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Riassunto esame sociologia dell'educazione, prof.ssa Sekulic, libro consigliato "Che cos'è la socializzazione ", Ghisleni , Moscati Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Sociologia dell'educazione e della prof. Sekulic, basato su appunti personali del publisher e studio autonomo del libro consigliato dalla docente Sekulic Tatjana : Che cos'è la socializzazione, Ghisleni Moscati. Scarica il file in PDF!

Esame di Sociologia dell'educazione docente Prof. T. Sekulic

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quelli di una nuova situazione lavorativa, di un matrimonio, della nascita del

primo figlio , del trasferimento in un paese straniero, del passaggio da un lavoro

ad un altro e altri. Sono momenti di cambiamento detti ”riti di passaggio” nei

quali l’individuo deve adattarsi alla nuova realtà definendola dentro di sé dal

punto di vista emotivo e cognitivo.

Ciò che si deve verificare è un processo di coerenza interna non sempre di facile

soluzione.

I soggetti rappresentativi sono riconosciuti soprattutto per la loro funzione

istituzionale dunque non c’è identificazione con una sola persona. Invece ci sono

situazioni di socializzazione secondaria nelle quali è presente una carica emotiva

intensa, in particolare nel mondo occidentale.

Questo processo in generale ha durata per tutto il corso della vita.

3.2 AGENTI TRADIZIONALI DELLA SOCIALIZZAZIONE : FAMIGLIA E SCUOLA

Oltre alla famiglia e alla scuola , al giorno d’oggi gli strumenti di socializzazione

sono anche la radio e la televisione, che si rivolgono alla collettività nel suo

insieme.

E’ inoltre possibile differenziare gli agenti della socializzazione a cui viene attribuito

lo scopo specifico di educare e formare da altri che svolgono la funzione di

socializzazione in modo indiretto e parallelamente al perseguimento di un

diverso scopo per il quale sono stati creati.

E’ poi utile distinguere istituzioni e gruppi sociali che si rivolgono a individui di età

eterogenea a gruppi di età omogenea.

Famiglia e scuola differenze.

Famiglia : è considerata l’agente più importante di socializzazione nella quale i

bambini sviluppano i primi legami emotivi, apprendono il linguaggio e

interiorizzano i primi valori, le prime norme e regole del vivere sociale. Una parte

della socializzazione che avviene in famiglia è intenzionale e una parte è del

tutto inconscia. La famiglia :

-fa progredire dallo stadio di passività infantile a quello di attività adulta i membri

della società

-fa procedere dallo stadio di dipendenza quasi completa a quello di indipendenza ,

sempre nel passaggio dall’infanzia alla maturità

- fa progredire da una mancanza di conoscenza e di controllo sulle conseguenze dei

loro atti ad una conoscenza sempre più grande e ad un controllo sempre più

efficace.

Rispetto al passato, il ruolo della famiglia attuale è principalmente quello “affettivo”

di sostegno della coppia di coniugi e sulla socializzazione dei figli.

Inoltre la famiglia è così cambiata :

- passaggio ad una famiglia con un numero limitato di figli e riduzione dei modelli

di aiuto, che rende necessaria la presenza di altri contesti utili per la

socializzazione secondaria, come la scuola o il gruppo dei coetanei.

- il passaggio da compiti di produzione a compiti di consumo modifica i ruoli dei

genitori, in particolare quello della madre, che assume funzioni produttive

all’esterno della famiglia e con i suoi ruoli professionali contribuisce alla

posizione economica e sociale del nucleo famigliare.

- è necessario mantenere un certo livello di coerenza tra il modello proposto dalla

famiglia e quelli che il giovane incontra successivamente entrando in contatto

con le diverse istituzioni.

