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Riassunto esame Storia del Teatro Antico, docente Enrico Medda, libro consigliato Lisistrata di Aristofane Appunti scolastici Premium

Il documento fornisce un'analisi dettagliata del testo Lisistrata di Aristofane, con spiegazione approfondita per capitoli e versi dell'intera commedia antica greca con introduzione all'autore. Università degli Studi di Pisa - Unipi. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia del teatro antico docente Prof. E. Medda

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personaggio delle poesie di Ipponatte, che lo aveva come nemico e narra situazioni in cui si scontra

Bupalo,

a pugni con lui.

Allusione del la vita pubblica e giudiziaria era in mano agli uomini, le donne non avevano diritto di

tribunale:

parola. Le donne contestano ai vecchi la pretesa di farle smettere di parlare. Si arriva alle mani: i vecchi

cercano di dar fuoco alle donne e queste li inondano di acqua. Le donne riescono a mettere in difficoltà i

vecchi, che sono fisicamente bagnati. Il primo progetto del coro naufraga contro la resistenza delle donne,

che rompono i limiti del comportamento abituale.

Arriva in scena un personaggio, o che riporta alla situazione storica. Nel 411 a.C. ci fu

commissario prefetto,

il colpo di stato oligarchico, ma prima fu istituita una con magistrati chiamati coloro

magistratura probuli,

che decidono prima di qualcosa, che dovevano rivedere la costituzione ateniese. Questi favorirono l’avvento

dell’oligarchia perché alcuni furono protagonisti del colpo di stato. Il personaggio è anti-democratico:

rappresenta il gruppo che porterà all’istaurazione dell’oligarchia. Rappresentante della visione anti-

femminista, rappresenta l’autorità che cerca di imporsi sulle donne: laddove non riescono i vecchi,

della città

cittadino normale, interviene l’autorità politica. Il commissario non vuole sentire ragioni, è adirato. Si rifà ai

per egli l’azione delle donne è un Le donne sono accusate di fare dei riti in cui si lasciano

luoghi comuni: orgia.

andare alla lussuria, cita divinità:

Dioniso;

• Sabazio, divinità orientale, importata in Atene nel V secolo, esotico e pericoloso;

• Adone sui tetti, festa celebrata di notte, in cui le donne stavano sui tetti e preparavano composizioni

• floreali.

Questi riti femminili fanno sì che, gli uomini, essendo esclusi, tendano a presentarli come eccessivi e immorali,

ma in realtà non era così! Si forma un’immagine negativa per denigrare i riti. Il commissario cerca di

descrivere l’azione delle donne come un ennesimo rito delle divinità strane cui le donne approfittano per

fare cose strane.

Il commissario evoca un episodio volendo attaccare la democrazia e le donne: ricorda l’assemblea in cui

favorevole alla guerra, ha appoggiato la spedizione in Sicilia. Viene fatto un parallelo tra lui in

Demostrato,

assemblea e la che si lascia andare a questi effetti religiosi sul tetto. La decisione di Demostrato è

moglie,

negativa per la città: il commissario lo attacca perché ciò è stato un danno per Atene. E’ assurdo perché la

moglie non c’entra niente! Secondo il commissario Atene va male per due motivi: la democrazia e le donne

che trasgrediscono, nesso inesistente. Il commissario dice che sono gli uomini stessi a causare i guai perché

comprano i gioielli alle donne e poi questo si rompe e loro dicono al gioielliere Passa da mia moglie e aggiusta

(doppio senso sessuale). Egli dà una le donne hanno

rappresentazione semplificata della situazione:

il buco

fatto qualcosa di incredibile, ma la colpa è degli uomini perché non hanno saputo prevenire ciò. Il

commissario replica il comportamento dei vecchi: vuole sfondare le porte dell’acropoli con i pali.

Entra Lisistrata ed inizia il confronto tra il capo delle donne e il commissario. Il problema è di carattere

dimensione che risulta difficilmente gestibile perché il maschio ateniese rifiuta il confronto

intellettuale,

intellettuale con la donna. Lisistrata è la negazione dell’inferiorità intellettuale della donna e si pone come il

corrispondente comico di Medea, donna capace di uscire dalla condizione di limitazione, venire sulla scena,

confrontarsi con gli uomini ed uscire superiore nel confronto di carattere intellettuale. La supremazia

maschile non è fondata su una reale capacità intellettuale e fisica ma basato su luoghi comuni. C’è uno

scontro sulla scena tra il commissario e le donne. Rimangono poi soli Lisistrata e il commissario, che accetta

la prospettiva di Lisistrata.

