Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

L’attore dava l’impressione di comportarsi come nella vita di tutti i giorni a causa della naturalità dei

gesti.

Antoine credeva nella perfezione del più piccolo gesto o parola, faceva provare gli attori con gli

oggetti di scena. Divenne celebre per le scene che sembravano essere uno “spaccato di vita”

soprattutto per le scenografie, che assomigliavano ad una stanza di una casa, grazie ad un

sistema di 4 muri dove il quarto è quello immaginario dello spettatore. Le ambientazioni sono

importanti poiché fanno parte del carattere dei personaggi.

6- IL CONTRIBUTO DI STRINDBERG AL REALISMO

Le prime opere di Strindberg furono di stampo romantico. Nel 1884 pubblicò “Sposati” inerente ai

diritti degli uomini e delle donne, dopo si impose nella scena scandinava con opere aventi un

realismo pungente come “Il Padre” e “Miss Julie”, scritte in risposta al femminismo di Ibsen. Passò

ad opere di matrice espressionista come “Verso damasco”, “Il Sogno” e “La sonata degli spettri”.

Strindberg analizzò molto la scena naturalista francese, pensando ad esempio che Zola con

“Theresa Raquin” mise in atto solo un esercizio stilistico e le influenze dei rapporti sociali.

Venne influenzato dal Theatre Libre per via dell’uso di pochi oggetti di scena e l’utilizzo di un solo

atto per l’unità spazio tempo. Rifiutò l’uso dell’intrigo narrativo per concentrarsi sulla vicenda

psicologica dei personaggi.

“Il padre” narra la vicenda matrimoniale, burrascosa del capitano che perderà la ragione contro la

dura moglie Laura. I personaggi sono inclassificabili, ma sono i portavoce dei diritti dell’uomo e

della donna in conflitto. Gli unici oggetti di scena sono la lampada e la camicia di forza. Zola lo

trovò troppo astratto e per difendersi Strindberg scrisse una prefazione in “Miss Julie” per

identificare il suo stile. Questo saggio divenne un punto fondamentale del teatro naturalista e

moderno.

L’essere umano viene concepito come un’entità complicata che deve essere svelata tramite vari

motivi e occasioni. Tramite ciò Strindberg giustifica il fatto che le azioni di Julie siano influenzate

dalla nascita, dall’educazione e dal servitore Jean che tenta di sedurla. Strindberg crede che un

naturalista debba creare il “complesso dell’anima” con gli effetti di passato/presente del

personaggio. Nel dramma sorprende come gli impulsi sessuali di Julie e l’anticonformismo del

servo Jean si uniscano. La narrazione di basa sull’unione tra classe e sesso.

Strindberg evita il dialogo botta-risposta a favore di un dialogo che resta implicito, ma il cui

significato nascosto rimane evidente, come evasioni sessuali o aggressioni nascoste. Questo

dialogo viene meno nel finale perché come ogni mistero è svelato e quindi il dialogo esplicito. Per

ridurre l’illusione vengono tolti i musicisti, vietò feste e banchetti, evitò le luci artificiali, gli attori non

dovevano considerare il pubblico e ordinò l’oscurità nel teatro per far concentrare meglio il

pubblico.

7- REALISMO IN GERMANIA: BRAHM E HAUPTMANN

Otto Brahm, portavoce del naturalismo in Germania, apre nel 1889 il “Freie Buhne”. Con l’apertura

del teatro poteva mettere in atto la sua visione incentrata sulla verità del dramma e l’onestà della

produzione, supportato da attori e registi professionisti. Brahm rifiuta il tipo, gesti troppo drammatici

e il dialogo diretto. La sua arte si basava sulla verità nella performance. Egli pensava che l’attore

nuovo non fosse diverso da quello tradizionale. Il nuovo attore doveva ripescare lo stile classico,

per poi ricomporlo, in modo da dare una giusta osservazione dell’uomo e della natura recitando

con occhi contemporanei. La recitazione seguiva il senso del discorso, senza schemi, ignorando il

pubblico e girandogli pure le spalle.

