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Che cos'è la socializzazione

Socializzazione e biologia

Caratteristiche ed evoluzione della specie umana

Origine della vita umana: due tipi di ipotesi:

  • Creazioniste
  • Evoluzioniste

Ipotesi creazioniste: il principale racconto a tale proposito è contenuto nella Genesi del Vecchio Testamento, nella quale si dice che l’uomo è stato creato da Dio a sua immagine e somiglianza. Questa idea fu ripresa da Carl Von Linneo, secondo il quale l’uomo sarebbe stato creato per glorificare Dio e dominare sugli altri esseri viventi.

Ipotesi evoluzioniste sorsero tra il Settecento e l’Ottocento. Autori di questo tipo di ipotesi: Jean Baptiste Lamarck, Charles Darwin. Quest’ultimo riteneva che le specie discendono le une dalle altre e che alcune possono anche estinguersi senza lasciare discendenza.

Importanza delle teorie evoluzioniste: anche nel metodo di indagine: nel suo empirismo basato sull’interpretazione dei fossili. Sulla base dei fossili si è arrivati all’ipotesi secondo la quale il primo organismo vivente viene datato all’incirca a 3 miliardi di anni fa. I primi animali terrestri: 400 milioni di anni fa e a 180 milioni di anni fa i primi mammiferi. Con la comparsa dei mammiferi inizia il processo evolutivo verso la specie umana.

Nella famiglia dei mammiferi spiccano i primati, che appaiono circa 70 milioni di anni fa e sono mammiferi dotati di dentatura completa e di due mammelle pettorali oltre che di una pelliccia che ricopre il corpo. Primati superiori vivono in gruppi e possiedono una forte intelligenza. Una delle caratteristiche dei primati superiori è ad esempio quella delle qualità vocali che nella specie umana porteranno allo sviluppo del linguaggio.

La specie umana non è il risultato di un’evoluzione lineare. Nell’ambito della specie Homo l’evoluzione sarebbe proceduta dapprima in termini di Homo habilis, capace di costruire i primi utensili, poi di Homo erectus, a cui si deve la scoperta del fuoco per scaldarsi e cuocere il cibo per poi approdare all’Homo sapiens.

L’Homo sapiens tronco di questo è probabile che si sia ramificato dando origine da una parte all’uomo di Neanderthal e dall’altra all’uomo di Cro-Magnon. Queste due specie sembra che abbiano vissuto per molto tempo a stretto contatto, solo che si distinguevano per alcune caratteristiche fisiche:

  • Uomo di Neanderthal: robustezza dei denti, ossa facciali e scheletro.
  • Uomo di Cro-Magnon: il parente più prossimo all’uomo moderno.

Biologia, cultura e comportamenti

In questo paragrafo emerge il legame tra il contesto sociale nel quale un individuo cresce e la formazione della personalità, anche sulla base di legami che si sviluppano.

Personalità: data dall’insieme di una componente cognitiva ed emotiva. Componente emotiva: amore, odio, simpatia e invidia. Entrambe le componenti permettono all’uomo di intervenire sull’ambiente per modificarlo.

L’artificializzazione della natura ad opera dell’uomo inizia già al momento dell’invenzione dei primi utensili, fino ad arrivare alla tecnologia, grazie alla quale l’uomo inizia a vivere in un mondo di oggetti che si costruisce da sé, dunque porta ad una presa di distanza dall’ambiente “naturale”. Come? Grazie alla cultura, che è ciò che trasmette a ciascun individuo le lenti di interpretazione della realtà e le modalità di uso degli oggetti. Tramite la trasmissione nel tempo delle conoscenze pratiche e morali ogni generazione non deve iniziare da zero reinventando tutto da capo.

Gli individui non socializzati

Esempi: ragazzi francesi Victor e ragazza lupo indiana Kamala.

1797: foreste francesi -> rinvenuto un ragazzo cresciuto in pieno isolamento, il quale fu preso nel 1800 nel Dipartimento dell’Aveyron. Il ragazzo fu affidato alle cure di un medico di nome Jean Itard che ritenne necessario l’insegnamento all’utilizzo degli organi di senso in quanto il suo sviluppo cognitivo era pari a quello di un bambino di un anno, escluse comunque la diagnosi di idiozia irrecuperabile. Il medico riuscì a migliorare la situazione, Victor acquisì alcuni comportamenti come il mangiare o il pettinarsi ma non gli riuscì di insegnargli la parola.

Ragazza lupo indiana Kamala: fu ritrovata nel 1920 da un missionario inglese quando aveva all’incirca 8 anni e durante i 9 anni in cui visse con il missionario e la moglie del missionario apprese il linguaggio, seppur semplice. Inoltre imparò a socializzare con gli altri bambini ma anche a mangiare cibi cotti, e altro, seppur non riuscì a raggiungere mai il livello di una bambina della sua età. Quando morì all’età di 17 anni il suo sviluppo cognitivo era pari a quello di una bambina di 4 anni.

Simili problemi di crescita si riscontrarono anche nei casi in cui i bambini fossero stati segregati o cresciuti in totale isolamento, come nel caso delle due ragazze americane Anna e Isabelle.

Anna: era stata segregata dalla madre in una stanza perché figlia illegittima, dunque la madre non le parlava, non le mostrava tenerezza e non la lavava quasi mai, si limitava a portarle da mangiare. A sei anni, quando fu scoperta, era incapace di muoversi. In orfanotrofio una volta portata visse non più di altri 5 anni raggiungendo la maturità di un bambino di 2 anni.

