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Sociologia della media education - Tirocchi

Introduzione

Oggi ci confrontiamo con la presenza costante di numerosi dispositivi di comunicazione, cioè inviamo molti messaggi, stiamo ore di fronte al PC per navigare su internet ecc. I media hanno colonizzato la nostra vita quotidiana e subiscono in continuazione processi di appropriazione e li percepiamo come parte integrante del nostro ambiente. L'habitat oggi è dominato dalla presenza dei social media. L'accelerazione dei social network sites, la diffusione di sofisticati devices di comunicazione ecc. hanno modificato non solo le forme di comunicazione ma anche i modelli di costruzione e sperimentazione delle relazioni sociali. Le domande alle quali la sociologia può rispondere sono tante ed investono molti aspetti come le caratteristiche del contesto sociale, il web 2.0, l'identità degli attori sociali ecc. Nella scuola tradizionale non s'impara a navigare in internet né si studiano la messa in scena dei programmi televisivi.

Capitolo 1: La media education - alla ricerca dei fondamenti sociologici

La media education è un terreno di studi, pratiche e ricerca molto articolato i cui fondamenti teorici sono indagati nella comunità scientifica. Pier Cesare Rivoltella è uno dei primi a fornire un contributo scientifico e ha definito le metateorie che investono lo statuto epistemologico della disciplina, ricostruzione dei paradigmi di riferimento. Un aspetto delle metateorie riguarda il posizionamento disciplinare della media education. La media education è insegnata in un numero rilevante di sedi universitarie. Il duplice inquadramento disciplinare ne connota la versatilità.

Definizioni della media education

  • Prima definizione: Secondo la conferenza di Toulause, l'educazione ai media è un insieme di pratica e processo di tipo educativo destinato a permettere ai membri di una collettività di partecipare in modo creativo e critico all'uso dei mezzi elettronici e tradizionali, allo scopo di individuare/sviluppare gli individui e la collettività democratizzando la comunicazione. Questo è il risultato di un processo di evoluzione e rielaborazione rispetto ai documenti precedenti, focalizzandosi sulle potenzialità democratizzanti e sul significato politico dell'educazione ai media utilizzando dei mezzi elettronici e quelli tradizionali ai fini della maturazione.
  • Seconda definizione: È una delle definizioni maturate in sociologia della comunicazione evidenziando il carattere d'interpersonalità e condivisione della media education cioè non è un istituzione ma è un movimento collettivo con segnali d'interpersonalità e interdisciplinarità fin dalla nascita. La media education si pone come un'attività finalizzata alle conoscenze e all'addomesticamento dell'universo e come esperienza metacognitiva sui processi di costruzione del messaggio comunicativo. L'educazione ai media è ricerca e responsabilizzazione ovvero formazione intesa come sviluppo di un senso critico indispensabile per la comunicazione.

Questa prospettiva si concentra sulla componente movimentista della media education che in Italia ha dato origine a:

  • med (Associazione Italiana per l'Educazione ai Media e alla Comunicazione)
  • sirem (Società Italiana di Ricerca sull'Educazione Mediale).

1.1 Sociologie della media education

Le definizioni della media education descritte sono rappresentative di due differenti punti di vista:

  • Quello delle scienze dell'educazione
  • Quello delle scienze della comunicazione.

Il confronto su questo tema ha dato origine a contributi che hanno evidenziato il rapporto determinante delle scienze di comunicazione nel definire numerosi concetti e pratiche. Per tentare di arricchire percorsi già avviati, proveremo a tracciare una mappa delle sociologie che possono contribuire in modo consistente alla definizione teoretica ed empirica della media education:

  • Sociologia generale: Passaggio dalla società moderna alla società postmoderna.
  • Sociologia dell'educazione: Analisi dei legami tra educazione e società per definizione di concetti di educazione, formazione e socializzazione.
  • Sociologia dei media e della comunicazione: Per individuare dei paradigmi della media education e per la contestualizzazione nell'ambito delle teorie degli effetti sociali dei media.

