Appunti di sociologia: settimana 1
Lezione 1
Sommario 1° settimana:
- Che cos’è la sociologia? —> La sua origine e perché nasce
- Qual’è l’oggetto della sociologia? Il concetto di società. Confini tra la sociologia e le altre scienze della società
- Temi della sociologia classica: ordine/mutamento, conflitto/integrazione
- Paradigmi: azione/struttura. Il discorso sui paradigmi integra il discorso sui temi
- Teorie e ricerche empiriche
Che cos’è la sociologia?
Il confronto tra sociologia ingenua e sociologia come scienza sociale
Il senso comune sociologico
Ogni individuo all’interno di una società possiede una certa conoscenza rispetto ad essa. La conoscenza sociologica che ognuno di noi possiede è funzionale, perché ci permette di orientarci nella vita quotidiana, ma è anche perché si basa su aspettative; avere aspettative ci permette di prevedere ciò che accadrà e quindi di muoverci nella società.
Questo tipo di sapere ha dei limiti, che segnano il confine con la sociologia come scienza: il sapere ingenuo è limitato allo spazio sociale della nostra esperienza. Inoltre, ognuno di noi si colloca all’interno dello spazio sociale in una certa posizione; il nostro sapere ingenuo sarà condizionato dalla posizione sociale in cui ci troviamo. È limitato al tempo presente.
La sociologia come scienza sociale
Il superamento dei limiti della sociologia ingenua avviene con il superamento dell’ingenuità e dell’individualità dell’esperienza. La sociologia come scienza fa i conti con delle teorie; ogni conoscenza deve sapersi collocare all’interno di un quadro teorico.
La sociologia come scienza è riflessiva, perché, al contrario della sociologia ingenua, non ha come obbiettivo il buon funzionamento delle cose della vita quotidiana, ma quello di formulare interrogativi. La ricerca delle risposte agli interrogativi che si pone avviene sulla base di dati, cioè informazioni raccolte in modo sistematico; questo permette di superare i limiti della sociologia ingenua: la temporaneità, la limitatezza dell’esperienza individuale e la limitatezza legata alla posizione sociale.
La conoscenza a cui aspira la sociologia è oggettiva. I primi studiosi si immaginavano che la sociologia sarebbe potuta diventare una fisica sociale, che sarebbe stata in grado di individuare leggi universali che dessero certezze assolute, ma non fu così; certamente la sociologia in quanto scienza sociale aiuta a capire i fenomeni sociali che ci riguardano, ma, anche se si tratta di scienza, non garantisce certezze assolute. La sociologia è in grado di offrire ragionevoli certezze, fondate su una serie di ragionamenti.
La scienza sociale è uno strumento che serve per muoversi nella crescente incertezza che viviamo nella nostra società. La sociologia è qualcosa di più di un senso comune sociologico, perché fornisce ipotesi che con molta probabilità si avvicinano alla realtà. Queste ipotesi possono essere confutate o verificate, sono sempre aperte a modifiche.
Se c’è un elemento che accomuna le varie teorie è una visione critica del tempo presente —> La sociologia si propone come la scienza che è in grado si svelare la realtà sociale in cui siamo immersi.
La sociologia al proprio interno si compone di più prospettive che si tramutano in veri e propri programmi scientifici; la sociologia è un insieme composito di programmi scientifici.
Chi fa sociologia sempre riconosce un legame con il passato. Questo riconoscimento di una realtà teorica precedente è anche un modo per far convivere approcci diversificati. In realtà questi approcci sono così diversi che qualcuno propone di parlare di sociologie.
Immaginazione sociologica
Wright Mills Nel 1959 pubblica un saggio con il titolo “immaginazione sociologica”, terminologia che da questo momento in avanti diventerà molto importante in qualsiasi riflessione sociologica.
L’immaginazione sociale è una capacità mentale piuttosto diffusa ma poco coltivata e che quindi la sociologia può coltivare, che permette di agganciare le reti della storia (come flusso di eventi) pubblica, collettiva, sociale, con gli eventi della biografia personale.