Aristofane rivendica per sé il ruolo di che rivela ai cittadini i meccanismi della politica. Ricorda

voce libera

Diceopoli. Aristofane spiega agli ateniesi come gli uomini politici si facciano beffa dei cittadini li convincano

a prendere decisioni che nascondono un interesse privato. A. fa campagna forte contro l’interesse personale

politico. Ciò che muove le decisioni della politica è l’interesse privato del vantaggio economico che si trae

dalla guerra. Il commissario fa il finto ingenuo dicendo Lisistrata va diretta al

La guerra si fa per il denaro?.

punto: tutto il casino della città dipende dal denaro. aspira alle cariche per poter rubare e arricchirsi.

Pisandro

Aristofane parla di ciò durante la guerra: A. dice le cose direttamente, e attacca gli uomini politici potenti

senza censura o ritorsione. A. affida la sua critica a una donna, parte sociale tradizionalmente lontana dalla

possibilità di fare una denuncia del genere.

I greci avevano il senso tra e come si amministra la casa, così la vita pubblica. Ma

vita privata vita pubblica:

nella visione diffusa e tradizionale ciò non è mai messo in discussione ed è il padrone gestisce la

maschile:

casa e l’uomo gestisce l’andamento della vita pubblica. Lisistrata e le donne pongono un problema: la vita

della casa è amministrata dalle donne, e allo stesso modo esse sanno amministrare la vita pubblica. Lisistrata

vuole sostituire al buon padre, la buona madre.

Imprecare gli uomini non lo facevano, perché Demetra e Persefone sono divinità femminili, cui

Per Demetra

è dedicata la festa delle Tesmoforie. Il commissario parla e si lascia scappare un invocazione non da uomo: si

stanno cominciando ad invertire i ruoli tra commissario, rappresentante della vita pubblica, e Lisistrata,

dimensione della casa. Egli si sta ed il ruolo pubblico passa nelle mani di Lisistrata. Viene

femminilizzando

descritto il quadro della normalità, ma si sta aprendo uno spiraglio: le donne stanno zitte in casa, ma non

sono nè stupide né sorde e ascoltano e giudicano gli uomini. Questo fu un elemento che al pubblico ateniese

risulta inquietante: è come avere il nemico a casa. Per la donna la guerra significa morte e solitudine, difficoltà

economica e quindi piange. Citazione da un passo dell’Iliade. L’eroe Ettore

La guerra è affare da uomini,

torna in città e si incontra con Andromaca, moglie, che vuole convincerlo a non esporsi nella guerra, perché

se le lo perdesse la vita sarebbe finita: è la mozione degli affetti che richiama la vita familiare per impedire

all’uomo di rischiare di perdere la vita. Ettore condivide ciò ma risponde secondo il codice epico del guerriero:

di fronte ai troiani partecipa alla lotta e dice che la guerra è una cosa da uomini. Qui la citazione viene

inglobata all’interno della prima fase dei rapporti uomo – donna.

passaggio logico forzato, realisticamente accettabile per costruire il gioco comico: sono stati gli

Paralogismo,

uomini a certificare che gli uomini non erano più in grado di gestire la situazione. Hanno riconosciuto che gli

uomini non sono più capaci di fare niente, allora sono subentrate le donne. E’ il loro

fallimento degli uomini:

non sono stati capaci di arrivare a una soluzione, hanno iniziato una guerra ma senza trovare una soluzione.

I ruoli si ribaltano: le donne hanno la possibilità di far migliorare le cose. Abbiamo in scena una

trasformazione: il commissario viene femminilizzato, prende il velo, si rimbocca la veste e si mette nella

posizione del lavoro della lana e sgranocchia fave. La citazione epica è rovesciata.

