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Storia dello spettacolo

Introduzione

Pericolosità dell'arte. Parte storica. La poetica di Aristotele!

Catarsi: purificazione

A contatto con un'opera d’arte qualsiasi (per Aristotele, teatro tragico e comico), che poteva cambiare la vita e creare una condizione di smarrimento nella persona. Da un lato risana delle pulsioni negative, rapporto terapeutico (per questo fu usato nella psicanalisi: esempio dell’episodio di Anna O./Berta Pappenheim: Il dottor Breuer doveva curare un caso di isteria (all’epoca, malattia prevalentemente femminile (ister deriva dal greco utero)) di una giovane ragazza ebrea di una ricca famiglia, che soffriva di una forma di nevrosi molto grave. Breuer applicò la terapia elettiva dell’ipnosi (imponendo la volontà dell’ipnotista attenuava i sintomi che avveniva attraverso una forma autoritaria) che funzionò. Breuer si accorse che prima di sottoporla ad ipnosi, stabilendo un rapporto umano, una conversazione con la fanciulla, riusciva a creare una situazione positiva con la ragazza, terapia della parola/teoria dello spazzacamino.

Transfert: situazione positiva di relazione e benessere che interviene ogni volta che noi ci affidiamo a qualcuno di cui abbiamo fiducia raccontandogli i nostri problemi e riusciamo a sentire uno stato di sollievo/catarsi. Atteggiamento solo di ricezione, ascolta in silenzio. Funziona solo se si mantiene una determinata distanza tra terapeuta e paziente (non ci deve essere un rapporto di dominio), se comincia una relazione più profonda, il transfert si rovina. Breuer interrompe la sessione e la fanciulla regredisce e peggiora. Improvvisamente però comincia a stare meglio e passerà la vita senza sposarsi e impegnando le sue risorse nell’aiutare le donne coinvolte nelle tratte bianche delle case di tolleranza del Medio Oriente. Berta diventa una donna di ferro, esercita una disciplina rigidissima nelle case da lei fondate.

Freud pensa che la teoria della parola nella terapia potesse essere chiamata tecnica catartica (termine usato nei generi letterari medicina). La scienza s’impossessa di qualcosa che appartiene alla letteratura. Teoria terapeutica: idea che l’arte/teatro possa purificare una persona/società è una delle teorie del teatro più accreditate. La poetica di Aristotele si occupa di come allestire un dramma, non della letteratura in generale.

Gli antichi credevano che l’arte potesse cambiare profondamente la mente, sconvolgere la vita, al punto da poterne morire, e avevano l’idea che un’intera comunità potesse essere toccata da queste teorie. L’arte non era indifferente, ma incidente: o si accetta che questa incidenza possa essere controllata e censurata, e la si studia per addomesticarla (per dare alla vita un carattere tranquillo e distaccato) oppure la si proibisce (es. droghe leggere). All’origine del teatro c’è questa convinzione (arte non è indifferente) e ha influenze nelle relazioni sociali.

Teoria di Platone

Eliminare arti della rappresentazione + risposta Aristotele: addomesticarla. Non era accettato moralmente esercitare un’arte della rappresentazione, perché il problema alla base era: il teatro, e le altre arti, devono rimanere inerti? Adesso tocca solo lo stato sociale o il titolo di studio, aspetti epidermici dell’essere sociale. Artaud: perché il teatro dev’essere come un museo? Dov’è l’elemento nero (modo di confrontarci con le esperienze che ci fa rimanere sconvolti) del teatro che ci fa uscire sconvolti?

Non è una questione di antichi-moderni ma esiste un’idea dell’arte che tocca la dimensione emotiva e una che tocca la dimensione cerebrale. La nostra è una cultura del testo, del logos, e quando viene scritta diventa fondamentale. Per questo rimangono i testi/autori ma non gli attori, i teatri, etc.