1.2 Socio-archeologie della media education

Esaminando alcuni contributi scientifici del passato abbiamo individuato tre approcci:

  • Rapporto tra scuola parallela e mass media di R. Genovesi: Il tema della scuola parallela che l'autore collocava nell'ambito dell'educazione extrascolastica che completava la presenza dei mezzi di comunicazione di massa. Per Genovesi la scuola parallela è ogni aspetto societario organizzato in maniera programmata e offre all'individuo delle occasioni di apprendimento e di modelli comportamentali precisi e definiti. La scuola parallela si distingue per l'intenzionalità di azioni che si svolgono nel tempo libero di bambini e adolescenti. Il suo contributo è di natura interdisciplinare con un occhio rivolto alla sociologia dei media, nel momento in cui mostra la valenza formativa e culturale dei mezzi di comunicazione. Genovesi affronta in modo incisivo la questione della media educativa nel momento in cui avverte che la scuola si rifiuta di comprendere i mezzi di comunicazione di massa.
  • Riflessioni dell'infanzia e mass media di R. Porro: L'autore prevedeva in esame alcune indagini condotte dalla RAI. Le ricerche da cui emergevano i piccoli fruitori di TV erano in grado di percepire la consequenzialità e le correlazioni tra le singole azioni di un programma. I più piccoli memorizzavano solo alcuni aspetti di un programma, isolavano le immagini percepite come indipendenti e autonome. Le indagini rilevavano la presenza di un'elevata soglia di comprensione del messaggio televisivo.
  • Concetto di dieta medievale di E. Menduni: In un volume sul rapporto tra media e scuola registrava una differenza tra didattica multimediale ed educazione chiarendo come l'introduzione delle nuove tecnologie educative avessero poco a che fare con la didattica sui media. La scuola potrebbe giocare un ruolo importante sui temi: riconoscimento della gerarchia delle fonti, la capacità di maturare un senso critico nella scelta dei programmi televisivi. Riferendosi a queste osservazioni; l'autore suggeriva di attuare strategie di ottimizzazione del consumo mediale che si sarebbero tradotte in azioni di riduzione contrattata del consumo televisivo. La proposta di ricerca dell'intervento era formulata in forma di dieta fondata sul paragone con il controllo e la riduzione dei cibi per non ingrassare. La dieta consisteva nell'impegno a non superare il punteggio quotidiano di cento punti. In questo progetto un ruolo rilevante era attribuito alla famiglia aiutando il bambino a riempire ogni giorno una scheda su ciò che era stato visto in TV. L'effetto dell'intervento è stato misurato mediante la somministrazione di diversi strumenti di ricerca. Al termine della dieta si proponeva ai due target un questionario sui comportamenti di consumo ed infine uno strumento di controllo per verificare quanto gli effetti della dieta fossero stati durevoli.

1.3 Dalla media education alle multiliteracies

Buckingham definisce la media education come processo d'insegnamento e apprendimento centrato sui media distinguendola dalla media literacy. La media literacy coinciderebbe con la conoscenza e le competenze che gli studenti acquisiscono in tema di mezzi di comunicazione. Nella prospettiva di Livingstone, la media literacy fa riferimento all'abilità di accedere, analizzare, valutare e creare messaggi, azioni che costituiscono un approccio sistemico basato sulle competenze.

Seguendo questo modello, il discorso sulla media education si articola in due parti:

  • Educazione ai media
  • Competenze corrispondenti che dovrebbero essere garantite da accesso (è importante e può sembrare scontata. Accedere ai media non significa disporre di mezzi di comunicazione ma possedere le competenze necessarie per acquistare le informazioni di cui si ha bisogno cercando di evitare i pericoli) e analisi (la questione d'accesso non può esaurirsi sul tema delle disuguaglianze digitali. Rapporto con i testi simbolici sono stati tematizzati da U. Eco nei suoi lavori).

Buckingham propone uno schema a sei dimensioni che ha l'obiettivo d'individuare le questioni e i temi che saranno oggetto di insegnamento per gli studenti:

  • Media agency
  • Media categories
  • Media technologies
  • Media languages
  • Media audiences
  • Media representations

Livingstone riprende le osservazioni di Buckingham adeguando il modello delle competenze alla complessità della rete e alle sue caratteristiche. Le dimensioni individuate sono 4:

  • Chiamare in causa la capacità dei soggetti di individuare e decodificare le strategie di rappresentazione di selezione e costruzione della realtà messa in campo.
  • È importante per gli utenti della rete, conoscere i codici necessari per comprendere la grammatica dei siti web.
  • Di produzione cioè internet dovrebbe rendere chiara e riconoscibile agli utenti la natura dell'emittente che comunica.
  • È il destinatario della comunicazione mediatica che dovrebbe essere consapevole della propria posizione di fruitore.

