Riassunto società multietniche e multiculturalismi (Cesareo)
Introduzione
Il passaggio dal 20 al 21esimo secolo è segnato dal tema della multietnicità, dal cosiddetto revival etnico che ha messo in discussione il paradigma della modernizzazione che sostiene il superamento dei particolarismi etnocentrici e delle regressioni primordiali.
Motivi dell'autore nella scelta di questi temi
- L'eticità sta assumendo una recente rilevanza anche in paesi che finora non erano interessati.
- L'eticità ha connessioni con altre questioni importanti per il periodo storico, quali la globalizzazione, le migrazioni, i rapporti moltiplicati fra diverse culture.
- Questo tema pone il problema del riconoscimento dei diritti particolari a determinati gruppi.
Le tre considerazioni di fondo
- Il riconoscimento dei diritti: un tempo l'accento era sull'uguaglianza, oggi sulla differenza, il cui riconoscimento è necessario per conseguire l'uguaglianza sostanziale.
- Il destino delle società multietniche: a causa dell'omogeneizzazione culturale, le società multietniche sono penalizzate.
- La multietnicità si declina secondo modalità differenti nelle diverse configurazioni storico-sociali, a seconda delle azioni politico-amministrative e delle azioni individuali e collettive all'interno di un determinato contesto.
Capitolo 1: La questione dell'etnicità
Il concetto di etnicità è diverso da quello di nazionalità: il primo designa un insieme di credenze comuni che danno vita e sostengono una comunità; il secondo si riferisce all'organizzazione politica, allo stato nazionale e al diritto a una propria organizzazione politica sovrana.
L'esistenza di un gruppo etnico presuppone due processi:
- L'eterodefinizione
- L'autodefinizione
L'etnicità la si legge in due modalità:
- Lettura assimilazionista dove le identità culturali dei gruppi si attenuano di generazione in generazione fino a scomparire.
- Lettura pluralista, la quale enfatizza la persistenza dell'eredità culturale.
Vi sono poi le interpretazioni primordialiste, che concepiscono l'etnicità come un modo di appartenenza radicata e innata, quindi immutabile nel tempo, irrinunciabile, esclusiva, e le interpretazioni strumentalistiche che la considerano come un'opportunità da spendere nella politica al fine di ottenere una vantaggiosa distribuzione delle risorse. La considerano modificabile nel tempo, compatibile con altre etnie.
La multietnicità implica la multiculturalità ma non è sempre vero il contrario, ovvero la multiculturalità implica sempre la multietnicità, in quanto le diversità culturali sono ascrivibili non solo all'etnicità ma anche alle differenze di religione, ideologie, status.
La società multietnica è un aggregato sociale costituito da componenti etniche in interazione tra loro nell'organizzazione del comportamento in base alle differenze etico-culturali.
La società multiculturale ha al suo interno tutte le differenze di cultura, costume, etnia e sono ugualmente rispettate, dove il pluralismo è quindi apprezzato sia dalla popolazione che dal governo e dove è probabile che la differenza permanga. Ciò è diverso da quelle società che cercano di omogeneizzare la popolazione attraverso processi di assimilazione o divisione, emarginazione e segregazione.
Multietnicità e multiculturalismo
Multietnicità: termine descrittivo, un dato di fatto.
Multiculturalismo: termine prescritto, progetto che si propone di realizzare. Esso sta ad indicare una soluzione al problema della gestione della convivenza inter-etnica e inter-culturale, orientata alla valorizzazione delle diversità.
Che la società italiana si avvii a diventare una società multietnica è una discussione ancora sottovalutata nelle sue conseguenze. Dai 150 mila permessi di soggiorno degli anni '70 siamo passati a 1.500.000 nel terzo millennio, nonostante sia ancora un numero contenuto rispetto ad altri paesi europei.
