It's complicated: la vita sociale degli adolescenti sul web
Introduzione
Di Dannah Boyd
Castelvecchi
Nashville e il ruolo dei social media
Nashville, adolescenti, football match. Uso di Facebook per prolungare il piacere di comunicare con i compagni durante la partita. I social media hanno un ruolo essenziale nella vita degli adolescenti. "Se non sei su MySpace non esisti".
Ogni gruppo di adolescenti ha uno spazio in cui socializzare e crearsi un'identità che si distacca da quello della famiglia. Negli anni '50 era il Drive-in, negli anni '80 il centro commerciale, ora, i social network hanno sostituito questi luoghi. Gli adolescenti sono alla ricerca di uno spazio tutto loro.
Social network e piattaforme online
I social sono siti e servizi emersi nei primi anni 2000 (come social network, siti di video sharing, blogging e relativi strumenti che permettono di creare e condividere contenuti). Le piattaforme sociali sono state lanciate per conoscere persone nuove. In realtà, la loro popolarità si basa sul fatto che sono piattaforme su cui coltivare rapporti già preesistenti. Bonding, rispetto al bridging (es. MySpace, A Place for Friends).
I primi strumenti di community online erano organizzati intorno agli interessi, blog e pagine personali intorno agli individui.
Public in rete
Quando si parla di public in rete si intende:
- Lo spazio creato dalle tecnologie di rete
- La comunità immaginata che emerge dall'intersezione di persone, tecnologia e abitudini
Pubblici sia nel senso spaziale, sia nel senso di comunità immaginata. Si basano sui social media ed esistono grazie a loro. Gli adolescenti utilizzano i public in rete per gli stessi motivi per cui hanno sempre apprezzato i public: volontà di essere parte di un mondo più ampio comunicando con altre persone ed essendo liberi di muoversi. Questo è un desiderio nato di gran lunga prima di internet, la tecnologia semplicemente introduce nuove possibilità sociali che mettono in discussione i preconcetti sulle interazioni personali di tutti i giorni.
Caratteristiche degli ambienti social
La struttura degli ambienti permette di realizzare alcuni tipi di interazioni. Le caratteristiche proprie di un ambiente possono essere chiamate affordances: incoraggiano alcune azioni e le rendono possibili.
Esistono essenzialmente quattro affordances proprie dei social:
- Persistenza: durata dei contenuti online
- Visibilità: pubblico potenziale che può esserne testimone
- Possibilità di diffusione: contenuti facilmente condivisibili
- Rintracciabilità: capacità di trovare contenuti
Nessuna proprietà dei social media è nuova. La novità è il modo in cui i social alterano e amplificano le situazioni sociali, offrendo delle funzioni tecniche per compiere queste azioni ben radicate. Gli adolescenti si concentrano sul fatto di essere in pubblico (per loro la tecnologia è un dato di fatto) mentre gli adulti sull'essere in rete (loro in un pubblico ci sono già).
Nuove tecnologie, vecchie speranze e paure
Le tecnologie sono sempre viste come sanatrici dei mali del mondo o indemoniate portatrici del male. Determinismo tecnologico.
Gli adolescenti vivono sui social per socializzare, nonostante ciò, più che nativi digitali, vengono considerati ingenui digitali. Non sanno bene come funziona. Grandi sfide affrontate dagli adolescenti in rete non sono nuove, così come non lo sono gran parte dei problemi: semplicemente internet rende il tutto più visibile. Ma non è la tecnologia a creare problemi legati all'affermazione degli adolescenti nella vita pubblica.
Identità e contesto
Paul Willis: quando i giovani tentano di cambiare la propria posizione socio-economica spesso rischiano di essere alienati dalla comunità. Meyrowitz parla del problema del pubblico. Il collasso di contesto avviene quando si è costretti ad affrontare nello stesso momento contesti sociali senza relazione tra loro, con norme diverse e che richiedono risposte sociali diverse. Questo nei public in rete avviene molto spesso (non hai lo stesso rapporto con i tuoi ex compagni delle medie e con il tuo prof in università: ma quando scrivi qualcosa su Fb entrambi lo leggono, e se vuoi usare un certo tono, rispetto a un altro, uno dei due destinatari sarà fuori luogo).
Gli adolescenti faticano a gestire efficacemente le norme sociali poiché i social media combinano più contesti sociali insieme.
Secondo Sherry Turkle, il confine tra persone e computer si sta facendo sempre più labile. Egli, infatti, crede che stia nascendo una nuova società dalla fuga dei limiti della propria identità offline. L'identità online libera le persone dal fardello della propria materialità e dalla propria identità fisica e corporale, permettendo di divenire una versione migliore di se stessi.
Nelle prime chat nate sul web tu eri un'altra identità con altre relazioni mentre gli adolescenti di oggi "continuano" le loro relazioni sociali (con la propria identità) sul web.
Username e identità online
Questione degli username. Guazzabuglio di identità online, lasciano spazio a più interpretazioni: così facendo gli adolescenti interpretano e producono i contesti sociali in cui vivono. Ciò che conta non è il singolo sito di social media, ma il contesto in cui si situa per un particolare gruppo di giovani.
I siti vanno e vengono, ma le abitudini di base dei giovani spesso no, cambia solo il place in cui si visualizzano. Il contesto dei siti di social media è socialmente strutturato (gli adolescenti si rivolgono a un particolare sito perché secondo loro funziona bene per un certo scopo, e influenzandosi a vicenda costruiscono collettivamente le sue norme).
Dar vita a un profilo e mostrare un'identità spesso crea fraintendimenti di contenuti decontestualizzati. Goffman parlò della gestione dell'identità in un ambiente online. Egli descrisse i rituali sociali coinvolti nella rappresentazione di sé come gestione dell'impressione.
Adolescenti che si stanno costruendo un'identità, hanno un bel da farsi, perché l'identità che hanno anche in rete è essenziale.
Privacy e social media
Lotta genitori-adolescenti sulla privacy è un problema che esiste da sempre. Sembra che con tutta questa vita sul web gli adolescenti non tengano più alla propria privacy cui i genitori, d'altro canto, sono molto attaccati.
Ma il desiderio di privacy dei giovani non affievolisce il loro entusiasmo nel prender parte agli spazi pubblici: differenza enorme tra essere pubblico e essere in pubblico.
Se una conversazione al bar (a meno che qualcuno non abbia interesse a registrarla) rimane pressoché privata, un post su Facebook è visibile da un pubblico più vasto, e anche se rivolto a destinatari particolari, si deve essere coscienti del fatto che sarà vista da chiunque voglia vederla, a meno che non si modifichino le impostazioni della privacy.
Quando si partecipa a public in rete, dunque, la mentalità diffusa è quella del "public per default", privato solo con l'azione.
Gli adolescenti danno per scontato che le banalità pubblicate da loro vengano scartate dalla mente degli adulti o dei contatti che le leggono. Essi ragionano sul costo sociale di ciò che postano, ma non sempre lo fanno nel modo giusto.
Problema della persistenza... successo di un'app come Snapchat, che, inizialmente temuta per il sexting, si rivela essere usata per scambio di immagini divertenti che sono divertenti in quel momento lì e potrebbero non esserlo un mese o due dopo.
È la pratica di nascondere i messaggi in bella vista.
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