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Commedia sulle donne con aspetti extra drammatici

La dimensione fondamentale è festa delle donne, teatrale: la comicità gioca sulla finzione. Dentro la finzione della commedia ci sono altri livelli di finzione. Ciò mostra una grande maturità teatrale di Aristofane. Vi sono realtà diverse all'interno l'una dell'altra attraverso un gioco di convenzioni. Questo contenitore permette di far entrare più elementi.

Il genio di Aristofane

Ecco l'invenzione geniale: il protagonista è un uomo di teatro, personaggio reale che era anche presente tra il pubblico. È sia Euripide, ateniese, personaggio noto, sia un uomo di teatro (scrive tragedie). Euripide si comporta come autore e regista di opere teatrali: dentro questa funzione importa le sue capacità teatrali.

Il personaggio travestito

  • Attore in travestimento comico
  • Attore travestito da donna
  • Da veste femminile semplice si passa a un travestimento tragico (Euripide fa da regista alla storia)
  • Euripide è travestito da attore tragico di una sua tragedia

È una commedia che mette in tensione i due generi. Aristofane fa satira sia sulle donne, sia su Euripide, che nell'opinione ateniese è misogino e nemico delle donne, colui che deve essere punito.

Il progetto comico-teatrale

Il progetto comico-teatrale di Aristofane ha come ambientazione la festa in cui le donne si riuniscono e per tre giorni si separano dalla compagnia maschile. La festa si svolge in onore di Demetra e Persefone (fecondità, terra/produzione grano). Persefone è protagonista dei riti fatti in segretezza, dove si raccontava come gli dei avessero concesso agli uomini di coltivare la terra. Ricorda il mito di Persefone e Ade: Demetra dal dolore per la perdita della figlia, blocca la terra che non produce più prodotti agricoli. L'accordo con Ade sarà di 6 mesi negli inferi (inverno, morte della natura) e 6 mesi nella terra (primavera e prosperità).

L'importanza della festa

I tre giorni della festa si svolgono nel santuario di Demetra durante il digiuno. Lo spazio è totalmente femminile e le donne sono libere dagli uomini e dalle convenzioni restrittive del linguaggio. Era vietato ai maschi. Siamo nel 411 a.C. e le donne dedicano la festa a un culto misterico, progetto di vendetta contro Euripide: convocano un'assemblea regolare per discutere di questo tema (come avveniva per l'assemblea ateniese). Euripide è sotto minaccia e ha una reazione: inizia una grande parodia teatrale perché produce opere dove i suoi personaggi si salvano per stratagemmi.

La critica al teatro tragico

Infatti il personaggio di Euripide deve escogitare un piano di salvezza e ricorrere a trucchi del mestiere -> si passa alla dimensione teatrale. Aristofane crea giochi parodici e una critica al teatro tragico: la commedia mette in difficoltà la tragedia. Aristofane è il primo autore che viene considerato di critica letteraria. Dimostra grande consapevolezza dei suoi colleghi tragici/comici ed è in grado di elaborare critiche verso la poetica dei suoi avversari.

Il ruolo di Agatone

Qui coinvolge Agatone, più giovane, tragico di successo, che si era rapportato con la corrente della nuova musica, ossia un filone di artisti di poesia musicale che sviluppano considerazioni di tipo musicale, quali:

  • Uso di nuovi strumenti
  • Ricorso a soluzioni musicali elaborate e complesse, che scatenano però malumore e critiche

Agatone e Euripide cercano di stupire il pubblico con tematiche nuove. Grande contributo va ai Sofisti, pensatori, personaggi presenti ad Atene attorno il 425 a.C., che importano l'arte della parola con fine la persuasione. Ebbero grande successo, soprattutto politico: i giovani pagavano per avere lezioni da questi grandi maestri. I Sofisti importarono anche la relativizzazione dei valori. Infatti nella tradizione aveva prevalso il discorso migliore, quello fondato sulla verità e giustezza. Da qui si diffonde l'idea che non esiste un discorso giusto e che ogni valore, anche negativo, può essere fondato se ha giuste argomentazioni e se ciò che si dice sembra vero. Ciò rischiò di causare una crisi ad Atene. Aristofane vede i Sofisti, ma anche Agatone e Euripide che li appoggiano, pericolosi e criticabili.

L'inizio della commedia

Inizia la commedia. Siamo di fronte la casa di Agatone. Il nome non compare in Aristofane, e il personaggio viene chiamato Mnesiloco (di Euripide). Euripide ha convinto Mnesiloco a seguirlo, ma senza spiegargli cosa vuole fare, e lui è scocciato. Tempo delle rondini: primavera.