Non è sempre ovvio stabilire chi è immigrato e chi no: per esempio gli immigrati in Gran Bretagna provenienti dalle ex colonie avevano regolare passaporto britannico, senza averci mai messo piede. Il discorso si complica quando si tratta dei figli di immigrati nati nel paese che i genitori avevano raggiunto: essi non possono considerarsi immigrati, mentre il loro status giuridico dipende dalla legislazione di appartenenza del luogo. In sostanza lo status giuridico non è un attributo del singolo migrante ma la conseguenza di una determinata scelta di regole degli interessi e condizioni di residenza.
Esistono una molteplicità di status legali, temporanei o permanenti, con sempre maggiore discrepanza tra concetto di residenza e cittadinanza. Vi è una eterogeneità dei diritti civili. Per molto tempo la strategia politica è stata quella di assicurare un'accoglienza provvisoria, incentivando il rientro in patria.
Tre considerazioni da dover fare
- Presenza di immigrati
- Le autorità devono riconoscere questa presenza
- Prendere consapevolezza del suo carattere permanente
Questi aiutano a porre in luce come la multiculturalità e multietnicità siano non solo un fatto oggettivo ma anche l'esito di una costruzione sociale delle differenze. I confini sociali permettono al gruppo di affermare le proprie differenze e di testimoniare l'avvenuto contatto, della negoziazione e della trasformazione di essi. Cambia la nozione di comunità, che prima era definita da confini territoriali, linguistici, etnici, ed ora è meglio specificata in quanto comunica simbolica, perché i confini non sono dati una volta per sempre, non sono fatti di natura ma sono fatti sociali e culturali. La multietnicità è costituita dunque dalla diversità dovuta dall'immigrazione ma anche dalle minoranze nazionali.
Revival etnico
Molti sono gli esempi di revival etnico a partire dagli anni '70, dell'importanza dell'etnicità, ovvero di quel sentimento di appartenenza al luogo e a una storia:
- Movimenti di natura autonomista, l'etno-separatismo (catalani, sudtirolesi);
- Gruppi che rivendicano la propria identità etnica senza disporre di un territorio sovrano (curdi, baschi);
- I fenomeni etno-nazionalistici a seguito dell'implosione dell'URSS (Europa orientale, Jugoslavia);
- Le aggregazioni etniche negli Stati Uniti;
- Gli scontri etnici in molte zone dell'Africa, Asia, Sri Lanka, Indonesia;
- Movimenti autonomistici e federalisti in stati nazionali in nome di una identità etnica locale (le leghe in Italia);
- I flussi migratori intensificati che mettono a contatto diretto persone di diverse etnie.
Nel caso europeo, il manifestarsi di questo revival etnico è avvenuto nel momento di crisi degli stati multietnici tradizionali; nel resto del mondo è avvenuto come conseguenza della decolonizzazione. È il rivendicare la propria diversità, l'esigenza di difendere i propri interessi, il reagire all'omologazione dei modelli di comportamento indotti dalla globalizzazione, il bisogno di difendersi da una presenza straniera vissuta come minacciosa.
Nuova attenzione e sensibilità rispetto all'etnicità
- Si diffonde l'esigenza di regolamentare la convivenza tra i gruppi e unici all'interno di uno stesso stato. Nei regimi democratici si tende a dare spazio alle diversità etniche, riconoscendo a esse una qualche capacità di arricchire culturalmente la convivenza sociale. Vi è quindi pari dignità nonostante forti resistenze esistenti.
- Si diffonde la concezione antropologica secondo la quale l'individuo va preso con tutta la sua zolla, ovvero l'identità personale si costruisce facendo riferimento alla propria storia, radici, etnia, vissuta assieme agli altri. Vi è il riconoscimento del nesso tra individuo e etnicità che comporta rispetto per entrambi.
- Influenza diretta e indiretta esercitata dai risultati delle ricerche scientifiche e riflessioni filosofiche che affermano l'insostenibilità della primazia di una cultura sulle altre. Si propongono così le premesse per diffondere l'idea di pari dignità e valore anche per i differenti gruppi etnici.
