Sofia Mingardo CMP1 Sociologia
Introduzione ai media digitali
MEDIA E TECNOLOGIE DIGITALI
1.
L’ambiente digitale per dare forma all’internet e ai computer di oggi:
PASSAGGI IMPORTANTI
- 80
a partire dagli anni la diffusione dei media digitali è cresciuta costantemente, con la messa in commercio dei
computer a basso prezzo e facili da usare,
- 90
passando per gli anni , con l’introduzione del World Wide Web,
- 2000
fino agli anni , con l’emergere del web collaborativo (software e piattaforme online) e delle tecnologie mobili
(smartphone, tablet).
STATISTICHE
In ITA più della metà della popolazione ha accesso ad internet e più di 1/3 possiede uno smartphone.
A livello globale il 35% della popolazione ha accesso ad internet.
’:I social network forniscono servizi gratuiti in cambio di dati degli utenti; i partiti politici utilizzano la rete per
UTILITA
sperimentare nuove forme di comunicazione e per accumulare consenso, i governi mettono in atto strategie di censura e
controllo.
VISIONI SUI MEDIA
- Da un lato, i media digitali sono portatori di democrazia, uguaglianza ed abbondanza economica
- dall’altro sono visti come una minaccia (ameaça) all’ordine sociale: sono potenziali distruttori degli equilibri su cui
si fondano le società complesse, hanno un potere trasformativo.
Nuovi e vecchi media e i media digitali
nuovi media
I media digitali o sono un insieme di mezzi di comunicazione basati su tecnologie digitali che hanno
caratteristiche in comune che li differenziano dai mezzi che li hanno preceduti; sono le tecnologie che si basano sui
computer e sulle reti diffuse a partire dagli ultimi decenni del XXsec.
(I vecchi media non vengono sostituiti, quelli nuovi piuttosto si integrano ad essi. Molti ritengono che vecchi media siano
migliori di quelli attuali. L’archeologia dei media si occupa di studiare e rivitalizzare tecnologie di un tempo dimenticate)
I media digitali posseggono caratteristiche che li differenziano da quelli tradizionali, infatti sono:
Digitali: trasportano informazioni tramite una sequenza numerica che viene poi decifrata(es codice binario).
Possono trasformare codici analogici in digitali e viceversa. Grazie a cio possono trasportare velocemente grandi
quantità di informazioni.
Convergenti: fanno convergere diversi tipi di contenuti (scritti, sonori, visivi); i computer sono macchine
universali, possono simulare qualsiasi altra macchina.
Ipertestuali: sono formati da strutture complesse (sistema dei link) che permettono ricerche.
Distribuiti: basati su microprocessori a basso costo, internet e WW, software e piattaforme online
Interattivi: gli utenti hanno la possibilità di interagire direttamente con i contenuti, modificarli o produrli in prima
persona
Sociali : “social media” o “social network” che permettono agli individui di entrare in contatto e scambiare
contenuti
Mobili tecnologie a rete mobile(cellulari, tablet..)
Effimeri media diversi han durata e persistenza diversa
L’infrastruttura della rete
Internet è un sist di comunicazione che si basa su sistema composto da nodi intercomunicanti
Le tecnologie di rete sono: Internet ed il World Wide Web;
- Internet ha una struttura a rete distribuita (le informazioni sono distribuite su vari server ai quali gli altri computer
host si collegano).
- Internet è una rete ridondante (le informazioni sono smontate in pacchetti che possono viaggiare singolarmente)
- è un sistema aperto (chiunque con i giusti mezzi può accedervi).
1
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W3C (World Wide Web Consortium): organizzazione internazionale che si occupa degli standard del web con il compito
di mantenerli aperti.
Ogni sito web ha un suo indirizzo, oppure un codice alfanumerico che identifica il sito e permette agli utenti di attivare i
server su cui sono depositate le informazioni; questi codici si chiamano domini.
Internet si basa sul principio della neutralità della rete=sul fatto che gli operatori internet non possono discriminare
pacchetti di informazioni in base al contenuto/provenienza. (aziende che forniscono contenuti non possono pagare i
provider per far passare le loro informazioni piu rapidamente)
I media digitali e le tecnologie di rete sono composti da 3 livelli:
1) Livello fisico: risorse naturali e infrastrutture che costit l’ambiente digitale (pers. Comp, server, cavi telefonici)
2) Livello logico: software e protocolli
3) Livello dei contenuti: informazioni in linguaggio umano prodotte e scambiate in rete
4) (4. Livello giuridico: leggi che regolano il funzionamento della rete e dei suoi utenti)
Tecnologie e società
Le scienze sociali come la sociologia si occupano del legame tra società e tecnologie. Sono emerse varie teorie:
La teoria del determinismo tecnologico: le tecnologie sono fattori indipendenti in grado di determinare lo
sviluppo delle società umane; le caratteristiche dei media digitali determinano il modo in cui gli individui
interagiscono tra loro. La prospettiva determinista è però ritenuta troppo monodimensionale poichè nega la
complessità del rapporto tra tecnologie e società, non prende in considerazione il fatto che le tecnologie vengono
usate in modo diverso, per scopi diversi e da attori sociali diversi.