Le fonti di formazione esterne esercitano un’influenza sui bambini e adolescenti ,

inviando messaggi e proposte di tipo etico- comportamentale assai spesso

contraddittori tra loro. La famiglia diviene dunque il luogo dello scontro tra

modelli culturali diversi, in quanto luogo di mediazione e di riconduzione ad

unità tra messaggi esterni. L’influenza della famiglia sulla personalità del

giovane resta considerevole e varia , sia, a livello interno, nelle procedure di

trasmissione dei valori e delle norme, sia a livello di indirizzi e stimoli che

vengono forniti ai figli e che influenzano le loro scelte di percorsi formativi o

professionali.

La scuola viene assunta come l’istituzione che si dedica alla socializzazione

secondaria dell’individuo. L’individuo in questa fase incontra la figura

dell’insegnante , portatore di un ruolo sociale specifico, e durante questo

rapporto il bambino impara ad assumere modelli di comportamento che devono

tenere conto di una situazione di dipendenza da un’autorità impersonale. La

socializzazione scolastica trasmette una sere di modelli di comportamento che si

rifanno ai principi di autorità , di prestazione, di competizione e cooperazione

( con i pari ).

Rispetto al passato la scuola ha assunto un ruolo di socializzazione secondaria,

dapprima tipico della famiglia. Da qui la crescente diffusione di affidare i

bambini all’istituzione scolastica con la generalizzazione degli asili nido. Dunque

ciò che si verifica è l’identificazione dell’educazione con la scolarizzazione , e si

accentua il divario tra famiglia e scuola.

Nel contesto scolastico si va formando l’identità dell’individuo e tale processo dura

per l’intero corso di studi.

L’esperienza scolastica incide in maniera significativa sul processo di sviluppo del

soggetto, il quale, sulla base della buon riuscita nelle prestazioni scolastiche e

nelle relazioni, si formerà un’immagine di sé che condizionerà le sue scelte

future.

Non solo le prime esperienze scolastiche incidono sull’immagine di sé e sulla visione

nei confronti della scuola ma anche la famiglia : dunque il contesto famigliare è

portatore di orientamenti pedagogici.

Quando è presente un insuccesso scolastico questo può essere dovuto non solo ad

attività di tipo cognitivo ma anche a conflitti interpersonali con compagni di

scuola, a incomprensioni con famigliari o ad insicurezze nel controllo delle

emozioni. Ciò nonostante gli insuccessi scolastici sono visti come il risultato di

una persona non adatta allo studio, dunque provocano atteggiamenti di auto

colpevolizzazione.

Altre difficoltà che possono incidere sul rendimento scolastico futuro sono quelle

legate al cambio di contesto durante il passaggio da un livello scolastico a quello

successivo, dunque l’adattamento a contesti nuovi , ma anche diversi

insegnanti, altri tipi discipline e di modalità di insegnamento. Questi e altri

aspetti possono provocare atteggiamenti di resistenza e rifiuto che si

manifestano come caduta degli interessi e delle capacità di apprendimento, o

anche con espressioni di noia, che in realtà indicano una difficoltà a sintonizzarsi

con il contesto.

3.3SOCIALIZZAZIONE INDIRETTA : MASS MEDIA, COETANEI E RELIGIONE

I mass media sono nuove fonti di socializzazione , in particolare la televisione.

Questa ha assunto un’importanza significativa grazie alla peculiarità dei

linguaggi che utilizza.

Caratteristiche dei mass media :

- Il loro basarsi su un coinvolgimento emotivo che non comporta giudizi di valore

- La non presenza di un’interazione con gli individui , dunque non ci sono domande

né un colloquio, tutto è passivo.

- Suscitano un effetto completamente passivizzante che scoraggia lo spirito critico

e le capacità di scelta.

Gli effetti delle comunicazioni variano tanto a seconda del pubblico che le riceve

quanto secondo le relazioni proprie agli individui. Dunque molte volte i messaggi

giungono ai destinatari attraverso la mediazione di amici, parenti e figure cui

viene attribuita credibilità.

Tra emittente e ricevente dunque si frappone una componente intermedia costituita

dalle relazioni di gruppo.