Il sistema dell’arte occidentale può essere ricondotto a:

  • Coscienza e consapevolezza che l’arte è pericolosa: la censuriamo o la cavalchiamo (creo arte davvero sconvolgente) per sovvertire il carattere delle cose. (Platone)
  • (più accomodante/riformistica) Le arti ci sono, sono importanti, possono essere parte della vita comune, possono purificarci e insegnarci, ma non necessariamente sconvolgerci. (Aristotele)

Gli antichi avevano un’idea molto larga della catarsi e sostanzialmente due ipotesi: terapeutica come nella psicanalisi. In questa visione, ad una rappresentazione ho dentro di me una catarsi che mi migliora interiormente. All’interno di questo vie è una doppia strada:

  • Allopatica, più praticata: si contrasta una malattia con il medicinale opposto. È una medicina antitetica. La catarsi fa reagire attaccando ciò che dentro di noi sono passioni segrete/oscure.
  • Omeopatica, meno diffusa e più tarda (Heinemann, ‘700): un sintomo viene attaccato da qualcosa di simile. La catarsi, essendo negativa, aumenta la negatività.

1830, trattato di un vescovo francese sul comportamento che si deve avere nei confronti del sesto comandamento, e parla degli attori (li condanna, assolti solo se rinunciano alla loro professione). La censura condanna la sessualità e le forme di rappresentazione.

Parte storica

Origini del teatro

Si parla di origini del teatro (fenomeni artistici) come se fosse un organismo, perché si pensa che abbia una storia evoluzionistica, che il corpo di queste arti sia come quello di un bambino che abbia un'origine piccola e che poco a poco si evolva. Per questo si dice che la storia del teatro sia evoluzionistica e che parta dal teatro greco (o i popoli primitivi, forme di ritualità) e che col tempo si evolva fino ad arrivare ai giorni nostri. Ma questo modo di vedere la storia è sbagliato perché è un punto di vista ideologico, dà categorie nostre a cose che invece hanno avuto un’evoluzione diversa o neanche un’evoluzione ma uno sviluppo discontinuo. Esistono epoche della storia del teatro (per esempio nel Medioevo) nelle quali, se si fosse preso un signore e gli si avesse chiesto “mi mostri il teatro”, egli non saprebbe indicarvelo, perché non sapeva cosa fosse il teatro. Infatti, per molto tempo il teatro non è conosciuto come il teatro che conosciamo oggi, e talvolta non esisteva proprio. Per un greco andare a teatro voleva dire non per acculturarsi ma, poiché era uno dei tre luoghi pubblici della polis, significava partecipare a una cerimonia civile e religiosa. Per i romani, l’idea del teatro era ancora diversa.

L’odio teatrale in Perù. Cellula primaria del teatro: data una persona in posa recitativa, attorno a lui si crea un cerchio; crea un cerchio sociale che è in grado di legare la società. Per questo è legato alla religione (da rilegare).

Attore del IV secolo (da un vaso pugliese): L’uomo sul vaso, con in mano una maschera, è un ometto, bruttino mentre la maschera è un dio. L’uomo comune recita un personaggio straordinario attraverso la maschera, la rappresentazione (elemento che rappresenta la pericolosità del teatro perché cambia le persone (è diabolico)).

Dimostra che la credibilità del teatro è diversa da quella normale, per cui tramite determinate tecniche è possibile per un attore maschio, rappresentare donne (che non potevano partecipare). “Il teatro è la vita e la vita è il teatro”: Noi siamo sul palcoscenico della vita e ognuno di noi recita la propria parte, un personaggio speciale a seconda di chi ci si trova davanti; e noi usiamo termini del teatro nella vita di tutti giorni (“scenario” “teatro del mondo”, come si fa lezione etc.), portando eventi della storia alla metafora del teatro. Ma questo si può dire solo a livello poetico perché il teatro è diversissimo dalla vita.

Es: spettacolo di danza, il ballerino balla sulle punte ma se si muovesse normalmente l’attenzione non si punterebbe su di lui.

Esistono modi diversi di fare attività teatrale, perciò: teatro ≠ vita. Massimo sforzo per minimo risultato, minimo sforzo per massimo risultato. Sprecare energia per euforizzare, mantenere l’attenzione del pubblico ma agita anche i suoi sentimenti. (Teoria dell’antropologia teatrale)

La comunicazione degli attori è di presenza e non di parole, oppure indicando teatralmente (nei teatri orientali), perché la curva di attenzione del pubblico viene molto più eccitata. L’attore (da attività) deve captare l’attenzione del pubblico con i movimenti, spostamenti di equilibrio, danza di energie per avere un corpo irradiante; non è una voce, lo strumento che usa è il corpo. Attore di prosa (incorretto, è in versi) ma in realtà gli attori danzavano. (Triade: canto, recitazione, danza e talvolta suono di strumenti)