ES. Cosa si può dire dal punto di vista sociologico su un comportamento come andare a bere una tazza di caffè? Lo studio di questo comportamento prende in esame tutta una serie di fattori che sono come contenuti e quindi espressi dal comportamento stesso.
- Il primo tentativo di agganciare elementi che apparentemente non hanno niente a che vedere è sottolineare la dimensione simbolica del comportamento: questo comportamento è un'occasione di intrattenimento rituale e interazione sociale. Rientra nei riti sociali della vita quotidiana.
- Si possono fare considerazioni sulle differenze socio-culturali: il caffè contiene caffeina e nel nostro contesto è assolutamente accettabile.
- Si può far riferimento a un quadro socio-economico: dopo il petrolio, il caffè è la merce più pregiata del commercio internazionale; connette le aree più ricche del pianeta con quelle più povere.
- Si può introdurre una dimensione storica: il caffè diventa un prodotto di largo consumo solo a partire dall’800 con l’espansione coloniale.
- Ci si può legare ai diversi stili di vita: decidere quale caffè consumare denota uno stile di vita. Si può scegliere un caffè biologico o una marca che non rispetta i diritti umani.
Singoli comportamenti insignificanti hanno a che fare con tutte queste dimensioni. L’immaginazione sociale è la capacità di agganciare la propria esperienza e biografia personale con una serie di eventi tenendo conto della strutturazione di essi su queste diverse dimensioni.
L’immaginazione sociologica è una qualità della mente: chi la possiede è capace di fare un certo ordine nell’ambiente sociale che lo circonda. È capace di individuare l’ordito della società. È in grado di riconoscere la propria posizione sociale e quella di altre persone con cui può condividere obbiettivi e problemi. Riesce a distinguere difficoltà personali da problemi pubblici che nascono nella più grande organizzazione della società e nel funzionamento delle sue istituzioni.
Lezione 2
L’oggetto della sociologia
“La sociologia è lo studio scientifico della società”. Si tratta di una risposta ovvia ma al tempo stesso molto problematica; innanzitutto dobbiamo prendere in considerazione che cosa intendiamo per studio scientifico: qual’è la modalità di studio della sociologia? Che tipo di conoscenza produce la sociologia? Non c’è una risposta univoca.
Che cosa intendiamo per società? Il significato classico fa riferimento a una associazione tra individui. Con il passare del tempo si sono suggerite diverse definizioni. È chiamata società la formazione di una rappresentazione articolata delle forme di relazione sociale. La sociologia nasce in concomitanza con la diffusione di questa rappresentazione.
Oggetto della sociologia: la società
La sociologia nasce come disciplina nella seconda metà dell’800. Essa nasce come scienza che contribuisce a costruire il proprio oggetto: la società.
La società si manifesta delineando i propri confini rispetto ad altre dimensioni; questa differenziazione nell’Europa dell’800 è ormai un fatto acquisito. Quando diciamo che la sociologia è lo studio scientifico della società, dobbiamo considerare l’epoca storica in cui la sociologia è nata, e quindi la società di quel tempo.
Al concetto di società di metà 800 si sovrappone il concetto di stato nazionale, che prende forma a cavallo dei due secoli 700 e 800. L’idea di società è anche strettamente connessa all’idea di un territorio fisico marcato da confini ben precisi. —> Stato, confini e società sono gli elementi che compongono il quadro di formazione della sociologia.
Se confrontiamo quanto detto con la società attuale, ci accorgiamo che ci sono alcune differenze: la centralità dello stato nazionale è andata perdendosi negli ultimi decenni. I processi di globalizzazione, che si riferiscono alla capacità di attraversare i confini da parte di merci, persone e comunicazione, finiscono per indebolire il concetto di stato nazionale e così pure l’idea di società legata a un territorio. Tanto che gli studiosi della globalizzazione hanno provato a ipotizzare la presenza di una società globale, sostenendo che c’è un processo di omogeneizzazione dei confini su scala mondiale.