Subentrano le donne. Lisistrata ha avuto la meglio. C’è un primo invito a lasciare le anfore e passare

canto,

all’azione. Lisistrata fa un’invocazione: la soluzione passa attraverso il desiderio sessuale. Il piano delle donne

funziona se gli uomini saranno vinti dal desiderio delle donne, e bisogna invocare le due divinità e

Eros

che devono aiutare le donne aumentando il desiderio degli uomini. Gli uomini saranno vittime del

Afrodite,

loro desiderio: avranno un’erezione costante.

Lisistrata se la prende contro l’assurdità di chi va al mercato con lo scudo. Procedimento comico della

si prende un linguaggio metaforico e lo si trasforma in realtà. La metafora

concretizzazione della metafora:

è la filatura e la cardatura della lana, attività reale della donne applicata alla realtà politica, che è come una

matassa di lana ingarbugliata che deve essere sbrogliata. Le donne trasportano la loro capacità di filatrici

sulla realtà politica e attraverso un lavoro di diplomatico di ambascerie riusciranno a risolvere la guerra, al

contrario di fare scontri come fanno gli uomini: le donne vogliono la Lisistrata delinea una

contrattazione.

politica per il risanamento di Atene: bisogna liberare la città dai personaggi negativi che influenzano

negativamente le cose e lavorano per interesse personale. Passaggi:

la lana deve essere lavata, così bisogna levare il sudiciume dalla città;

• la lana va battuta e distesa sul letto per togliere lo sporco residuo. Le spine sono i personaggi più

• difficili da eliminare;

la cardatura, operazione fatta con un attrezzo con punte. Bisogna prendere tutti colori che vogliono

• fare carriera e usare la cardatrice.

Lo scopo dell’operazione è la concordia perduta a causa di queste persone che hanno creato

concordia civica,

profonde spaccature ad Atene.

Atene era capo di una lega che aveva città e isole, e aveva mandato coloni in alcune città, ma nel tempo i

rapporti si erano rovinati: Atene era dominatrice e aveva imposto la sua politica. Ciò per Atene è sbagliato

perchè ha perso l’appoggio delle città. Bisogna considerare queste città come lana che è caduta per terra,

che va presa e rimessa insieme: anche così si arriva alla concordia civica e ad una città che prende decisioni

corrette. Laddove gli uomini si scontrano e dividono, le donne applicano la loro capacità di mediare.

Da verso n. 180 – Dopo il colpo di stato del 411 a.C., nel 403 c’è un nuovo colpo: Sparta ed

Concordia civica.

il governo oligarchico istaurano il regime dei trenta tiranni, inaugurando una politica di repressione. Un anno

dopo quando questa cade, i democratici fanno una proposta politica: si può sopravvivere solo grazie alla

concordia. Qui sono le donne a sviluppare questa politica: le donne non possono trattare la guerra con i

gomitoli, ma Lisistrata vuole dimostrare il contrario. Aristofane lascia affiorare temi formi, come i grandi lutti

a causa della guerra del Peloponneso. Lisistrata sottolinea ciò dicendo che le ragazze giovani invecchiano sole

nelle loro camere. Ricorda che le guerre si svolgevano in primavera/estate e le assenze degli uomini erano

lunghe. Il comandante non percepisce il senso della metafora di Lisistrata e vuole imporsi sessualmente. E’ il

suo (ricorda il primo femminile, con il velo), qui viene adorato da morto: la

secondo travestimento scenico

politica degli uomini, dal punto di vista delle donne, è morta.

colui che traghettava le anime. Gli ateniesi quando morivano avevano una moneta sotto la lingua.

Caronte,

E’ un richiamo letterario dell’Alcesti, donna fedele. Quando Alcesti muore, dice di vedere Caronte. Qui si

rovescia questo motivo.

La scena si chiude con la sottovalutazione degli uomini delle capacità intellettuali femminili. Lisistrata impone

il punto di vista delle donne e va sull’acropoli. Rimangono in scena i cori e inizia la Il coro parla di

parabasi.

un argomento extra drammatico, ma non parla al pubblico, bensì riflette sullo scontro tra gli uomini (l’imporsi

con la forza) e le donne, che dicono cose utili alla società.

paura del tiranno. Con questo termine gli ateniesi intendono il sovrano assoluto, il potere nelle

Tirannide,

mani di uno solo che governa senza controllo. E’ la figura di riferimento contro gli ideali democratici. Il

tirannide viene evocato durante una situazione spaventosa ed è un argomento utilizzato in modo

strumentale, perché molti venivano accusati di filo-tirannia anche se ciò non era vero. Accadeva infatti che

quando qualcuno diventava particolarmente potente, si poteva votare per il suo esilio. Loro venivano poi

mandati fuori da Atene, anche se potevano sostanzialmente aiutare la città. Qui si cerca di dare all’azione

delle donne un tradimento!