- Crescente attenzione verso l'eticità anche da parte delle scienze sociali che per molto tempo hanno subito l'egemonia del paradigma della modernizzazione il quale intendeva una opzione assimilazionista riferita alle minoranze. Il processo di modernizzazione avrebbe dovuto omogeneizzare al livello culturale la popolazione in uno stato-nazione, ovvero all'assimilazione delle stesse minoranze etniche, tanto da annullare progressivamente le appartenenze a base etnica. Sono stati sottostimati i ruoli delle identificazioni etniche, diventando residuali e confinate nella sfera privata. L'etnicità veniva ricondotta alla tradizione, credendo venisse prima o poi superata grazie al processo di modernizzazione, concepito come processo di differenziazione funzionale.
Questa concezione è stata contraddetta poi dai fatti che invece mettono in luce la forza e la persistenza dei gruppi etnici e questo induce alla ricerca di nuove interpretazioni fino a sostenere che il revival etnico è una conseguenza della modernizzazione. Diventa una reazione razionale alla risoluzione di problematiche dovute alla mobilità sociale come quella migratoria; inoltre, la modernizzazione avrebbe accentuato le differenze etniche, provocando la ricerca di nuove aggregazioni comunitarie.
Il contributo della sociologia
- Parsons e la comunità societaria: non vede solo una eliminabile caratteristica strutturale della modernità, ma trova in essa anche la possibilità di una liberazione dalle dipendenze ascrittive e queste differenze promuoverebbero un sistema ricco di solidarietà garantite da una sfera pubblica che istituzionalizza il pluralismo e l'individualismo nel contempo. L'analisi parsoniana si concentra sulla problematica della cittadinanza.
- Smith e la valorizzazione della dimensione etnica: sostiene che alla base delle nazioni storicamente esistenti vi sono nuclei etnici dai quali deriverebbe la sopravvivenza delle stesse nazioni.
- Barth riconosce all'identità etnica la funzione di organizzare non solo l'agire individuale ma anche l'interazione sociale.
- Glazer sostiene l'esistenza di un processo di universalizzazione dell'etnicità, determinato dalle crescenti migrazioni, comunicazioni internazionali, che facilitano la dispersione etnica e la conoscenza mondiale.
Il revival etnico è la conseguenza di esigenze pubbliche, culturali, economiche e sociali, esprime la rinascita dei sentimenti etnici e delle rivendicazioni delle minoranze etniche. La valorizzazione etnica può essere:
- Una reazione a ciò che viene percepito come un eccesso di dominanza economica, culturale, politicanti gruppi eurocentrici o anglocentrici, che può stimolare una solidarietà etnica perduta che torna rilevante.
- Una ricerca di senso, ove la modernizzazione tende ad annullare le identità tradizionali.
- Una domanda di appartenenza a una realtà territoriale precisa che può favorire la nascita di tante piccole patrie ma che tentano di costituirsi anche in altre aree geo-politiche, anche in Europa.
- I bisogni di sicurezza: cresce la libertà ma diminuisce la sicurezza, che crea ansia, la quale si affronta valorizzando le identità collettive come quelle etniche. Ciò riduce l'ansia ma non risponde adeguatamente allo scopo di sradicare la causa della sofferenza. Molti gruppi si oppongono alla cultura dominante, ed altri entrano in conflitto con altri gruppi minoritari, creando scontri, conflitti sociali e rischi degenerativi.
Essenzialisti e decostruzionisti
Il revival etnico ha storie differenti e cause diverse a seconda del contesto a cui si riferisce: in USA la riscoperta dell'eticità è dovuta agli scarsi risultati ottenuti dalle politiche di integrazione, che non sarebbero riuscite a includere adeguatamente le minoranze afro-americane e sud-americane nel sistema socio-economico.
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Società multietniche e multiculturalismi - Cesareo
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Riassunto esame Sociologia Generale, prof. Maniscalco, libro consigliato Sociologia, Cesareo
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Riassunto esame Sociologia dell'educazione, prof. Rovelli, libro consigliato Sociologia dell'educazione, Fischer