santi Pietro e Paolo, chiesa dei santi Sergio e Bacco, chiesa di Santa Sofia che ha un precedente in San Polyeuktos, cisterna basilica vicino a Santa Sofia).
- Rafforzare infrastrutture civili.
- Intervenire nella fascia suburbana europea ed asiatica; costruzione di bagni, terme, portici e ville suburbane come la villa suburbana di Teodora, a Hiereia.
Costantinopoli come nuova Roma e nuova Gerusalemme. Diffusione di alcuni stili fuori Costantinopoli, ad esempio a Tessalonica, Efeso, in Siria, a Ravenna (es. la chiesa di San Vitale ha un impianto come la chiesa dei santi Sergio e Bacco e adotta tecniche murarie affini a quelle costantinopolitane, ma anche locali come la cupola realizzata con tubi fittili).
Altre città
Fuori Costantinopoli si sente l’influsso di Giustiniano. Ad esempio a:
- Cartagine (vengono costruite molte architetture civili e militari, per mostrare la presenza dell’impero).
- Antiochia (costruzioni civili, miliari e anche religiose come una grande chiesa intitolata alla Theotokos e una grandissima chiesa dedicata all’Arcangelo Michele).
- Iustiniana Prima (celebrazione attraverso la monumentalità di assetto e di opere architettoniche, molte architetture pubbliche come un acquedotto, foro, terme, edifici di culto).
- Atene (sull’Acropoli sale il culto cristiano e il Partenone viene riconsacrato alla Theotokos).
Arte
A Costantinopoli sono molto importanti l’Augustaion e la Chalkè (porta-vestibolo in bronzo con all’interno marmi e mosaici che parlano della renovatio imperii di Giustiniano). Nell’Augustaion c’era una scultura bronzea equestre di Giustiniano (543). Tendenza a naturalismo e astrazione. Si nota nella medaglia di Giustiniano del 543 (in bronzo, è andata perduta; da un lato c’è il busto di Giustiniano, dall’altro Giustiniano a cavallo e in armi preceduto dalla personificazione della Vittoria alata; astrazione nella fissità del volto ma anche continuità classica ad esempio nelle proporzioni e nel senso dello spazio), nell’avorio Barberini (imperatore a cavallo, la Terra sotto gli tiene il piede e si sottomette, in alto vittoria alata; rilievo accentuato, volto astratto e sereno ma corpi di impronta ellenistica, in torsione e modellati), nel dittico eburneo di Areobindo (figure frontali, statiche e immobili, senza tratti individuali), nel lavoro eburneo di Arianna (ambiente silvestre, corpo flessuoso e morbidi panneggi). Vedi sugli appunti i dittici in avorio (3).
Importanti sono anche i mosaici. Decorazione musiva giustinianea di Santa Sofia a Costantinopoli, per dare un effetto di luce atemporale e di senso dell’eternità. Fuori da Costantinopoli: a Tessalonica c’è una scuola locale che dà importanza alla tradizione classica; nelle province orientali è importante la decorazione di Santa Caterina del Sinai (abside con Trasfigurazione di Cristo, tratti marcati e forti, figure in torsione, non ci sono riferimenti spaziali); a Roma i rapporti con Bisanzio assumono forme e caratteri diversi (mosaico absidale dei santi Cosma e Damiano presso il Foro, derivazioni da Bisanzio ma anche tratti locali come vigore espressivo di figure, lineamenti ben individuati e tratti decisi e marcati); a Ravenna a Sant’Apollinare in Classe e a San Vitale si sentono forti legami con Bisanzio.
Rapporto tra arte e religione
Accentua la luminosità e la preziosità per mostrare la pietas cristiana. Produzione di oggetti liturgici ed arredi preziosi in argento come piatti, candelabri, croci, calici, incensieri, placche… (ad esempio il tesoro di Kaper Koraon ovvero un complesso di 56 oggetti liturgici che appartenevano alla chiesa di San Sergio di Kaper Koraon in Siria, oppure brocche, ampolle… giunte dal tesoro della cattedrale di San Giovanni di Monza); Anche produzione di oggetti sacri in avorio come la cattedra di Massimiano (mostra maniere delle diverse botteghe di Costantinopoli); il dittico di Berlino (Cristo tra Pietro e Paolo su una valva e la Theotokos con angeli sull’altra); il dittico di Murano (Cristo in trono) (in dittici di Berlino e Murano si vede meno interesse alla morbidezza e più alla schematizzazione delle forme con vivacità di gesti e movimenti); la cattedra di Massimiano.