Per quanto riguarda gli effetti della televisione sui bambini , si può dire che i

bambini attraverso questa interpretano la realtà sociale che li circonda. Dunque,

nel caso della violenza, non è la violenza in sé che influenza i comportamenti dei

giovani spettatori ma il contesto generale degli atteggiamenti che costituiscono

la realtà quotidiana.

I mass media aiutano a organizzare le esperienze e dar loro una coerenza agli occhi

dei singoli individui.

Gli effetti dei mass media sui processi di socializzazione possono essere molteplici e

contraddittori. Sovente sono stati considerati in modi opposti. Da alcuni come

elementi di omologazione di modelli stereotipati , di mode effimere e superficiali

e con effetti passivizzanti sugli utilizzatori.

Da alcuni come stimolatori di interessi, come suggeritori di nuovi orizzonti culturali

e nuove capacità cognitive. Dunque si sono sviluppate due modalità

interpretative opposte :

- “ apocalittici ” paventano lo svilupparsi di una società orientata da un’unica

forma di realtà , per lo più virtuale e non corrispondente all’esperienza

quotidiana della maggior parte dei cittadini

- “ integrati ” che accettano invece l’influenza dei mass media come elemento

irrinunciabile del processo di formazione delle idee e della conoscenza , dunque

di evoluzione della cultura moderna.

IL GRUPPO DEI PARI

Il gruppo dei pari rappresenta una condizione sociale nella quale il processo di

socializzazione avviene senza gli aspetti di asimmetria e disparità.

I ruoli nei gruppi di coetanei non sono gerarchici e i rapporti che intercorrono tra i

membri oscillano tra la solidarietà e la competizione.

Distinzione più utile dei gruppi : formali e informali.

I gruppi informali, di tipo spontaneo, sono caratterizzati da relazioni interpersonali

non sono mirate ad alcuno scopo specifico e si manifestano in forme spontanee

di aggregazione in luoghi scelti come “sede” del gruppo e rappresentano un uso

del tempo libero dedicato solo allo scambio di confidenze, di parole di libertà o di

semplice condivisione della circostanza essenziale dell’esserci.

La condivisione dell’uso del tempo rappresenta la coesione del gruppo.

I gruppi di tipo spontaneo si costituiscono sulla base di omogeneità , sono spinti a

differenziarsi da un mondo esterno “diverso” e quindi a non accettare facilmente

nuove immissioni.

Gruppi formali Sorgono per scopi definiti e svolgono attività finalizzate.

Nei gruppi formali le dimensioni finalizzate allo scopo collettivo producono

un’articolazione diversa e maggiormente strutturata , secondo ruoli che

fondono realizzazioni personali a realizzazioni di gruppo.

Le figure di adulti-leader garantiscono la continuità tesa al raggiungimento dello

scopo collettivo e sottolineano la dimensione dell’impegno personale.

Dunque nel rapporto con gli adulti leader si acquisiscono ruoli subordinati ad

autorità non familiari e di tipo tecnico e si incontra la difficoltà di sottostare ad

autorità non sempre esercitate in maniera condivisibile. Una parte degli

abbandoni dei gruppi formali deriva dalle incomprensioni con i leader e di fatto

si verifica un calo della partecipazione con il passare dell’età ( è il caso dei

gruppi sportivi o di quelli parrocchiali).

Il gruppo in generale svolge un ruolo di costruzione dell’identità dell’individuo.

Il gruppo dei coetanei è il luogo nel quale il giovane può trovare sostegno emotivo e

psicologico. La famiglia sostiene il giovane , ma dal punto di vista dell’istruzione

e dell’occupazione. I gruppi, formali o informali, si collocano in un insieme di

occasioni sociali di utilità pratica per la costruzione di un’immagine positiva di sé

, della quale gli adolescenti hanno bisogno.

Nei processi di socializzazione la religione svolge un ruolo di rilievo. La religione,

attraverso l’etica, rappresenta un elemento unificante della società.

Ogni atto di culto e ogni cerimonia religiosa divengono occasioni di rafforzamento

dell’identità collettiva e ribadiscono l’appartenenza ad una comunità.

