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Riassunto esame sociologia della famiglia, docente borgna, libro consigliato Vite nel tempo, Olagnero

Riassunto per l'esame di sociologia della famiglia, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Borgna: vite nel tempo, Olagnero. Gli argomenti trattati sono i seguenti:
storie di vita
corso di vita,
eventi di vita,
analisi sociologiche,
problemi della mamoria

Esame di Sociologia della famiglia docente Prof. P. Borgna

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Con l'approccio longitudinale gli eventi demografici perdono la loro caratteristica di istantaneità

e fissità, per diventare risultati di processi.

Nella coorte ogni tipo di evento viene separato dagli altri, definendo così un processo di

popolazione.

La coorte ha la stessa collocazione temporale dell'individuo e lo stesso modello di sviluppo

degli individui che la costituiscono.

Quando negli anni '70 si afferma per la prima volta un approccio micro, si comincia a pensare

per la prima volta in termini di continuità e unitarietà di una biografia.

Nasce un tipo di informazione che cerca di seguire i singoli individui nel loro cammino, così che

la popolazione diviene un insieme di biografie che si formano nel tempo, si accavallano, si

estinguono.

6.4. Intersezioni con la sociologia dell'età

La sociologia dell'età contribuisce in manierea determinante alla costruzione di un quadro

teorico e di ricerca che va oltre l'apporto dei singoli filoni e delle specifiche prospettive di

analisi.

Nata come una costolo della sociologia dell'età, la sociologia del corso di vita ha acquistato una

fisionomia autonoma e una posizione critica.

Sociologia dell'età --> ha avuto il grande merito di ridefinire il trascorrere del tempo come un

attributo del singolo soggetto e anche della società

Matilda Riley --> ha sistematizzato nel modo più completo la problematica

Il suo modello: L'età come attributo individuale segna quanto tempo di vita si è vissuto e in

quale fase della vita si è collocati.

L'età come attributo delle strutture sociali denota i criteri in base ai quali si collocano le risorse

e si stabiliscono le soglie di entrata ed uscita dai diversi ruoli.

Strati di età = stock di popolazione che ha una determinata età in un certo momento.

Età = individua l'appartenenza ad una classe di età, connotata da specifici doveri e diritti

socialmente normati.

Attraverso la successione tra coorti, nuovi membri fanno continuamente ingresso in una

società, e muovono verso l'alto attraverso gli strati di età.

La società cambia e quindi offre o impone significati e risorse diversi ai diversi ruoli d'età, ma le

persone che giungono a ricoprire i diversi ruoli sono diverse da quella che le hanno precedute.

La stratificazione per età è uno dei pochi processi universali, inevitabili ed irreversibili.

Per identificare le possibili direzioni di cambiamento è utile richiamare 2 tipi di ideali:

1- il tipo di società a max differenziazione d'età

Ad ogni età sono rigidamente connesse aspettative e risorse di ruoli.

Scarsa mobilità, ma maggiore protezione e tutela per specifiche categorie d'età

2- il tipo di società a massima integrazione

Massima flessibilità, con un'offerta e un'aspettativa di ruoli meno rigidamente incernierate

sull'appartenenza di età.

Maggiore autonomia, ma precarietà e rischio di iniquità.

6.5. Età ed effetti della modernizzazione

Un correlato "classico" dell'ipotesi della modernizzazione prevede il declino di influenza e

prestigio degli anziani, portatori per eccellenza di valori e capacità del passato.

Questa ipotesi sottovaluta l'eterogeneità e la continua ricostruzione del corso di vita da parte

delle coorti che si succedono nel tempo.

Invecchiamento = non ha significato univoco, come non lo hanno le altre età.

Oggi, la perdita di autonomia degli anziani, interviene in una fase sempre più avanzata della

vita.

Studio condotto sulla condizione anziana in Germania: nè l'età vale da sola a determinare la

condizione di vita dell'anziano, a qualsiasi classe appartenga, nè il benessere economico è

sufficiente a contrastare gli effetti di declino e crisi legati all'età.