Brahm pensava che le arti creative comunicassero implicitamente con quelle performative, le due

si influenzano a vicenda. Venne criticato quando divenne regista nel 1894, dove pose la sua

5

stilistica nei classici senza togliere loro lo spirito tradizionale. Brahm pensava che i classici

potessero cambiare in base al pubblico e all’epoca. Con “Antigone” tolse il proscenio greco e le

colonne, mettendo alberi e facendo muovere il coro liberamente: voleva usare un metodo più

realista ma in parte fallì.

Gehart Hauptmann scrisse drammi andando contro le autorità. L’opera “Before Sunrise” del Freie

Buhne è un dramma del 1889 e studia gli effetti dell’alcol sui poveri e l’incesto. Emerge una critica

sociale. Con questa produzione il naturalismo arrivò in Germania. Il picco del realismo si ha ne “I

tessitori” 1892 di Hauptmann di stampo sociale: prende spunto dalla rivolta dei tessitori del 1844. Il

dramma ha i caratteri della contemporaneità. Andò in contro alla censura. Viene inserito il dialetto.

8- REALISMO IN GRAN BRETAGNA: ARCHER E GREIN

Prima dell’avvento di Ibsen in Europa, il dramma domestico approdò in Gran Bretagna con

Robertson, le cui commedie di stampo sentimentali sulle classi medie e alte furono molto

apprezzate. Robertson era un moralista e voleva dimostrare il suo punto morale della società

discutendo sulle barriere di classi. Anche lui rinnegò la teatralità a favore del realismo. Quando

morì non riuscì a conoscere l’opera di Ibsen, supportata da Edmund Gosse che tramite delle riviste

fece conoscere Ibsen al pubblico inglese. Gosse lesse Ibsen il lingua originale, recensendo i suoi

dramma, classificandolo come drammaturgo poeta. L’interesse per Ibsen cadde quando il primo

passò dai drammi poetici a quelli realistici, considerati pessimistici dal secondo.

Il critico scozzese William Archer riprese Ibsen. Tradusse le opere, commentando e recensendole.

La prima produzione fu “Le colonne della società” nel 1880. Archer apprezzata il rifiuto di Ibsen

riguardo ogni ideologia, lodandolo come realista. Nel 1889 vennero pubblicate alcune traduzioni di

Archer e in quell’anno avvenne la prima produzione a Londra de “Casa di Bambole” al Novely

Theatre che fece conoscere Ibsen agli inglesi.

Jacob Grein scrisse “Spettri” nel 1891 e fece scalpore. Grein voleva fondare un suo theatre-libre e

così creò l’Independent Drama Society con l’intento di voler mettere in scena opere di grande

valore artistico. Il teatro chiuse nel 1897 dopo un’opposizione pubblica.

9- IL CONTRIBUTO DI SHAW AL REALISMO

Jacob Grein si mise in contatto con George Bervard Shaw quando chiese a quest’ultimo di scrivere

un dramma per l’Independent Theatre Society. Con questa richiesta Shaw riprese tra le mani un

soggetto incompiuto dal titolo “Widowers Houses” dove si condannava il sistema capitalistico dei

bassi fondi. Alla prima dell’opera fu chiamato sul palco a spiegare il senso dell’opera. Shaw

condanna il dramma romantico e il well-made play. Si proclama come un drammaturgo didattico:

gli pensava che un buon dramma dovesse insegnare.

“The philanderers” parla di un matrimonio infelice, mischiando influenze ibseniane e non. Fu

ignorato e censurato.

“La professione della signora Warren” è un dramma incentrato sulla prostituzione. Il tema non

viene mai citato nel dramma: la signora Warren gestisce una serie di bordelli, con lo scopo di

sostenere gli studi della figlia. Grazie al sacrificio della madre si laurea in matematica a

Cambridge. Verso il finale si scopre che la madre continua a gestire bordelli. Il nemico è la società.

Andò incontro a censure e interruzioni ma amplificò la fama.

