L'era dello schermo
Realtà e rappresentazione
Nel corso della storia gli esseri umani hanno impiegato vari strumenti espressivi allo scopo di creare una realtà altra, differente da quella reale.
- Partendo dalle prime arti figurative per rappresentare le parole si è poi passati ad una scrittura alfabetica, composta da segni astratti e codificati che rappresentano un suono, togliendo a questo punto la necessità di rappresentare fisicamente gli oggetti.
- Con l’acquisizione di questo metodo esso si è sviluppato, fino all’avvento del teatro che ha educato gli individui all’ascolto, alla partecipazione con il pensiero e ad affinare il punto di vista. Già nel '500, nel teatro inglese, si può notare un comportamento che è tipico al giorno d’oggi, e cioè del mescolamento con la vita reale e della finzione. Gli attori infatti avevano dei ruoli che rispecchiassero le loro professioni nella vita reale. Inoltre il teatro costringe ad un quadro che non cambia, lo spettatore quindi è fissato nello stesso modo con cui fissa gli schermi contemporanei.
- A seguire con i libri, il modello della comunicazione ha preso potere, soprattutto dal punto di vista della finzione grazie ai romanzi borghesi che hanno permesso le prime vere forme di astrazione mentale.
Attraverso questi processi l’idea di rappresentazione si è affermata nella società, nel senso di presentazione del mondo reale in modo fittizio, con modalità che possono sembrare vere.
Nel corso del '900 poi sono progressivamente comparsi nuovi strumenti elettrici di comunicazione, che hanno svolto la stessa operazione di astrazione dei media cartacei, in forma sicuramente intensificata. Con il computer poi non ci si limita a ricevere una semplice rappresentazione, ma una realtà intensificata che appare agli individui come più affascinante e convincente della realtà vera e dunque tende sempre più a sostituirla.
Il processo tecnologico ha portato quindi a una realtà simulacrale (immagine-simulacro = che simula e prevede). I simulacri sono copie di copie che si rinviano senza fine, copie delle quali non esistono più originali, e nel corso del tempo, a partire dal Rinascimento, si sono succeduti tre differenti ordini di simulacri:
- L’ordine della contraffazione, basato sull’immagine e sull’imitazione e guidato dalla legge naturale del valore.
- L’ordine della produzione, fondato sull’energia, sulla forza e sulla legge del valore.
- Quello della simulazione, basata sulla legge strutturale del valore, che ha introdotto la logica del codice dell’informatica.
Oggi le esperienze individuali sono sempre più vissute attraverso la rappresentazione che ne danno i media e per questo si parla di realtà aumentata, la riproduzione cioè di un reale arricchito e migliorato. Essa porta a trovare deludente la realtà fisica in cui effettivamente viviamo.
L'era dello schermo 1
Oggi l’idea di rappresentazione viene sempre più accettata anche per la sua elevata diffusione sociale. Per il fatto che gli individui tendono sempre più a rappresentarsi e a vetrinizzarsi.
Lo scopo per molti oggi è diventato quello di apparire, il concetto di notorietà supera quello di reputazione. Il mondo di internet quindi tende oltre che ad essere reale, a sostituire la vera realtà.
Si parla in questo caso di un privato costruito, una sfera privata che nasconde in qualche modo quello che è il privato vero, che rimane inaccessibile, mentre il privato che non corrisponde alla realtà viene costruito e reso vendibile.
Stiamo imparando a costruirci delle identità, e più immagini si hanno e più ci si gioca, come se fosse un reality show tutelare il vero privato e comunicare di sé quello che si vuole (vetrinizzarsi).
Questi due flussi però, come succedeva con il teatro inglese, tendono a mescolarsi, creando episodi in cui la vita vera e la vita da reality non si distinguono più.
Lo schermo è un operatore neutro, perché rappresenta un canale di passaggio in cui si fondono linguaggi di varia natura. Essi consentono di vedere dentro il mondo mediatico e artificiale, o almeno questa è l’idea dello spettatore, che dall’esterno ha l’illusione di poter controllare quella realtà.
L’idea di potersi collegare al mondo intero attraverso uno schermo rende l’esperienza dell’individuo gratificante.
Tutto ciò, sommato all’innovazione dello schermo tattile, crea un ponte, un’unione tra il dispositivo e il corpo.
L’esperienza del cinema è molto simile, infatti oggi non si vuole più solamente guardare uno spettacolo, ma penetrarlo. L’ambiente mediatico da vita ad un mondo che ci sembra vivo e continuamente a portata di mano, ma in realtà è...
-
Riassunto esame Sociologia dei media, Codeluppi e Vagni, testo consigliato "L''era dello schermo, Tito Vagni
-
Riassunto esame Sociologia dei media, libro consigliato Sociologia dei media, McQuail
-
Riassunto esame Sociologia dei mass media e linguaggi del brand, prof. Valli, libro consigliato Sociologia dei medi…
-
Riassunto esame Sociologia dei nuovi Media, prof. Santoro, libro consigliato Nuovi media, vecchi media, M. Santoro