Isabelle: la madre instaurò con lei un minimo rapporto, anche se solo gestuale. È stato verificato che una minima relazione affettiva rende possibile il recupero dei bambini come Isabelle e ciò vale anche per i bambini istituzionalizzati. Importanza attaccamento alla madre: questa permette una buona crescita psicologica nei primi anni di vita.

Norme e valori collettivi

Per essere membri attivi di una società è necessario apprendere le norme di comportamento, saperi che danno forma alla cultura di senso comune di una società e che ne rispecchiano le esperienze collettive.

Norbert Elias: descrisse i cambiamenti all’origine della società moderna. Egli ritiene che quest’ultima sia espressione di trasformazioni intervenute tanto sul piano delle strutture economiche quanto nelle singole psicologie, dunque secondo egli è avvenuta una “psicologizzazione” delle regole di comportamento, nel senso per cui ciascuno cerca di fornire una buona immagine pubblica di sé dominando tanto la propria emotività quanto le proprie pulsioni.

Dunque i comportamenti sociali, seppur percepiti come “naturali”, sono atteggiamenti socialmente costruiti e trasmessi di generazione in generazione tramite i processi di socializzazione. Per quali ragioni gli individui aderiscono al patrimonio culturale della propria società? Si possono richiamare due distinte teorie:

  1. Normativa
  2. Coercitiva

Modello normativo di Parsons: i valori e le norme collettive diventano da oggettive soggettive per via della loro interiorizzazione, dunque grazie all’azione di scuola e famiglia.

Modello coercitivo:

Socializzazione e personalità

Tramite la socializzazione gli individui apprendono le regole e le modalità dei rapporti interpersonali. Formazione della personalità: avviene attraverso processi educativi e l’attenzione a tale processo di crescita è stato al centro del dibattito di alcune teorie come il comportamentismo, la teoria dell’io specchio di Charles Horton Cooley, l’impostazione psicoanalitica di Sigmund Freud, la riflessione relativa al ciclo di vita di Erik Erikson e il cognitivismo evoluzionista di Jean Piaget.

Il comportamentismo o i riflessi condizionati

Riflessione comportamentista: muove dall’idea che si possa spiegare solo ciò che si osserva. John Watson individuò come tra il metodo delle scienze naturali e quello delle scienze sociali ci si debba affidare ad una procedura logico-sperimentale, dunque, ad esempio, nel caso del comportamentismo è necessario porre sotto osservazione la relazione stimolo-risposta tramite lo schema causa-effetto: il comportamento va visto come una risposta ad uno stimolo, che ne è invece la causa. Watson elaborò la teoria dei riflessi condizionati secondo la quale ogni comportamento è determinato da esperienze passate che influenzano.

Skinner: secondo Skinner la crescita della personalità è conseguenza di “sequenze di rinforzi”, tanto esperienze individuali quanto espressione delle esperienze collettive sedimentate nel tempo.

Cooley e Mead

Cooley guarda alla coscienza morale dell’individuo nei termini di un’entità composta da 3 elementi:

  • L’autocoscienza: ciò che ciascuno pensa di se stesso
  • La coscienza sociale: quanto ciascuno pensa degli altri
  • La coscienza pubblica: l’insieme delle credenze e valori di una società

Per Cooley è a partire dal secondo anno di vita che inizia a formarsi la coscienza di se stessi, ma la formazione di questa va di pari passo con la consapevolezza di appartenere ai gruppi come la famiglia, il gruppo di gioco e i vicini di casa. La personalità si forma e si mantiene all’interno di un gioco di auto percezioni; l’auto percezione riguarda da un lato la propria personale percezione, dall’altro la percezione di sé negli altri, cioè come gli altri ci vedono.

Mead: relazionarsi agli altri, secondo Mead, occorre che il significato di qualsiasi gesto possa essere interiorizzato sulla base di codici definiti e condivisi. Avendo interiorizzato tali codici si può entrare in relazione con gli altri perché si è acquisita la capacità di porsi nei loro panni. Tale capacità è fondamentale perché la maggior parte delle relazioni avviene in maniera non superficiale.

Freud e la coscienza morale

Freud: ES, Io e Super-Io. Secondo Freud si entra nell’età adulta dopo che il bambino è passato attraverso un’evoluzione psicologica che procede lungo 5 stadi: fase orale, anale, fallica, latente e genitale.

Fase orale: primi mesi di vita del bambino. Anale: il bambino trova gratificazione con l’ano. Fase fallica: il bambino scopre la propria zona genitale come fonte di piacere. 2 sottoperiodi: primo fonte di piacere è l’organo genitale maschile e femminile. Secondo: spostamento della fonte di piacere verso una persona esterna al nucleo familiare. A cavallo tra questi due periodi: complesso edipico, il superamento di questo è fondamentale perché permette all’individuo di interiorizzare nel proprio Super-Io i principi morali dei propri genitori.

Inoltre, il superamento del complesso edipico permette di entrare nel periodo di latenza (5-12 anni): periodo durante il quale il bambino è indotto dall’ambiente circostante a manifestare la propria affettività in termini socialmente approvati. Quinto stadio: fase genitale segna l’ingresso nell’età adulta, attenzione affettiva rivolta ad una persona dell’altro sesso esterna alla famiglia.

Erikson e il corso di vita

Erikson considera l’intero ciclo di vita scomposto in nove fasi, ciascuna delle quali presenta alternative. Primo stadio: alternativa tra fiducia e sfiducia, il bambino si rende conto che la mamma è

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher i.caracciolo6 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Sekulic Tatjana.
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