“La quint’essenza dell’ibsenismo” viene data una chiave di lettura di Ibsen: l’opera di Ibsen si

scaglia contro la schiavitù dell’idealismo e i realisti devono disintegrare le illusioni dell’idea. In

Ibsen gli idealisti sono nemici, mentre le donne sono solite a rifiutare lo stereotipo femminile. Viene

qui identificato un nuovo stile di recitazione e la prima teoria del dramma moderno: Ibsen,

intrappolando lo spettatore nel fluire delle vicende, lo pone di fronte alle possibili conseguenze

delle sue azioni. 6

Shaw va contro la recitazione vittoriana, ci voleva una nuova scuola di recitazione che mettesse in

pratica correttamente i personaggi ibseniani. Il nuovo attore doveva così plastico da poter

assumere facilmente del personaggio ibseniano. Secondo Shaw il buon dramma doveva porre

l’individualità dell’uomo contro il suo ambiente. I suoi personaggi hanno forti caratteri umani.

D’altronde Shaw conosce i limiti del dramma, dicendo che i problemi sociali nel dramma non

possiedono soluzioni alle domande poste. Arrivò a dire che l’artista dovesse interpretare la vita. Il

suo obiettivo non è rappresentare la vita, ma le sue verità. Gli scontri con la censura portarono a

dei cambiamenti: abbandono la severità delle prime opere per una visione più assurda legandosi al

dramma popolare.

In “Le armi e l’uomo” la serietà è diminuita: vi è una forma burlesca per sopportare temi anti-

guerra. L’opera venne ben accolta e prodotta subito senza censure. Nel dramma il mondo comico

del bulgari cerca di far pace con l’occidente, che rappresenta l’illusione della modernità. È stato

creato sullo stile del well-made play, ricercando quindi la tradizione.

10- REALISMO IN RUSSIA: DANCHENKO, STANISLAVSKI E IL TEATRO D’ARTE A

MOSCA

Con la creazione del “Teatro d’arte di Mosca” da parte di Danchenko e Stanislavski Mosca divenne

il nuovo punto di riferimento per il naturalismo teatrale, fornendo il movimento di alcuni metodi che

permisero di sviluppare il lavoro psicologico della recitazione, rispetto all’imitazione della vita.

Danchenko fu un rispettato romanziere e drammaturgo che riconobbe il valore del nuovo dramma.

In Russia era conosciuto come grande regista teatrale che lavorava sulla naturalezza di

gesti/parole. Voleva che l’attore vivesse la sua parte, al posto di interpretarla, e che il regista

stesse dietro alla produzione.

Stanislavski nacque presso una famiglia orientata verso il teatro. Per un breve periodo recitò poi

decise di fondare una compagnia incentrata sulla sincerità psicologica.

Nel 1897 Danchenko e Stanislavski si conobbero e crearono le regole di un nuovo tipo di teatro:

erano contro il teatro commerciale, lo star system, la recitazione declamatoria ed esagerata.

Fondarono il Teatro d’arte di Mosca dove le prove duravano anche 12 ore al giorno.

La prima produzione fu “Zar Fyodor” di Tolstoj. La compagnia si documentò ovunque al fine di

riprodurre la vita della vecchia Russia. Il palco venne addobbato con scenografie inerenti a quel

periodo. Il pubblico rimase sorpreso dinanzi a tale realtà poiché era anche lontano dal parlato

realistico in teatro. Il primo successo fu “Il Gabbiano” di Cechov dove si confermò la stabilità

economica della compagnia ma li permise di perfezionare una tecnica tra attore e personaggio

convincente. La prima produzione fu un fallimento poiché gli attori non furono in grado di mettere in

atto una buona psicologia del personaggio. Ne “I bassifondi” di Gorky si nota un tono politico:

esprime la degradazione umana nella condizione della Russia zarista. L’oscurità del dramma,

intrinseca di furti e violenza permise alla compagnia un’ispezione nei quartieri degradati di Mosca.

La trama è quasi assente. Per evitare allusione propagandistiche si lavorò sulla semplicità e sintesi

della parola.