Dalla tarda antichità all'alto medioevo bizantino
Tardo VI secolo ci sono minacce e assedi lungo i confini dell’impero, privano l’impero di regioni vastissime e determinano in esso e anche nella capitale Costantinopoli una nuova fase di insicurezze. Età tra il VII e il IX secolo è di sconvolgimenti e di profondi mutamenti.
Costantinopoli
Soffre di insicurezza e impoverimento di cui soffre l’impero. Durante il periodo altomedievale conosce assedi ed è colpita da sismi e, quindi, uno sforzo considerevole è rivolto alla sicurezza ed alle ricostruzioni dopo gli eventi più gravi. Ci sono restauri e rafforzamenti alle mura, specialmente quelle marittime e aggiornamenti nel Grande Palazzo e nelle altre residenze imperiali. Ci sono anche fenomeni di dequalificazione e cambiamenti di funzione nelle attrezzature urbane; ad esempio abbandono di porti e di terme pubbliche, uso compromesso dell’acquedotto di Valente. Quindi, cambia il modo di concepire la città e la sua vita sta cambiando profondamente. L’abbandono o il cambiamento di destinazione di vari importanti edifici alterano il paesaggio della metropoli e ciò recide il filo che collegava la memoria urbana all’antichità; nuova interpretazione dell’antico collegata ai concetti di fantastico, allegorico e meraviglioso (vedi interpretazione su fondazione di Costantinopoli grazie all’intervento divino). Quindi, tra la fine del VII e l’inizio dell’VIII secolo si vede una situazione di difficoltà a Costantinopoli anche nel paesaggio urbano, dove le rovine non sono infrequenti. Ricostruzione avviata con sollecitudine da Leone III e Costantino V: parziale rifacimento della chiesa giustinianea di Sant’Irene, importanti lavori di restauro dell’acquedotto di Valente, costruzione di varie chiese e di edifici assistenziali, programma di adeguamento delle difese verso il mare.
Le città
La situazione di Roma mostra affinità con quella di Costantinopoli, con attività costanti di riassetto e manutenzione. Compaiono molte fondazioni monastiche orientali. Alcune architetture cambiano funzione (come il Pantheon consacrato al culto cristiano e dedicato alla Theotokos), altre mantengono la stessa (come il Foro importante per la vita civile, o il complesso del Palatino che, anche se con trasformazioni, resta destinato a residenza imperiale o del rappresentante dell’autorità costantinopolitana, l’esarca di Ravenna).
Ravenna centro amministrativo e militare importante, anche qui ci sono opere di restauro, manutenzione, interventi di adeguamento e cambiamento di funzione.
Tessalonica grande centro portuale greco, perno della presenza bizantina nei Balcani, città sottoposta ad attacchi, assedi, carestie e sismi violenti e questo determina una crisi delle attività (ad es. cessazione dell’attività della zecca) e una contrazione demografica. Si registrano interventi architettonici ed artistici notevoli: restauri e rafforzamenti della cinta muraria, restauro della chiesa di San Demetrio dopo un incendio, edificazione della chiesa cruciforme di Santa Sofia, una delle più importanti della città. Paesaggio urbano che muta ma che è ancora in grado di affrontare imprese costruttive di rilievo.
Città che in generale tra il VII e l’VIII secolo sono caratterizzate da arretramento demografico, impoverimento economico e sociale, dequalificazione funzionale. Casi di abbandono completo dei centri antichi sono rari: ad es. la città di Salona viene abbandonata dopo la distruzione slava (prima si pensava ad una cosa temporanea) e la popolazione si trasferisce in un palazzo di Diocleziano fortificato e facilmente difendibile; poi questo palazzo diventa la bizantina Spalato. Non sono assenti casi di formazione o fondazione di nuovi insediamenti; nascono ad esempio Ferrara come castrum di impianto rettangolare difeso da un fossato, oppure Eraclea Veneta fondata come caposaldo difensivo della costa veneta rivolto contro la terraferma longobarda. Le città cambiano, persiste un’aspirazione alla regolarità dell’impianto ma vengono completamente abbandonati gli strumenti dell’urbanistica di matrice tardoantica. L’impero pone fine all’ordine amministrativo territoriale di origine tardoantica e avvia una nuova organizzazione con nuove circoscrizioni amministrative di impronta militare; il potere imperiale si radica nuovamente in questo sistema di capoluoghi amministrativi. Ciò porta dalla metà dell’VIII secolo ad un graduale ripristino di sicurezza economica e sociale, alla creazione di nuove élite urbane, di una nuova committenza e di nuovi luoghi di produzione e mercato dell’arte.
