SOCIOLOGIA DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
LEZIONE 1
La criminalità organizzata è stata analizzata principalmente da due punti di vista: la presenza di gruppi organizzati (lo
studio degli attori che li compongono e delle loro caratteristiche)e l’insieme delle attività illegali/criminali, cioè tutto
ciò che fanno.
Nel 1982 con l’introduzione nel codice penale dell’articolo 416BIS, che vi è per la prima vola il riconoscimento a livello
giudiziario del reato di associazione di tipo mafioso. Il 416 BIS entra nel codice penale con la legge Rognoni la Torre
che riconosce anche la confisca dei beni mafiosi; il nome della legge prende spunto dai cognomi dei due
proponenti:Rognoni ministro dell’interno e Pio La Torre il quale venne assassinato in Sicilia (dopo la sua morte a
Palermo divenne prefetto il generale delle forze armate Carlo Alberto Della Chiesa, al quale vennero affidati poteri
straordinari nelle indagini, anche lui viene assassinato).
LEZIONE 2
Visione del fenomeno mafioso di Hess, analisi culturalista.
Hess è stato uno dei primi studiosi di mafia ed è uno dei rappresentanti della prospettiva culturalista, che considera la
mafia un fenomeno culturale che in certe circostanze può portare ad atti illeciti; questo fenomeno nasce dal
feudalesimo e rappresenta un problema di deficit di modernizzazione = è un relitto feudale che continua a
sopravvivere perché le istituzioni statali non sono abbastanza forti per eliminarlo.
ANALISI DEL LIBRO; all’interno del suo libro Hess, analizza la prospettiva che negli anni 80 si aveva della mafia, la quale
era considerata più come una mentalità che un’organizzazione. Hess nega il carattere associativo della mafia e la
identifica come un preciso modo di agire collettivo che deriva: da un attitudine psichica, da un codice morale e da una
specifica subcultura presente in un determinato contesto o territorio (secondo questa visione non sarebbe stato
possibile inserire nel codice penale il reato associativo). All’interno del libro il mafioso viene definito come un uomo
che si fa rispettare e che si fa giustizia da se, aderisce al codice culturale dell’omertà e non ricorre alla magistratura o
alle istituzioni perché è in grado di riparare torti subiti in modo autonomo.
Gaetano Mosca afferma che lo spirito mafioso è caratterizzato dal grosso egocentrismo e dal senso di superiorità
rispetto alla legge, in alcuni casi quando questi individui si mettono insieme vanno a comporre piccoli gruppi di
malfattori, che costituiscono la mafia = non vi è la visione di organizzazione ma solamente di piccoli gruppi non
strutturati. Il mafioso è un uomo di rispetto diverso dal delinquente, il primo è legittimato dalla morale popolare ed è
consolidato dal fatto che la sua attività non va solamente a soddisfare i propri bisogni ma anche precise funzioni di
mediazione e protezione verso la comunità.
Hess sostiene la presenza di un forte legame tra fenomeno mafioso e contesto + la mafia è un canale di mobilità
sociale ascendente, permette di migliorare il proprio status sociale.
L’autorità di un mafioso nasce dall’azione che si fonda su queste caratteristiche (le caratteristiche che permettono ad
un mafioso di fare carriera):
1 La capacità di usare violenza, un tratto riconosciuto ancora oggi.
2 La collisione, superata con successo con gli organi giuridici statali, cioè la capacità di garantirsi l’impunità,
scontrarsi con organi giudiziari ed uscirne indegni non è vero che prima del 416bis i mafiosi non venivano
perseguiti, è invece vero che la maggior parte di essi venivano assolti (aver subito un processo ed essere
assolti per insufficienza di prove era un fattore che alimentava la fama del mafioso).
3 Il riconoscimento attraverso altri detentori di potere informale, il fatto di essere riconosciuti da altri soggetti
con status rilevanti.
4 Capacità di incutere timore ed intimidazione. 1
5 Riconoscimento da parte degli assoggettati “Mafioso non è chi si sente mafioso, ma chi è considerato come
tale” è il pubblico che fa il mafioso.
La 1, 2 e 5 sono caratteristiche che vengono ancora oggi riconosciute.
Fare il mafioso non è un mestiere.