La fiera contadina di Bolten: mostra la forma basilare del teatro: non è stabile, il palco è sopraelevato e c’è un sipario, deve esserci una separazione tra la vita normale e l’uomo in cui l’attore si trasforma. Situazione pre-teatrale - corpo in forma (es: gettata sulla sedia o giacca indossata). Il rapporto tra attore e spettatore dev’essere di vicinanza: si crea un rapporto di contagio che si avverte tramite la tensione (~transfert) che provoca interesse. Ciò mostra che lo spettacolo non è una cosa indifferente, può cambiare/toccare, non è inefficace, non è solo uno strumento intellettuale (es: conosci semplicemente un testo in più) ma passa attraverso lo strumento fisico, di partecipazione. Esempio: un’azione eccezionale dell’attore crea uno stato di tensione, o cambiare minimamente il nostro stato d’animo (come al circo durante uno spettacolo pericoloso). Bios (vita) scenico sia dell’attore che dello spettatore.

Per secoli i teatri erano all’aperto, si andava in scena di giorno, non c’era silenzio, per cui l’attore doveva fare ancora più fatica a mantenere l’assoluta attenzione del pubblico (Rossi: “pubblico è un serpente da incantare”) si nota lo sforzo assoluto che l’attore ha dovuto fare per secoli, perché, come ha detto Peter Brook, “il teatro in epoche precedenti è stato ben altra cosa da quello che il teatro è per noi”.

Esempio: se oggi vediamo a teatro una scena patetica, per esempio una fanciulla cieca segregata in una stanza chiusa a chiave, la quale è in un cassetto che la ragazza deve trovare, il pubblico la guarderebbe, mentre nell’800 il pubblico si alzò ad urlare per aiutare la fanciulla, dimostra che la sensibilità teatrale del pubblico era molto più forte, c’era molto più spirito di partecipazione. Infatti un tempo il teatro era molto più importante di quello che è oggi (oggi non vale niente): era la centro della città, sul palco si aveva un ruolo sociale (gli attori erano famosi), creava molte più emozioni.

La storia del teatro ha varie fasi dove il teatro ha più o meno importanza, al centro c’è bisogno di rappresentazione attraverso la gestione dei corpi (attore/spettatore) che abbia un forte impatto sulla vita delle persone. Non è una storia di regola ma di eccezioni, bisogna capire quali scopi aveva e che era concepito diversamente da oggi.

Storia del teatro greco

Parte storica. Si afferma che la cultura occidentale è una sintesi di elementi che arrivano dalla Grecia e dalla parte ebraica. Se è vero che la nostra cultura è strutturata su base greco-giudaica, il periodo del teatro greco è autonomo di cui possiamo fissare alcuni picchi:

  • 472-406 a.C. teatro greco: dai Persiani (prima opera di Eschilo) alla morte di Euripide (solo 60 anni su 400)
  • 534 a.C. riorganizzazione delle feste dionisiache in cui si reintroducono gli spettacoli teatrali sotto Pisistrato ad Atene
  • 486 a.C. 1° concorso comico (spettacoli comici)
  • 334 a.C. Poetica di Aristotele
  • 16-13 a.C. De architectura di V. Pollione (V libro)
  • II sec d.C. Onomastikon di G. Polluce

I tragici antichi erano molti ma ci sono arrivati solo tre (Eschilo, Sofocle, Euripide per 70 anni) perché erano i più importanti, talmente tanto che venivano studiati a scuola. La storia del teatro ha dei picchi molti e depressioni, non è una linea omogenea. Il teatro greco è un picco importantissimo, successivamente ci saranno altri picchi ma non altrettanto alti.

Cosa veniva rappresentato nel teatro greco? Non implicava un pagamento per il biglietto, non era andare a sentire un testo, non era andare la sera a vedere uno spettacolo, non implicava concentrazione assoluta, non era partecipare a una manifestazione di cultura. Noi non sappiamo in profondità cos’era il teatro greco e cosa veniva rappresentato in esso. Aristotele abbozza una teoria su come lo spettacolo veniva rappresentato presso i greci, ma lui parla addirittura 200 anni lontano dalla nascita del fenomeno del teatro greco. Non si è sicuri che le sue teorie fossero corrette, per esempio: Aristotele dice che le rappresentazioni avvenivano all’insegna del dio Dioniso. Infatti gli attribuisce la nascita della tragedia e della commedia: la tragedia nasce dai cori ditirambo che esaltava le gesta del dio, e successivamente dal coro si staccò un attore che poi diede origine alla tragedia; la commedia invece deriva dalle fallofonie, dialoghi di carattere leggero e comico. Dice che Eschilo fu il primo a portare gli attori (che erano anche danzatori e cantanti) da uno a due, a ridurre la parte del coro e ad aumentare il ruolo della parola rispetto all’elemento corale (canto e danza). Dato che il coro perde importanza, anche l’elemento religioso si indebolisce. Aristotele aggiunge che Sofocle aggiunge un terzo attore e inventa la pittura degli scenari (~scenografia).