Opposta è la teoria della costruzione sociale delle tecnologie: la struttura e il successo di una tecnologia
dipendono dalla forza, dai bisogni e dai valori del gruppo sociale che la promuove. Questo tipo di teoria riconosce
non solo il ruolo di chi sviluppa una tecnologia, dei programmatori, delle azioni e degli investitori ma anche degli
utilizzatori delle tecnologie.
Altre teorie parlano di coproduzione di tecnologia e società: società e tecnologie si influenzano a vicenda.
Affordance: le possibilità ed i limiti che uno strumento tecnologico può offrire (Twitter: dalla possibilità di condividere ma
solo con 140 caratteri).
Tecnologie abilitanti: piattaforme che permettono di dar vita ad alcuni tipi di azioni secondo precise forme di produz di
info.
Algocrazia: ambiente digitale di rete in cui il potere viene esercitato in modo sempre più profondo da algoritmi e software,
spesso segreti e nascosti agli utenti.
Jailbreaking: esempio di come gli utenti “sviino” le algocrazie, rimozione delle limitazioni presenti nel sistema operativo
iOS di Apple. 2. LA SOCIETA’ DELL’INFORMAZIONE
La società dell’informazione = forma di società caratterizzata dalla preminenza di informazione, sapere e conoscenza
rispetto ai beni materiali; produrre, manipolare e distribuire informazione diventa il fattore principale di ricchezza e potere.
Questo tipo di società segna una discontinuità storica con le forme di organizzazione sociale e produttiva precedenti. Le
tecnologie per la produzione, gestione e distribuzione dell’informazione sono caratterizzate da costi decrescenti e dalla
disponibilità universale (nei paesi ricchi); tali tecnologie permettono di organizzare in forma di rete processi che invece
sarebbero costosi e poco efficienti.
Negli anni 90 la diffusione di Internet ha creato un cambiamento radicale, tanto da chiamare la nascita della società
dell’informazione una “terza rivoluzione industriale”. Il sistema economico che emerge si caratterizza per essere:
1) Informazionale : la produttività, la competitiva e la redditività dipendono dalla capacità di generare informazioni
e gestire le conoscenze; diventa fondamentale il settore “ricerca e sviluppo” e i diritti di proprietà intellettuale (*)
(capitalismo informazionale: Sono i beni immateriali (brand, flessibilità, innovazione), informazionali a determinare
il successo economico.)
2) Globale
: grandi istituzioni economiche sono in grado di operare su scala globale grazie ai media digitali si
affermano le imprese multinazionali nasce una nuova cultura di consumo globale(omologazione) (stili di vita e
forme di consumo si diffondono in tutto il mondo e vengono adatta. ai vari contesti)
3) A rete : forme di produzioni più flessibili, basate sul decentramento e sull’autonomia delle unità produttive
(*) I diritti di proprietà Intellettuale
- diritto d’autore (Copyright): tutela (protegge) la proprietà delle opere artistiche, letterarie e scientifiche
- brevetto (patente): tutela le invenzioni industriali 2
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- marchio (marca): contraddistingue un prodotto o un’azienda rendendoli riconoscibili da parte del consumatore.
NB: Aziende come Nike o Apple non possiedono le fabbriche dove vengono prodotti i loro beni materiali, possiedono la
proprietà intellettuale (i brevetti sui prodotti e i diritti sul marchio).
Economia in rete e globalizzazione
Economia informazionale= basata sull’informazione. La ricerca e lo sviluppo sono fondamentali per l’impresa.
A partire dagli anni 70 diventa cruciale che l’informazione venga regolato da apposite forme di proprietà e a partire dagli
anni 80 si espandono e vengono regolati i diritti di proprietà intellettuale a livello nazionale e globale.
Le aziende non possiedono le fabbriche dove producono i prodotti, che sono affidate a produttori esterni, ma le imprese
madri possiedono la proprietà intellettuale.
Nascono successivamente le imprese multinazionali che usano i media digitali per controllare i processi produttivi e
organizzativi complessi.
Le teorie sulla società dell’informazione
Manuel Castells sociologo che negli anni 90 formalizza l’importanza economica, sociale e politica dell’informazione in
una società in trasformazione, il cosiddetto “capitalismo informazionale” o “network society”. Secondo Castells le reti
diventano dominanti anche nella dimensione sociale in cui le frontiere e i limiti fra stati, organizzazioni, comunità e gruppi
sono sempre meno importanti.
SPAZIO DEI FLUSSI= spazi fisici e mediatici dove circolano saperi, competenze, denaro e persone.
