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Il tempo

Il tema del tempo è centrale in musica poiché la musica stessa è solo una questione di tempo. La musica, insieme a letteratura e poesia, viene classificata nelle arti temporali, a differenza delle altre arti (pittura, scultura e architettura) che vengono classificate in quelle spaziali. Questo avviene perché le prime necessitano del tempo e di tempo per manifestarsi attraverso azioni esecutive e non hanno una completa rappresentazione poiché non sono fruibili in ogni momento nella loro interezza.

Questa distinzione non si basa sulla considerazione dei sensi coinvolti nella percezione del tipo di arte. La musica, infatti, come la poesia, il romanzo e il cinema coinvolge sia l'udito che la vista (dello strumento che la riproduce e del suo esecutore).

Lo spazio legato al concetto di tempo

La musica necessita anche di uno spazio in cui diffondersi, creando così una fluida reciprocità tra spazio e tempo. Il tempo governa l'intera realtà ponendo qualsiasi cosa nella posizione dinamica e trasformativa in cui il suono può essere visto come una testimonianza percepibile. Lo spazio si riempie e si svuota di volta in volta del suono. Il tempo musicale si pone come veicolo di rappresentazione e organizzazione dello spazio.

Il tempo in musica può essere anche considerato come la localizzazione di una fase, di un periodo di tempo, come accade per le Stagioni di Vivaldi. La manifestazione della musica si snoda e si definisce istante dopo istante. Il suono nasce, si sviluppa e muore come la vita stessa (concetto di impermanenza).

Si può dire che la musica rende percepibile il tempo, insieme alla consistenza del presente costituito dall'assenza che lo precede e che lo segue (mostrando quindi che il futuro non esiste se non nel presente in quanto attesa e che il passato non è se non nel presente in quanto ricordo).

La musica, però, presuppone un tempo altro (determinato dalla presenza e assenza di suoni in un determinato arco di tempo che seguono determinate strategie linguistiche ed espressive). La lunghezza di durata viene percepita in base al numero di eventi (e dalla loro complessità) che vengono terminati in quel lasso di tempo. Per questo il tempo musicale visto come processo di un insieme di suoni e silenzi viene definito tempo altro o tempo virtuale poiché in grado di quantificare e trasfigurare il tempo stesso insieme all'esperienza che se ne ha di esso.

In base alla densità degli avvenimenti musicali, la densità del tempo musicale si crea la drammaticità. Nell'800 romantico il tempo risente dei presupposti poetici, psicologici e drammatici dando all'ascoltatore un tempo instabile, come impreciso, la cui rappresentazione viene basata su una base metrica precisa. Nella musica moderna, invece, troviamo un tempo complesso. Il tempo musicale è soggetto a sperimentazione.

  • Tempo lineare direzionato: continuum temporale in cui eventi si direzionano verso un finale prevedibile. Tipico dello stile tonale.
  • Tempo lineare non direzionato: continuum temporale in cui eventi si direzionano verso un finale non prevedibile. Tipico dello stile tonale. Utilizzato in molte opere del primo e secondo '900.
  • Tempo lineare multi direzionato: continuum temporale di una composizione costituita dalla successione di tanti istanti separati (o presenti istantanei). In alcuni passi di musica tonale ma soprattutto del primo '900 (Debussy).
  • Tempo istantaneo o moment time: continuum temporale in cui eventi si direzionano verso un finale non prevedibile. La composizione parte e cessa semplicemente.
  • Tempo verticale o vertical time: continuum temporale in cui non ci sono eventi separati e in cui tutto sembra far parte di un presente eterno.

Il silenzio

Suono e arte - Capitolo 1 martedì 16 aprile 2019 18:53

Il tempo Il tema del tempo è centrale in musica poiché la musica stessa è solo una questione di tempo. La musica, insieme a letteratura e poesia, viene classificata nelle arti temporali, a differenza delle altre arti (pittura, scultura e architettura) che vengono classificate in quelle spaziali. Questo avviene perché le prime necessitano del tempo e di tempo per manifestarsi attraverso azioni esecutive e non hanno una completa rappresentazione poiché non sono fruibili in ogni momento nella loro interezza.

Questa distinzione non si basa sulla considerazione dei sensi coinvolti nella percezione del tipo di arte. La musica, infatti, come la poesia, il romanzo e il cinema, coinvolge sia l'udito che la vista (dello strumento che la riproduce e del suo esecutore).

Lo spazio legato al concetto di tempo (ripetizione)

La musica necessita anche di uno spazio in cui diffondersi, creando così una fluida reciprocità tra spazio e tempo. Il tempo governa l'intera realtà ponendo qualsiasi cosa nella posizione dinamica e trasformativa in cui il suono può essere visto come una testimonianza percepibile. Lo spazio si riempie e si svuota di volta in volta del suono. Il tempo musicale si pone come veicolo di rappresentazione e organizzazione dello spazio. Il tempo in musica può essere anche considerato come la localizzazione di una fase, di un periodo di tempo, come accade...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher etanie96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica e del teatro musicale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Brera - Accademiadibrera o del prof Favaro Roberto.
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