Lo studio fa cmq cadere alcuni pregiudizi che collocano l'anziano alla periferia dell'attività

sociale e della vitalità psichica.

Ricerche italiane: 10/20 anni fa il pensionamento veniva vissuto negativamente dagli uomini,

per via della perdita della loro identità centrale, positivamente dalle donne, che poterono così

dedicarsi maggiormente a curare la famiglia.

L'ipotesi, cmq, è che sia in atto uno stemperarsi delle differenze di genere, soprattutto nei

centri urbani.

6.6. Le coorti come veicoli di mutamento

Si può dire che c'è mutamento sociale solo quando coorti successive hanno corsi di vita diversi.

La vicenda di una coorte è considerata il prodotto di congiungimento dei processi universali di

invecchiamento e di processi storicamente e socialmente specifici.

Ricambio demografico --> fa sì che ogni nuova coorte di nascita sia potenzialmente portatrice

di mutamento.

Ogni coorte consegna a quelle successive una società mai perfettamente identica nel tempo.

Anche nella normalità del cambiamento i comportamenti messi in atto da una particolare

coorte possono delineare scenari di squilibrio tra le diverse classi di età che perdurano nel

tempo.

Spesso i conflitti tra coorte vengono compensati a livello familiare, dove la compresenza tra

diverse coorti acquista la forma di legami di generazione.

6.6.1.

La specifità del corso di vita sta nel considerare la relazione tra stati di età e tempo in maniera

variabile e multidimensionale.

Gli eventi e la sequenza degli status vengono esaminati in base a come variano nel tempo e

nell'ordine di accadimento, e per come la loro variazione ha conseguenze sulla vita successiva.

6.7. Coorti e generazioni

I 2 termini non sono sinonimi.

Coorte = adesione oggettiva e irreversibile ad un evento che accomuna un gruppo di persone

Generazione = presuppone un'autocollocazione culturale

Perchè ci sia generazione occorre che le esperienze costituiscano un sentire comune per chi le

ha vissute.

Accezione antropologica di generazione --> collocazione in un rapporto di discendenza che

vede padri, figli, nipoti sullo stesso asse

Esportata negli Stati Uniti, l'analisi del cambiamento dei valori generazionali diventa analisi dei

cicli di cambiamento degli orientamenti politici.

Sono stati individuati 3 grandi periodi:

1- Fino al 1880. I bb sono le risorse produttive dell'economia familiiare: le famiglie fanno scarsi

investimenti finanziari e consistenti investimenti in capitale sociale , in reti informali.

2- Da allora e fino a metà secolo successivo l'interesse della famiglia ad investire nel fanciullo è

legato ad una produttività futura, alimentata dalla scuola e all'assicurazione che le famiglie

hanno trasferito molta della loro responsabilità formativa allo Stato. Accresce l'investimento nel

capitale finanziario necessario alla formazione che garantisce la produttività economica del

fanciullo una volta adulto.

3- Crescenti investimenti finanziari per sostenere la produzione di capitale umano e decrescenti

investimenti in reti sociali. La famiglia cessa di essere al centro dello scambio economico.

Mentre lo sviluppo del capitale umano nel primo periodo è compromesso dall'assenza di

investimenti finanziari, nell'ultimo periodo è bloccato dal deficit di motivazione.

6.7.1.

I rapporti di discendenza non vanno considerati isolati rispetto ai rapporti tra coorti, in quanto

dalla famiglia e dalle relazioni intergenerazionali possono provenire risorse e compensi a debiti

e crediti che le varie coorti possono aver acquisito le une rispetto alle altre, nel corso dei vari

regimi di welfare e delle relative decisioni di collocazione delle risorse.

Le linee di discendenza e di parentela si sono complicate dal punto di vista normativo e

culturale, con l'aumento dei divorzi e dele famiglie ricostituite.