Il mafioso tende a monopolizzare una posizione di potere, e ciò avviene tramite tre azioni:
Si crea una cosca, un insieme di persone a disposizione del mafioso per infliggere violenze, il mafioso quindi va ad
organizzare la violenza. Essa non è un gruppo poiché al loro interno non vi sono relazioni affettive o interazioni, è
invece un insieme di relazioni a coppia che il mafioso intrattiene con persone tra loro indipendenti.
Si crea un partito, relazioni con personalità socialmente e localmente altolocate, persone importanti.
Mira a legalizzare il più possibile la propria posizione, infatti molti operano tra mercati legali ed illegali.
Secondo Hess la legittimazione del potere mafioso sta nella subcultura, in cui i mafiosi ne sono i massimi espressori.
L’omertà per Hess è un codice culturale diffuso, che appartiene al contesto e non alla mafia, seppur essa ne tragga
beneficio(per molto tempo questa tesi è stata quella dominiate).
Riassunto: No struttura organizzativa + contano le relazioni di tipo diadiche + nessuno si sente membro di un
organizzazione + i mafiosi non si chiamano fra loro mafiosi, essi vengono denominati così dall’esterno.
Hess sostiene che non vi sono iniziazioni (anche se oggi noi sappiamo che non è vero); egli afferma che i mafiosi fra di
loro si chiamano “uomo di rispetto,uomo di onore” + per loro il legame che conta è quello che viene indicato con la
formula “amici degli amici” = espressione di una comportamento sub culturale conclusione libro: sta subentrando
una mafia nuova, di tipo gausteristico.
LEZIONE 3
Modelli di interpretazione della mafia:
- Burocrazia, un organizzazione molto formalizzata in cui vi sono: ruoli definiti, forte gerarchia, criteri per accedere
ed un sistema regolato da norme e sanzioni. Alcune visioni vanno ad estremizzare l’elemento burocratico della
mafia, fino ad arrivare a rappresentazioni che la considerano un’organizzazione chiusa e quasi autosufficiente a se
il
stessa compito del magistrato sarebbe facilitato se la mafia seguisse un preciso modello burocratico, gli
sarebbe molto più semplice definire in modo preciso il fenomeno mafioso.
- Comunità, fa riferimento alla società tradizionale in cui contano i rapporti interpersonali legati da un sentimento
di solidarietà. La mafia è diluita nella comunità d’appartenenza, è l’espressione di una subcultura specifica e di
codici culturali diffusi in una società ampia (Hess, prospettiva culturalista) + quest’idea è opposta a quella di
burocrazia.
- Sistema, in quanto sistema criminale è costituito da sotto sistemi tra loro collegati che agiscono in modo
coordinato, a questa visione si affianca l’idea di un'unica “super struttura criminale” associata all’immagine della
piovra, metafora secondo cui la mafia abbraccia e controlla tutti gli elementi della società.
- Impresa, si mette in primo piano la capacità economica, ossia la capacità di fare affari e ricavarne profitti; i mafiosi
diventano degli imprenditori economici all’interno di mercati legali ed illegali (per una funzione di riciclaggio di
denaro e copertura) + accumulazione della ricchezza.
- Rete, molta attenzione è prestata al radicamento, all’espansione e dalla riproduzione del fenomeno; è di primaria
importanza la creazione di relazioni esterne sulla base del capitale sociale, le quali riguardano principalmente la
sfera legale delle istituzioni e dell’economia. Sono importanti sia le relazioni verticali che orizzontali
(caratterizzate dalla cooperazione e della reciprocità). 2
- Gruppo di potere, visione ripresa da Weber, che riprende l’idea della “borghesia mafiosa”, in cui l’attenzione
viene rivolta all’arena politica e direttiva; gruppo caratterizzato da: dimensione territoriale, capacità di esercitare
coercizione fisica, presenza di un sistema di regole e norme ed un apparato in grado di farle rispettare questa
visione è molto rilevante.
I sociologi acquisiscono diverse prospettive della mafia a seconda del modello tenuto in mente, esso infatti va a
influenzare lo studio e gli strumenti d’osservazione del ricercatore.
Per molto tempo si è negata l’esistenza della mafia, essa infatti veniva considerata un residuo della tradizione, un
fenomeno antico tipico di una società arretrata, e quindi destinato ad essere superato dalla modernizzazione. Con il
tempo si sono sviluppate due macro prospettive nell’analisi mafiosa:
Culturalista: in cui troviamo la posizione di Hess, il quale influenzò gli studi successivi.