La sociologia che si occupa di società oggi non si occupa più dello stesso oggetto di cui si occupava la sociologia classica, perché le modalità di definizione della società non sono più le stesse.
Il sociologo Turan ha presentato il suo ultimo lavoro con una tesi provocatoria: “la sociologia non dovrebbe più parlare di società perché non esiste più una società. Esiste una struttura di relazioni sociali e delle forme di relazione sociale che però non hanno più le stesse caratteristiche”.
I confini con le altre scienze
Molte altre scienze e discipline si occupano dello stesso oggetto: la storia, la scienza politica, la psicologia sociale, l’antropologia, l’economia. E allora in cosa consiste la differenza dell’approccio sociologico all’analisi di questo oggetto rispetto alle altre discipline sociali? Quali sono i confini tra sociologia e le altre scienze? Dove si colloca la sociologia?
A proposito dei confini con le altre scienze, ci sono tre soluzioni che sono state date al problema:
- Soluzione gerarchica
- Soluzione residuale
- Soluzione analitica
Soluzione gerarchica
Nel 1842 in Francia, Compte pubblica “il corso di filosofia positiva” e all’interno di quest'opera conia il termine “sociologia”. Descrive la sociologia come una fisica sociale, “Essa dovrebbe essere una scienza particolare che assomiglia alla fisica ma è una fisica della società”.
In Francia la visione positivista aveva suscitato grande interesse: il positivismo era fortemente associato alle scoperte avvenute in campo biologico, soprattutto all’idea di evoluzionismo di Darwin. Compte è un accanito sostenitore del positivismo tanto che non può fare a meno di immaginare una nuova scienza identificandola con quelle caratteristiche che avevano reso le altre scienze “esatte” e che avevano portato a straordinari progressi. Non può che cogliere un aspetto che riguarda il metodo: la sociologia deve essere una fisica sociale che importa gli stessi metodi utilizzati dalla fisica, quindi gli obbiettivi della sociologia devono essere quelli di ogni scienza esatta: formulare leggi sempre valide.
La sociologia nasce quando le altre scienze sociali (storia, economia sociale…) si erano già formate, avevano già una propria storia e quando un nuovo fenomeno si afferma ha sempre bisogno di ritagliarsi uno spazio, un campo di analisi che si differenzi dal resto: se l’economia si occupa delle forme di evoluzione dei sistemi produttivi, la sociologia dovrà occuparsi di qualcos’altro. C’è di mezzo l’esigenza di giustificare e legittimare la sociologia come scienza attribuendole un oggetto particolare, in questo caso la società. Questo è l’elemento che sembra caratterizzarla perché non coincide completamente con gli avvenimenti storici, o con il semplice mutamento delle strutture di governo e amministrative, o con l’economia.
Trovato il proprio oggetto e scelto un metodo di ricerca C. assegna a questa nuova scienza una posizione privilegiata. Immagina che la sociologia, occupandosi di un fenomeno estremamente complesso, possa essere messa all’apice della piramide delle scienze; la sociologia è la forma di conoscenza onnicomprensiva. È una regina; una scienza che è in grado di dare orientamento a tutte le altre scienze. (Questa posizione così ambiziosa è spiegata dal fatto che la sociologia doveva essere legittimata e istituzionalizzata).
Si rivive un richiamo a queste idee ambiziose circa nel 1950/60 con Parson, in Usa, e Luman: la sociologia ha come oggetto lo studio del sistema sociale, non della società in sé. Il sistema sociale si compone di più parti, comprende infatti diversi sottosistemi: quello economico, politico, culturale ecc. quindi la sociologia si fa carico di studiare globalmente il sistema sociale che al suo interno comprende dimensioni più specifiche. È un programma molto ambizioso. Questi due autori sono gli ultimi autori rappresentanti di una sociologia così ambiziosa. Oggi non esiste più una posizione così ambiziosa.