La religione fornisce un significato ultimo alla vita umana che ne comprende sia gli

aspetti positivi che quelli negativi.

Sembra che la religione abbia perso il suo potere di controllo sulla realtà sociale

complessiva. Ma sembra altresì che alla religione l’individuo faccia di nuovo

sempre più ricorso come elemento di sostegno nella dimensione privata e quale

sussidio nel confronto con la realtà sociale, sempre più complessa e di più

difficile interpretazione.

4.4 SOCIALIZZAZIONE IN ETA’ ADULTA : LAVORO,FAMIGLIA,POLITICO

Lavoro studi sulla mancanza o perdita funzioni sul lavoro : messe in luce da

 

uno studio sulla disoccupazione :

Alcune funzioni latenti :

-strutturazione del tempo quotidiano

-esperienze significative di interazione sociale al di fuori della famiglia

- Definisce status sociali

Effetti mancanza del lavoro : deprivazione psicologica difficoltà di organizzare il

tempo, scarsa organizzazione sociale, insicurezza circa la propria identità )

Valore socializzazione del lavoro in età adolescenziale :

-positivo sviluppo autonomia, assunzione di responsabilità, atteggiamenti di tipo

lavorativo

-negativo scarso uso delle abilità apprese a scuola, modesto apprendimento di

nuove abilità cognitive, incertezza dei progetti occupazionali a lungo termine,

stress lavorativo con conseguenze sul consumo di alcool, fumo e /o droghe

leggere, atteggiamenti trasgressivi e di disaffezione nei confronti del lavoro

stesso.

Ingresso nel mondo del lavoro : momento di transizione significativo e cruciale.

Persone coinvolte : condizionate dall’ambiente sociale frequentato,

dall’educazione ricevuta in famiglia, dall’età e dal sesso di appartenenza.

Anche l’età incide nel passaggio al mondo del lavoro; il posticipo dell’inserimento

nell’attività lavorativa può essere considerato positivo perché consente di

sviluppare capacità di valutazione e di scelta che favoriscono la riduzione

dell’impatto con il mondo del lavoro. Le appartenenze sociali giocano un ruolo

significativo sotto il profilo della formazione dell’identità. La socializzazione

adulta dipende dunque in buona parte dalle caratteristiche della precedente

socializzazione giovanile.

La famiglia di formazione : luogo nel quale si sperimentano processi di

socializzazione che incidono sulla personalità di ogni individuo.

Cambiamento della famiglia nel mondo occidentale :

l’individuo da adulto in tutte le epoche entra a contatto con altri membri del nucleo

e crea un nucleo famigliare, e vi sono relazioni con diversi gradi di affettività.

Cambiamento della famiglia : cambiamento ruolo delle donne svolgono attività

extradomestiche cambiamenti che provocano tensioni queste sono legate

 

alla molteplicità di ruoli attribuiti alla moglie- madre che assomma compiti di

gestione famigliare a compiti esterni lavorativi. Prolungata permanenza dei figli

sotto il tetto domestico : aumenta le occasioni di conflittualità interna , dato il

coesistere di modelli culturali sempre + divergenti in ragione del crescente gap

generazionale.

Altro cambiamento : instabilità matrimoniale numero di divorzi e separazioni

legali e quello delle unioni di fatto confermano il grado di tensione che

caratterizza il nucleo famigliare.

Manifestazioni di violenza all’interno della famiglia : violenza domestica :

prevalentemente maschile e coinvolge sovente i figli pratica meno accettata

rispetto al passato.

Cambiamento a livello di famiglia famiglie omosessuali.

Attività di socializzazione : svolte anche da partiti politici e sindacati politici :

socializzazione politica in senso stretto : il loro compito ; sindacati assimilati

ad altre istituzioni alle quali viene riconosciuto il compito di rafforzare il senso di

appartenenza e di partecipazione alla collettività.