Valutazione critica che si presenta in modo differente riguardo alla sua applicazione per i vecchi media e i media digitali. I criteri e le pratiche di costruzione dei contenuti tipici dei media di massa vengono messi in discussione. Produzione che si riferisce all'inedita possibilità di diventare contemporaneamente emittenti e riceventi della comunicazione grazie alla capacità di gestire con facilità le piattaforme e i tools resi disponibili dal nuovo ambiente.

Livingstone evidenzia i cambiamenti determinanti dall'ingresso delle ICT e l'esigenza di considerare una molteplicità di stimoli attraverso le relazioni instaurate con la media differente. Nel linguaggio dell'audience research lo slittamento concettuale s'esprime nel passaggio da un focus esclusivo sullo spettatore a una prospettiva basata sull'interazione tra testo e lettore; ciò implica un ripensamento dei modelli skills-based. Le sfide poste dalle new media literacies chiamano in causa nozioni come pensiero, apprendimento e autorità/autorevolezza. Il termine literacy costituisce un framework concettuale funzionale per descrivere il set di competenze richiesto dal nuovo ambiente comunicativo.

Educazione con i media fa riferimento alla dimensione strumentale della media education cioè all'integrazione dei media nelle pratiche di inserimento delle singole discipline. Interpretare i media come oggetto dell'intervento educativo. Un'alternativa al termine media education (enfasi è sui linguaggi cioè ci si riferisce all'alfabetizzazione) è media awareness (allude alla consapevolezza che il ragazzo dovrebbe maturare nei confronti delle pratiche di consumo e dei significati dei messaggi).

1.4 Contributo della sociologia generale: qual è la società per la media education?

Quali sono le caratteristiche della società contemporanea? Come sono cambiati i rapporti sociali? Giddens afferma l'ambito d'interessi della sociologia che è vasto cioè dagli incontri casuali ai processi sociali globali. La sociologia nasce per studiare la complessità del sociale applicando un metodo scientifico e si differenzia da quello utilizzato per lo studio dei fenomeni naturali. L'analisi contemporanea si è concentrata sul passaggio da un modello di società tradizionale a una società postmoderna che ha contribuito a delineare un nuovo paradigma di lettura delle strutture e dei rapporti.

Mosaico delle trasformazioni descritte dai sociologi è composto di tasselli e vocabolari per descrivere il cambiamento. Il postmoderno sarebbe caratterizzato da alcune specifiche strategie:

  • Ironizzazione che consiste nel mantenere un distacco ironico dalle proprie affermazioni.
  • Desublimazione riguarda l'idea che i sentimenti e il corpo abbiano un potenziale rivoluzionario dalle forme di dominio.
  • Deoggettivazione secondo la quale non ci sarebbero fatti ma solo interpretazioni.

Queste tre strategie confluiscono in un fenomeno che l'autore definisce il realitysmo che viene revocato qualsiasi autorità al reale e al suo posto si imbandisce una quasi realtà con elementi che poggia su tre meccanismi:

  • Giustapposizione cioè programmi in cui un servizio sulla fissazione dell'atomo può essere preceduto o seguito dalla reincarnazione.
  • Drammatizzazione si prende qualcosa di reale e lo si drammatizza con attori trasformandola in una semifinzione.
  • Onirizzazione vita del reality cosa è? Sogno o realtà?

Ferraris vede l'avvento del nuovo realismo come una tendenza che interesserebbe la filosofia contemporanea manifestandosi attraverso specifici indicatori. Volendo sintetizzare le caratteristiche del nuovo modello di società possiamo ricorrere ad alcune idee chiave:

  • Ridefinizione coordinate spazio temporali
  • Corsa dell'individualismo
  • Festa di consumi
  • Attività riflessiva
  • Ripersonalizzazione etica
  • Esplosione di comunicazione.