La parodia e la critica sociale

Euripide fa citazioni tragiche: differenza tra vista (forma più completa di percezione) e udito. Ma Mnesiloco è ignorante e risponde con battute sciocche. Euripide è bravo a parlare (ricorda Atene dei Sofisti). Mnesiloco confonde il vedere ed il sentire, che sono due cose ben distinte. Euripide parla in modo alto e tragico e spiega la genesi dei sensi: è la parodia della poesia cosmogonica, un insieme di poemi che raccontano l'origine del mondo partendo dal caos, che è spalancato, vuoto. Euripide prende come riferimento l'etere, che dà vita agli esseri viventi, e risolve con due fori: occhio e orecchio. Mnesiloco ha un atteggiamento di anti-intellettualistico.

  • Sofista, pensatore
  • Drammaturgo, colui che presenta i personaggi con caratteristiche non degne della tragedia (es. alcuni erano zoppi, Telefo)

Si delinea la figura di Agatone: è effemminato e vuole calarsi nella psicologia delle donne. Infatti si veste da donna e ha caratteristiche femminili che negano la virilità maschile (es. mancanza di barba). Esce un servo che fa dei preparativi per un sacrificio. Ricorda che i servi condividono le caratteristiche dei loro padroni: egli è colto e si esprime poeticamente. Esordisce con un tipico invito dei rituali antichi dove è importante il silenzio, poiché le parole avrebbero potuto rovinare l'esito del rito. Silenzio in greco è eufemia, il dire cose buone, positive. Qui il tono è alto: egli evoca elementi come il tiaso delle Muse, divinità che secondo Omero forniscono al poeta l'ispirazione del canto. Il servo abita nella casa di Agatone ed invita tutto il mondo a far silenzio.

Le immagini da lui evocate rimandano a forme di poesia di autori con stile provocante, uno stile che punta a lasciare stupefatto il pubblico. Egli fa citazioni liriche della poesia precedente esprimendo l'idea di globalità (usa infatti forme di elenchi, parole come tutto, tutti). Mnesiloco rigira contro il servo la sua grande poesia. Il suo discorso caricato finisce col rovesciare il gioco comico. La sequenza di frasi è un sunto delle metafore della poesia che Aristofane amava: la caratteristica dell'uso audace della metafora.

Il ruolo del poeta come artigiano

Il poeta era artigiano/costruttore: la poesia è costruita. Altri esempi come porre le fondamenta di un dramma, artigiano che passa i versi al pensieri, piegare, tornio, forgiare plasmare. Scherzo brutale: questo cazzo!, oppure penetrale (assonanza con penetrare). La parola greca indica l'architrave dell'edificio. Mnesiloco non è disposto a discussioni sulla sessualità di Agatone, che considera deviante. Agatone ha bisogno del sole per comporre le sue strofe.

Euripide fa un verso tragico dall'Edipo Re. Egli ha in mente il rischio che sta compiendo. Mnesiloco fa riferimento ad un uso in Atene: i pericoli di Euripide vengono o dal tribunale o dal consiglio di Atene. Ma in questo giorno entrambe le attività sono sospese, quindi ad Euripide non può succedere niente! Infatti durante il giorno di digiuno c'era il blocco delle attività politiche.

La fusione tra religione e politica

L'elemento religioso della città è importante perché nel V secolo l'ambito politico e quello religioso non erano distinti. Nella vita politica degli ateniesi, la vita religiosa è presente nelle decisioni, ma a causa di ciò c'è il rischio dei riflessi. Qui. Aristofane gioca su questo: la festa è sostituita da un tribunale che può decidere la sorte di Euripide.

Conflitti interni alla commedia

I personaggi in scena, anche se sono dalla parte di Euripide, lo mettono in difficoltà: Mnesiloco dà ragione alle donne. Fa allusioni alle capacità di Euripide di creare drammi e fare dei piani. Uso della parola macchina (dal verbo mekhane, macchinare, ossia escogitare piani elaborati). Il parente immagina che Euripide ha pensato a qualcosa. Ed ecco che Euripide rivela la prima parte del suo progetto. Esce Agatone.

La scena dell'ekkyklema

Passo che dimostra l'esistenza dell'ekkyklema. Il testo greco usa la parola ipotesi: rotolare fuori. Agatone viene fuori alla luce del sole. Se ci fosse l'ekkyklema essa non servirebbe per mostrare l'interno della casa; forse Agatone, essendo poeta femminile, è associato all'ingresso delle eroine euripidee che sono colte dalla “malattia d’amore” e vengono portate in scena da lettighe. Ad ogni modo Agatone entra in modo teatrale.

Cirene, prostituta di Atene, molto conosciuta. Mnesiloco sfotte Agatone, che esordisce con un pezzo cantato: è un canto particolare che articola in parte del coro e parte della fanciulla che guida il coro (ma canta sempre lui!). Agatone è mimetico, ma questa è una presa in giro di Aristofane dello stile elaborato perché nella poesia corale greca c'erano dei generi dedicati ai cori femminili. Qui il coro canta come se fossero ragazze troiane e salutano Febo (Apollo). Le divinità scelte sono particolari, come madre di Apollo e Artemide.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher claudia.caleca495 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro antico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Medda Enrico.
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