Il metodo stanislavski è un metodo basato sull’intuizione, non sulla logica:

- L’idea dominante di un dramma deve veicolare la direzione della trama. Tutti gli altri

particolari drammatici servono a condurre l’attore a costruire il suo ruolo, sempre legato

all’idea dominante. Il sotto testo o la vita segreta verranno costruiti dall’attore con i suoi

metodi

- Lavorando sui fatti l’attore trae sorgente dalla sua idea di teatro per metterla in una data

circostanza. Si legherà poi al sotto testo cercando le emozioni e la psicologia 7

- Tramite la verità nascosta l’attore influenzerà i dettagli della parola e del movimento. Per far

ciò deve analizzare ogni frammento da produrre in scena. È un esercizio di immaginazione

che l’attore attuerà per costruire il personaggio. Si richiede il ricordo del sentimento al fine

di mettere in scena i propri sentimenti della vita reale

11- IL CONTRIBUTO DI CECHOV AL REALISMO

Il teatro d’arte di Mosca produsse gli ultimi drammi di Cechov come “Zio Vanja”, “Tre sorelle” e “Il

giardino dei ciliegi”. Dove Stanislavski costruì la sua teoria del teatro, Cechov capì di più riguardo il

realismo sul palco. Cechov era contro il dramma popolare e la recitazione esagerata e

drammatica.

“Tre sorelle” venne scritto sapendo chi doveva recitare le parti. Rivedendo il dramma durante le

prove e nello spettacolo, Cechov decise di riscrivere delle parti. Questo si amplificò con “Il giardino

dei ciliegi” che impiegò 3 anni di modifiche. Cechov conobbe negli ultimi anni di vita l’opera di

Ibsen, senza approvare il suo realismo: identifica in Ibsen uno stile nascosto del well-made play,

con personaggi e comportamenti definiti e conflitti. Rimproverò ad Ibsen anche la mancanza di

ironia. I personaggi morali e la mancanza di ironia di Ibsen erano visti male da Cechov, il quale

preferiva rendere flessibili i personaggi.

Cechov pose un naturalismo atipico: nessun personaggio, nei suoi drammi, ha posizioni morali.

Egli cercava la verità scientifica, analizzando gli eventi con freddezza. Con “Il giardino dei ciliegi”

ogni appunto drammatico scomparve: nessuna morte e nessun personaggio che spicca. Le scene

di sesso sono pregne di ironia, non vi sono eroi e cattivi, solo una situazione densa di avvenimenti.

Cechov pensava che il segreto di un buon scrittore stava nell’osservare la vita poiché vi è sempre

un dramma nascosto. Nelle ultime due opere le suggestioni drammatiche sono numerose ma sono

prive di inserti simbolici.

L’arte di Cechov va oltre il documentario, presenta la noia al pubblico inserendo anche personaggi

ambigui, perché senza un personaggio da seguire il pubblico doveva sforzarsi a fare attenzione a

ciò che succedeva.

Per gli attori ogni personaggio possiede una storia nascosta. Cechov crea personaggi complessi

mostrando a frammenti le loro caratteristiche e per ciò l’attore stanislavskiano può interpretare i

ruoli di Cechov.

Un problema, riguardo il pubblico, sta nell’osservare la molteplicità di personaggi individualizzati:

guardare un suo dramma diventa un esercizio di osservazione. Vi sono molte situazioni implicite

dei personaggi, e ciò richiede una grande organizzazione. Solo una grande compagnia può

mettere in scena i drammi di Cechov: la recitazione di massa funziona solo quando ogni

personaggio è scritto sulla sua storia e quando comunica con gli altri. Il metodo di Cechov riguardo

il contrapporre le individualità risiede nella sua capacità ironica. Questo viene fatto per rivelare le

incongruenze collettive. 8


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

11

PESO

37.28 KB

AUTORE

NormaG

PUBBLICATO

10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (DAMS)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NormaG di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Tordella Piera Giovanna.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Storia dell'arte contemporanea

Riassunto esame Storia dell’Arte, prof. Contessi, libro consigliato L'architettura della Città, Rossi
Appunto
Riassunto esame di Storia dell'Arte, periodo dal Neoclassicismo alla Pop Art
Appunto
Riassunto esame Storia dell'arte contemporanea, prof. Tordella, libro consigliato Caravaggio e la modernità: i dipinti della fondazione, Longhi
Appunto
Riassunto esame Storia dell'arte contemporanea, prof. Tordella, libro consigliato Caravaggio, Longhi
Appunto