I fattori citati sono pensati come interdipendenti cioè parte di un'unica mappatura sociale che dovrebbe funzionare da nuova bussola d'orientamento del tempo presente. Il primo aspetto è di carattere strutturale e coinvolge la modifica delle coordinate spazio temporali entro cui si situano e ambientano le azioni sociali. Nella società in rete il rapporto con il tempo è legato all'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e consentono di comprimerlo e valorizzarlo grazie alla pratica della multitasking. Thompson menzionava la simultaneità despazializzata e la possibilità di condividere le medesime esperienze vivendole in spazi diversi. La messa in crisi delle certezze culturali tipiche della modernità si riflette nella moltiplicazione degli stili di vita. Individualizzazione è un altro aspetto distintivo della modernizzazione. Esso si traduce nella trasformazione dell'identità umana da un qualcosa di dato a un compito. "Per individualizzazione s'intende il processo attraverso cui le distinzioni sociali perdono la loro importanza nell'influenzare la vita delle persone." Questo processo pone l'attore sociale in una condizione di libertà sotto il segno dello sperimentalismo esistenziale dove il concetto di rischio diventa quasi il nuovo paradigma dell'identità e delle scelte sociali. Un altro punto essenziale della società di oggi è l'importanza del fenomeno del consumo per definire l'identità. La comunicazione si connette in modo indissolubile ai processi di democratizzazione e oggi è considerata indispensabile per il funzionamento della società.

Anthony Giddens - società riflessiva: lui dichiara che svilupperà un'analisi istituzionale della modernità privilegiando aspetti culturali. È un'interpretazione discontinua dello sviluppo sociale moderno. Discontinua che si differenziano le istituzioni sociali moderne dagli ordinamenti tradizionali riassumibili in:

  • Ritmo del cambiamento
  • Portata
  • Natura istituzionale moderna.

Il dinamismo moderno deriverebbe da tre fattori:

  • Separazione tempo spazio e riconfigurazione
  • Disaggregazione di sistemi sociali
  • Ordinamento e riordinamento riflessivo dei rapporti sociali.

L'autore propone la ricetta del realismo utopico perché delinea i fondamenti dello stato futuro delle cose. Riflessività diventerebbe un'operazione che viene attuata da una mente individuale la quale ritorna su se stessa in relazione ad un altro.

Zygmunt Bauman - l'affascinante metafora della liquidità: lui è l'autore di numerosi libri ed etichette per descrivere la società contemporanea cioè la definizione di società liquida a quella di società dell'incertezza o società degli individui. Bauman descrive la società liquida moderna (si caratterizza per una straordinaria mobilità, fluidità e leggerezza delle parti che la costituiscono) in contrapposizione a quella moderna. Da queste analisi Bauman estende la sua analisi a molti aspetti e oggetti del vivere quotidiano. La vita quotidiana liquida non consente agli individui di fermarsi a stabilire e concretizzare i propri obiettivi. Il soggetto deve reinventarsi, rinnovare il proprio bagaglio di competenze per adeguarsi ai nuovi contesti e alle opportunità che si presenteranno attuando un riciclaggio continuo della propria identità. Queste conseguenze si riflettono anche in altre sfere della vita sociale. L'ondata di stabilità determinata dai processi di individualizzazione e della percezione di un'insicurezza sulle prospettive di vita.

Ulrich Beck - rischio dunque sono: lui descrive la società moderna privilegiando la chiave della riflessività. È conosciuto come il teorico della società mondiale del rischio. Il rischio è una delle caratteristiche che connota in modo insistente la società contemporanea. Lui costruisce la sua teoria individuando le differenze tra la prima e la seconda modernità. Lui mostra come i processi di globalizzazione, individualizzazione e perdita progressiva della tradizione confluiscono nella costruzione di una vita sperimentale. I giovani interpretano in modo sentito i loro mondi vitali come habitus di ricerca.

Manuel Castells - individuo nella rete: le sue analisi offrono una chiave di lettura per interpretare la società ai tempi di internet. Lui descrive l'affermazione di un nuovo paradigma che avrebbe superato la fase della modernità.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 96REBECCA di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Tirocchi Simona.
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