Crisi in termine di adesione e di credibilità : tra le spiegazioni teoria del

sovraccarico statale i partiti hanno promesso una serie troppo numerosa di

beni e servizi per guadagnare consenso caduta del consenso verso le

istituzioni pubbliche e i partiti.

Atteggiamento nei confronti della politica : dipende dal tipo e dalla quantità di

informazioni ricevute ma anche da condizionamenti che agiscono sulla

formazione della personalità.

La scuola opera in termini di trasmissione di valori e modelli di comportamento tesi

a fornire un’immagine positiva delle istituzioni e della figura del cittadino , dei

suoi compiti e doveri.

Processo di socializzazione politica : si fonda su due dimensioni che corrispondono a

due approcci : psicologico e sociopolitico.

Aspetto psicologico : riguarda il grado di ricettività individuale nei confronti di

determinati stimoli provenienti dal contesto storico-politico e spiega perché

alcuni individui siano più ricettivi di altri nei confronti di un’ideologia o di una

proposta politica.

Approccio sociopolitico : accento sulle caratteristiche storico-politiche della vita

sociale che stanno alla base e forniscono la cornice dell’agire individuale.

Il comportamento individuale viene inserito dunque come sintesi delle esperienze

del singolo e delle caratteristiche del sistema politico esistente.

CAPITOLO 5 : SOCIALIZZAZIONE E CICLO DI VITA

Età : può essere considerata come un dato anagrafico e culturale.

Ciclo di vita : intreccio tra la dimensione biologica e la dimensione socioculturale

dell’età.

Nascita e procreazione

Cambiamento in Italia di idee riguardo matrimonio e procreazione . Matrimonio ci

si sposa più tardi rispetto agli anni 70.

Figli : più tardi. Donna : nel mondo del lavoro, modo per affermare la propria

personalità. Cambiamento alla famiglia nucleare invece che patriarcale la

sessualità non coincide più con il modo per fare figli ma come ciò che tiene unita

la coppia, dunque c’è un distacco dall’etica cattolico-cristiana. Dunque fare figli

appare sempre più come l’esito di una scelta deliberata dalla coppia stessa.

5.2 PRIMA ETA’

Infanzia acquisizione competenze linguistiche , pianto : prima forma di

comunicazione. Tra gli 8 e i 36 mesi di vita famiglia : insegna le abilità

espressive, i comportamenti e la lingua.

Adolescenza 11/12 anni – 18/19 anni : maturazione psichica e biologica idea di

 

scegliere la futura professione. Tre diversi atteggiamenti :

fantasioso,sperimentale e realistico.

Fantasioso : orientamento verso le professione di tipo fantasioso. Sperimentale :

atteggiamento dei 17 e 18 anni.

Adolescenza : conflittualità con i genitori l’adolescente cerca di affermare la

propria indipendenza oggi la lunghezza dell’adolescenza e dell’infanzia si è

prolungata.

Prima parte dell’età adulta : periodo transitorio alla fine dell’adolescenza tra

adolescenza ed età adulta prima parte dell’età adulta. Il 20 enne si prepara

ad un futuro da adulto, iniziando a lavorare o proseguendo gli studi nell’ottica di

lavorare e formarsi una famiglia.

Femmine più predisposte all’insegnamento per dedicare più tempo alla famiglia.

Differenze di genere nella scelta della professione nonostante i passi in

avanti.

5.3 SECONDA ETA’

2 indicatori un lavoro e una famiglia. Varianti :

avere

“nuove famiglie “ famiglie di fatto e famiglie ricostituite e famiglia uni

personale.

5.4 TERZA E QUARTA ETA’

Terza età : età del pensionamento accompagnato o preceduto dall’abbandono del

“nido” da parte dei figli. Cambiamento dell’età del pensionamento : non più vista

come età di decadenza ma come una fase di autorealizzazione. Cambiamento

dei modelli pensionistici rispetto al passato , in particolare rispetto alla seconda


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher i.caracciolo6 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Sekulic Tatjana.

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