È vero questo? 1. Innanzitutto non ci è arrivato il testo intero della Poetica. 2. Si hanno notizie diverse sui teatri greci, per esempio la scenografia esisteva già, Vitruvio nega che la scenografia inizia con Sofocle e che tutto ciò avvenga per il dio Dioniso (saggio Niente a che fare con Dioniso).

Nel 534 a.C. nascono i concorsi: si rappresentavano varie tragedie, si votava in urne consacrate (chi rompeva le urne prima di avere il permesso compiva un sacrilegio) e il vincitore veniva premiato (si perdeva un po’ l’elemento religioso) la vita delle città si sosteneva a teatro: tutti i cittadini liberi (maschi ricchi adulti: no schiavi, no donne, no ragazzini/bambini) andavano a votare (logica civile e religiosa). Nel teatro, vi erano solo attori maschi: ma esistevano anche personaggi femminili; in scena vi erano solo tre attori ma i personaggi erano molti.

Teatro greco e magno greco

Non esiste un teatro greco, perché sono tutti stati sostituiti da quelli romani e perché erano in legno (quindi sono andati distrutti).

  • Teatro di Atene: attivo V sec a.C. fino al V sec d.C.
  • Teatro di Siracusa: non è greco per la forma (non è circolare, ma semicircolare tipica romana), è in pietra e ha le gradinate.

Elementi per cui il teatro di Siracusa non è greco:

  • Scena - Skenè: La prima scena è il sipario/tenda, l’idea della skenè è di un elemento di separazione. Da essa esce l’attore con cui comincia il rapporto teatrale. Ha 5 aperture: 1 porta regia o centrale; 2 porte laterali o ospitali (o degli ospiti, per personaggi secondari); 2 aperture laterali che conducono una verso porto e una verso campagna. La scenografia per i greci consisteva in pelli colorate, elementi per adornare il teatro con vessilli e drappi. Non è l’elemento che agisce ma iupokrites ovvero colui che risponde al pubblico.
  • Logeion: significa esprimere la parola ed indica il palcoscenico;
  • Orchestra: dove era situato il coro che si muoveva circolarmente (compiva movimenti ritmici);
  • Parascene: ali che chiudono la scena/logeion;
  • Teatron: significa dove guardare con attenzione/avendo visioni e indica dove siede il pubblico, circondato dai Paradoi ovvero gli ingressi sia per il pubblico che per il coro.

Unico teatro greco del IV sec a.C.: no trapezoidale, orchestra circolare (per i movimenti del coro) con al centro un altare (il timele). Prima della rappresentazione venivano intonati inni sacri. Punto in comune tra il teatro greco e quello di oggi è la tradizione che viene trasmessa. Il teatro ha sempre avuto una sala molto illuminata o immersa nella natura (per rapporti simbolico-religiosi), talvolta si aveva il sole in faccia che creava visioni e distanza della luce.

Teatro greco e romano

  • Teatro greco: su una collina, skenè monumentale, palco ~ pedone, attore era un divo.
  • Teatro romano: nel centro della città, skenè a un piano, palco ampio e sopraelevato, attore era uno schiavo. Si rappresentava il mimo o spogliarelli, lotte tra gladiatori, etc. Teatri erano in legno e pochi in pietra. Non vi era un senso di partecipazione civile o religiosa.

Teatro romano: SCAENA: per gli attori e le scenografie; FRONS SCAENAE: prospetto architettonico a 3 piani (eroi al 1° piano, semidei al 2° e dei al 3°) con 3 porte (regia più due ospiti) e 3 laterali; PULPITO: palco profondo e largo, rialzato per i dei (3°) con un fosso del sipario trattenuto dall’alto e cadeva nella fosso; NO CORO: posti d’onore.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rig_Ce di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Perrelli Franco.
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