Da ciò rimangono tagliati fuori coloro che non hanno accesso ad internet o non sanno usarlo; vi è una spaccatura sociale
quindi tra chi ha accesso ai flussi e chi non accesso a tali flussi. In questo spazio individui competono liberamente per il
successo coltivando i propri talenti e cogliendo le opportunita della società delle informazioni.
Il primo ad investigare il nuovo ruolo dell’informazione come fattore produttivo fu Fritz Machlup che negli anni 30 iniziò
ad indagare sull’effetto dei brevetti e negli anni 60 introdusse l’espressione “economia della conoscenza”.
Drucker tra i primi a usare il termine postmoderno
Daniel Bell elaborò la visione di una nuova ordine economica e sociale suggerendo che l’importanza della produzione e
circolazione di informazione avrebbero reso meno influenti le grandi ideologie come quelle politiche della destra e della
sinistra.
Queste idee influenzarono anche sociologi italiani come Alessandro Pizzorno e Francesco Alberoni.
Pizzorno suggerì che il peso crescente del nuovo ceto medio manageriale stesse trasformando l’Italia in una società il
cui collante sociale (cola social) erano la crescita economica e la possibilità di generare nuove opportunità di consumo e
non le grandi ideologie.
Per Daniel Bell il modello della società postindustriale si fondava su 3 componenti principali:
1) La riduzione del peso economico della produzione materiale
2) La centralità della produzione di sapere, in particolare della ricerca come motore dello sviluppo economico e
sociale
3) La sostituzione della vecchia classe dirigente con un ceto di burocrati e tecnici.
Marshall McLuhan fu uno dei propugnatori del ruolo (papel) dei nuovi media come strumento di mutamento sociale negli
anni 60 con la formula “il medium è il messaggio”(impossibilità di separare il contenuto del messaggio dalla sua forma e
tecnologia utilizzata per trasmetterlo); i media elettronici erano destinati a trasformare l’umanità in un “villaggio globale”.
Questa utopia però prevedeva la cancellazione delle differenze tra paesi ricchi e paesi povertà, una sorta di comunismo
planetario.
Intorno a metà degli anni 90 attorno a riviste come Wired e alle conferenze Ted si riunirono una serie di opinionisti che
tecnoliberismo
cominciarono ad articolare una visione del mondo che verrà poi nominata “ideologia californiana” o “ ”,
tipica della Silicon Valley. (ci sarà un’economia basata su un sistema hi-tec).
Questa visione dipingeva la rete come una tecnologia che permetteva di trascendere le barriere spaziali e burocratiche
che caratterizzano gli Stati; Internet porterà ad un accesso diffuso al sapere e all’informazione e quindi cancellerà le
differenza di potere, democratizzerà la politica e aprirà nuove forme di arricchimento basate sulle piccole imprese hi-tec. I
movimenti sociali legati all’evoluzione dei media digitali e alle politiche di rete sono attori cruciali.
Tra questi gli hacker, grazie alla loro capacità di ridefinire i concetti come libertà, privacy e trasparenza.
intelligenza collettiva
Negli anni 90 si fa strada l’idea di che per Pierre Levy è una mobilitazione delle intelligenze
distribuite, coordinate e valorizzate grazie alle tecnologie dell’informazione.
Nasce anche l’idea del capitalismo cognitivo: produzione che si basa sullo sfruttamento delle capacità cognitive di un
organismo. 3
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Storia delle tecnologie informatiche e cambiamento sociale
La prima definizione di computer arriva da Alan Turing negli anni 30, per la sua macchina capace di imitare altre
macchine, ovvero programmabile… ha delle specificità. Per Turing un computer è una macchina che da sola riesce a fare
il lavoro di tante altre macchine separate es. macchina da scrivere, telecamera, lettore DVD. 1801
Seguendo questa definizione il primo computer potrebbe essere considerato il telaio (quadro) di Jacquard nel .
Sulla base di questo telaio Charles Babbage sviluppò due progetti (mai realizza.):
- la macchina delle differenze
- la macchina analitica, per calcolare gli orari dei treni.
Ma vi erano dei problemi sul costo elevato e la bassa qualita dei calcoli effettuati a mano da operatori umani.
Ada Lovelace (matematica inglese) fu la prima che immaginò che i calcolatori potessero venir programmati. È quindi
autrice del primo programma della storia. (anche se non fu lei l’autrice vera e propria della macchina in quanto sia stata
sviluppata in seguito)
I grandi passi verso i computer moderni del XIXsec erano legati all’industrializzazione. Da questa mentalità nuova
scientifica naque l’idea che la società possa esser misurata e gli avvenimenti sociali ed economici possano essere
calcolati e in parte programmati.
Ciò venne rafforzato dallo sviluppo della statistica che rispondeva all’esigenza di misurare gli avvenim sociali degli
stati.
Nel 18esimo secolo la macchina più famosa fu quella di Hollerith per il censimento (censo) americano che rimase in
voga fino agli anni 70 (La Tabulating Machine) pr
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