Oggi è inevitabile incorrere nella contraddizione di un crescente bisogno di costruire le proprie

reti lontano, o indipendentemente, dalla cerchia familiare e di un bisogno di mantenere il senso

di appartenenza che solo la collocazione dentro la rete della famiglia può dare.

La solidarietà familiare sembra inevitabilmente compromessa nella sua capacità di trasferire

risorse economiche tra generazioni.

Oggi, come figli, si eredita troppo tardi rispetto ai bisogni della vita adulta.

Separazioni e divorzi intercettano i normali flussi di discendenza, complicandoli e

interrompendoli con altri flussi.

Le prossime generazioni, costrette ad una maggiore dipendenza economica dai genitori, per la

mancanda di disponibilità sul mercato del lavoro, rischiano di essere meno capaci di sostenere

a loro volta i figli, ai quali mancherà sia l'accumulo del lavoro stabile, sia il gettito sicuro della

pensione dei loro genitori.

6.8. Dall'età agli eventi

Gli studi di Hogan (1981) sulla prima età adulta degli uomini, hanno rivelato che se il

matrimonio precede il completamento degli studi, riduce l'acquisizione successiva di status e

aumenta il rischio di divorzio.

La simultaneità tra entrata su l mercato del lavoro e impegno con i figli è associata con salari

mediamenti meno elevati di quelli ottenuti se l'entrata avviene prima o dopo l'impegno

nell'allevamento dei figli.

Anche le transizioni più prevedibili sono esposte a disordine.

Anche la durata degli eventi riveste un peso rilevante nel produrre eterogeneità di risultati.

6.8.1.

L'enfasi che il corso di vita pone sull'eterogeneità individuale si basa anche sulla constatazione

che le persone hanno probabilità di incorrere in diversi tipi di momenti:

- eventi normativi (previsti e regolati)

- eventi non normativi (non del tutto prevedibili)

- eventi quasi normativi (regolati da convenzioni e pressioni sociali relativamente prevedibili

- non eventi (eventi mancati, anche se attesi dalla società o dagli individui)

- eventi storici (mutano fortemente le condizioni al contorno)

TRANSIZIONI, TRAIETTORIE, INTERDIPENDENZE

7.1. Gli elementi chiave del modello

Il principio dell'intersezione tra effetti di età, coorte e periodo richiama la quantità di pressioni

che gravano sul corso di vita individuale, ma anche la difficilie ripetibilità di mosse già fatte

dallo stesso individuo, o da altri prima di lui.

Il principio dell'interdipendenza/ delle vite legate, riflette il fatto che le biografie si incontrano in

network a maglia stretta.

Il principio dell'incrocio tra diversi tempi della vita ricorda la dipendenza dei significati di un

evento dal momento in cui si verifica in rapporto alle varie traiettorie personali e di coorte.

Il principio della collocazione del corso di vita dentro uno specifico contesto spaziale e

temporale, da un lato garantisce che la sua variabilità sia arginata e giustificata dal contesto di

valori e norme proprie di una collettività, dall'altro riconosce che questa stabilità è soggetta a

mutamento.

7.2. Meccanismi

L'individuo non è totalmente determinato dagli eventi che gli accadono, ha dei margini per

dirigere la sua vita in modo da acquisire o ripristinare un certo grado di equilibrio.

I risultati delle variazioni individuali impegnano sia il livello micro, che quello macro.

Le variazioni dal corso di vita standard riflettono processi sociali sistematici e possono essere

predicati a livello aggregato.

Il passato biografico di ogni individuo interferisce con il dispiegarsi di un libero e ininterrotto

flusso di azione razionale.

Gli eventi improvvisi o ripetuti possono modificare direttamente uno status, olterare la capacità

e le motivazioni che innestano il cambiamento di stato.

In questo modello alcuni eventi hanno una specifica significatività causale per quelli successivi.

Le attività possono cumulativamente portare a certi tipi di qualificazioni o di capacità.

L'interazione tra diverse caratteristiche può condurre eventi non significativi a diventarlo.

Non esiste qualità individuale che "funzioni" indipendentemente dal contesto relazionale o

istituzionale in cui si trova.