La mafia è considerata un comportamento rispondente alla specifica subcultura della società locale; per quanto
riguarda l’elemento organizzativo della mafia, esso viene comparato ad un network, un fitto reticolo di relazioni
diadiche che si basano su rapporti di parentela, amicizia e clientelismo.
Organizzativo:la mafia è considerata una struttura organizzativa che si sviluppa verso l’interno in modo semplice e
verso l’esterno in modo più complesso.
La famiglia il più delle volte funge da nucleo normativo ed organizzativo che dà alla cosca la sua solidità nei
confronti dell’esterno.
Rifiutare il primo modello non significa negare l’importanza dei valori, delle norme o dell’identità, ma significa non
considerarli dei punti di partenza per lo studio del fenomeno.
Nel secondo dopo guerra diventa dominante la prima tesi, quella culturalista la quale vede molti processi annullati per
assenza di prove. A Palermo tra gli anni 70/80 vengono assassinati i vertici delle forze dell’ordine, politici (Mattarella),
magistrati..e subentra una nuova generazione di magistrati che attuano diversi provvedimenti, come Rocco Chinnici
(da cui si formerà Falcone), il quale porta avanti indagini patrimoniali (controllo dei conti correnti e dei flussi del
denaro; si introduce la possibilità di sequestro o confisca dei beni di provenienza illecita). La svolta arriverà con la
legge rognoni la torre.
Maxi processo di Palermo: Falcone e Borsellino hanno portato ad un risultato storico:
- 1986 vi è l’ordinanza a rinvio del giudizio,
- 1991 sentenza definitiva della corte di cassazione, che conferma l’impianto dell’accusa e riconosce l’esistenza di
Cosa Nostra, composta da una forte struttura unitaria, centralizzata e gerarchizzata.
Ciò è stato possibile grazie alla raccolta di intercettazioni e testimonianze di pentiti, che hanno fornito una visione più
intera dell’organizzazione cosa nostra.
Uno degli obbiettivi di Falcone fu quello di cambiare la considerazione della mafia, la quale esistenza era messa
fortemente in discussione.
Lo studio della mafia deve essere affiancato a quello dell’antimafia; per capire le dinamiche di una bisogna tenere
conto di quelle dell’altra = prendono forma insieme e si modellano a vicenda. L’antimafia si è evoluta
progressivamente ed oggi ha un forte attivismo sul piano repressivo; è probabile che le politiche antimafia abbiano
una minore efficacia se non collegate in modo organico alle politiche pubbliche (senza antimafia la mafia non
esisterebbe). Per riuscire ad ostacolare i meccanismi di consenso della mafia, ovvero i fattori che permettono la
riproduzione, è indispensabile colpire con efficacia e in modo mirato nodi di connessione delle reti mafiose, che
consentono solidità e chiusura all’interno e flessibilità e apertura all’esterno. 3
Identificare i tratti tipici della mafia è ancora problematico, pur avendo il 416 bis in ambito giudiziario, nell’ambito
delle scienze sociali è difficili definire il concetto di mafia. La mafia è una rete di organizzazioni criminali (non un'unica
organizzazione), che assumono modelli organizzativi differenziati a seconda dei contesti storici e spaziali di
riferimento; essa viene anche definita come un fenomeno multidimensionale, poiché ha sia un livello formale (si
manifesta in diversi modi), sia un livello sostanziale (opera in diverse sfere).
Caratteristiche che accomunano tutte le mafie:
- Elevata chiusura sociale ed apertura verso l’esterno (apparentemente contraddittoria).
- È un fenomeno di società locale, soprattutto all’interno dei meccanismi di genesi è molto importante il
radicamento in un territorio.
- Elevate capacità di espansione territoriali.
- Capacità di tipo relazionale = capitale sociale delle mafie.
- Abilità di manipolare a fini strumentali codici comportamentali tradizionali.
- Stabilire contatti e relazioni continuative con la sfera legale dell’economia, della politica e delle istituzioni, con cui
stabiliscono rapporti di cooperazione e scambio.
La mafia come:
Network di organizzazioni, la cui attività è finalizzata al guadagno, alla sicurezza e alla reputazione.
Fenomeno di società locale, radicato tradizionalmente in un preciso contesto territoriale, in cui si produce grazie
al capitale sociale disponibile nelle reti di relazione dei singoli mafiosi.