Architettura
Il periodo tra il VII e il IX secolo non è ricco di testimonianze architettoniche (sisma che ha colpito nel 740 la Tracia, la Bitinia e Costantinopoli, cambiamenti di funzioni ad abbandoni di infrastrutture…). A Costantinopoli crolla la grande chiesa giustinianea di Sant’Irene, la riedificazione parziale recupera nel livello inferiore della chiesa l’impianto basilicale preesistente a tre navate mentre ad oriente l’impianto viene concluso da una grande abside; architettura di dimensioni eccezionali e di impianto massicciamente monumentale. Altre chiese importanti sono: Santa Sofia di Tessalonica (una delle più grandi costruzioni dei suoi tempi); San Nicola di Myra in Anatolia… In generale è consolidata la tendenza verso forme architettoniche centralizzate dipendente da esigenze liturgiche ma anche con allusioni simboliche; interpretazione dell’edificio religioso come “cielo sulla terra”.
Arti
Molto importante è la moneta che circola in tutto l’impero e può trasmettere messaggi importanti. Nel VII secolo viene portata a compimento la sua cristianizzazione iconografica e simbolica e anche i busti imperiali in essa vengono rappresentati in modo meno classicheggiante e più astratto e ieratico, tratti e figure perdono di rilievo e sono più schematici e lineari. Esempi di monete: Solidus di Foca; Follis di Costantino IV; Solidus di Giustiniano II con in un lato l’effigie del Pantokrator benedicente al posto del busto imperiale e sul rovescio Giustiniano II a figura intera, frontale e in vesti cerimoniali-avviene una vera e propria rottura con la precedente tradizione iconografica perché l’icona del Cristo compare sul più diffuso mezzo di circolazione dei segni e dei simboli dell’autorità imperiale. Nel VII secolo, quindi, c’è una completa rottura con la tradizione monetaria ellenistica e romana. Sul piano stilistico la scelta è diversa: mentre la figura imperiale è trattata con schematico linearismo, il busto del Pantokrator sorprende per l’accuratezza con cui riprende la tradizione antica. Quindi, anche nel VII e VIII secolo che è un’età di passaggio, coesistono tendenze diverse: la rivitalizzazione della tradizione artistica di impronta tardoantica e anche l’affermarsi di nuovi modi espressivi nel senso della totale cristianizzazione dei contenuti. Ciò si vede non solo nelle monete. L’arte naturalistica si vede in: oggetti preziosi come piatti e vasellame in argento (es. nove piatti provenienti dai due tesori di Lambousa di Cipro che raffigurano altrettante scene della vita di Davide- scene vivaci con figure dinamiche, panneggi morbidi e precisione nei dettagli, si vede ripresa del repertorio ellenistico); affreschi nella chiesa di San Demetrio a Tessalonica del VII secolo (es. scena dell’adventus in cui Giustiniano II entra in città, personaggi plastici e animati che si ispirano al mondo ellenistico-romano). Stile naturalistico che si diffonde in tutto l’impero (es. nella chiesa di Santa Maria Antiqua a Roma) e anche nell’impero arabo degli ommayyadi. Insieme allo stile naturalistico e di ispirazione tardoantica continua lo stile più tendente all’astrazione: pannelli musivi realizzati sui pilastri di San Demetrio di Salonicco (figure allungate ed astratte, con lo sguardo fisso e con le forme che appaiono immobili ed appiattite, esclusione di ogni riferimento spaziale, tratti schematici e geometrizzanti e colori freddi e severi). Anche l’arte astratta si diffonde in tutto l’impero (es. a Roma nelle figure colonnari di Agnese e dei santi che l’accompagnano nell’abside di Sant’Agnese fuori le mura, o sempre a Roma nella cappella di San Venanzio al Laterano). Quindi nei secoli VII e VIII stile naturalistico e di ispirazione tardoantica e stile astratto continuano a coesistere.
690-691-Concilio Quinistesto o Concilio del Trullo promosso da Giustiniano II-ordine di provvedere alla distruzione di ogni opera d’arte corrotta e confusa (si vuole recidere il legame con la tradizione antica, il mito, la classicità). Arte e cristianesimo avrebbero dovuto coincidere completamente. Tra VIII e IX secolo c’è una accanita controversia sulle immagini-ICONOCLAS
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame storia dell'arte medievale, prof Calzona, libro consigliato Alle origini dell'arte bizantina, Kitzi…
-
Riassunto esame Storia dell'arte medievale, prof Collareta, libro consigliato l'Arte bizantina e l'occidente, Demus
-
Riassunto esame Pedagogia, Prof. Guetta Silvia, libro consigliato La gentilezza che cambia le relazioni, Palma, Can…
-
Riassunto esame Archeologia e storia dell’arte bizantina, Prof. Scortecci Donatella, libro consigliato L’arte bizan…