Nella prospettiva del corso di vita questo rapporto è indicato dallo scorrere parallelo di due

carriere.

Anche esponenti della teoria dell'azione razionale sottolineano il carattere complesso della

determinazione di un corso di azione che riceve pressioni e margini di libertà sia dal suo

sviluppo temporale, sia dal continuo intreccio del corso di azione individuale con eventi e

processi che si verificano ad altri livelli.

I corsi di vita sono processi altamente tempo-correlati, selettivi e cumulativi e sono modellati

da istituzioni storicamente specifiche e da individui orientati intenzionalmente.

Non è detto che le azioni che noi osserviamo in un certo momento corrispondano a preferenze

immutabili: esse possono essersi variamente costruite nel tempo prima della nostra

osservazione e possono mutare nel corso del tempo successivo.

Perchè di un effetto si possa identificare la causa, occorre tempo e ci vogliono ordine ed

intervallo di tempo.

La probabilità dev'essere considerata un segno teorico.

Anche le aspettative e le credenze sono soggette a mutamento.

7.3. Il concetto di transizione: eredità e sviluppi

Le transizioni sono passaggi da uno stato all'altro, differenziate oer età e incastonate in

"traiettorie".

Le persone partecipano a differenti campi di interazione sociale, ricoprendovi posizioni.

Il corso di vita richiama la dimensione dinamica sia della partecipazione ai diversi campi

d'interazione, sia delle posizioni al loro interno.

Possono essere considerati precursori dello studio delle transizioni la classica teoria dei ruoli

e la teoria dello stress.

La teoria dei ruoli sottolinea l'importanza dei processi di entrata e uscita dai ruoli.

Anche sul fronte del passaggio dalla salute alla malattia, lo studio della transizione utilizza gli s

chemi concettuali della divisione in fasi tipiche. Il significato di ciascuna fase non è assoluto,

ma deve essere interpretato a seconda delle dimensioni in gioco.

7.3.2.

La teoria dello stress, inizialmente proposta come spiegazione dei meccanismi sociali di

insorgenza di malattie fisiche e mentali a partire da specifiche collocazioni sociali, si è

ulteriormente sviluppata ponendo attenzione sia alla classificazione degli eventi stressori, sia

alle condizioni che ne ampliano o moderano l'impatto.

Inizialmente la spiegazione dello stress si basava su relazioni tra variabili relativamente

semplici e facilmente verificabili.

Da una certa posizione sociale vi erano probabilità accertabili che, a posizioni socialmente

sfavorite, corrispondessero eventi stressanti.

Successivamente si è affermata una visione più complessa, che mette in luce l'incrocio tra

eventi e relative condizioni di occorrenza, e quindi i differenti effetti che si producono a

seconda di come e quando quegli eventi si verificano.

Il COME e il QUANDO amplificano o moderano la capacità stressoria di un evento.

Come = riguarda le caratteristiche dell'individuo e della sua rete di appoggio e riferimento

Quando = si riferisce a ciò che accade durante e dopo l'evento

Ma conta anche lo spazio temporale PRIMA dell'evento.

L'analisi delle cause degli effetti delle transizioni che danno luogo ad eventi stressanti è

un'analisi complessa, prolungata nel tempo, cauta nell'individuazione dei perchè.

Transizioni apparentemente simili hanno significato sia sociale, ce soggettivo, diverso a

seconda di quando avvengono in una particolare traiettoria.

Le traiettorie sono linee non continue, spezzate dalla presenza di transizioni, ovvero passaggi

da un ambito all'altro.

Ciascuno di questi passaggi genera sfide al cambiamento e mobilitazione di capacità

strategiche.

Capacità strategiche = consapevolezza e controllo della situazione

Anche nelle situazioni più critiche le persone non cessano di elaborare modalità di

adattamento, definire nuove routine che consentano loro di ripristinare una qualche forma di

equilibrio nella loro vita.

Qualsiasi percorso biografico comporta sempre un soggetto che "sa a che punto è".