In questo campo l’attività tipica è la protezione – estorsione ed i reticoli relazionali sono poco estesi ma molto
denti (maglia stretta) il successo mafioso in un nuovo contesto dipende dalla capacità di creare a livello locale
gruppi di relazioni ad alta intensità ed elevato range.
o Capitale sociale: tessuto relazionale che un attore può usare, attraverso processi di adattamento e
riadattamento, per raggiungere i propri fini, in un determinato ambiente istituzionale.
o Estorsione: attività vincolata a un preciso contesto organizzativo e sempre legata a livello locale.
o Range: forti interconnessioni ed un alto livello di raggiungibilità di attori diversi.
È possibile affermare che nelle zone di insediamento tradizionale, prevalgono gli obbiettivi politici (potere e
controllo del territorio) su quelli economici (accumulazione delle ricchezze attraverso traffici illegali); fattore che è
opposto in aree non tradizionali
Forma di industria della protezione privata, è nell’interesse del mafioso mantenere un basso livello di fiducia
generalizzata, di tipo impersonale, poiché in questo modo aumenta la domanda di fiducia personalizzata che essi
sono in grado di offrire e garantire. L’attività mafiosa consiste infatti nel produrre e vendere un particolare bene
in sostituzione della fiducia = la protezione privata, cioè la garanzia che ognuna della parti rispetti i propri obblighi
e si impegni nei confronti dell’altra.
I mafiosi offrono garanzie sia in transizioni legali che illegali grazie all’utilizzo della violenza, con l’impiego di veri
apparati militari, attraverso i quali detengono il monopolio della fiducia.
Violenza e protezione sono quindi connesse al termine: protezione-estorsione.
Utilizzo di mezzi come: l’esercizio della violenza, è un tratto distintivo dalla delinquenza comune, che collega la
mafia con i pubblici poteri (reale o potenziale), strumentalizzazione di specifici codici culturali tradizionali,
manipolazione delle relazioni sociali e politiche, la capacità di procurarsi dall’esterno la cooperazione (attiva o
passiva) e l’instaurazione di rapporti di scambio in circuiti politici ed amministrativi.
Contratto sociale, le organizzazioni non hanno degli scopi, ma puntano alla soddisfazione dei diversi interessi
individuali. In questa prospettiva l’organizzazione è un contesto d’azione in cui si intrecciano e si gestiscono i
rapporti di cooperazione, scambio e di conflitto tra attori aventi interessi divergenti.
Società segreta, caratterizzata da vincoli di lealtà ed una forte gerarchia di comando. 4
Il rito di iniziazione è molto simbolico, poiché divide ed unisce al tempo stesso, crea forti legami tra i mafiosi e li
distacca dagli altri (uomini qualsiasi). I vincoli di parentela vengono molto usati per rinforzare il potere della cosca
il grado di ritualità tende ad aumentare al diminuire dei rapporti famigliari, è possibile ipotizzare che la ritualità
è stata introdotta quando le associazioni hanno iniziato ad allargarsi, poiché quando un’associazione non si fonda
più su rapporti di parentela è necessario rendere il vincolo solenne in altri modi il numero di pentiti (possibilità
di exit) nell’ndrangheta è molto basso poiché l’atto implicherebbe accusare i propri famigliari.
Forma organizzativa del controllo territoriale e dei traffici illeciti, i mafiosi fondano il loro potere su base
territoriale, ogni cosca ha un propria zona di pertinenza, in cui esercita un dominio esclusivo. Le guerre di mafia
nascono spesso da problemi di territorialità ed influenza reciproca, le quali hanno portato l’economia illecita a
superare i confini locali.
I beni prodotti e scambiati in mercati illeciti, accumunati dal fattore “segretezza”, sono il più delle volte coperti da
attività legali all’interno delle quali avviene il riciclaggio del denaro sporco (che viene in seguito investito nella
sfera pulita).
È adattiva rispetto al mutamento sociale, tramite un processo di ibridazione sociale, vi è una combinazione di
valori tradizionali e nuovi.
Consiste nel condizionamento del regolare svolgimento della vita sociale ed economica della comunità; va a
creare un contesto di paura “socializzata” che lascia poco spazio alla formazione di una voice.
La mafia è una forma di criminalità organizzata particolare, in quanto tende a svolgere su un determinato territorio
funzioni di sovranità tipiche dello stato; essa non va confusa con altr
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