Verso di canto celebre, nel 513 a.C., canto patriottico sul tirannicida.

Le donne parlano come ateniesi di fronte alla città: la politica degli uomini si è rovinata dall’egoismo, e al

contrario la mira all’utile e al La città è come una madre che alleva i

politica delle donne bene collettivo.

propri figli, cittadini.

feste in cui le ragazze andavano con oggetti segreti nel tempio di Afrodite. Poi veniva portato del

Arreforie,

grano, usato per realizzare del cibo.

rito del raggiungimento della maturità sessuale praticato nella località di Brauron. Le ragazze si

Brauronie,

travestivano da orse e indossavano una veste gialla, stessa veste evocata all’inizio dalle donne. E’ un rito di

crescita sessuale che prepara donne fertili e pronte, che alla fine si spogliano.

Collana di fichi secchi, allusione alla festa con trasporto di canefore alla divinità e si indossava una collana di

fichi secchi.

Ricorda il contrasto tra:

uomini che producono;

• donne che consumano. La donna ha solo la capacità generatrice.

Le donne si stanno difendendo con argomentazioni serie, ma anche dei giochi. Il coro si denuda e cerca di

imporsi con mascolinità: l’uomo deve essere l’opposto della donna (peloso, puzzolente).

scontro avvenuto cento anni prima! Ciò era impossibile.

Lipsidrio, traspare l’incubo dei maschi: se essi non si impongono, le donne faranno ciò che fanno gli uomini

Artemisia,

(es. costruire navi o combattere per mare). Artemisia, figura storica, aiutò i persiani contro Atene. E’ ricordata

perché per i greci è la manifestazione incredibile che associano al mondo dei barbari. Ricorda

donna militare,

la forte opposizione tra:

greci, con molte città e forte senso di appartenenza a un gruppo etnico grazie alla lingua, gli usi, e

• l’organizzazione politica. Non si sottoposero mai alla monarchia;

barbari, persiani. Per i greci rappresentano il mondo dei disvalori. Sono dei barbari che pensano cose

• che per i greci sono inaccettabili.

Andare a cavallo, metafora dell’atto sessuale.

conosciute dai greci, donne che cavalcavano e tiravano con l’arco. E’ una parodia della donna fuori

Amazzoni,

posto.

Riferimento alla favola dello scarabeo che si vendita andando nel nido dell’aquila e rompendo le sue uova. E’

l’idea della vendetta delle donne.

La grande novità è che le donne sono e di ciò non ne sono capaci gli uomini! Es.

associate tra le varie città

Lampitò e Ismenia.

Poi si ritorna allo scherzo: si voleva fare una festa.

Il coro si rivolge a Lisistrata con un verso di riferimento Euripide: la preoccupazione di Lisistrata è domandata

Ella alterna momenti eroici a momenti bassi: le donne non ce la fanno a restare

Perché esci così scura in volto?

senza i loro uomini. Esse si comportano in modo comico. Una vuole perfino volare via su un passero.

Orsiloco, nome parlante ateniese.

Arriva una donna sulla scena, poi un’altra. La terza donna finge di essere Il parto è considerato un

incinta.

momento di impurità, e dato ciò lei non può partorire sull’acropoli, ma in un luogo consono. Al posto della

pancia ha un elmo nascosto.

Con si intende il rito di accettazione del bambino in società. Appena nato c’era una cerimonia dove

battesimo

veniva appoggiato a terra vicino al focolare, i parenti tutt’intorno. Quando il padre lo prendeva in braccio, il

bambino era accettato.

Serpente, difende i templi.

Civetta, simbolo di Atene.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in discipline dello spettacolo e della comunicazione
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher claudia.caleca495 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro antico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Medda Enrico.

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