7.4. Transizioni applicate a popolazioni

7.4.1.

Applicato a intere popolazioni o a coorti, il momento in cui si verifica la transizione (timing), è di

solito operazionalizzato come l'età media o mediana in cui avvengono certe transizioni, o l'età

in cui la maggioranza dei comportamenti di una coorte ha avuto esperienza di quella

transizione.

Una tipica chiave di lettura del mutamento storico in chiave di transizione è quella di

constatare l'avvenuta dilazione dell'occorrenza di transizioni normative, come l'uscita dalla

famiglia di origine, la fine della scuola e l'ingresso nel mercato del lavoro.

7.4.2.

Nelle società occidentali, la sequenza tipica d'ingresso nella vita adulta prevede:

- fine degli studi

- inizio del lavoro

- uscita di casa

- formazione di una famiglia propria

Interrogativi in proposito:

- In che circostanze si creano alterazioni del modello?

- Quali conseguenze derivano da queste alterazioni?

Comparazione tra coorti nate in anni diversi, a partire dall'analisi di nati all'inizio del secolo,

fino ad arrivare alle attuali coorti 25enni.

Risultati = relazione tra disordine delle sequenze, appartenenza a coorti più giovani e genere

femminile.

Il cambiamento e i connessi comportamenti di crisi si diffondono senza troppe distinzioni e

soprattutto senza condotte apprese e consolidate di affrontamento.

Va diminuendo l'attuale durata dell'occupazione, e va cambiandoo anche la struttura del

periodo di attività lavorativa: le fasi del lavoro sono interrotte da nuove fasi di preparazione e

periodi di training sono innestati nell'occupazione attiva.

Le durate mutano, e oggi siamo di fronte a combinazioni di vita e di lavoro che vedono più

persone lavorare, e dunque più persone coinvolte nell'esercizio di combinare tempi di vita e di

lavoro.

Vivere appare un impegno più problematico rispetto al passato.

Gli individui devono affrontare da soli gli eventi vulneranti della crescente disoccupazione, e il

rischio di povertà che possono colpire in diverse fasi della vita.

7.4.3.

Marker del corso di vita = transizione che è diffusa e prevedibile.

7.5. Transizioni individuali e persistenze

Gli studi basati sui corsi di vita di singoli individui analizzano gli effetti che su un dato evento

osservato al tempo T1, esercitano uno o più eventi antecedenti (sguardo retrospettivo) e gli

effetti che un dato evento che si è verificato e viene osservato al tempo T0 produce su quelli

successivi, osservati al tempo T1 (sguardo prospettico).

Il riscontro è quello di effetti individuali che si prolungano anche a distanza dall'evento iniziale

e che sono alimentati, e talora amplificati, dalle condizioni di contesto.

Esistenza di differenti impatti della crisi economica, persistenti anche a distanza di tempo per

gli appartenenti a diverse coorti di nascita e individuate differenze anche all'interno di una

stessa coorte.

La famiglia costituì un tramite cruciale dei processi di cambiamento individuale, dal momento

che, dalle mura domestiche, passarono sia la riorganizzazione della vita quotidiana dei giovani

nel periodo della crisi, sia la costruzione durevole di un orientamento tradizionale nei confronti

della famiglia.

Maggior impatto negativo sulla vita successiva del bb esercitato dal divorzio dei genitori, più

che della morte di un genitore.

Contesti fortemente modernizzati riducono la penetrazione culturale dei modelli tradizionali, ad

esempio quelli che passano di madre in figlia.

I due ambiti della famiglia e del lavoro costituiscono veri e propri incubatori di conseguenze a

distanza.

7.5.1.

Si parla di eventi TRIGGER (scatenanti), quando si vuole porre l'attenzione sull'occasione in cui

un effetto potenziale viene effettivamente innescato, grazie all'occorrenza di un altro evento,

che fa da denotatore. (Povertà)


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione (SAVIGLIANO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saretta.chiaramonte di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della famiglia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Borgna Paola.

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