Soluzione residuale
A distanza di 100 anni da Compte si fa strada una soluzione diversa, molto riduttiva e che presenta anch’essa molti limiti. È la soluzione diametralmente opposta a quella gerarchica.
Nel 1970 si è iniziato a pensare che la sociologia si potesse occupare di tutto ciò che non era ancora oggetto di un’altra scienza sociale specializzata. È un pò la scienza dei rimasugli. Es sono oggetto di sociologia quei fatti sociali troppo contemporanei che non sono ancora stati trattati all’interno di una scienza sociale come la storia. Es Tutto ciò che fa riferimento a fenomeni propri di comunità troppo ampie per essere studiate dalla antropologia.
Soluzione analitica
Anch’essa presenta dei limiti ma è tutt’ora interessante. Questa linea è datata a inizio 1900 con Simmel; la sociologia non avrebbe come oggetto una classe di fenomeni e fatti definibile in maniera oggettiva, piuttosto essa si caratterizza rispetto alle altre scienze per una prospettiva analitica, cioè un punto di vista che sia in grado, nell’infinita varietà di fenomeni sociali, di astrarre e isolare le forme di associazione separandole dal loro contenuto particolare.
Es. la sociologia non dovrebbe più studiare i meccanismi di funzionamento di un sistema politico in particolare, semmai potrebbe studiare le forme del potere o di subordinazione in generale, indipendentemente da dove e quando si svolgono. Può studiarle all’interno di un contesto istituzionale o famigliare, ciò che interessa è la regolarità delle forme di relazione.
Es. l’analisi delle dinamiche all’interno di una triade: a Simmel non interessa chi siano i soggetti che compongono la triade, ma gli interessa individuare delle regolarità che si riscontrano in ogni triade indipendentemente da quali siano i soggetti che la costituiscono. È interessato alle forme, che si tratti di una coppia con un amante, o di sindacati e imprenditori con la mediazione dello stato, o di due genitori e un figlio, o due stati che si alleano per combatterne un terzo, a Simmel non interessa. La sociologia diventa una sorta di grammatica o geometria della società. La grammatica non si occupa dei significati semantici, ma solo delle relazioni tra le componenti di una frase, essa applica le regolarità che caratterizzano il linguaggio. La geometria studia le forme degli oggetti, non il tipo di materiale. La sociologia si occupa di pure forme di relazione.
Soluzione contemporanea: rassegnazione
La consapevolezza contemporanea ha portato a una sorta di rassegnazione: i sociologi contemporanei hanno diminuito molto l’interesse verso questo dibattito. Ci si è resi conto che i confini tra la sociologia e le altre scienze sociali sono sfumati e temporanei. La sociologia ancora si muove cercando una propria posizione, ma questa ricerca avviene nel continuo confronto con le altre discipline.
Le origini della sociologia
La sociologia nasce come scienza che vuole interpretare una novità, gli esiti di una serie di mutamenti; la nascita della sociologia è legata in modo stretto all’avvento della modernità. Essa nasce come scienza che ha l’esigenza di spiegare il mutamento avvenuto con la modernità e anche di dargli una direzione. La sociologia contribuisce a dare un senso e a produrre un mutamento.
3 grandi mutamenti hanno dato contenuto alla modernità:
- Rivoluzione scientifica
- Rivoluzione industriale
- Rivoluzione Francese
La rivoluzione scientifica, avvenuta nel XVII sec., ha un grande effetto anche sulla sociologia perché si diffonde la fiducia nella possibilità di applicare gli stessi metodi delle scienze naturali, che hanno consentito scoperte straordinarie, allo studio della società e dell’uomo. Dal punto di vista del metodo questo è un grandissimo impulso (vedi Compte).
La rivoluzione industriale, avvenuta in Inghilterra nella seconda metà del 700, ha trasformato radicalmente i processi produttivi, ridefinendo il lavoro e le relazioni sociali che sono implicate.
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